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Archive for maggio 2011

La parola scritta/verità resistenti verso Genova  è stato un convegno organizzato l’11 marzo scorso per ricordare Francesco Lorusso. Il Convegno è stato promosso dall’Associazione Francesco Lorusso dalla Reti invisibili , dall’Osservatorio contro la repressione e dall’Associazione la Lotta Continua. Ha coordinato le giornate Mauro Collina.

Alcune testimonianze 

Claudio Lolli


Francesco Guccini

Stefano Tassinari 


Intervento di Stefano Bonaga

Ultimissima ora

Da oggi  25 maggio si è insediato il nuovo sindaco di Bologna dopo un anno e mezzo di permanenza della prefetta Annamaria Cancellieri :

Virginio Merola e i primi minuti da sindaco : il filmato è di Andrea Obamarchi di Bologna Inside






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  Il cigno nero e la body art al cinema uno sguardo all’opera di Darren Aronofsky

Nel mito, il simbolo del cigno e della sua eleganza è preferito da Giove per farsi umano a Leda, la regina di Sparta .

Il balletto “Il lago dei cigni “ è stata una coreografia che ha introdotto nel balletto classico la concezione moderna della danza, la cui  rappresentazione è avvenuta al Bolscioi , e sembra che con questa opera il regista si ricolleghi alla sensibilità originaria delle sue radici russe.
Ci sono varie versioni cinemtografiche del lago dei cigni, per lo più rivolte all’introduzione del balletto e dell’ascolto della musica classica ed edulcorate da una  produzione disneiana.
La versione del “Lago dei Cigni” nella versione cinematografica  de “Il cigno nero (2010)” film diretto da Darren Aronofsky  e interpretato da Natalie Portman, Mila Kunis, un’irriconoscibile Winona Rider  e Vincent Cassel  conferma la classe espressiva  del giovane regista che si è laureato in regia ad Harvard ed è in grado di  portare un aggiornamento  in senso  postmoderno dell’opera ricollegandosi ad una lettura del mito in senso naturalistico : assimilazione che trae ispirazione dalle letture assai occidentali  delle  metamorfosi di Ovidio .
Il cigno nero è un aspetto che, speculare al cigno bianco , viene  descritto dalla figura incombente del mago Rothbart ( Vincent Cassel) fin dalla ouverture, metafora di  un abisso che si presenta a sprazzi  , un fantasma  che risiede nella zona oscura di ognuno di noi e che ci può risucchiare in un gorgo.
Darren Aronofsky che già in una prima, commuovente opera “The wrestler” interpretato da uno  malinconico e splendido Mickey Rourke colloca il corpo al centro del suo obbiettivo cinematografico.

Il corpo  in senso sociale : nel precedente  “the Wrestler” il protagonista pur di essere acclamato e stare al passo con le sfide del ring equestre giunge perfino a spararsi delle graffette con lo sparapunti , ma quando andrà a fare il commesso in un negozio di alimentari e qualcuno  riconoscendolo lo ridicolizzerà  afferma che si sa difendere dal dolore fisico ma non da quello psicologico inferto dalla quotidianità.
Quanta parte c’è del “Wrestler” in ognuno di noi?

Il corpo sociale offeso e ferito è al centro di questa nostra umanità ,  che è in bilico sulle punte dei piedi  pur cercando di elevarsi  come quello  di una ballerina di danza classica che  innalzandosi , richiama nella sua ascesi , il percorso alla perfezione.
L’umanità, come la bella e delicata Natalie Portman è “naturalmente” proiettata verso la sofferenza (soffro dunque sono?) celebrando nel dolore fisico il corpo sociale  (la body art  non  si legge forse  in complessi e sempre più frequenti   dolorisissimi tatuaggi ?   )
Qual’è il cammino verso la perfezione dunque? identificarsi in senso naturalistico e proiettivo  verso una figura ideale ? ad un certo punto a Nina sembra che avvenga una metamorfosi  che si impossessi sempre di più di lei portandola nel perfetto allineamento in ciò che fa in un’empatia quasi zen, ma questo oltre le prende la mano attirandola in un  percorso senza ritorno in cui tutte le voci che risiedono nella sua mente si manifestano.
Evidentemente l’umanità (umano troppo umano direbbe Nietzche)  non è in grado di reggere con le sue forze il cammino verso l’intensità  (già in un’opera precedente Darren Aronofsky “Teorema di un delirio” analizza questo relazione fra l’uomo e il mistero della vita) .
Così intanto che  Nina insegue il suo cammino ascendente, si aprono in lei delle falle / ferite (la perfezione è una coperta troppo stretta per l’umanità?)  che allargandosi  non riescono a rimarginarsi in quel luogo dove la realtà e la fantasia vengono ad essere, come in un incubo indistinto,   irriconoscibili e sovrapposte le une dalle altre.

E’ cara al regista in questa come nelle sue altre opere precedenti, la relazione con lo  specchio, la grande metafora della psicoanalisi , l’ accettazione e il rifiuto dello specchio  fino  ad affermare quasi come determinante un ‘opera di  body art  de “Il cigno nero”.
La pelle che gradualmente sembra formare le  piume del cigno è il trionfo della zona oscura in un perfetto stilismo cinematografico celebra questa unione così cara alla relazione intima fra arte e vita.

Il corpo da ballo è una figura retorica che rimanda alla società così come sue lacerazioni e ai suoi conflitti mentre l’inarrestabile cammino della perfezione  può fare  perdere i contatti  con il sè.
La madre  cerca di frenare l’irresistibile ascesa  della figlia per la paura del vortice contrario mentre Nina le dice schietta :”- Io sono la regina del lago dei cigni, tu sei stata una ballerina di fila”. –

Emozionanti alcune inquadrature finali che accompagnano il successo e il finale  in senso nicciano
Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi ” (Friedrich Nietzsche)
                                                                  Roberta Ricci

Le opere citate del regista : alcuni trailer
The wrestler

Teorema di un delirio

Il cigno nero

Archivi cinematografici in streaming

http://www.youtube.com/watch?v=XRYPy5xBOso

importanti apparati di film russi d’epoca, da non preoccuparsi, i sottotitoli sono in inglese

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Da Claudio Marra

invio la comunicazione relativa all’iniziativa con i miei studenti che inaugurerà in Santa Cristina giovedì prossimo

Dams_Attack

Dams Attack

mille autoritratti sui muri di  Santa Cristina  (Piazzetta G.Morandi,2)
La mostra raccoglie i lavori prodotti dagli studenti all’interno del corso di Storia della Fotografia di Claudio Marra. Il tema dell’autoritratto, per altro sviluppato in modi molto liberi, nasce con l’intenzione di tracciare una sorta di autoriflessione generazionale nei modi sintetici e allusivi propri dell’immagine fotografica. Particolarità linguistica del progetto è data dalla realizzazione di tutte le opere in formato “pseudo polaroid”, utilizzando un apposito programma reperibile in rete. Una finta polaroid come emblema di una fotografia largamente automatica, dunque a bassa autorialità ma anche a bassa definizione formale.

Claudio Marra Dams Attack i protagonisti

Per chi vuole connettersi :

http://www.facebook.com/event.php?eid=209924632359955

In contemporanea avrà luogo …

giovedì 5 maggio alle ore 18
alla Biblioteca delle Donne
in Via Del Piombo, 5

il secondo incontro sulla moda, protagonista questa volta il design della moda indipendente.
Sette gruppi di giovani design esporranno loro installazioni nel portico del
chiostro.

Alessandra Vaccari conduce l’incontro sul design della moda indipendente: Fabric Division (Enrico Assirelli, Linda Crivellari); Pomelo (Pamela Casadio); Agarthi (Silvia Galli); Silente (Francesca Iaconisi); Pesci Pneumatici (Lucia Principe); Le Giraffe (Valeria Sacenti). 

Nel 60° della sfilata organizzata da G.B. Giorgini che segnò la data di nascita del “Made in Italy”.

Da Mauro Trebbi

Robert Marnika

Giovedì 05 maggio 2011 dalle ore 21,00
FOTOclub FERRARA – Sala della Musica in Via Boccaleone 19 Ferrara

Il fotografo Robert Marnika nasce a Zara, in Croazia, nel dicembre 1966, ora vive e lavora a Bologna. Nella serata presenterà il suo libro, uscito due anni fa con le edizioni POSTCART, parla delle memorie di guerra che riaffiorano a distanza del tempo. Un lavoro molto personale e diverso da un solito reportage di guerra, recensito da Cristina Paglionico.

Poi seguirà la Serie di Quadrumiki, la storia di un pescatore solitario che pesca il riflesso della sua immagine sulla superficie dell’ acqua.

Quindi due lavori montati e preparati come audiovisivi sull’emigrazione dalle isole croate in particolar modo sull’isola di Sestrunj, la stessa in cui ormai da dieci anni il fotografo tiene corsi di fotografia sulla popolazione locale.
Infine saranno proiettati due audiovisivi sull’India.

Robert

http://www.robertmarnika.com/

La storia a teatro

Da Claudio Beghelli

SPETTACOLO TEATRALE: Ettore (il caso Majorana)
Di Franco Lombardo

L’ Associazione culturale Club di  Fantomas invita pubblico e stampa adassistere, Lunedì 9 Maggio 2011, alle ore 21, presso il  Teatrino di Fantomas, in via Vinazzetti 1/3, a Bologna (zona universitaria), al nuovo spettacolo del gruppo teatrale Panta Rei : Ettore (il caso Majorana) di Franco Lombardo.

Con (in ordine alfabetico):
Moreno Armaroli, Emiliano Basile, Nerio Bonvicini, Angelo De Meo, Nicola

Fabbri, Marco Mengoli, Marco Michelini, Silvia Motori, Silvia Nannetti,

Rossella Rusi, Silvia Stasi.
Scenografie:
Elena Motori
Musiche originali: Marco Bonvicini
Regia:
Franco

La presentazione :
Il 25 marzo 1938, Ettore Majorana, giovane ma già illustre fisico nucleare, scomparve in circostanze mai chiarite. Majorana apparteneva ad una famigliaparticolarmente in vista dell’alta borghesia catanese.  Ettore, inizialmente iscritto a ingegneria si lasciò convincere da Fermi a passare a fisica e ad abbandonare il profilo del tecnico per quello dello scienziato; ed egli divenne uno dei personaggi più significativi e più controversi di quello straordinario episodio della fisica italiana che fu l’ istituto di via Panisperna, voluto da Orso Mario Corbino e Guglielmo Marconi e diretto da Enrico Fermi.
La scomparsa di Majorana,  pressoché ignorata per decenni, ha iniziato ad
interessare ricercatori, biografi e scrittori a partire dagli anni settanta del secolo scorso sollevando una importante discussione sulle tematiche relative ai rapporti fra scienza e potere, scienza e società, scienza e individualità.
Ettore  nasce dall’ idea che, non conoscendo nulla, si possa immaginare tutto. Un’ idea di realtà virtuale  finalizzata però allo  stimolo di una riflessione sulle relazioni  fra scienza, genialità e individuo.


Sabato  7   Maggio  alle ore 11.00

presso il Fotomuseo Giuseppe Panini in via Giardini 160 a Modena, Chiara Dall’Olio guiderà i visitatori alla scoperta della mostra  “Yasuzo Nojima. Un maestro del Sol Levante fra pittorialismo e modernismo.

Ingresso gratuito

http://www.fotomuseo.it/mostre/archivio/2011/Nojima.asp

Andiamo al cinema indipendente invitate dall’Associazione Orlando

Anteprima del film su  un episodio della vita della filosofa Simone Weil al cinema Lumiere  “le stelle inquiete” ne parla la regista, Emanuela Piovano assieme a Raffaella Lamberti , filosofa e ideatrice dell’associazione Orlando, con Davide Turrini.

Riflessioni sulla fotografia  di Roberto Rossini

PERCHE’ SCATTIAMO TANTE FOTOGRAFIE

Ieri sera un piccolo gruppo di amici ha visto molte fotografie di tante settimane 3B (Bianca Biblica Bambini) trascorse insieme a padre Filiberto Talamonti al Capriolo di S.Cristina in val Gardena, detta semplicemente settimana di Selva .

Tutte quelle bellissime immagini di montagne più o meno innevate e di tanti amici, di cui alcuni non sono più, mi ha fatto venire voglia di fare una banca immagini-selva, del tipo “cineselva” (foto + filmini) e questa mattina ero ancora frastornato da tanti volti e luoghi bellissimi e risate e tante storie di amicizia condivisa con Fili. Poi un pensiero mi ha colpito: perché tanta importanza hanno le immagini? che comunque, proprio per essere legate ad un clik, che ferma e blocca il nostro sguardo, sono immagini di qualche cosa che è già superato, non è più, potremmo dire!
Infatti tanto attaccamento può rischiare di celebrare solo il passato e divenire una sorta di idolatria, penso al valore della persona e alla proibizione di fotografare il volto umano che esiste in certe culture. Penso anche al valore della storia, alle azioni che ogni uomo compie nella sua giornata, se vivessimo tutto come assoluto e definitivo finiremmo come ideologizzare ed idolatrare tutto. La vita è invece la contemplazione dello svolgersi, del divenire! Allora come collegare l’importanza dei ricordi con la propensione alla contemplazione che tutto cambia e va in una qualche direzione, e ancora di più come non smettere di pensare e di agire perché la storia vada nella direzione di un “meglio di ieri”?

Mi è venuto in aiuto il racconto dei discepoli di Emmaus, quando dicono: “non ci ardeva forse il cuore lungo la via” a sentire come quell’uomo (Gesù) ci spiegava tutto quello che avevamo vissuto in quei pochi giorni?
Ecco penso che “quel tipo di desiderio” sia il motore che debba muoverci, promuoverci, o anche semplicemente, ancora prima di tutto “accoglierci” per essere collante dinamico tra passato e futuro.
Ecco allora che ogni immagine che mi illumina (vista del passato), può essere luce per uno sguardo diverso (visione del futuro).

Buona giornata a tutti!!

Riflessioni del 26 aprile 2011  Roberto Rossini

Filiberto Talamonti il primo a sinistra nella foto


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La fotografia come immagine dei Beni Culturali  : intervista a

Marco Ravenna

http://www.marcoravenna.it/

Da Giovanna Gozzi

Lunedì 2 maggio alle 20
per una rettifica inviata dalla casa produttrice per la proiezione del film di Emanuela Piovano : Le stelle inquiete. Oltre le parole oltre l’amore oltre il tempo un’estate nella vita di Simone Weil.
Lo spettacolo sarà solo alle 20, seguirà il dibattito.
Chi presenterà l’allegato che si invia pagherà il biglietto 3,50 euro.

Coupon le stelle inquiete


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