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Archive for aprile 2019

“…Di fronte al rogo di Notre Dame, anche la Cineteca di Bologna scende in campo. Quest’estate, nel programma del tradizionale cinema in piazza Maggiore ci sarà spazio anche per la proiezione del cortometraggio «Notre Dame – cathèdrale de Paris», girato nel 1957 da Georges Franju. Inoltre, la Cineteca è pronta a mettere a disposizione il materiale custodito nei propri archivi per aiutare i restauratori a ricostruire fedelmente la cattedrale. Commenta il direttore della Fondazione Cineteca, Gian Luca Farinelli: «Siamo tutti sconvolti, le immagini di Notre Dame che brucia ci hanno fatto male, riuscivo a vederle solo per alcuni secondi. Notre Dame fa parte della mia cultura di cittadino dell’Europa, che è diversa dalla cultura di un cittadino di Shanghai o di Buenos Aires»…

Dal Corriere di Bologna del 17 aprile

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/19_aprile_17/omaggio-cineteca-bologna-piazza-maggiore-corto-notre-dame-franju-c519f748-610d-11e9-a069-e8b9fdda85e7.shtml

 

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La mostra fotografica propone un dialogo visivo tra 37 ritratti di epoca romana e le moderne opere del fotografo d’arte Luigi Spina. In esposizione una selezione di 60 fotografie in bianco e nero, che Luigi Spina ha realizzato con banco ottico, tecnica già utilizzata dall’autore con risultati di alto livello, e ha poi personalmente stampato a mano.

La mostra, curata da Manuela Vaccarone è formata da  immagini fotografiche che  ritraggono 37 volti antichi in marmo o travertino, significativi esempi delle collezioni capitoline ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, alcuni oggetto di più scatti e tutti scelti dall’autore per le loro potenzialità espressive. Si tratta di ritratti di epoca repubblicana e imperiale, che raffigurano personaggi la cui identità è nota, ma anche volti di sconosciuti, oltre ad alcune teste ideali, copie romane da originali greci.

La ricerca fotografica di Spina ha portato alla realizzazione di immagini che, cogliendo vari aspetti dei volti scolpiti, suggeriscono particolari e dettagli non sempre facilmente individuabili a una prima osservazione. I visitatori sono così invitati a intraprendere un nuovo originale percorso di visita, un vero e proprio viaggio che è scoperta della contemporaneità espressa dai tratti fisiognomici delle antiche sculture, proposte in tutta la loro umanità ed espressività.

L’esposizione, curata da Claudio Parisi Presicce e Luigi Spina, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, via Ostiense 106
Telefono: 06/0608
Orari di apertura: 9-19. Lunedì chiuso
Costo: 9 euro; ridotto 8 euro

 

 

Diario mitico e Villa Adriana di Luigi Spina

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Trenta incisioni realizzate da Édouard Manet (1832-1883), provenienti dalla Collezione Ceribelli di Bergamo, saranno esposte dal 17 marzo al 28 aprile presso la Sala del Francia di Ca’ la Ghironda-ModernArtMuseum (Zola Predosa).
Le incisioni, precedentemente ospitate alla Casa Natale di Raffaello di Urbino, sono state realizzate da Manet tra il 1860 e il 1882 utilizzando le tecniche dell’acquaforte, dell’acquatinta e della puntasecca. Acquistate nel 1905 da Alfred Strölin per essere tirate in 100 esemplari, le 30 lastre rappresentano una raccolta esaustiva della produzione dell’Artista. Furono, infatti, selezionate come le opere più indicative della sua ricerca sul mezzo per dar vita a una delle tre maggiori edizioni postume dedicate all’esperienza grafica del Maestro. Nel caso di Manet, infatti, le pubblicazioni postume risultano indispensabili per lo studio della sua ricerca grafica, non essendo mai state realizzate da lui o dagli stampatori con cui all’epoca lavorava vere e proprie edizioni panoramiche della sua produzione. La mostra sarà accompagnata da laboratori didattici aperti alle scuole e alle famiglie, dove verrà utilizzato il torchio proveniente dal laboratorio di Piero Turchetti – artista pittore/incisore. Durante i laboratori i partecipanti scopriranno tutti gli aspetti dell’incisione e del percorso artistico e storico che ha caratterizzato l’artista.
Ai laboratori didattici parteciperanno artisti incisori, appartenenti ad ALI (Associazione Liberi Incisori), che proporranno delle performance sull’incisione calcografica e xilografica.
Verrà inoltre allestita, nello Spazio-Atelier di Ca’ la Ghironda, la mostra “Autorappresentazioni” curata da ALI (Associazione Liberi Incisori). Saranno esposte circa 50 opere che documentano i linguaggi e le varie tecniche delle stampe originali contemporanee.
Durante il periodo della mostra saranno in esposizione nella Sala delle Colonne un’installazione e opere calcografiche realizzate dagli studenti dell’IsArt che, proprio quest’anno, hanno approfondito attraverso numerose visite a Ca’ la Ghironda, guidati dal Direttore Vittorio Spampinato, il tema “Arte e Natura” come spunto e ispirazione artistica.
La mostra “Manet – Incisioni” si inserisce, inoltre, in un percorso legato ad artisti incisori che verranno proposti presso Ca’ la Ghironda fino al 2020.
Questo appuntamento conferma, dopo l’esposizione “Rembrandt – Incisioni” (febbraio- aprile 2018), la volontà di MAGMMA di Villacidro e il Modern Art Museum di Ca’ la Ghironda – Città Metropolitana di Bologna di proseguire nel percorso già intrapreso e cioè nella presentazione di artisti di spessore internazionale che abbiano realizzato nell’incisione un loro percorso artistico significativo e storico di eccellenza.
La mostra è curata da Vittorio Spampinato (Direttore del Ca’ la Ghironda – ModernArtMuseum) e Walter Marchionni (Direttore del Museo MAGMMA) ed è patrocinata, tra gli altri, dalla Città metropolitana di Bologna.

 

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Domenica 7 aprile alle 10,30 in Piazza Giovanni XXIII a Vergato è stata inaugurata  l’opera del maestro Luigi Ontani “RenVergatellAppenninMontovolO”, una fontana che già dal nome evoca alcuni elementi naturali caratteristici dell’Appennino bolognese.

Un’opera a carattere monumentale che si avvale di figure desunte dalla mitologia classica, con richiami agli elementi geografici dell’Appennino e simbologie tipiche dell’iconografia ontaniana: un fauno adulto (rappresentante il fiume Reno) reca sulle spalle un putto alato (simbolo del Torrente Vergatello), mentre la testa maestosa e severa di un vecchio Tritone (incarnante l’Appennino) si erge dal fondo della vasca circolare a delimitarne parte del perimetro che va progressivamente a rinchiudersi coi profili dei monti dell’Appennino. L’uovo su cui poggia il gruppo centrale è un riferimento a Montovolo, elemento favoloso e mitico del paesaggio locale, della sua storia e della poetica dell’artista.
L’opera è il risultato della collaborazione di tante forze che hanno condiviso energie e risorse per raggiungere questo obiettivo: il Comune di Vergato, l’associazione Vergato Arte, l’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, la Regione Emilia-Romagna, la Città metropolitana di Bologna, la Destinazione Turistica Bologna-Modena e Bologna Welcome. Un importante sostegno all’iniziativa è venuto poi da Emilbanca. I costi sostenuti hanno riguardato i materiali (fusione in bronzo per le figure centrali e marmi policromi per il restante) e l’esecuzione, mentre per la realizzazione, l’assistenza e la supervisione Ontani non ha richiesto alcun compenso.

Alla cerimonia sono intervenute la autorità, tra cui : Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura, Matteo Lepore, presidente della Destinazione Turistica Bologna Metropolitana, Massimo Gnudi, sindaco di Vergato, Claudio Martinelli, presidente di Vergato Arte, Giulio Magagni, presidente EmilBanca, il Maestro Luigi Ontani.
A seguire, nel corso della stessa mattinata, alle ore 11,30 ci si sposterà presso il Palazzo comunale dove sarà inaugurato il “MuseOntani”: una esposizione permanente dedicata all’artista, destinata a diventare un punto di riferimento del turismo in Appennino. L’esposizione infatti andrà a integrarsi con la fontana (allocata nella piazza di fronte alla stazione, recentemente ristrutturata) e con le vetrate policrome che adornano il Palazzo dei Capitani della Montagna, realizzate dal maestro alcuni anni fa: tre tappe di un percorso dedicato alle opere di questo straordinario artista contemporaneo.

Di più:

https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Archivio_news/A_Vergato_domenica_7_aprile_inaugurazione_dell_u2019opera_del_maestro_Ontani_e_del_MuseOntani

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Un parcheggio abbandonato verrà trasformato in laboratorio della Cineteca di Bologna formando un distretto che attrarra’ il mondo internazionale del cinema.
La cineteca al momento paga l’affitto a privati e così questa spesa verrà risparmiata.

Dal post su Facebook del Sindaco di Bologna Virginio Merola

Renato Zangheri ci ha lasciato la più bella definizione di Bologna: città dell’incontro e del dialogo. Ed è proprio così: questo siamo e questo è il nostro destino. A lui verrà intitolato il nuovo polo della Cineteca di Bologna -laboratorio di restauro, archivio e aule didattiche – che sorgerà nell’ex parcheggio Giuriolo.
Questo è uno dei progetti del #PianoPeriferie da 18 milioni di euro. I bandi per le gare sono in corso di pubblicazione e questo ci permette di mettere in moto la macchina per aprire i cantieri.

Riqualificazione dell’ex parcheggio Giuriolo: l’ex parcheggio Giuriolo – comandante partigiano ucciso dai nazisti a Lizzano nel 1944 – diventerà un nuovo polo, dedicato al patrimonio cinematografico e alla memoria cittadina, che non ha precedenti nel mondo, grazie alla trasformazione degli spazi nella nuova sede, da un lato, dell’Archivio film della Cineteca di Bologna (con un patrimonio di 80 mila titoli filmici, e fondi di immenso valore storico per il cinema italiano e mondiale e per la fotografia), e, dall’altro lato, del laboratorio di restauro L’Immagine Ritrovata, considerato oggi un punto di riferimento assoluto a livello internazionale. Nuovi spazi che si apriranno anche al pubblico, che potrà così conoscere il patrimonio e il lavoro che la Cineteca di Bologna svolge nella conservazione, nel restauro e nella diffusione dei capolavori della storia del cinema, con la presenza di una sala cinematografica, un’area per proiezioni all’aperto nella stagione estiva, aule studio dedicate alla formazione, ricordando la vicinanza dell’ex parcheggio Giuriolo alle Aldini Valeriani. Un prospettiva di riqualificazione che non riguardi solo l’edificio – il cui abbattimento risulterebbe peraltro molto oneroso – ma venga intesa anche in termini di socialità della zona, nel Quartiere Navile: un luogo che porterà circa cento lavoratori al giorno, oltre ai visitatori, professionali e non, uno spazio aperto al quartiere, dove il lavoro sui film sarà messo in mostra con percorsi guidati; senza dimenticare tutto l’indotto che si creerà di conseguenza nell’area circostante, con una superficie verde progettata attorno al nuovo polo, pensata per aprirsi e connettersi al tessuto urbano circostante.

Nelle foto, tratte da internet com’è l’area oggi e come diventerà

Tutti i dettagli qui: http://www.comune.bologna.it/…/piano-periferie-bandi-cantie…

 


Le 

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A Bologna prosegue il ciclo di conferenze “Il Genio della Donna. Donne e arte in Europa dal Medioevo al Novecento“, il ciclo di conferenze dedicate alle donne artiste curato dalle professoresse Vera Fortunati e Irene Graziani, propone un nuovo e interessante calendario di appuntamenti fino a maggio 2019. Il progetto, promosso e organizzato dalla Città metropolitana in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, intende divulgare gli esiti dei più recenti studi emersi in Italia e all’estero sul ruolo della donna nella storia dell’arte.

Dal Medioevo al Novecento il ruolo della donna a Bologna è stato particolarmente significativo sia nel campo delle arti figurative che in quelli della letteratura e delle scienze. Se lo Studium ha precocemente favorito la presenza femminile nella docenza universitaria, anche l’ambiente artistico si è dimostrato aperto all’attività delle donne artiste. Partendo dalla ricostruzione di questa storia – che ha dato vita nel tempo alla pubblicazione di studi monografici e a importanti mostre dedicate a protagoniste come Properzia de’ Rossi, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Ginevra Cantofoli, divenute ormai note al grande pubblico – è sorto a Bologna il “Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa” sotto la direzione scientifica di Vera Fortunati, che ha sede in via della Rondine 3 a Bologna, presso l’Archivio storico della Città metropolitana.

Ore 17.30 a palazzo Malvezzi, via Zamboni 13, sede della Città metropolitana

giovedì 18 aprile
Jadranka Bentini
Le amazzoni russe

 

giovedì 9 maggio
Stefania Biancani
Quando la regina lascia la corona e va in giardino: Élisabeth Vigée Lebrun e il ritratto

 

giovedì 16 maggio
Maura Pozzati
Le fioriture dei versi linguisticati: un incontro con Sissi

 

Il programma delle conferenze

Ore 17.30 a palazzo Malvezzi, via Zamboni 13, sede della Città metropolitana

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Dal 14 Aprile 2019 – 30 Giugno 2019

OLIVIERO TOSCANI
PIÙ DI 50 ANNI DI MAGNIFICI FALLIMENTI
INAUGURAZIONE: 13 APRILE 2019 ORE 18.00

ENTE ORGANIZZATORE: Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, Mar Museo d’Arte della città

INGRESSO: mostre e collezioni del MAR: intero € 6, ridotto € 5

ORARI:
dal martedì al sabato: 9.00-18.00
domenica: 11.00-19.00
la biglietteria chiude un ora prima

GIORNI DI CHIUSURA: Lunedì

SEDE: MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna
a cura di Nicolas Ballario

media partner: Sky Arte e Rolling Stones

Pensare che Oliviero Toscani sia un fallito è un pò difficile da credere, ma è lui stesso che lo dice. Più di 50 anni di magnifici fallimenti è infatti il titolo dell’esposizione che al MAR di Ravenna mette in mostra gran parte del suo lavoro.

Paradossalmente il fallimento è per lui una prospettiva, perché sentirsi arrivati significa fermarsi e per lui è impossibile restare fermo. Toscani, infatti, attraverso la sua creatività inarrestabile ha fatto discutere il mondo su alcuni dei temi più scottanti della contemporaneità come il razzismo, la pena di morte, l’AIDS e la guerra.
Tra i lavori in mostra il famoso Bacio tra prete e suora del 1991, i Tre Cuori White/Black/Yellow del 1996,No-Anorexia del 2007 e molti altri.

Non manca la serie Razza Umana, uno studio socio-politico, culturale e antropologico per il quale Toscani ha allestito set fotografici in decine di città nel mondo per indagare la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, capire le differenze, “prendere impronte somatiche e catturare i volti dell’umanità”, come dice lui stesso.

Sono esposti anche i lavori realizzati per il mondo della moda, che il grande fotografo ha contribuito a cambiare radicalmente: dalle celebri fotografie di Donna Jordan fino a quelle di Monica Bellucci, oltre ai ritratti di Mick Jagger, Lou Reed, Carmelo Bene, Federico Fellini e alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura mondiale dagli anni ‘70 in poi.

http://www.mar.ra.it/ita/Mostra/Oliviero-Toscani

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