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Archive for aprile 2010

Oltre la siepe : viaggi fotografici nel mondo della botanica

Cattollica Galleria Comunale Santa Croce in Via Pascoli 21

Oltre la siepe: viaggi fotografici nel mondo della botanica, fotografie di Nadia Fantini

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MARTEDI’ 27 APRILE ALLE  21
Salone Bolognini, piazza San Domenico 13, Bologna
proiezione documentario Operazione Radium  del regista  Alessandro Cavazza, con la partecipazione di Loriano Macchiavelli scrittore.
Ingresso libero

Info :

Operazione Radium, per la regia di Alessandro Cavazza, è un documentario che rievoca una famosa pagina della Resistenza a Bologna, un lavoro di impegno collettivo per ricordare, difendere e tramandare un momento di enorme senso civico nel periodo più tragico e buio della Resistenza. Attraverso testimonianze dirette il regista ripercorre i momenti di una vera e propria corsa contro il tempo tra tedeschi e partigiani. La narrazione è affidata a Loriano Macchiavelli, giallista, le immagini di repertorio sono state fornite dalliIstituto Storico Parri, dalla famiglia Palmieri e dall’Archivio Storico dell’Università di Bologna. Il fatto è accaduto nell’estate del 1944, quando i tedeschi decisero di requisire tutto il radio custodito al Sant’ Orsola e i partigiani riuscirono, sia pure a caro prezzo, a far fallire il progetto. L’idea di portare a termine la pericolosa azione nacque all’interno del partito d’Azione – Giustizia e libertà nel 1944, mentre era in corso la faticosa avanzata degli Alleati dal sud dell’Italia, contrassegnata da violenti e sanguinosi scontri contro un esercito tedesco ancora forte e terribilmente aggressivo. Il radio (radium in inglese), in quel momento, era di enorme interesse per i tedeschi, impegnati nella realizzazione della V2”, arma nucleare ritenuta invincibile e decisiva per la vittoria finale. Per questo la salvaguardia del radio, utilizzato a Bologna per la cura dei tumori e conservato all’ Istituto del radio all’interno dell’ospedale Sant’Orsola, mise a repentaglio molte persone.
Coinvolto in prima persona era il prof. Giovanni Giuseppe Palmieri, direttore dell’Istituto, che rischiò la vita, rifiutandosi di consegnare ai
tedeschi tutto il radio in dotazione: un grammo abbondante, del valore di più di 100 milioni.

Accompagnati da uno scienziato dettagliatamente informato sulla quantità di radio esistente, i tedeschi ne pretendevano la
totale requisizione. L’intervento immediato dei padri domenicani e del conte Cavazza, molto amico di un alto ufficiale tedesco, portò a un compromesso, che consentì di dilazionare la consegna del prezioso elemento in due rate: una subito, l’altra a breve. Il tempo stringeva. E’ allora che entrò in scena Mario Bastia. Il 24 luglio 1944, a Villa Torri il prof. Giovanni Ferdinando Gardini, aiuto del prof. Palmieri, consegnò materialmente il radio rimasto al partigiano Mario Bastia, che immediatamente lo portò in
salvo nell’abitazione del prof. Filippo D’ Ajutolo, in via San Vitale 57.
Successivamente la preziosa sostanza verrà trasferita in cantina, sotto una catasta di legna e carbone, e qui resterà fino alla liberazione di Bologna.
Immediatamente il prof. Palmieri e il prof. Gardini vennero portati in salvo oltre il fronte, a Firenze, da partigiani travestiti da tedeschi. Tutta la famiglia Palmieri trovò asilo a Minerbio, nel castello del conte Cavazza, tranne un figlio, Gianni Palmieri, che raggiunse i partigiani in montagna e poco dopo sarà fucilato dai tedeschi nel corso di una rappresaglia. I tedeschi non desistettero, tutt’ altro. Quando si recarono all’ospedale per ritirare il radio non trovarono nessuno in possesso della chiave della cassaforte che lo conteneva. Allora prelevarono dal carcere uno scassinatore di professione ma, a operazione compiuta, trovarono la cassaforte vuota. Lo smacco ricevuto fomentò la vendetta dei repubblichini che, grazie a due spie infiltrate nel partito d’Azione, ai primi di settembre, in un blitz notturno, arrestarono una ventina di partigiani. Rinchiusi a San Giovanni in Monte, otto furono immediatamente condannati a morte, sette vennero deportati a Mauthausen (uno solo è sopravissuto) e gli altri, tra cui Nazario Sauro Onofri, rilasciati.  A distanza di un mese l’esercito repubblichino farà irruzione all’Università, dove erano nascosti molti partigiani; fra loro c’era anche Mario Bastia, che verrà ucciso nel corso di
un sanguinoso scontro insieme ad altri sei combattenti.

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