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Archive for settembre 2014

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In occasione delle manifestazioni di Artelibro il Dipartimento di Arti visive ha organizzato una mostra con  la biblioteca della critica d’arte Francesca Alinovi, fondo librario che è. Stato donato dalla famiglia , un fondo di  Renato Barilli e una mostra su Igino Benvenuto Supino a cui è dedicata la Biblioteca omonima del Dipartimento .  i fondi librari saranno inseriti nelle collezioni e consultabili per gli studenti e gli studiosi.

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L’importanza dell’archivio fotografico della Fondazione Federico Zeri per la documentazione del patrimonio artistico italiano e che presenta rare immagini di un patrimonio, anche di privati, perduto o disperso. La mostra e’ visibile presso la Fondazione Federico Zeri in piazzetta Giorgio Morandi, 2 ed è visitabile il lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10 alle 18 . ingresso gratuito.
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Al Cinema Italia di Castenaso ha avuto luogo lo switch che ha mandato in pensione la pellicola analogica e con i fondi europei il Comune ha comprato un proiettore digitale, l’ultima proiezione affidata a Giuseppe Tornatore.foto 11

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Accettando a sorpresa anche per gli stessi amministratori del Comune di Castenaso, il Maestro Giuseppe Tornatore ha risposto affermativamente ad un invito che gli ha rivolto il Sindaco del  Comune di Castenaso,  Stefano Sermenghi,  che, con una partnership pubblico privato, è riuscito a fare sopravvivere una sala cinematografica nel centro della città.
Il perchè lo ha spiegato il Maestro Tornatore al pubblico quando il giornalista e assessore alla cultura del Comune di Castenaso Giorgio Tonelli glielo ha chiesto , si è stancato di celebrare i funerali del cinema e nell’accettare all’invito, lo ha attratto anche la proposta di azionare lui stesso il proiettore poco prima di mandarlo in un museo del vintage di cui ci sono molti estimatori , sostituito contestualmente dal digitale. Sul palco sono saliti i costruttori e i finanziatori , persone di una certa età che non hanno mai smesso di essere operosi  sulla costruzione dei servizi per tutti. E questo è stato reputato , per Giuseppe Tornatore di unità con le sue tradizioni e col suo modo di sentire, dicendo in un paese piccolo che si sentiva un pò come a casa.
Tornatore ha detto che si adatta e che reputa assai innovativo il digitale, anche se lui preferisce quelle pellicole che hanno quell’aspetto tipico dell’usato quando vengono proiettate. Il Maestro ha finito per parlare di “nuovo cinema Paradiso”, ha ricordato il produttore Franco Cristaldi, che ha creduto in quel film fin da subito, e che assieme al talento che gli riconosceva lo pregava ad una forma confidenziale anche prima che  il successo del film prendesse  avvio  cosa di cui  egli non aveva mai dubitato.

Tuttavia, ricorda Giuseppe Tornatore , la pellicola subì forti critiche, era troppo lunga, gli dicevano, fece fatica a
decollare e lui fu costretto a sforbiciare e rimaneggiare più volte la pellicola.
Come tutte le opere d’arte che si rispettano, la Storia dell’inconscio collettivo era lì che aspettava, e il suo film di
poesia e nostalgia si fece largo non solo per il pubblico italiano o  europeo, ma come ben si sa per il pubblico internazionale  vincendo l’Oscar e trovando in ciascuno degli spettatori un Totò  e un don Buttitta (Leopoldo Trieste ).
Le scritture autobiografiche e biografiche, come si sa, spesso  vengono a confondersi e a fantasticarsi l’una sull’altra
modellandosi su una scrittura che non fa altro che mettere in forma il talento allo stato puro .
Le domande da rivolgere a Tornatore sarebbero state tante,  in parte rivolte dal docente Giacomo Manzoli, il suo richiamo alla cultura occidentale dei miti classici, in “Baaria” l’officina di Vulcano, che si ritrova nel nucleo della
pallina in cui sopravvive una mosca ( nella durata di uno sputazzo) e la vita stessa, il bambino preso come pretesto,
sviluppo in nuce di una storia che corre all’impazzata sul rasoio del tempo. Oppure la realizzazione di una fantastica Villa Palagonia a Baaria oppure la strage di Portella Della Ginestra spiegata come un affresco di Storia, il lavoro nelle campagne sottopagato, portando a conoscenza del pubblico l’antifascismo in Sicilia, fanno di questo film del Maestro Tornatore un vero affresco cinematografico del Secolo breve, una storia del “Novecento” spostato al sud.
Ma non c’è stato tempo per parlarne.

Il regista  ha raccontato l’episodio che il “Nuovo cinema Paradiso”  che si doveva chiamare in realtà  Cinema Italia perchè era il nome più diffuso, ma i produttori l’hanno dissuaso ,avrebbe depistato su altri contenuti,  ha proseguito Tornatore, che il cinema Italia di Castenaso ha attirato il suo interesse anche per questo dejà vu.
Il Maestro si è soffermato sul suo libro “Il collezionista di baci” (non se n’è potuta vedere una copia, sono state tutte vendute in un attimo) che ci fa intuire che la gestazione del regista per i suoi film non si conclude all’atto della nascita del film ma continua negli appunti visivi e nella continua rielaborazione dei contenuti. Tornatore ha detto così che per le locandine ogni città adottava un suo pittore che le disegnasse, facendo capire come la sua cura storica e minuziosa per il cinema non disdegna degli archivi e c  si allarga a  tutto ciò che gli sta attorno.

Il docente Giacomo Manzoli gli ha chiesto cosa fosse per lui il cinema e Giuseppe Tornatore ha risposto, citando il Maestro Akira Kurosowa ,che prese l’Oscar alla carriera quando lui prese quello per miglior film,  con cui scambiò qualche battuta all’epoca dell’Oscar a “Nuovo Cinema Paradiso” dicendo che non lo sapeva. Anzi, ha aggiunto, che per lui il cinema è una casa, è stato un mese in Cina a girare un documentario e si è trovato molto bene. Tornatore preferisce lavorare in Italia per la troupe, : ” – in genere, dice, quando sono in Italia e trovo delle difficoltà trovo sempre aiuto e risorse e trovo gente che non si perde mai d’animo. “-
Il collezionismo di baci, narra anche di come, all’atto di montare il film, Tornatore abbia avuto degli impedimenti per usare i baci cinematografici, che erano coperti dal diritto d’autore ed ha dovuto “ripiegare” su quelli meno costosi ma egualmente efficaci. Mentre parlava, i baci cinematografici i si susseguivano nello sfondo e ci riconducevano alla visione dei film visti e amati da sempre.

                                                                                                                                                Roberta Ricci

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image image image imageLa Casa dei Pensieri Bologna, alla festa dell’Unita’ svolta a Bologna ha premiato il Maestro Concetto Pozzati con la Targa Paolo Volponi .la lezione sull’Informale   e’ stata tenuta da Renato Barilli, Davide Ferrari  direttore artistico Casa dei Pensieri Bologna ,  ha parlato,dell’attività artistica di  Concetto Pozzati,  ha partecipato  Cesare Sughi, ha presentato Piero Zanelli con Leonardo Barcelo.

 

 

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La targa Paolo Volponi della Casa dei Pensieri Bologna 2014 consegnata alla esemplare cittadinanza di Otello Ciavatti  che col suo Comitato Essere e città tenta una integrazione  e un dialogo fra gli abitanti  e  i frequentatori di Piazza Verdi  . gli ha consegnato la targa Volponi Duccio Campagnoli, presidente dell’ente fiera di Bologna, Giancarla Codrignani, Tommaso  Ussardi, maestro di Musica , Piero Zanelli , Davide Ferrari, direttore artistico Casa dei Pensieri bologna ha parlato del civismo e della cittadinanza attiva di Otello Ciavatti.  Nelle foto di Roberta Ricci alcuni momenti della manifestazione .

 

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Alla Casadeipensieri di Bologna ha avuto luogo un interessante incontro con Carlo Lucarelli,  intervistato da Alberto Sebastiani, con il coordinamento di Davide Ferrari. Direttore artistico della Casadeipensieri di Bologna

Il giornalista svela alcuni segreti sul giornalismo di documentazione


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