Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for aprile 2015

La fotografa Nadia Fantini ha concentrato sempre di più la sua ricerca artistica  nelle forme naturali, piante, arbusti, cortecce, fiori,  inviandoci il messaggio che la natura e’ il nostro principale bene e che la sua osservazione e’ mimesi delle forme vitali ,  architettura ispiratrice  da cui ha origine l’universo delle forme. Instancabile paladina del suo messaggio di rispetto ed osservazione della natura ha inserito le sue fotografie di osservazione naturale nelle porte,  modulando le forme  che ora sono  di design per farci riflettere che il nostro pianeta va rispettato protetto e amato profondamente , questo deve fare parte degli atti quotidiani,  in gesti abituali e non eccezionali.

image Fantini_02 foto (2) foto

image

Read Full Post »

Whiplash ovvero il jazz al cinema regia di Damien Chazelle

E’ dififcile spiegare il jazz, la cui definizione è “Genere musicale nato in America verso la fine dell’800 dall’incontro della musica afroamericana (blues, spirituals, canti di lavoro) con la musica bianca europea (spec. quella popolare); è contrassegnato dal ritmo sincopato, dalla poliritmia degli strumenti, dall’improvvisazione solistica o polifonica.”

Per uscire dalla definizione generica e ascoltando il parere di  un jazzista, lo stesso che tenne a battesimo artistico Lucio Dalla,   Nardo Giardina , il primo scopritore del  suo talento ,  quello che gli ha detto : ” Cinno vieni qua, fammi sentire come suoni” e che gli ha consentito di entrare, bambino,  nella Dottor Dixie Jazz Band  garantendo per   le tournée all’estero di un Lucio Dalla minorenne sul suo passaporto , con il risultato che abbiamo tutti presente , dice che il jazz e’ invisibile, non è scritto in nessun pentagramma , se quel motorino va in swing non mi investe. Ogni Jazzista vuole l’assolo, la scena tutta per il suo strumento. Questo è il corpus della materia.

Se vogliamo avventurarci nel Jazz possiamo perfino citare   una storia delle 101 storie zen :

Una tazza di tè

Nan-in, un maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. «È ricolma. Non ce n’entra più!». «Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

Nel film Bird , Clint Eastwood prova a rendere un’idea del Jazz , seguendo la vita di Charlie ParkerBird” uno degli uccelli che ha volato più alto nel firmamento delle stelle del jazz.
In particolare, in Bird viene raccontato un episodio dell’esordiente Charlie Parker, dove il batterista , per fargli abbassare il ritmo della sua musica,  gli tira un piatto della batteria mentre suona uno dei suoi assolti : quel gesto ha condizionato leggendariamente la musica jazz e ha descritto lo swing con un’azione.

In Whiplash questo episodio viene più volte citato dall’insegnante  J. K. Simmons: Terence Fletcher, con una interpretazione che lo ha premiato con  l’Oscar come migliore attore non protagonista, facendo la parte dello spietato insegnante che non ha il compito di insegnare esecuzioni perfette, deve insegnare ad andare oltre, come, per l’appunto, nella filosofia di  una storia zen.

Terence Fletcher è un insegnate terribile del conservatorio di Manhattan che deve formare dei musicisti di una musica che, come si diceva , non è scritta, che non è solo ma anche improvvisazione , che è ritmo innato , sperimentazione e ricerca che coinvolgono l’essenza stessa. Quali sono gli ingredienti per avvicinarsi a questo ascolto e alla pratica della musica Jazz ?

La cultura musicale , l’ascolto esasperante di alcuni musicisti, la disciplina, ferrea, brutale,  l’esperienza musicale  condotta fino all’esasperazione , il rigore.  Mentre nel  film di  Clint Eastwood che analizza la vita di  Charlie Parker , uno dei musicisti  la cui musica e’ una leggenda , la cui vita e’ descritta nella dissipatezza che porta come risvolto la sua meravigliosa ed intramontabile musica . Il suono di Parker va oltre , scrive uno spartito che non esiste ,  ci porta nell’Olimpo del Jazz, ma il talento per mettere in forma questa musica dove sorge? Whiplash parte da questo .
Un ragazzo ha deciso di diventare un batterista, non un batterista, ma sfidare il mondo con la sua batteria. Un’impresa quasi impossibile , ci sono tanti talenti in lizza, perchè dovrebbe riuscirci proprio lui?
Lo nota Terence Flechter maestro severo e impossibile , lo mette alla prova, assieme agli altri musicisti, infatti ha un gruppo che dirige e cerca di tirare fuori da ognuno di loro una spremuta di disperazione e genio che li farà volare. Ma questo approccio e’ davvero molto discutibile , la maschera indossata da questo insegnante assume le espressioni di una maschera orrorifica e ci si chiede perché per raggiungere l’elevazione si debba passare dall’inferno.
Le mani del giovanissimo batterista  interpretato da Miles Teller: Andrew Neiman si piagano, incominciano a sanguinare in un’unione  spirituale  fino alle stimmate  e tenendosi vicino  i cubetti di ghiaccio per non fermarsi e stoicamente continuare.

Addirittura il giovane batterista che non vuole imparare solamente una buona esecutività della materia  ma vuole entrare nella leggenda, lascerà la ragazza preferendo  lo studio della batteria a lei.
Flechter, l’insegnante, gli ricorda con insistenza  il piatto tirato a Charlie Parker dal batterista per quella sua musica dalle note alte e convenzionali.
Ma come andare oltre?

Abbiamo  presente la pedagogia classica, quello del maestro come un buon maestro , disposto a perdonare , tollerare, incline a far provare e riprovare, mentre l’assolutezza di questo maestro fa paura, intimidisce, problematizza, mette a nudo i problemi personali per farli elaborare su una scala di note, perchè è in quella disperazione, in quella aggressività che deve formarsi il germe della musica più spontanea e conforme allo spartito invisibile in cui è incubato il Jazz.

E forse in  questo andare oltre è compresa la scena finale, dove, pubblicamente, in un concerto importante, il direttore Flechter lo fa sbagliare fino a quando Andrew diventerà una leggenda.

Leggendo la trama da questo punto di vista riesco a conciliare la visione del film con la sua durezza concettuale  , tenendo  presente che ha avuto ben cinque premi Oscar.
2015 – Premio OscarMiglior attore non protagonista a J. K. Simmons
Miglior montaggio a Tom Cross
Miglior sonoro a Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley
Nomination Miglior film a Jason Blum, Helen Estabrook e David Lancaster
Nomination Migliore sceneggiatura non originale a Damien Chazelle.

 L’episodio a cui fa riferimento Bird  Charlie Parker di Clint Eastwood

La scena finale del film del compimento dell’assolo del giovane batterista

 

 

 

 

 

 

Read Full Post »

relatore- GIOVANNI MARROZZINI libri-dimenticati - foto di ENNIO BRILLI mostra SENZA AUTORE, SENZA VALORE organizzatrice e relatore - SIMONA GUERRA organizzatrice- LISA CALABRESE relatore - PAOLA RICCARDI

Le foto in ordine :

Relatore Giovanni Marrozzini

I libri dimenticati : foto di Ennio Brilli

Mostra senza autore, senza valore

Organizzatrice e relatrice Simona Guerra

Organizzatrice Lisa Calabrese

Relatrice Paola Riccardi

Read Full Post »

Giornate di fotografia 2015

Anche quest’anno si rinnova l’atteso incontro fotografico con “Giornate di fotografia”. Per il mese di maggio, varie città delle Marche ospiteranno incontri, proiezioni, lezioni, mostre ed eventi gratuiti dedicati agli amanti della fotografia.
Il tema di quest’anno sarà “Visibilità e fotografia”. Nell’epoca per eccellenza delle immagini (fotografiche) e dell’immagine (la manifestazione del nostro essere e del nostro fare) proviamo a domandarci quale e quanto possa essere il condizionamento esercitato dalla società in cui viviamo, sulla nostra attività fotografica.
Se, da un lato, essere visibili è necessario se si vuole lavorare e comunicare con il resto nel mondo, è anche vero che la forte influenza esercitata dal giudizio altrui (moda, mercato fotografico, social network, ecc.) quando non si tramuta addirittura in dipendenza, può andare ad intaccare i naturali e personali processi creativi ovvero gli effettivi responsabili della nostra unicità.
Come consueto, i vari aspetti di questo tema verranno analizzati e discussi durante gli incontri con esperti di fotografia, sociologi, psicologi e fotografi.
Novità di quest’anno è lo svolgimento dei vari appuntamenti, durante tutto il mese, anche in altre città. Allo scopo di stimolare collaborazione e scambio tra i vari contesti culturali regionali, la 4° edizione partirà come sempre da Morro d’Alba (AN) dove si svolgeranno le principali conferenze e le lezioni sul tema, per poi trasferirsi – nelle settimane successive – in altri luoghi: Senigallia (AN), Fermo – Capodarco (FM), Ostra (AN). In queste città si potrà partecipare ad altri approfondimenti, diversi da quelli morresi, sullo stesso tema, svolti in collaborazione con realtà locali, associazioni, gruppi fotografici e Amministrazioni Comunali.
Periodo eventi: dall’8 al 24 maggio 2015
Regione: Marche
Luoghi: Morro d’Alba (AN), Senigallia (AN), Fermo-Capodarco (FM), Ostra (AN)
Per info sul programma dettagliato: http://www.giornatedifotografia.it
Ufficio stampa Giornate: Simona Guerra info@giornatedifotografia.it – 338.8048294

RELATORI e animatori delle Giornate
Tonino Perna – Economista e sociologo è professore ordinario di Sociologia Economica presso l’Università degli studi di Messina. E’ autore di numerosi saggi e articoli su questo argomento; tra gli altri “Schiavi della visibilità”.

Paola Ciceroni Polverari – Epigrafista, laureata in Lettere classiche all’Università Cattolica di Milano, è un’esperta di Epigrafia. Ha pubblicato diversi saggi e articoli su questo argomento privilegiando la storia locale. E’ stata designata membro dal Comune di Corinaldo nel Consorzio Città Romana di Suasa.

Sandra Talansky-Palmieri – Neuro-psicologa, è insegnante di meditazione buddista, guarigione emotiva e risveglio spirituale. Nei suoi percorsi applica gli insegnamenti buddisti e particolari metodi neuro scientifici per favorire la consapevolezza, l’accettazione e la guarigione da traumi.

Giovanni Marrozzini – Fotografo freelance, ha realizzato reportage e collaborato con le più importanti ONG nazionali e internazionali trattando tematiche sociali e culturali. E’ autore di diversi libri fotografici tra cui Itaca, un viaggio in compagnia dello scrittore Matteo Fulimeni che racconta uno spaccato dell’Italia nell’anno del 150° anniversario dell’Unità.

Paola  Riccardi – Books and exhibitions photoeditor. Ha collaborato fino al 2009 con l’Agenzia Grazia Neri. E’ vice-presidente di FotografiSenzaFrontiere-onlus, per cui cura mostre, eventi e progetti editoriali.

Giorgio Granatiero – Giovanissimo fotografo, vive a Senigallia, luogo dove sta sviluppando la passione per l’immagine grazie allo studio di Mario Giacomelli e dei maestri dei gruppi Misa e Bussola. Allievo di Giovanni Chiaramonte e Guido Guidi studia Architettura presso l’Università di Bologna.

Simona Guerra – Consulente per Archivi Fotografici e saggista è esperta di ordinamento, conservazione e valorizzazione di fondi fotografici ed ha collaborato con alcune tra le maggiori istituzioni italiane del settore tra cui l’archivio ‘Fratelli Alinari’ e l’archivio ‘Mario Giacomelli’. E’ curatrice di mostre, eventi e percorsi didattici sulla fotografia.

Lisa Calabrese – Grafico pubblicitario, Webmaster – Fotografa e curatrice di mostre
Dal 1998 al 2014 è stata organizzatrice di eventi, corsi e seminari sulla fotografia per la petite maison des sons et lumières di Porto S. Elpidio di cui è stata vicepresidente. Dal 2007 è curatrice/art director delle mostre personali e collettive (in Italia e all’estero) dell’artista greco Dimitrios Galiatsatos. E’ ideatrice e direttore artistico di “FotoGeografie” e Co-curatrice di “Giornate di Fotografia”.

Read Full Post »

Il 29 aprile,alle 17,  aula Magna, Convento di Santa Cristina, Piazzetta Morandi, 2  avrà luogo la presentazione del libro “L’artista è una donna : la modernità di Marcel Duchamp” di Giovanna Zapperi, coordina Roberto Pinto, dialogano con l’autrice Cristina Demaria e Federica Muzzarelli

Marcel Ducamp testo Marcel Duchamp

Read Full Post »

Ci ha lasciati dopo un lunga  malattia Alessandro Berti Ceroni, espressione di vitalità, allegria, socievolezza, animatore e manager  del Jazz a Bologna . I suoi amici lo hanno ricordato suonando nel cortile del Palazzo Comunale di Bologna.

Il ricordo di Mauro Felicori

voglio ricordare Sandro Berti Ceroni raccontando di jazzbo 90, di cui andava molto fiero, l’unico festival del jazz aBologna che lo vide direttore generale e che lui impostò con rigore filosofico applicando la sua idea ristretta del jazz – bebop, hardbop e poco più – che difendeva con l’intelligenza superiore di cui era dotato assieme ad una dialettica appresa sui libri, ma anche nei migliori bar della nostra città.

Fu il festival di Art Taylor, Sal Nistico, Steve Lacy, Steve Grossman, nonché di Walter Davis, Kenny Drew, Jack McLean, Massimo Urbani, Louis Hayes, Donald Byrd, Beaver Harris. Gli innovatori lo criticarono, ma il pubblico riempiva la multisala e faceva mattina con le session nel vicino Bestial Market; poi il pomeriggio si suonò alla Dozza, al Righi, all’Itis, al Galvani; rappresentò Petrucciani in italia, continuando a seguire Steve Grossman che Sandro ha molto aiutato.

Iin precedenza era stato bravo ricercatore in filosofia con Roberto Dionigi, skipper professionista, olimpionico italiano fino all’avventura sfortunata di azzurra 2; “ho trasformato i miei hobby in lavoro, sono un uomo fortunato“, e invece no, si è ammalato troppo presto, è morto troppo presto; secondo me San Pietro era invidioso di noi, delle interminabili risate che Sandro sapeva suscitare, delle imitazioni del Ballero, di Giorgetto, di Tobia, delle sue tenzoni teoriche, di qualche smargiassata, e se l’è portato su da lui, e io spero, per vendetta, che Sandro lo faccia nero a backgammon, e gli sottragga un bel po’ di euro,

ciao Sandro (Mauro Felicori)

 

image

 

image

image image

 

Read Full Post »

Ben Shahn

…Con la seconda guerra mondiale , il governo stautnitense che grazie al New Deal si era inserito nella cultura, cessa di dare lavoro agli artisti e viene sostituito in questo compito dall’industria: molti di essi, errando per queste nuove Corti, si vendono al migliore offerente. Scrive Ben Shahn : “- Il comunicare,strumento principale della nostra civiltà, ne è divenuto la dannazione.

Lo strumentalismo, il movimento di pensiero che fermentò negli USA all’inizio del ‘900, si assunse il compito di affrontare e trasformare l’industrialismo che i trascendalisti avevano respinto, che è la posizione di Shahn, che sostiene :” – Se l’economia di profitto e consumo è sotto processo per avere causato la deviazione della civiltà verso un progresso esclusivamente materiale , suscitando nuovi bisogni al fine di produrre per soddisfarli, non è con l’ascetismo inerte, nè con i dogmi politici che l’artista combatterà la nuova schiavitù”…

(Mirella Bentivoglio : Ben Shahn , ed. De Luca, 1963)

Emigrato con la famiglia negli Stati Uniti nel 1906, cominciò ad affermarsi dopo il 1930 con opere di chiaro impegno sociale ispirandosi al processo di Sacco e Vanzetti. Il processo (1929) susciterà uno dei movimenti di opinione più vasti del XX secolo. Le immagini di Ben Shan sono opere di presa immediata, di radice espressionista; rimandano ai coevi disegni di George Grosz e Otto Dix. Non vogliono essere solo una presa di coscienza etica ma tendono a diventare sempre strumenti di propaganda e di lotta. Partecipe di un gusto primitiveggiante ma radicato in un’esperienza affatto personale, nella quale si intravedono echi espressionisti, Shahn raggiunse nelle sue opere, soprattutto dopo il 1935, punte di notevole lirismo e sofferta umanità.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Shahn

ben_Shan_06 ben shan Ben shan_02 Ben Shan_03 Ben Shan_04 Ben Shan_07 Ben Shan_08 Ben Shan_09 http://retrophoto.nnm.ru

Read Full Post »

Older Posts »