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Archive for luglio 2013

Alla Casa dei pensieri , festa dell’Unità, a Bologna  per ricordare Giuseppe Bertolucci, una conferenza con Grazia Verasani, Vincenzo Cerami, Gianluca Farinelli, coordinati da Vittorio Boarini. Organizzazione Davide Ferrari, riprese di Roberta Ricci per Mistic Media .

 

L’intero dibattito

Un ricordo di Giuseppe Bertolucci alla Casa dei Pensieri from misticmedia on Vimeo.

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Comunicato Stampa
DARIO GAMBARIN
Performance di Land Art
“PRO CREVALCORE”

Un’opera d’arte nata dalla terra per aiutare Crevalcore a risollevarsi definitivamente dai danni del terremoto. L’artista veneto Dario Gambarin ha voluto regalare al paese in provincia di Bologna, tra i più colpiti dal sisma del 2012, la sua ultima performance di land art, intitolata Pro Crevalcore, realizzata su un campo di oltre 50 mila metri quadrati a Castagnaro (Verona). Gambarin ha disegnato con un trattore a mano libera la croce del campanile, diventata il simbolo del terremoto, su invito di alcuni agricoltori locali. La foto dell’opera diventerà una cartolina, messa in vendita a offerta libera per finanziare la ricostruzione, nell’ambito di una mostra dedicata all’evento, che si terrà dal 18 al 21 luglio prossimi a Crevalcore. Gambarin, conosciuto nel mondo, ha al suo attivo numerose performance di land art, dedicate a diversi protagonisti del nostro tempo, tra cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e Nelson Mandela, e mostre di pittura anche internazionali. <Sono rimasto colpito dalla fermezza con cui la popolazione ha saputo reagire al suo dramma -spiega l’artista – e ho voluto dare un contributo regalando un’opera nata sulla terra per la terra>.

Per ulteriori informazioni foto e video
Cell.: 333-8909901
Mail: dariogambarin@libero.it

DARIO GAMBARIN PRO CREVALCORE 2

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Elliot Erwiit

 

Non poteva passare inosservato il lavoro di Elliott Erwitt, classe 1928

http://it.wikipedia.org/wiki/Elliott_Erwitt

Elliott Erwitt, al secolo Elio Romano Erwitz (Parigi, 26 luglio 1928), è un fotografo francese specializzato in fotografia pubblicitaria e documentaria, noto per i suoi scatti in bianco e nero che ritraggono situazioni ironiche ed assurde di tutti i giorni. Seguì lo stile di Henri Cartier-Bresson, maestro nel cogliere l’attimo decisivo.

 

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pULITZER

Kevin Carter , fotografo che riprese questa immagine, nel Sudan, fu premiato, nel 1994, col  Pulitzer per la fotografia. Contestualmente al premio sorsero numerose critiche, cosa stava facendo il fotografo invece di aiutare il bambino in grave stato di malnutrizione? l’avvoltoio lo stava aspettando ?

Da questo premio nacque una storia infinita e avvilente, così Kevin Carter un giorno si suicidò . Agli incontri di Arles, quest’anno, il cileno Alfredo Jaar ha presentato una installazione che fa un esplicito riferimento a questo caso giornalistico e mette sul tappeto , per l’ennesima volta, il ruolo del fotografo nella documentazione che racconta.

Ecco l’articolo di Le Monde

http://www.lemonde.fr/culture/article/2013/07/26/une-si-pesante-image_3454254_3246.html

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Emanuela Sforza

Emanuela Sforza : foto di Donne from misticmedia on Vimeo.

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weegee2

 Wegee è un fotografo   fra gli artefici della fotografia come documentazione. Ho avuto l’occasione di visitare la mostra  a Reggio Emilia con un centinaio delle sue immagini .

Usher Felling nacque a Zloczew, Ucraina,  nel 1899 da una povera famiglia ebrea che emigrò negli USA nel 1909. Il nome Wegee pare venga da squeegee , il ragazzo che, nelle redazioni, sciacquava le foto, quando era necessario prima  passarle in un bagno di sviluppo, successivamente di fissaggio ed infine sciacquare a lungo la carta impressionata dai reagenti e mettere ad asciugare le stampe .

All’origine della carriera di Wegee c’è la foto di un regolamento di conti della mafia, Dominick Diodato , un piccolo gangster che aveva sfidato Lucky Luciano e che sarà giustiziato .  I fotoreportages di Wegee  sono venduti ad agenzie  come  Ame, Associated Press, Wide World Photos, a testate ,  come Daily news, Daily Mirror , PM ad esempio,  ma a ben guardare la sua attività è pionieristica , nelle sue foto non vediamo solamente il corpo della vittima,  l’obbiettivo sembra scrutare il contesto, e ci facciamo un’idea del palazzo o del quartiere in cui gli avvenimenti accadono.  Wegee diceva che i cadaveri erano i suoi soggetti preferiti, stavano fermi e non si lamentavano se non erano fotogenici, tuttavia anche noi oggi vediamo che le sue immagini sono di  una rigorosa documentazione, non indugiano nello splatter.

Se la vita di un fotoreporter è modellata sulla notizia, Wegee si prende una camera proprio sopra l’ufficio di polizia e si tiene in contatto con la radio di questa per potere essere in grado di precipitarsi in qualsiasi momento sulla notizia , prima che la scientifica indaghi, cambiando  la scena del crimine. L’obbiettivo  fotografico si sofferma sul contesto, fotografa il dolore, la sorpresa , le emozioni che può suscitare un accadimento che esula dal quotidiano.

Dentro alla sua auto, una giardinetta, il cui bagagliaio viene attrezzato da ufficio con tanto di macchina da scrivere e vasche per lo sviluppo e il fissaggio, Wegee fa della fotografia di cronaca la sua vita, totalmente dedito ad essa (prende circa cento dollari alla settimana )  cura  la narrativa nelle sue immagini , quando molte persone all’epoca non avevano dimestichezza con la lettura e la cronaca   doveva essere di facile assimilazione .

Il mondo della notte e dei suoi bizzarri personaggi erano i compagni di viaggio di Wegee , che fa della fotografia una vita, la sua vita. Certo, ogni tanto si lascia andare alla battuta che gli sarebbe piaciuto avere una moglie e una vita ordinata,per poi naturalmente  essere ancor più  attaccato alle sue abitudini  con l’eterna camicia stazzonata di chi dorme vestito per correre sul luogo del crimine, come da copione di ogni personaggio chandleriano.

Le fotografie di  Wegee  riguardano  la cronaca, Coney Island alla domenica, fitta fitta dei newyorkesi che desiderano un alito di fresco sulla spiaggia, si vedono i punti di raccolta dove i bambini vengono regolarmente persi, una signora che cuce l’abito da uno strappo ad un’altra sdraiata, un’improvvisato coro  spontaneo,  in  quelle assolate domeniche.

Ci sono delle  foto che  descrivono  truffe di massa, come quelle di  criminali che avevano venduto i biglietti per una gita in battello ad un numero smisurato di persone  e al momento dell’imbarco alcuni  vennero schiacciati dalla ressa.

Ci sono anche foto di retate in cui non ci capisce bene cosa abbiano combinato due distinte signore nella stazione di polizia ingioiellate e impellicciate o se erano  state semplicemente pizzicate per frequentazioni antiproibizioniste.

Wegee diceva che il suo sangue era la pellicola , ho pensato che spesso un fotografo ha in mente un’immagine finita e questa dichiarazione può anche voler significare una voracità delle immagini che avrebbero dovuto sensibilizzare la pellicola .  “Murder is my business” il titolo della sua mostra presso Photo League a New York, nel 1941 è stata presa in prestito per questa stessa mostra , in coerenza. L’ambiente notturno, popolato di persone particolari, di luci fioche, di soffiate , di vite sofferte è il boccascena di Wegee che di questa vita ne fa uno smagliante affresco, tutto fotografico e che consegna alla fotografia un ruolo di grande e umanissima documentazione .

Del resto la grandissima Diane Arbus (http://it.wikipedia.org/wiki/Diane_Arbus) ha sempre dichiarato che Wegee era il suo maestro ,   mentre Stanley Kubrick al suo esordio ha collaborato con Wegee, ne troviamo un contributo  anche  in questa mostra a Genova fino al 25 agosto al Palazzo Ducale

http://www.mostrakubrick.it/mostra/

Ha vinto Wegee, in tutti i social network c’è la ricerca di questa fusione ideale fra storia e immagini che possano descrivere visivamente  accadimenti che parlano  con i codici di un linguaggio internazionale, la fotografia.

                                                              Roberta Ricci

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cappelli appesi in una stanza da biliardoConey IslandTre foto di Wegee, la prima in alto, autoritratto, la seconda Summer, la terza, borsalini in sala da biliardo e Coney Island, sotto l’auto/studio di Wegee

wegee

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La Mandragola

 

 

Il 12 luglio alle 21 presso il teatro di Paglia presso il Museo Nazionale etrusco di Marzabotto in Via PorrettanA  Sud  13

Preceduto da un invito ad un cocktaail alle 20 all’Agriturismo Cà Malfolle

prenotazioni cell.3332385812

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