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Archive for ottobre 2017

 

In questa terza edizione, che propone al pubblico quattordici mostre dei fotografi più rilevanti del panorama mondiale, la Fondazione MAST moltiplica il suo impegno creando una comunità temporanea, ma viva e partecipe, che si rinnova ogni due anni con lo stesso desiderio di confronto innescato dalla forza narrativa delle immagini.

http://www.fotoindustria.it/

” mi interessa a tal punto il futuro che voglio vederlo subito, con qualche anno d’anticipo di narrazione”Alexander Rodchenko

Alexander Rochenko nasce come pittore , inizia con i suoi fotomontaggi e la sua produzione artistica si chiamerà costruttivismo , un’avanguardia, quella russa, che va contro l’arte per l’arte, l’arte deve descrivere il progresso nazionale scientifico e tecnologico della nazione .
Inizia a fotografare con il banco ottico, per poi passare ad una Leika , andando in giro a fotografare la città.
Rodchenko è definito un fotografo rivoluzionario da diversi punti di vista, sempre riferito al suo approccio all’immagine.
Tendendo all’astrazione fu accusato dal regime di fare fotografia occidentale .
Rodchenko dal 1920 fotografa fino agli anni 40 fino alla morte del sua amico Majakowsky.
In mostra ci sono 90 sue foto .

 

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Al via dopo le due riuscite aperture  la terza cucina popolare di Bologna, in Via Berti  accanto al giardino Lorusso, e prende corpo il progetto originario di Roberto Morgantini, di una cucina per quartiere, non solo una mensa per i meno fortunati, ma un luogo di socialità, dove l’emarginazione non ha sede, infatti in sala, oltre ad eterogenei ospiti  gli amici di Piazza Grande, il cantante Gian Marco Basta, il chitarrista Federico Aicardi,  e, nello sfondo, anche  un armadio con libri, è stata  rimarcata con allegria l’ospitalità. Roberto Morgantini parla già di una quarta cucina, ha già messo gli occhi su uno spazio in  un altro quartiere, progetto che ha tutta l’aria di realizzarsi, sostenendo, col suo lavoro di cibo e socialità in mensa le parrocchie ed i servizi sociali.

 

 

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Progetto Saburo Teshigawara
31 ottobre – 5 novembre 2017
Teatro Ariosto e Collezione Maramotti
Il progetto Saburo Teshigawara, presentato nel calendario del Festival Aperto 2017, si inscrive in una pluriennale collaborazione tra Collezione Maramotti, Max Mara e Fondazione I Teatri e prevede la prima europea dello spettacolo Tristan and Isolde al Teatro Ariosto (31 ottobre), un’esclusiva performance site specific negli spazi della Collezione (dall’1 al 5 novembre – cinque repliche) e un incontro con il coreografo (Collezione Maramotti, 5 novembre).
Questo percorso di collaborazione ha avuto inizio nel 2009 con Trisha Brown Dance Companye si è consolidato nel tempo con appuntamenti biennali (Shen Wei Dance Arts nel 2011,Wayne McGregor | Random Dance nel 2013 e Hofesh Shechter/Shechter Junior nel 2015), con l’obiettivo di aprire un dialogo stimolante fra coreutica e arti visive.

Il 31 ottobre il Teatro Ariosto ospiterà la prima europea di Tristan and Isolde (presentato in prima assoluta a Tokyo nel giugno 2016), interpretato da Rihoko Sato e dallo stesso Teshigawara. Lo spettacolo è costruito a partire da estratti di Tristano e Isotta, opera monumentale di Richard Wagner, immaginata e arrangiata come una musica originale e un’opera. La composizione, dalla texture musicale connotata dalla ripetizione, è basata sulla convinzione del fatale fallimento della passione amorosa, dell’infinito legame spirituale e metafisico che esiste tra gli amanti e della sola possibile conclusione del loro amore nella morte. Coerente con la visione artistica di Teshigawara, la coreografia è un viaggio poetico che utilizza diversi mezzi espressivi. Apparentemente poco narrativa, la pièce mette in primo piano la dimensione sensuale ed espressiva rispetto a quella razionale: i corpi dei danzatori, che incarnano gli sfortunati amanti, si fanno messaggeri dell’indicibile, per giungere alla nostra anima.

Teshigawara, che spesso accompagna le sue creazioni con propri componimenti poetici, ha scritto su Tristan and Isolde:
Musica continuamente ondeggiante e corpi che riempiono lo spazio
Nasce un’incessante melodia modulare che non raggiunge alcun luogo
Così sono impossibili l’amore e la morte

Dall’1 al 5 novembre gli spazi della Collezione Maramotti accoglieranno Pointed Peak, una performance site specific originale creata da Teshigawara appositamente per la Collezione. Le cinque repliche, interpretate dal coreografo stesso insieme a Rihoko Sato ed Eri Wanikawa, rappresentano un’irripetibile occasione per assistere alla performance nel luogo, che il coreografo ha visitato lo scorso marzo, a cui essa è ispirata e dedicata. Partendo dalle proprie sensazioni sulle opere d’arte, sullo spazio che le ospita, carico di memoria di ciò che ha accolto nel tempo, Teshigawara, fin dal primo sopralluogo, le ha connesse a importanti elementi della sua ricerca e della sua dimensione espressiva, primo fra tutti il movimento come condizione esistenziale. La sua è un’intensa, fluida, elegante fisicità attraversata dall’aria, intesa come spazio e respiro, che connette interno ed esterno in uno stile che affonda le sue radici nella tradizione nipponica e marziale, con uno sguardo alle estetiche occidentali per giungere alla creazione di esperienze sensoriali e poetiche, cariche di simboli e suggestioni.
Durante il sopralluogo alla Collezione Maramotti il coreografo/artista ha condiviso alcuni pensieri circa la vita e il suo costante fluire, la morte intesa come passaggio di rigenerazione e la fluida metamorfosi di corpo ed energia, tutti temi che saranno oggetto della conversazione prevista per il 5 novembre dopo l’ultima replica.
La poesia che il luogo gli ha ispirato parla di esistenza e percezione, di oscurità e luce, di trasformazione, evocando un corpo danzante che tocca il picco dell’aria che, per l’artista, coincide con un punto che non esiste.

 

Programma

31 ottobre 2017
Teatro Ariosto, ore 20.30
Tristan and Isolde
prima europea
coreografia e disegno luci Saburo Teshigawara
interpreti Rihoko Sato, Saburo Teshigawara
musica Richard Wagner
produzione KARAS

1-5 novembre 2017
Collezione Maramotti
Pointed Peak
performance site specific
mercoledì 1 novembre, ore 19.00 (possibilità di visita libera alla collezione permanente dalle 16.30 alle 18.00)
giovedì 2 novembre, ore 20.30
venerdì 3 novembre, ore 20.30
sabato 4 novembre, ore 19.00 (possibilità di visita libera alla collezione permanente dalle 16.30 alle 18.00)
domenica 5 novembre, ore 18.00 (possibilità di visita libera alla collezione permanente dalle 15.30 alle 17.00)
coreografia Saburo Teshigawara
interpreti Rihoko Sato, Saburo Teshigawara, Eri Wanikawa

con il supporto di The Japan Foundation, Tokyo

Biglietti in vendita da lunedì 26 giugno sul sito www.iteatri.re.it e presso la biglietteria del Teatro Municipale Valli (giorni e orari di apertura sul sito www.iteatri.re.it)

5 novembre 2017
Collezione Maramotti
Saburo Teshigawara in conversazione con Stefano Tomassini
ore 19.30

Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata: tel. +39 0522 382484 / email: info@collezionemaramotti.org

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
http://www.collezionemaramotti.org

 

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Dal 26  al 30 ottobre proiezione del film di Germano Maccioni alla Cineteca di Bologna

GLI ASTEROIDI
(Italia/2017) di Germano Maccioni (91′)

Unico film italiano in concorso all’ultimo Festival di Locarno, l’opera prima di Germano Maccioni ci proietta nel paesaggio piatto e desolato della ‘bassa’ bolognese attanagliato dalla crisi, pieno di “macerie economiche, ideologiche e spirituali”. Protagonisti due adolescenti in conflitto con scuola e famiglia che rubano candelabri dagli altari su commissione di un falso pizzaiolo, moderna figurazione dell’orco impersonata da Pippo Delbono. Mentre incombe il passaggio di un asteroide che minaccia di distruggere il pianeta.

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MENTE LOCALE 2017
Al tempo di Sigismondo

Ciclo di incontri

Rimini, Museo della Città “L.Tonini”- Sala del Giudizio

26 ottobre – 30 novembre

Mente locale, il ciclo di incontri tematici promosso dai Musei Comunali di Rimini in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Rimini, torna anche quest’anno per approfondire alcuni aspetti della storia e della cultura del nostro territorio che offrono lo spunto per riflessioni di ampio respiro.

Nella nuova edizione l’iniziativa, rivolta alla cittadinanza e, con particolare attenzione, agli Insegnanti, prende spunto dalla ricorrenza dei seicento anni dalla nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta,  inserendosi fra gli eventi promossi dall’Amministrazione Comunale per le celebrazioni maalatestiane.

Al tempo di Sigismondo è il titolo del ciclo volto a indagare un’epoca che rese Rimini celebre e ammirata in tutto il mondo.  Protagonista degli incontri, la figura di Sigismondo apre a confronti e analogie con le principali corti italiane, ma anche con esperienze più lontane, come le civiltà precolombiane; a racconti e analisi sui rapporti con vari personaggi suoi contemporanei, da Federico da Montefeltro, sua eterna nemesi,  ai maggiori artisti che chiamò a operare a Rimini.

Aprirà la rassegna, giovedì 26 ottobre al Museo della Città, il professor Andrea Zorzi  con un intervento dal titolo Sigismondo Malatesta e le signorie cittadine italiane del tardo medioevo.

La signoria dei Malatesta su Rimini e altre città della Romagna e delle Marche appartiene a una più generale esperienza che caratterizzò la vita politica delle città italiane di tradizione comunale dalla fine del secolo XIII, vale a dire l’affermazione di forme di potere personale e signorile. Le ricerche recenti interpretano tale mutamento non più nel segno della contrapposizione idealtipica tra “democrazia” e “dispotismo”, ma evidenziando la pluralità e la complessità delle forme di governo cittadine, a un tempo comunali e signorili

Professore ordinario di Storia medievale all’Università di Firenze, Andrea Zorzi è autore di importanti pubblicazioni sul tardo medioevo e Presidente del Centro di Studi sulla Civiltà del Tardo Medioevo. Ha ricoperto vari incarichi per istituti e centri di ricerca ed è inoltre, tra i fondatori e direttore responsabile di “Reti medievali. Iniziative on-line per gli studi medievistici”.

Il ciclo prosegue come da calendario.

Gli incontri si svolgono al Museo della Città “Luigi Tonini”, via L. Tonini 1 – Rimini

Al termine verrà rilasciato un attestato in relazione alle effettive ore di presenza.

La partecipazione è libera e gratuita.

Il calendario:

MENTE LOCALE

Il tempo di Sigismondo

Ciclo di incontri rivolto agli insegnanti e aperto alla cittadinanza

26 ottobre – 30 novembre

Giovedì 9 novembre, ore 17

Signorie dell’altro mondo: politica, arte e cultura nel Messico azteco (secc. XIV-XVI)

Davide Domenici (Università di Bologna)

Giovedì 15 novembre, ore 17

Piero, Sigismondo e Federico. I quattro sensi della pittura

Alessandro Giovanardi (ISSR di Rimini, San Marino e Montefeltro)

Giovedì 23 novembre, ore 16.30 – Workshop

Decorazione ceramica. A tavola con i Malatesta

per docenti della scuola primaria a cura di Evelina Garoni (collaboratrice Musei Rimini)

Trame preziose: gli abiti di Sigismondo

per docenti della scuola secondaria a cura di Antonietta Corsini (collaboratrice Musei Rimini)

Giovedì 30 novembre, ore 17

Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio Malatestiano

Antonio Paolucci

Info: tel.0541.704421 – 26

http://www.museicomunalirimini.it

 

 

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E’giunto al suo quindicesimo compleanno il festival internazionale della storia che quest’anno si sviluppa attorno alle condizioni ed evoluzioni ambientali che influenzano la Storia.

Tutte le vicende storiche sono influenzate da condizioni e da evoluzioni ambientali connesse a situazioni, fenomeni ed eventi naturali sui quali incidono in modo sempre più sensibile i comportamenti umani. Dato che pervadono ogni aspetto vitale, culturale, economico e sociale e riguardano tutti, tali dinamiche esigono risposte consapevoli, responsabili e coerenti per le quali non basta l’osservazione tecnico-scientifica. Ripercorrere la storia umana alla luce di questi legami permette di promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi naturali e antropici, sulle azioni e i comportamenti che si rendono opportuni per prevenire o limitare gli effetti delle calamità. Nello specifico si affronteranno i temi e i dibattiti legati ai cambiamenti climatici, ai disastri sismici e idrogeologici, alla vulnerabilità del territorio e dell’edificato, alle guerre e alle migrazioni, ai beni culturali a rischio, alla prevenzione, difesa e ricostruzione del patrimonio, alla disponibilità ed efficacia delle risorse umane e tecnologiche

Il programma è molto ricco :

http://www.festadellastoria.unibo.it/

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La terza edizione della Biennale della fotografia dell’industria e del lavoro, organizzata dal MAST e che coinvolge vari luoghi di Bologna, conta di 14 mostre , le quali sono affiancate da eventi dal 12 ottobre al 19 novembre

http://www.spreafotografia.it/news/8134/riviste/il-fotografo/fotoindustria-a-bologna-la-terza-edizione-della-biennale-promossa-dal-mast/

Carlo Valsecchi all’ex Ospedale dei Bastardini, in Via D’Azeglio, ripercorre la storia della Philip Morris di Bologna , usa un procedimento fotografico  analogico e non si avvale di effetti speciali , la forza delle sue immagini si ritrova anche nella collocazione di un posto di fine ‘700, un ex Convento in corso di ristrutturazione, ponendo sempre l’attenzione sul non finito sia nell’edificio  che ospita che nell’opera ospitata dando un valore aggiunto alla fotografia industriale.

Via D’Azeglio Ex Ospedale dei Bastardini

 

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