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Archive for novembre 2017

Un’esistenza piena, metà donna metà sirena di Renato Barilli 

Una certa tradizione popolare aveva inventato la leggenda di qualche maga cattiva che veniva a rapire una neonata perfetta sostituendola con una creatura malaticcia di un potente del luogo. Da ciò Pirandello aveva ricavato l’ultimo capolavoro della sua carriera “La favola del figlio cambiato “. 

E’ un libro d’arte, un living book, un quasi e-book, un libro, un catalogo? Oppure tutte le cose assieme ? questa raccolta di materiali  di Antonietta Laterza ci narra la sua storia di cantautrice disabile con un sé collettivo, gli anni del movimento femminista, le scelte amplificate della soggettività dalla sua musica di cantautrice , paroliera ,performer, artista, conduttrice, scrittrice…

Dice Daniela Calanca  docente Unibo, Dipartimento di Scienze per la qualità della vita

“…ci si pone l’obbiettivo di raccogliere e catalogare l’ingente materiale conservato da Antonietta Laterza,artista e cantautrice in carrozzina, durante il suo percorso artistico professionale, come prima donna diversamente abile nel mondo della musica, della televisione, dello spettacolo e dei media in Italia e, molto probabilmente nel mondo, attualmente certificata “…( Daniela Calanca e Gianluigi Di Giangirolamo)

Ma andiamo con ordine, l’etimologia di libro dizionario  Treccani  online  “Complesso di fogli della stessa misura, stampati o manoscritti, e cuciti insieme così da formare un volume, fornito di copertina o rilegato“ ci porta al catalogo OPAC che cataloga  il libro di Antonietta Laterza :

Sirena cyborg : l’evoluzione della donna diversamente abile nei media dagli anni ’70 a oggi : mostra multimendiale / Antonietta Laterza ; presentazione di Renato Barilli.  -[S.l.] : [s.n.], stampa 2017 (Bologna : Moderna Industrie Grafiche). – 293 p. : ill. ; 22×31 cm.  Note: Catalogo della mostra tenuta a Bologna in Palazzo d’Accursio dal 22 ottobre all’8 novembre 2015 ; curatore Alfonso Maffini ; assistente tecnico Claude Vannucci.

Il catalogo, con fonti illustrate e documentate dell’attività di Antonietta Laterza è effettivamente visibile, anche se di carta, può essere considerato un catalogo digitale, dura 6,58 ore e 35 secondi, ha una dimensione di 640 mb. e ha 296 pagine.

(Attualmente il libro si  può consultare al Centro di Documentazione Arcigay Cassero e in Sala Borsa )

I contributi video di Antonietta Laterza sono documentati con codici QR e immediatamente si può risalire alla fonte cliccando sull’URL, dal proprio telefonino.Dice Antonietta Laterza che la disabilità, a differenza delle altre condizioni, come la cecità ad esempio, penalizza maggiormente la donna cantante perchè il suo corpo diventa anti-seduttivo per l’immagine. Finchè non è arrivata lei, negli anni ’70 per televisione. Negli USA non ci sono testimonianze come la sua, la cantante popolare americana anni’40 Connie Boswell era una vocalist e non apparve mai in una sedia a rotelle, come il Presidente Franklin Delano Roosvelt. 

Fin da subito Antonietta si propone con il suo impegno non solo nella musica, ma anche con performance, corti, installazioni, presenza scenica ma non solo, sono gli anni ’70 e nascono i primi movimenti femministi : “Negli anni ’70, scrive Antonietta Laterza, a Bologna c’era una costellazione di gruppi di donne, femminili come l’UDI, di impronta politica di sinistra P.C.I. E femministi provenienti dal Movimento studentesco come quello della pratica dell’Autocoscienza e il collettivo Femminista Bolognese e caratterizzato dall’analisi della maternità come base materiale della differenza di genere.”

Antonietta , con la sua maternità realizza un video : Vanessa (la figlia) e le bambole

Accanto all’impegno politico come cantautrice arriva il primo disco con Gianni Sassi della Cramps, e avrà come donna di copertina Valeria Magli che assieme a Nadia Gabi ha collaborato con Antonietta Laterza alla realizzazione del suo disco  “Alle sorelle ritrovate ”

Fa seguito il secondo album

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 al Teatro degli Atti la conferenza di Antonio Paolucci su “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano” del 30 novembre

Si terrà al Teatro degli Atti di via Cairoli la conferenza di Antonio Paolucci su “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano”, in programma alle ore 17 di giovedì 30 novembre.

Tante sono state le adesioni pervenute in questi ultimi giorni che hanno convinto gli organizzatori a spostare l’incontro dalla Sala del Giudizio del Museo della Città al teatro, triplicando così i posti disponibili.

L’incontro con Antonio Paolucci è un momento che si è confermato attesissimo, un appuntamento con un grande storico dell’arte che, nato a Rimini nel ‘39, si è distinto per le opere e i ruoli istituzionali di primissimo piano che ha ricoperto nella sua lunga e straordinaria carriera.

Ad Agostino di Duccio, che nel Tempio malatestiano ha lasciato la testimonianza più alta della propria opera, Paolucci dedica la dissertazione “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano” che conclude l’edizione 2017 del ciclo di incontri “Mente locale” che, nel 600mo anniversario della nascita, quest’anno è stato dedicato alla figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini e tra gli indiscussi protagonisti del Rinascimento italiano.

L’appuntamento sarà anche l’occasione migliore che presentare al pubblico intervenuto da parte dell’assessore alle Arti Massimo Pulini alcune anticipazioni sulla mostra, in programma dal 16 dicembre alla Far di piazza Cavour, del fotografo Nino Migliori dal titolo “Lumen. I rilievi di Agostino Di Duccio fotografati a lume di candela”, che proprio dalle opere di Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano trae origine.

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A partire dall’1 dicembre sarà possibile visitare la mostra di Wolfango disegnatore a Palazzo D’Accursio. Ad ingresso libero.

 

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Anche se si è appena conclusa la Biennale della fotografia al Mast , alcune immagini saranno ancora vive in noi, Mitch Epstein, vincitore del Prix Pictet nel 2011 proprio con queste fotografie, leva il velo sul lato oscuro dell’american dream mostrando il costo di una crescita sregolata ai danni dell’ambiente e del benessere collettivo. Il suo lavoro è in vendita a prezzi da 11-35 mila euro presso la galleria Thomas Zander di Colonia, e visibile anche al Science Museum di Londra e presto in libreria per i tipi di Steidl.

 

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Tra le mostre curate da François Hebel spicca per rilevanza il contributo della prestigiosa collezione Walther che ha offerto un prestito tematico sull’industrializzazione in America, con un album fotografico dei pionieri   documentando  gli eventi di una città mineraria nel Kentucky, Harlan.  e la serie American Power di Mitch Epstein.

Le foto in successione mostrano due immagini della stessa città, una del 1917, la prima, la seconda del 1919.

 

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Alle ore 17.30 di venerdì 24 novembre, all’interno del ciclo FRONTESPIZIO3, piccola rassegna di libri nuovi sarà presentato nella sala del Giudizio del Museo della Città “L. Tonini” di Rimini il volume “Vivere a Rimini negli anni della Bella Époque”, di Davide Bagnaresi con apparato iconografico a cura di Alessandro Catrani.

Assieme all’autore, Davide Bagnaresi, e al curatore dell’apparato iconografico Alessandro Catrani, interverranno Massimo Pulini, assessore alle Arti del Comune di Rimini, e Daniela Calanca, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna.

 

Il 1900 decretò l’avvio di una serie di progressi sociali, economici, culturali e politici che si diffusero a macchia d’olio in Italia. Fu così anche per Rimini, dove nel primo quindicennio del Novecento nacquero imprese innovative, l’elettricità sostituì il gas, fu fatta la prima telefonata, circolarono le prime automobili e, con esse, si verificarono i primi incidenti. La città, in continuo sviluppo, stava ridefinendo una sua nuova identità, crescevano le occasioni per il tempo libero e il turismo, sorgevano nuovi lussuosi alberghi… Fu dunque un’epoca bella… ma non per tutti. A fronte dei citati progressi non cessarono le emergenze sanitarie, le esondazioni del Marecchia furono periodiche, così come scioperi e agitazioni. Questo libro ricostruisce la quotidianità riminese durante la Belle Époque.

Davide Bagnaresi (Dottore di ricerca in Storia dei partiti e dei movimenti politici) è assegnista di ricerca presso il Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna. Per lo stesso Ateneo, presso il Corso di laurea in Economia del Turismo (Campus di Rimini), è da diversi anni docente a contratto in Storia dei consumi e delle imprese turistiche.

 

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Si sono appena concluse le mostre della Biennale della fotografia dell’industria e del lavoro.

Al MAMbo Vincent Fournier ha  esplorato la finzione come se fosse una realtà parallela, alternando stile documentario e composizioni costruite. La sua opera propone un viaggio tra le utopie più rappresentative del XX e XXI secolo: l’avventura spaziale, l’architettura del futuro e l’intelligenza artificiale. Quello di Fournier è un mondo in cui si può ricordare ciò che non è ancora avvenuto, ciò che avverrà domani.

Mostra realizzata con il sostegno di New Square Gallery, Lilla.

In queste immagini Vincent Fournier osserva un astronomo russo, il capitano Boris, fra le mura domestiche e ne analizza l’abbigliamento, i suoi guanti la sua casa.  In altre foto si vedono gli osservatori  astronomici della Norvegia e il deserto di Atacama, in Cile , alcune immagini di radar disseminati in un campo e la proporzione uomo-natura, essendo di una generazione digitale la robotica è confidenziale a Fournier che fotografa la collaborazione/interazione uomo robot.

 

 

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