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Archive for gennaio 2011

Da Elisabetta Landi

La Federazione Italiana Donne, Professioni, Affari di Pistoia ha organizzato un convegno a Pistoia : Incontri tra le carte, conversazioni di storia e d’arte in Forteguerriana alla Biblioteca  Forteguerriana (piazzetta della Sapienza), sabato 22 gennaio, nel pomeriggio.

Un approfondimento (per chi lo desidera)

L’intervento di Elisabetta Landi, studiosa bolognese verterà sulla figura di  Lapaccina Dal Gallo (Pistoia, 1591-1635), figura inedita fino ai miei studi, fu un’aristocratica pistoiese, imparentata con la migliore nobiltà toscana e con Clemente IX Rospigliosi.

I documenti autografi rinvenuti la mostrano una donna colta e autorevole che, a dispetto delle norme sociali,quando la firma delle donne non valeva nulla era solita firmare i propri documenti, rifiutando la tutela maschile. Rimasta vedova per la seconda volta nel 1630, e a quanto sappiamo, senza figli, mentre in Pistoia imperversava la peste che aveva ucciso anche il marito, Francesco Assalonne Cellesi, “balì” di Pistoia, che in toscano antico vuol dire sindaco, scelse di farsi cappuccina ed eremita, e con un coraggio da leone decise di ritirarsi presso l’oratorio di S.Giuliano, a ridosso del  lazzaretto, dove avrebbe potuto incontrare appestati e sbandati.

Quel luogo la ispirava. Là, infatti, due secoli prima aveva stabilito la propria dimora una comunità di eremiti; inoltre, in quei pressi si apriva uno specchio d’acqua ritenuta miracolosa, una sorta di “Lourdes pistoiese”. Poco distante, poi, si trovava la chiesa di Ripalta, dove si conservava un crocefisso (ora in S.Andrea) che in occasione della peste del 1390 e del 1401 era stato portato in processione per tutta la Toscana, suscitando guarigioni miracolose. Non c’è dubbio che quello fosse un luogo magico, da un punto di vista spirituale. Lei lo intuì, e anzi si può dire che la sua stssa vicenda si collegasse alle devozioni religiose più importanti per la città.  Pistoia ebbe infatti un passato d’eccezione: sorgeva sulla via Francigena, e di lì transitavano enormi masse di fedeli. Molti di loro si recavano a venerare il crocifisso di Ripalta, e in tanti sceglievano di bagnarsi nei “Bagni di s.Giuliano”, sperando in una guarigione.

Non sembra casuale, allora, la presenza di una mistica in quel luogo, che in seguito alle mie ricerche ho identificato. I Bagni di san Giuliano sono stati attualmente coperti da un parcheggio! Ma la cosa più straordinaria è che in quel luogo marginale, rivitalzzato, si direbbe, dalla preghiera di Lapaccina, poi nacque un giardino, e questo ci fa pensare alle parole con le quali S.Teresa d’Avila, altra grande donna le cui opere certo la Dal Gallo conosceva, paragonò l’orazione di quiete all’attività del giardiniere e alla simbologia dell’acqua (simbolo femminile) che dà la vita.

Di Lapaccina non sappiamo altro, ma probabilmente la sua fu una vicenda straordinaria. Morì dopo 4 anni di eremitismo. Altro elemnto ricco di fascino è che la sua figura è emersa nell’ambito dei miei studi su una pala attribuita a Elisabetta Sirani e conservata sull’altare della famiglia di Lapaccina, nella chiesa di S.francesco, a Pistoia. E’ interessante riflettere sul fatto che fu proprio attraverso le trame di questa tela che la figura della mistica è emersa piano piano, grazie a una donna bolognese!
Ancora auguri
Elisabetta

Lapaccina del Gallo : mistica pistoiese del '600 lezione di Elisabetta Landi

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