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Archive for gennaio 2013

Abbiamo chiesto a Lucio Pardo già presidente della Comunità ebraica di Bologna, cosa pensa dell’opera di Maurizio Catellan : Hitler

https://www.google.it/search?q=maurizio+cattelan+hitler&hl=it&tbo=u&rlz=1C1SKPL_enIT401&tbm=isch&source=univ&sa=X&ei=-lQEUa_OI8SD4AT0uoC4BA&ved=0CDQQsAQ&biw=998&bih=638

FABRIZIO MARAMALDO ERA UN ARTISTA? 

 

Maurizio Cattelan, artista famoso per opere e interventi provocatori, nel 2001 ha modellato una statuetta di Adolf Hitler in ginocchio.

Hitler_02

Fig. 1  Him non He, lui oggetto all’accusativo

Con le mani intrecciate in avanti, il noto personaggio guarda fisso davanti a sé.

La statuetta, Catellan l’ha chiamata Him cioè Lui, ma è una stranezza perché Him in inglese, viene dopo un verbo, non prima, quando il soggetto non è lui, ma altri. Al Giudice che dice “vedete l’imputato in quest’aula?” il testimone risponde it’s Him ! È lui, all’accusativo, non al nominativo del soggetto.

Però Hitler in tribunale non l’ha trascinato nessuno.

Mai è stato Him, l’accusato, sempre è stato He il soggetto che fa, ordina, dispone. Persino nell’unico processo della sua vita, dopo il Putsch di Monaco fallito nel sangue, è lui che accusa i giudici, non viceversa. Si ritiene guida unica, geniale del Reich. A 50 anni, nel pieno delle forze, vuole, pianifica, e scatena la guerra. Stermina invalidi, ebrei, russi, zingari, polacchi, e tanti altri. A Berlino, con la disfatta alle porte, accusa anche i suoi stremati tedeschi: non siete degni del mio genio, uccidete, ve lo ordino!

Poi si uccide lui con Eva Braun, Joseph e Magda Goebbels, con i loro sei figli.

E lui dovrebbe essere In ginocchio, pentito.  Lui ?   Ma quando mai!  

A Norimberga nel processo dei primi 24 imputati solo Hans Frank è pentito davvero. Tutti gli altri rispondono “Nicht schuldig im Sinne der Anklage” “Non colpevoli nel senso dell’accusa”.           In quale senso allora?

Nel non aver raggiunto gli obiettivi del nazismo – spiega Ribbentrop.

È vero in Europa sono ancora vivi tanti russi, polacchi, ..perfino degli ebrei ..

Hitler genuflesso a mani giunte sta in New York. Ma l’autore spedisce la statuetta in giro per il mondo e diffonde messaggi falsi che fanno notizia, commenti e soldi. Tanti.

Prima della guerra in Polonia gli ebrei sono tre milioni. Varsavia è capitale di tutto l’ebraismo centro europeo. Ha scrittori, accademie, giornali e teatri Yiddish, i migliori del mondo. Tutto finito il 16.5.1943. Un mese di lotta, con armi tolte al nemico, contro aerei e carri armati. Nel Ghetto non c’è più una casa in piedi, né un uomo in vita.

Maramaldo il bravo artista (1)-2

                    Fig. 2, Dal Rapporto Stroop, 1943   F.  14 , Warschau ist   Judenrein, Due i nomi credibili per il bimbo: Artur Siemiatek o Levi Zelinwarger

 

Jurgen Stroop manda ai suoi capi il famoso rapporto. “A Varsavia non c’è più alcun  insediamento ebraico”  Es gibt keinen jüdischen Wohnbezirk in Warschau mehrcon 56 foto. Quella n.14 del bambino, con dietro il mitra del Capo Unità SS/Gestapo è la più famosa (fig.2). Il Capo è Joseph Bloesche. Arrestato decenni dopo in D.D.R. dice di avere spedito tutti allo sterminio a Treblinka, più tardi dice che son stati tutti fucilati sul posto perché i trasporti per il lager allora non funzionavano più. Comunque son morti.

Dopo la guerra, la grande attrice Ida Kaminski e altri ebrei polacchi salvatisi in Unione Sovietica son tornati in Polonia. Varsavia ha riavuto almeno un teatro. Il teatro ebraico yiddish e polacco, Ester Rachel ed Ida Kaminski ritrovo di ebrei e amici degli ebrei (non molti). Nel 1969 nuova persecuzione antiebraica, questa di Wladislaw Gomulka. Ida Kaminski e altri emigrano, ma il teatro, di fronte alla via Prozna, anche se ridotto, funziona ancora ed è il centro del minimo nucleo ebraico della città.

Hitler

Fig. 3   Him in via Prozna, Varsavia

 Proprio lì di fronte, In un androne dietro un cancello che da su via Prozna, Fabio Cavallucci, del Centro per l’arte contemporanea di Varsavia, pone la statuetta del Fuehrer inginocchiato. Lo sguardo è il suo: duro, cattivo. Dall’altra parte dell’androne lo si vede da dietro. “Sembra un bambino indifeso”, “ogni criminale dice Cavallucci un tempo è stato un bambino tenero, innocente e indifeso” e avverteNon c’è alcuna intenzione da parte dell’artista o del centro di insultare la memoria degli ebrei” Si?  ma sembra di vedere una scena classica del cinema americano. Il killer arriva, punta la pistola con il silenziatore sulla vittima, la guarda e dice” nulla di personale” poi spara.

Per me questa non è un’attenuante, ma un’aggravante. È come se il killer dicesse: tu per me sei niente, e vali niente. Vali solo quello che mi pagano per ucciderti. E quanto vale per Cavallucci il dolore di quei sopravvissuti, fantasmi dell’ebraismo che fu, quando passano per l’unica strada ancora un po’ ebraica di Varsavia, e ogni volta che passano di li, gli fanno riemergere per forza i ricordi delle famiglie sterminate, delle fosse comuni, delle sinagoghe riempite di donne e bambini e date alle fiamme?

Solo perché così aumenta il valore di mercato delle opere di Cattelan?

“Quando l’arte diventa provocazione ottiene un carattere forte, immediato” sentenzia Alessandro Quartararo su “il Moderatore 3.1.2013 –diffusore di notizie on line”,   Si può essere d’accordo su questa frase quando l’arte è arte coraggiosa, che sfida il potere, quello politico, quello del denaro, quello dei pregiudizi e trasmette un messaggio forte ed educativo. Ma se invece di sfidare il potere lo ossequia cos’è?

Nei suoi Disastri della guerra Francisco Goya si pone contro il potere dei francesi che occupano la Spagna e contro le crudeltà degli insorti. Più recente e noto il caso di Pablo Picasso nella Francia occupata dai tedeschi. Il Comandante di Parigi visita lo studio del Maestro con accoliti e ambasciatore di Germania. Campeggia un dipinto del 1937, enorme, lungo otto metri, alto quattro. Guernica rasa al suolo dagli aerei tedeschi, urla dalla tela. Tutto distrutto, uomini e donne, madri e bambini, tori e cavalli, tutti sconvolti e straziati. Un unico ammasso contorto grida al Cielo. Un quadro famoso racconta più di mille reportages. Maestro- chiede il generale- quell’orrore lo avete fatto voi? No – risponde Picasso – è tutta opera vostra.

Il generale non capisce, oppure finge di non capire la provocazione coraggiosissima. E nel nostro caso è arte provocatoria forte ed immediata quella che A. Quartararo Intitola – L’ARTE  DI  MAURIZIO CATTELAN  METTE IN GINOCCHIO ADOLF HITLER . e commenta con parole indicative per la ricerca ( TAG)  adolf  hitler, arte, ebrei, fuckoff, him….  ?

Ma proprio No!  

Cattelan nell’immaginario collettivo non ha messo per nulla in ginocchio l’assassino, ma l’ha esaltato accreditandogli un falso pentimento del genocidio, oppure un rimpianto, ma solo quello di Ribbentrop, per il massacro incompiuto.

Hitler non solo non si pente del genocidio, ma ne é orgoglioso. Con le rapine compiute in tutta Europa, prepara a Praga nelle Sinagoghe, risparmiate proprio per questo, un Museo Ebraico: “Il Museo della Razza Estinta”. 

 Odilo GLOBOTCHNIK, durante l’ispezione ad un Lager afferma che la Soluzione Finale é l’opera che meglio qualifica il nazismo, da  ricordare scrivendolo su tavole di bronzo. 

Si mio caro Globocnick -risponde il Fuehrer –è proprio così.

Così la statuetta del Fuehrer starebbe  bene con le tavole di bronzo di Globotchnick non davanti al Teatro ebraico di Varsavia, città ove ora, evidentemente, non c’è la stessa sensibilità che ha dimostrato Milano distruggendo le locandine con foto di Him nella mostra di Cattelan nel 2010.

Il gesto di Cattelan ( e Cavallucci) non è una sfida al potere dei vivi, ma è solo un ultimo oltraggio ai morti, con la connivenza di chi poteva e doveva impedirlo.

 La statuetta Him potrebbe restare un solo minuto avanti le rovine dell’altare in Casaglia di Monte Sole (Marzabotto) ove è stato assassinato Don Ubaldo Marchioni, prima dei suoi parrocchiani ?

Che coraggio ci vuole a  oltraggiare i morti?  È  educativo il voyeurismo dell’orrore della foto che segue?  Perché allora Cattelan non fa ora una bella statua di Fabrizio Maramaldo mentre pugnala Francesco Ferrucci moribondo e la mette sulla piazza  di Gavinana ?

 

Maramaldo il bravo artista (1)-5

 

 FIG. 4 — L’ARTE  DI  MAURIZIO CATTELAN  METTE IN GINOCCHIO ADOLF HITLER O IL RISPETTO PER LE VITTIME DEL NAZISMO  E LA VERITA’ STORICA?

 

 

 

 

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Il ricordo e la memoria, un intervento del Sindaco di Bologna che ne ha parlato  con gli studenti . Dice il Sindaco : è la memoria che aiuta a essere precisi.

Il suo intervento :

http://virginiomerola.it/2013/01/giorno-della-memoria-2/

Il video realizzato dagli studenti che hanno partecipato al viaggio studio ad

Auschwitz

Da un blogger, Luciano Tricia, ho ricevuto un articolo, lo sottopongo :

Iconologia della memoria

http://www.linkiesta.it/blogs/il-tornio/iconologia-della-memoria

Omocausto

http://it.wikipedia.org/wiki/Politica_razziale_nella_Germania_nazista

gli individui oggetto delle leggi razziali , le persone di origine ebraica, gli zingari, i “lavativi”, gli “asociali ereditari”, e tutti i portatori di handicap mentali o fisici e gli omosessuali

Una mostra da non perdere a Reggio Emilia : Lo sterminio dimenticato degli omosessuali alla Sala Mediateca in Via Allegri, 9 (locandina con gli orari)

All’indomani del successo e della commozione dettata dal film “Schlinder’s List” Stephen Spielberg capì che poteva usare la sua macchina da presa per filmare la storia e la memoria, così 

iniziò a filmare le testimonianze degli ebrei sopravvissuti per tenere viva la memoria. Ora, la Shoah Foundation è anche in Italia ci sono percorsi didattici, interventi, per chi è interessato ecco il sito

http://sfi.usc.edu/italian/

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Mistic Media e il racconto della Storia

Carolyne Delburgo ha presentato il suo libro “Come ladri nella notte” con l’adattamento musicale del Maestro Paolo Buconi 

La biografia di Carolyne racconta della fuga degli ebrei dall’Egitto dopo la rivoluzione di Nasser …

 

Gemma Volli, “Le escluse” lo presenta Lucio Pardo (la condizione femminile durante il fascismo) all’Hotel Helvetia di Porretta

 

Arcobaleni del nord, poesie di Emanuela Ballotta, accompagnamento musicale del Maestro Paolo Buconi e di Alessandra Mostacci al Centro San Domenico Cappella Ghisilardi

Ospiti al Rotary : presentati da Daniele Antinucci : il brindisi

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Alcuni fotografi, abbiamo visto Margareth Bourke White, Lee Miller, erano giunti in forze all’esercito alleato per svolgere un servizio di documentazione fotografica,  Tony Vaccaro fu un altro grande fotografo/soldato

http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.nadir.it/recensioni/VACCARO_CAMPOBASSO/TonyVaccaro_4.jpg&imgrefurl=http://www.nadir.it/recensioni/VACCARO_CAMPOBASSO/vaccaro.htm&usg=__jioY2Mdt_CE1ki_T5Yeu-yjwOJk=&h=352&w=330&sz=42&hl=it&start=2&zoom=1&tbnid=qoFbbxYdTVirqM:&tbnh=120&tbnw=112&ei=aFr-UI_APIjXsgaz_IGoAQ&prev=/images%3Fq%3Dtony%2Bvaccaro%26hl%3Dit%26sa%3DX%26gbv%3D2%26tbm%3Disch&itbs=1

Una breve documentazione fotografica di Tony Vaccaro

 

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Alcuni giornalisti bolognesi sono stati sequestrati poi liberati in Libano dagli hezbollah .
La notizia :
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/01/07/826300-giornalisti-fotoreporter-rapinati-sequestrati-libano.shtml

Al rientro dal Libano un’intervista al fotoreporter bolognese  Mario Rebeschini

sequestrato poi rilasciato dagli hezbollah

Intervista al fotoreporter Mario Rebeschini parla del ruolo del fotoreporter e la distanza antropologica fra l’occhio e l’ obbiettivo fotografico

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L’olocausto nella fotografia : Lee Miller ( Poughkeepsie, New York 1907 – Farley Farm House 1977)

Lee Miller e Margareth Bourke White saranno le uniche donne accreditate presso l’esercito degli Stati Uniti come corrispondenti di guerra. Lee Miller non avrà la temerarietà e le ambizioni di Margaret, ma restituirà un’altra prospettiva femminile del fronte di guerra. Se fino al 1944 fotograferà Londra, le incursioni e i bombardamenti sull’Inghilterra del sud, dopo lo sbarco in Normandia arriverà in Francia e seguirà le truppe nell’avanzata verso Parigi e Berlino. La battaglia di St. Malo, l’ Alsazia, l’incontro a Turgau tra americani e russi. Fotograferà Monaco, Vienna, l’Ungheria. Lavorerà in team con David Scherman, fotoreporter di «Life»: insieme affronteranno battaglie e liberazioni. Lee Miller fotograferà l’entrata degli Alleati nel campo di Dachau e sarà fotografata da Scherman mentre si lava nella vasca del bagno privato di Hitler…” Giovanna Bertelli

tratto da :
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=28

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Lee Miller Buchenwald Guard

L’olocausto nella fotografia : Lee Miller ( Poughkeepsie, New York 1907 – Farley Farm House 1977)

“Lee Miller e Margareth Bourke White saranno le uniche donne accreditate presso l’esercito degli Stati Uniti come corrispondenti di guerra. Lee Miller non avrà la temerarietà e le ambizioni di Margareth, ma restituirà un’altra prospettiva femminile del fronte di guerra. Se fino al 1944 fotograferà Londra, le incursioni e i bombardamenti sull’Inghilterra del sud, dopo lo sbarco in Normandia arriverà in Francia e seguirà le truppe nell’avanzata verso Parigi e Berlino. La battaglia di St. Malo, l’ Alsazia, l’incontro a Turgau tra americani e russi. Fotograferà Monaco, Vienna, l’Ungheria. Lavorerà in team con David Scherman, fotoreporter di «Life»: insieme affronteranno battaglie e liberazioni. Lee Miller fotograferà l’entrata degli Alleati nel campo di Dachau e sarà fotografata da Scherman mentre si lava nella vasca del bagno privato di Hitler…” Giovanna Bertelli

tratto da :
http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=28

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