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Archive for aprile 2014

La scrittrice Mariel Sandrolini, presentata da Katia Brentani, ha parlato del libro di Mariel Sandrolini : Ispettore Marra, la morte sotto la Mole.

la morte sotto la Mole

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La rassegna letteraria alla Biblioteca delle donne, giunta alla sua seconda edizione ha visto come protagonista Giovanna Cosenza, che si è cimentata in un’opera letteraria: “Stasera mi butto”.

La presenta Annamaria Tagliavini, curatrice della rassegna

Stasera-mi-butto

 

 

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Visto che parliamo di pittura europea e non solo italiana sicuramente Diego Velasquez è un pittore che interpreta la Crocifissione in modo personale. Il viso di Cristo è delicato, sappiamo quanto Velasquez sia ispirato dal nostro Tiziano, e per localizzare le crocifissioni consiglio di guardare il ceppo in cui sono inchiodati i piedi di Cristo, mentre nella pittura universale i piedi sono inchiodati alla croce Velasquez mette un appiglio, il ceppo, distinguendo da questo particolare la scuola spagnola.

Diego Velasquez Crocifissione 

DiegoVelásquez

 

Peter Paul Rubens : Crocifissione 

Peter Paul Rubens

 

 

Una visione moderna di un tema pasquale dell’artista Bill Viola 

http://www.artribune.com/2012/05/intervista-a-bill-viola-villa-panza-di-biumo-varese/

 

Bill Viola è l’artista che più è stato capace di coniugare il linguaggio dei nuovi media con le forme d’arte più tradizionali. In oltre 40 anni di incessante attività Viola ha ampliato enormemente le potenzialità del video sia da un punto di vista tecnologico, utilizzando nelle sue opere tecniche di realizzazione innovative e all’avanguardia, sia in termini di apprezzamento e di riconoscimento del suo linguaggio artistico da parte del pubblico. A lui sono state dedicate mostre personali nei più importanti musei del mondo come per esempio il Museum of Modern Art di New York (1987)


Bill Viola sequenza BillViolaEmergence2002 Bill_01 Bill Viola Bill-Viola-Emergence-2002-

 

 Le foto sono di Kira Perov 

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La mostra di Jan Vermeer a Bologna offre l’occasione di elaborare il Seicento alla luce della pittura olandese.

La Prof.ssa Vera Fortunati ha tenuto una conferenza sulla pittura di Vermeer ed ha inocoraggaito a sentirci parte di un percorso artistico europeo, senza campanilismi

Il calendario degli eventi

http://www.genusbononiae.it/index.php?pag=29&ins=1120

Vermeer e la pittura olandese del Seicento 

Vera Fortunati
Docente di Storia dell’Arte

 

 

 

Woman-with-a-balance-by-Vermeer

 

Donna che pesa le perle, o donna con la bilancia di J. Vermeer

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Il fotografo Fabrizio Ferri in un minuto ha realizzato un prodigio : è riuscito a fare della danza un lirismo e di Roberto Bolle un corpo astrale, sicuramente un’Oscar per uno dei migliori spot mai fatti

 

Nel backstage la realizzazione

Una foto di Fabrizio Ferri fotografato e il suo portfolio : http://www.fabrizioferri.com/

Fabrizio Ferri

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Accanto ai suoi concerti, alle sue performances, alla sua musica e alla sua produzione trasversale ecco una bibliografia dei libri del Freak .

Bibliografia Freak

Stagioni del Rock Demenziale. Archeologia fantastica di modelli rock, Milano: Feltrinelli, 1981.
Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti (seguirà il dibattito), Milano: Feltrinelli, 1991.
Vademecum per giovani artisti, Milano: Feltrinelli, 1993.
6 e non più di 6. Come fare un tema decente e rimediare un voto sufficiente, Franco Cosimo Panini, 1993.
Per sopravvivere alla tossicodipendenza: manuale di prevenzione, Milano: Feltrinelli, 1994.
Badilate di cultura, Milano: Sperling & Kupfer, 1995.
Mia figlia vuole sposare uno dei Lunapòp (non importa quale). Indagine su di un gruppo al di sotto di ogni sospetto, Arcana, 2001.
Non c’è gusto in Italia ad essere dementi (ma noi continuiamo a provarci lo stesso), Pendragon, 2005.
I maledetti del rock italiano. Segni & suoni di strada da Clem Sacco ai 99 Posse, a cura di Giuseppe Sterparelli, Edizioni Del Grifo, 2008.
L’emiliano Postmoderno, PostCart 2013 con Andrea Paolella, Enos Rota, Nino Nasi

Stagioni del rock demenziale Badilate di cultura i maledetti del rock italiano Mia figlia vuole sposare un lunapop non c'è gusto in italia ad essere intelligenti

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Uno dei film più significativi della storia del cinema è sicuramente : La passione di Giovanna d’Arco (La passion de Jeanne d’Arc) è un film muto del 1928 diretto da Carl Theodor Dreyer. 

Questo  capolavoro del cinema muto, ha subito diverse vicissitudini. Partì con un  progetto originario di un’opera di genere storico, con attori in costume e la ricostruzione dell’ambiente dell’epoca tramite scenografie. Durante la produzione del film Dreyer cambiò idea, tagliando e poi eliminando gran parte del girato. Il regista volle infatti creare una “sinfonia” di primi e primissimi piani dell’eroina, dei suoi accusatori e degli altri personaggi, prescindendo quasi completamente dal tempo e dal luogo della rappresentazione. Il risultato fu così un film senza tempo, dove il tema assoluto è il dolore nelle sue diverse forme, uno dei migliori poemi cinematografici sulla sofferenza e sul volto umano. Il negativo originale andò perso in un incendio dopo pochi anni dall’uscita. Nel 1981 a sorpresa venne ritrovato in un istituto psichiatrico norvegese una copia del negativo originale (quello distrutto dall’incendio) e su questa copia si è lavorato per produrre una sorta di “edizione definitiva”. La sopravvivenza di questa pellicola la si deve al fatto che ne è stata trovata  una copia in una casa di cura psichiatrica norvegese ed era usata per fini terapeutici e di studio dei pazienti, interrogandoli dopo la visione del film.

Il cinema ha implicitamente una funzione educativa e quando ho appreso della   rassegna, tuttora in corso , a  Bologna, in Vicolo Bolognetti, alla  Biblioteca Roberto Ruffilli,  di film definiti della riparazione o della parola sono andata a sentire la presentazione . La psicologa Beatrice Balsamo ne ha spiegato la finalità.

Dice la  Balsamo che    i grandi scrittori  americani hanno descritto, anticipando i tempi ,   gli effetti devastanti dell’alcool sulla psiche, lo stillicidio nei rapporti che ne derivava.

Attraverso le parole di questi scrittori  è possibile oggi, per la psicologia , intervenire , spesso la dichiarazione di un problema , infatti , rappresenta già una via di guarigione, solo per prenderne atto e non insistere nella coazione. In particolare gli scrittori hanno scritto sull’alcoolismo, fenomeno dilagante specie fra i giovanissimi ,  infatti con la crisi l’atto di impeto si sostituisce alla capacità di un pensiero, il cinema della riparazione o del ristoro è in cinema che dà forma al disagio. L’alcool,  descrive un disagio narcisistico , l’incontro amplifica la possibilità di ascoltare la pulsione distruttiva che ci abita. In particolare si analizzano alcuni film degli anni ’40, ci sono personaggi nel testo narrativo che curano la parola e consegnano un discorso. Sono parole che fanno da argine alla parola, dare un contenimento alla parola mediante la dialettica, segni di narcisismo legati al proprio abisso. Il cinema altro, mostra quei fastidiosi spigoli, lasciando spazio alla possibilità di elaborazione. Nel soggetto narcistico non c’è ascolto, amare sé stessi usando l’altro come feticcio usando l’altro come azione di rindondanza del proprio io. L’altro è messo lì per fare trionfare la grandiosità del proprio io. La cura della parola è  l’ordine del padre che ha bisogno di aiuto attraverso il simbolo, mettendo  a disposizione il meccanismo riparatore. Il ciclo di film, in corso in Vicolo Bolognetti, alla Biblioteca Ruffilli , farà da apripista per una successiva rassegna che si terrà al Cinema Odeon, curata dalla stessa Beatrice Balsamo.

Giorni perduti,  da un’opera di Charles Jackson, sceneggiatura non originale di Charles Brackett e Billy Wilder  ed  ha ricevuto  4 oscar,  (1945).

Per chi vuole seguire le proiezioni :

 http://www.psicologiadellenarrazioni.it/?p=1192

Beatrice Balsamo balsamobeatrice@gmail.com / 3403588933 A.P.U.N. – via Riva Reno, 11 – 40122 Bologna (BO) – Tel. 051/522510

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donne e veleni

 

giorni perduti

Giorni perduti di Billy Wilder, 4 Oscar nel 1945

 

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