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Archive for febbraio 2020


Luigi Ghirri, Dalla serie “Paesaggi di Cartone, 1971-1974”, Senza titolo, 1971. Stampa cromogenica su carta al polietilene, 18.5 x 23 cm. Courtesy Collezione Fabio Castelli.

Lo Spazio Eventi del Consiglio Regionale della Lombardia in Palazzo Pirelli di Milano ospita, dal 26 febbraio al 22 marzo 2020, la mostra “La fotografia di ricerca in Lombardia e in Italia“.

L’esposizione ripercorre quel periodo che, dalla metà degli anni Sessanta a tutto il decennio successivo, ha visto la fotografia spostarsi dall’ambito tradizionale, ovvero quello di tipo documentario o di reportage, a quello parallelo o interno alle avanguardie artistiche, spesso definito ‘sperimentale’ o ‘estetico’, degli “artisti che usano la fotografia” come linguaggio d’arte contemporanea, sviluppando indagini sulla luce, la percezione, l’astrazione e affiancando le ricerche di movimenti come la Body Art e l’arte concettuale.

In mostra 80 opere di alcuni dei protagonisti di quella stagione, da Ugo Mulas a Gabriele Basilico, da Paola Mattioli a Luigi Erba, da Nino Migliori a Mario Giacomelli, da Gianfranco Chiavacci Franco Vaccari, da Mimmo Jodice a Ketty La Rocca, da Mario Cresci Luigi Ghirri, ad altri ancora, che documentano come i cambiamenti di linguaggio siano andati di pari passo con quelli della rappresentazione dei temi più ampi e determinanti della realtà, come il paesaggio, sia naturale che urbano, il corpo e il genere, l’identità e la società.

La mostra avrà un approfondimento a The Mall Milano, durante MIA Photo Fair (19 – 22 marzo 2020), la fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte, dove otto gallerie proporranno degli stand monografici con alcuni dei maestri che parteciparono a quella stagione, quali Luigi ErbaAldo TagliaferroLamberto PignottiGianfranco ChiavacciPaolo GioliLuigi Maria PatellaFranco FontanaMichele Zaza.

La rassegna, curata da Elio Grazioli, è ideata da MIA Photo Fair in collaborazione con il Consiglio Regionale della Lombardia.

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(Fonte Ansa) Una grande mostra “Sguardi di Novecento: Giacomelli e il suo tempo” rende omaggio da oggi fino al 5 luglio al celebre fotografo di Senigallia in occasione delle ventennale della scomparsa.

A Palazzo del Duca è ospitata la sezione internazionale, a cura di ONO arte contemporanea: 20 fotografie di Mario Giacomelli sono messe a confronto con circa 90 scatti di grandi fotografi della metà del ventesimo secolo come Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Gianni Berengo Gardin, Brassaï, Kikuji Kawada, Jacques Henri Lartigue, Herbert List, Nino Migliori, Paolo Monti, Leo Matiz, Ara Güler.

L’esposizione si ispira a The Photographer’s Eye, la grande mostra curata da John Szarkowski al MoMA di New York nel 1964, il primo vero riconoscimento internazionale per Giacomelli: da lì trae spunto per focalizzarsi sullo sviluppo di un linguaggio comune, quello della fotografia che arriva nei paesaggi urbani e rurali del secondo dopoguerra, del neorealismo e che si sposta fino alla streetphotography, alle sperimentazioni e agli astrattismi.

A Palazzetto Baviera gli eredi Giacomelli propongono “Sguardi di Novecento a Senigallia. L’Associazione Misa, per una fotografia artistica. Opere dal 1954 al 1958”, una selezione di opere fotografiche dei componenti dell’associazione Misa, il gruppo fotografico in cui Giacomelli mosse i primi passi, collaborando con Silvio Pellegrini, Ferruccio Ferroni, Adriano Malfagia, Alfredo Camisa, Paolo Bocci, Bruno Simoncelli, Giuseppe Cavalli, Riccardo Gambelli e Piergiorgio Branzi. Uno scorcio sull’opera del maestro senigalliese, affiancato ad artisti internazionali e italiani, anche coetanei, per far emergere lo spirito del ‘900, un secolo ricco di stimoli e denso di avvenimenti e riflessioni che hanno portato alla nascita di vari circoli fotografici, tra i quali, appunto, il gruppo Misa negli anni ’50.

Piazza del Duca, 1, 60019 Senigallia AN

tel. 366 679 7942

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Fonte askanews 
https://www.askanews.it/cultura/2020/02/20/fotografia-la-milano-di-cesare-colombo-in-mostra-al-castello-pn_20200220_00192/
 Il Comune di Milano rende omaggio con una mostra a Cesare Colombo, uno dei  più importanti fotografi e studiosi della fotografia del Novecento. Curatore di importanti mostre e animatore di dibattiti, sin dal Dopoguerra Colombo ha contribuito a far crescere la cultura fotografica in Italia e oggi, grazie a 100 immagini tutte milanesi, selezionate e donate al Comune di Milano dalle figlie Sabina e Silvia Colombo, responsabili dell’”Archivio Cesare Colombo”, il suo grande talento è in mostra nella rassegna “Cesare Colombo. Fotografie/Photographs 1952-2012”.
L’esposizione, curata da Silvia Paoli, responsabile del Civico Archivio Fotografico, è allestita nella Sala Viscontea da Italo Lupi, amico e compagno di strada del grande fotografo, e resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 14 giugno 2020. Quasi quarant’anni, una vita, dedicati da un fotografo a vedere Milano, grande città italiana e nello stesso tempo simbolo di una qualsiasi grande città del mondo: scriveva così Corrado Stajano nel 1990 sul catalogo Alinari che accompagnava la prima grande mostra milanese di Cesare Colombo, allestita all’Arengario. Dopo tre decenni una nuova rassegna riprende e completa l’eredità lasciata per restituire un nuovo affresco dell’attività fotografica dedicata da Colombo alla sua città, nella quale le foto più conosciute si uniscono a immagini inedite e a vere e proprie riscoperte d’archivio.
Il percorso espositivo, diviso in sei sezioni, comprende oltre 100 fotografie in cui Milano viene descritta nei suoi molteplici aspetti culturali, politici e sociali e offre un vivido racconto biografico lungo sessant’anni (1952-2012) di sviluppo urbano, trasformazioni del lavoro e mutamenti del tessuto sociale. Il mondo delle fabbriche e le manifestazioni sindacali, le rivolte studentesche e le periferie; ma anche uno sguardo attento su una città in continuo cambiamento, che produce e crea: le fiere e i negozi, la moda e il design, l’arte e lo spettacolo. Punti di vista di una città ‘abitata’ di uno dei suoi più attivi interpreti.

Parco Sempione
 Piazza Castello, 20121 Milano MI
 02 8846 3700

 

 

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FANTASIE. NARRAZIONI, REGOLE, INVENZIONI

 

 


A 100 anni dalla nascita di due grandi innovatori che della fantasia e della creatività hanno fatto la cifra della loro carica innovativa – Loris Malaguzzi e Gianni Rodari – Fotografia Europea intende portare il suo contributo, dal punto di vista della narrazione e del pensiero immaginativo.
Fantasie. Narrazioni, regole, invenzioni: ovvero la creatività è un gioco serio.
Anche nella più libera delle attività immaginative esistono regole, riferimenti, interferenze più o meno esplicite e consapevoli che orientano, suggeriscono, consentono infine di cambiare paradigmi, orizzonti e abitudini. Allo stesso modo nelle attività più strutturate e razionali, la capacità di immaginare alternative e nuovi scenari determina progresso ed evoluzione.
La fantasia non è dunque una, ma molteplice; si dice e si esprime in molti modi.

ANSA) – REGGIO EMILIA, 11 FEB – Il festival Fotografia Europea torna ad animare Reggio Emilia dal 17 aprile al 24 maggio e dedica la 15/a edizione alla fantasia, nel centenario della nascita di Gianni Rodari. La rassegna presenterà progetti inediti di Joan Fontcuberta e Alex Majoli, una mostra tra pittura e fotografia alla Fondazione Palazzo Magnani, un ricco programma di eventi e oltre 300 mostre del ‘circuito Off’. La Russia sarà il Paese ospite, grazie alla collaborazione con il Museo Ermitage di San Pietroburgo.

    ‘Fantasie. Narrazione, regole, invenzioni’ è il tema del 2020, che sarà declinato con una serie di mostre fotografiche a partire dall’esposizione di Palazzo Magnani, dedicata al rapporto della fotografia con il mondo della musica. “Mettiamo la cultura al posto giusto, cioè fuori posto – dice il sindaco Luca Vecchi – Promuoviamo, muoviamo l’acqua, ascoltiamo, creiamo confronto, contaminiamo i saperi. A Reggio questa è la strada intrapresa per la cultura. E Fotografia Europea non sarà esente da questo approccio”. (ANSA).

Il programma

https://www.fotografiaeuropea.it/

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Si è svolta nei giorni scorsi a Bologna, ma l’augurio sarebbe quello di rendere permanenti le letture, Qui vive…” biblioteche in campo contro l’antisemitismo è l’iniziativa voluta dall’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna e realizzata in collaborazione con la scuola di teatro “Alessandra Galante Garrone”, per affermare, attraverso i libri, i valori della memoria, della libertà e della solidarietà.

Le biblioteche decentrate diventano “casa” per dieci tra gli autori più emblematici della Shoah, le cui parole rivivranno grazie alla lettura ad alta voce curata dagli allievi della scuola di Teatro “Alessandra Galante Garrone”. Un breve evento collettivo aperto a tutti, per condividere la memoria storica e l’emozione suscitata da pagine così dense di sofferenza. Una parentesi che conferma l’impegno quotidiano delle biblioteche comunali nel conservare la memoria.

Le letture si svolgeranno dalle 17 alle 17.30: l’appuntamento costituisce un naturale prologo alla “Fiaccolata contro l’odio” la manifestazione di solidarietà dedicata al recente episodio accaduto nel quartiere San Donato, ovvero la “marchiatura” di un luogo e di una famiglia con richiami a una delle pagine più atroci di tutta la storia dell’umanità. Al termine della breve lettura tutti infatti potranno unirsi alla fiaccolata che avrà inizio alle ore 18.

L’iniziativa è il punto di partenza di un progetto più ampio in via di definizione: nelle prossime settimane, fino al 21 aprile ciascuna biblioteca dedicherà un giorno alla settimana alla lettura integrale, collettiva e ad alta voce, del testo adottato.

10 autori, 10 biblioteche

• Natalia Ginzburg, Primo Levi Se questo è un uomo
• Casa di Khaoula, Anne Frank Diario
• Jorge Luis Borges, Mary Berg Il ghetto di Varsavia
• Lame – Cesare Malservisi, Irene Nemirovsky Suite francese
• Orlando Pezzoli, Elie Wiesel La notte
• Corticella – Luigi Fabbri, Etty Hillesum Diario 1941-1943
• Luigi Spina, Imre Kertész Essere senza destino
• Scandellara – Mirellla Bartolotti, Joseph Joffo Un sacchetto di biglie
• Oriano Tassinari Clò, Shlomo Venezia Sonderkommando Auschwitz
• Borgo Panigale, Aharon Appelfeld Storia di una vita

 

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Giovedì 27 febbraio, ore 17.30

Presentazione del libro
UNA PANCHINA A MANHATTAN
Nuove geografie dell’arte
di Anna Ottani Cavina
Adelphi

Ne parla con l’autrice Andrea Bacchi

Anche se lo abbiamo quasi dimenticato, c’è stato un tempo in cui le grandi esposizioni internazionali riscrivevano la mappa del mondo dell’arte, rivelando universi visivi fin lì nascosti, scatenando passioni e polemiche, ma alla fine guidando, molto più della critica o dell’accademia, le evoluzioni del gusto. Così in questo libro, che raccoglie le cronache scritte in diretta il giorno della vernice, e a volte da città o sedi improbabili, Anna Ottani Cavina tenta di ricostruire, con la massima fedeltà possibile, non solo il significato e le conseguenze di quelle proposte eterodosse, ma anche il loro effetto collaterale forse più importante e duraturo: l’emozione della scoperta.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
tel. +39 051 2097 486
fondazionezeri.info@unibo.it
www.fondazionezeri.unibo.it

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I MERCOLEDÌ DI SANTA CRISTINA
Incontri con l’arte 2020

Ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie
a cura di
Daniele Benati e dei docenti di Arti visive
dalle 17:00 alle 19:00 – Complesso di Santa Cristina/Aula Magna (piazzetta G. Morandi 2, Bologna)

 

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città, organizzando un ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie. L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.
Gli incontri hanno luogo alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna),

26 febbraio
Duchamp, la scienza dell’arte
Marco Senaldi (Università di Milano Bicocca)
coordina Silvia Grandi

 

4 marzo
Da allievo di Tiziano a maestro di Caravaggio: il singolare destino di Simone Peterzano
Francesco Frangi (Università di Pavia)
coordina Daniele Benati

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