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Archive for settembre 2018

Ansa

Sarà “Dogman”  di Matteo Garrone ) a rappresentare il cinema italiano alla selezione del premio Oscar per il miglior film in lingua straniera alla 91/a edizione degli Academy Awards. Lo ha deciso la commissione selezionatrice dell’Anica.

L’annuncio delle nominations è previsto per il 22 gennaio 2019, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 24 febbraio 2019.

Matteo Garrone in Piazza Maggiore a Bologna che ha presentato il suo film “Reality”  con il direttore della Cineteca Gianluca farinelli (foto di Roberta Ricci)

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Mondi Paralleli è la mostra che Fondazione Carisbo e Genus Bononiae. Musei nella Città dedicano al pittore visionario Sergio Vacchi e al suo sguardo modernissimo e precursore di tante espressioni figurative del contemporaneo, dall’onirismo cinematografico di Fellini al tratto sensuale di Guido Crepax. Protagonista assoluto dell’arte italiana del Novecento e maestro del cosiddetto “ultimo naturalismo” – secondo le parole dell’amico e grande ammiratore Francesco Arcangeli – Vacchi approda al Neoespressionismo, facendo tesoro di esperienze surrealiste che seppe ricollegare alla grande tradizione della metafisica di De Chirico.
La mostra, a due anni dalla scomparsa del Maestro, è curata da Marco Meneguzzo, che già nel titolo ha voluto richiamare proprio la capacità della pittura di Vacchi di compenetrare ambiti lontani dal mondo dell’arte, dal cinema alla letteratura al fumetto, anticipando la tendenza contemporanea alla contaminazione e al dialogo tra i diversi linguaggi artistici. Non a caso Vacchi – che da Bologna, sua città di nascita, si trasferì a Roma nel 1959 – entrò immediatamente in contatto non solo con il mondo artistico, ma con tutto il variegato ambiente intellettuale romano, stringendo amicizia con Renato Guttuso, Federico Fellini, Giuliana Calandra, Vittorio De Sica, Goffredo Parise, Paolo Volponi e numerosi altri artisti che gravitavano nella capitale e che mostrarono interesse ed entusiasmo per la sua personalissima pittura: a Roma Vacchi iniziò anche ad avere importanti collezionisti tra cui Carlo Ponti e Sofia Loren che acquistarono negli anni Sessanta ben centodieci suoi quadri.
Pittore quasi “compulsivo”, Vacchi procedeva per cicli pittorici a volte lunghissimi, altre esauriti in poche decine di quadri, tutti obbedienti ai propri impulsi, alle proprie storie, alla propria visione del mondo, spesso compenetrata di tragicità e ironia. Singolare la sua fortuna critica, che lo ha visto prima come esponente dell’informalismo, poi maestro del cosiddetto “ultimo naturalismo”, infine avviato verso un corrusco e scenografico surrealismo, pieno di rimandi simbolici.

Un volume bilingue edito da Skira, con apparati scientifici completi e numerosissime illustrazioni accompagna la mostra: al suo interno i saggi critici inediti del curatore e di Renato Barilli, insieme a una testimonianza di Flavio Caroli.
La mostra è realizzata con la collaborazione della Fondazione Sergio Vacchi e con il sostegno di IMA.

Un anno fa, quando la mostra fu programmata ne parlò il prof. Renato Barilli, nel corso di una mostra a Castenaso.

 

Sergio Vacchi in una foto di strada di Roberta Ricci

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CRIMINIS IMAGO fino al 28 settembre ad ingresso libero . Affrettarsi

ARCHIVIO FOTOGRAFICO DI PAOLO FERRARI ALL’ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI BOLOGNA
Fino al 28 settembre con visite guidate sarà possibile avere un’anticipazione di una grande mostra di Paolo Ferrari fotografo e ,fotoreporter di cronaca nera, che avverrà in tempi brevi . Il progetto d’archivio fotografico è curato dal prof. Marco Baldassari con le sue assistenti che hanno lavorato su molto materiale in pellicola.

Dal 2015 Genus Bononiae. Musei nella Città ha avviato il progetto di acquisizione, archiviazione, conservazione e valorizzazione in formato digitale del prezioso materiale fotografico del fotoreporter bolognese Paolo Ferrari.
L’archivio fotografico Paolo Ferrari conta circa 1 milione di negativi 35 mm in bianco e nero, circa 400 mila diapositive e negativi a colori e oltre 1 milione di immagini digitali. Questo patrimonio di grande valore storico, artistico e culturale, comprende il lavoro di cinquant’anni di carriera–dall’inizio degli anni Settanta al 2008 circa – durante i quali sono stati raccontati gli eventi principali della città di Bologna e provincia, ma anche reportage realizzati su tutto il territorio nazionale e all’estero.
L’intervento di salvaguardia del materiale fotografico è fondamentale per scongiurare il progressivo deterioramento dei supporti materiali e per conservare un nucleo fotografico unico, fortemente significativo dell’identità del territorio emiliano.

L’intento di Genus Bononiae è di conservare questo prezioso materiale della storia del ‘900 e renderlo fruibile a chi vorrà trarne utilità

https://genusbononiae.it/archivio-fotografico-paolo-ferrari/senza-categoria/

Foto dall’alto

il prof. Marco Baldassari con le sue assistenti che lo hanno coadiuvato nel lavoro

Giuseppe Bertolucci (processo per “Ultimo tango a Parigi”)

La Uno bianca

Il rapimento Fabrizio De Andrè Dori Ghezzi

Il sequestro della contessa Ludovica Rangoni Macchiavelli qua con  Massimo Mutti

L’omicidio di Francesca Alinovi

L’Italicus

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 Il Canale di Corinto : una lunga storia ma una recente realizzazione .

L’idea originale del taglio dell’istmo si deve al tiranno Periandro nel VII secolo a.C. Per le ingenti difficoltà di realizzazione il progetto fu abbandonato in favore della costruzione di una strada, chiamata Diolkos, che consentisse il trasporto di merci e navi attraverso l’istmo, evitando il periplo del Peloponneso.]
Posizione del canale di Corinto.
Nave in transito nel canale
In seguito la costruzione del canale fu intrapresa dall’imperatore romano Nerone verso l’anno 67, quando inviò sul posto 6000 schiavi a iniziare lo scavo; l’operazione venne sospesa a causa della morte dell’imperatore, e il suo successore, Galba, lo ritenne un progetto troppo oneroso per dargli seguito.
L’inizio dei lavori in epoca moderna è degli anni 1870, dopo il successo della realizzazione del canale di Suez. Il lavoro fu affidato ad una compagnia francese ma, per difficoltà economiche, questa dovette sospendere i lavori quando solo le due estremità del canale erano state scavate. Infine, nel 1881, il progetto fu affidato agli architetti ungheresi István Türr e Béla Gerster, che già avevano preso parte agli studi iniziali per il canale di Panama.
Una compagnia greca guidata da Andreas Syngros (il principale contraente era Antonis Matsas) si incaricò dell’esecuzione dei lavori e li portò a termine nel 1893.
Il 25 luglio 1893, davanti al re Giorgio I, il canale fu inaugurato. Si trattava però di un’inaugurazione pro forma, visto che le pareti, alte fino a 90 metri, erano instabili in molti punti: le vibrazioni causate dal passaggio delle navi erano sufficienti a far crollare sassi, detriti e pezzi di roccia. Soltanto a novembre, dopo che lunghi tratti del canale vennero messi in sicurezza, si poté aprire al traffico mercantile.
Queste pareti così alte e così ripide hanno da sempre costituito uno dei problemi del canale, costruito oltretutto in zona sismica. I crolli di roccia sono ancora abbastanza frequenti e spesso il canale deve essere chiuso per lavori di dragaggio, come avvenuto anche nel 2006.
Attualmente il traffico nel canale non è regolato da alcuna convenzione internazionale, pertanto, pur essendo aperto alla libera navigazione, ricade sotto la sovranità
(fonte Wikipedia)

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Abbiamo già parlato del meritato successo del libro “La ragazza con la Leica ” ora c’è il video, per chi vuole rivivere i bei momenti con Helena Janeczech allo Stabat Mater a Bologna.

Incontro con la vincitrice del Premio Strega 2018 Helena Janeczeck autrice del libro La ragazza con la Leica (Guanda).
Intervengono: Matteo Lepore, Marco Bazzocchi, Luigi Brioschi, Stefano Petrocchi.
Letture a cura della Scuola di teatro di Bologna Galante Garrone

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Nuova festa dell’Unità alla Fiera District a Bologna.
Casadeipensieri 2018
Targa Paolo Volponi per l’impegno civile e culturale ai ragazzi del film “Sognando Gianni Morandi” promosso da Associazione d’Idee. Intervengono : Rosanna De Sanctis , Giacomo Busi, Rita Mastellari, Mauro Sarti, Elisabetta Scalambra , consegna la targa Stefano Caliandro. Coordinamento di Davide Ferrari.

La targa Paolo Volponi per l’impegno civico al docufilm di Antonio Saracino : “Sognando Gianni Morandi ” nel corso della Nuova Festa dell’Unità che racconta come un gruppo di ragazzi con la Sindrome di Down sono riusciti a realizzare il loro sogno, cantare con Gianni Morandi le sue canzoni. Nel docufilm si vede l’impegno degli educatori, dei genitori delle istituzioni per realizzare il desiderio dei ragazzi e non solo .

 

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Per comprendere l’iconografia medievale,  dobbiamo considerare il rapporto tra l’uomo di quel tempo e la natura. La realtà fisica della natura non era considerata dal punto di vista estetico o scientifico, ma veniva vista e pensata, compresa e assimilata in rapporto con la dimensione spirituale. Se già San Paolo, nelle sue epistole, aveva affermato che il mondo terreno è lo specchio della volontà divina, è Ugo di San Vittore che nel De tribus diebus (1123) afferma esplicitamente che “questo mondo sensibile è quasi un libro scritto dal dito di Dio”. La natura, dunque, è una sorta di testo cifrato, in cui ogni elemento è signum, cioè simbolo che allude ad “altro”, a verità spirituali e religiose, una sorta di Sacra Scrittura redatta in un linguaggio diverso dalle parole

Michel Pastoureau scrive :

A differenza di quanto generalmente si creda, gli uomini del Medioevo sapevano osservare assai bene la fauna e la flora, ma non pensavano affatto che ciò avesse un rapporto con il sapere, né che potesse condurre alla verità. Quest’ultima non rientra nel campo della fisica, ma della metafisica: il reale è una cosa, il vero un’altra, diversa. Allo stesso modo, artisti e illustratori sarebbero stati perfettamente in grado di raffigurare gli animali in maniera realistica, eppure iniziarono a farlo solo al termine del Medioevo. Dal loro punto di vista, infatti, le rappresentazioni convenzionali – quelle che si vedono nei bestiari miniati – erano più importanti e veritiere di quelle naturalistiche. Per la cultura medievale, preciso non significa vero…

tratto da : http://www.milanoplatinum.com/i-bestiari-medievali.html

 

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