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Archive for marzo 2020

Primo degli Incontri in Biblioteca “L’Arte raccontata dagli scrittori “Andrea Bacchi e Vera Fortunati presentano insieme all’autrice il libro “L’Architettrice ” (Giulio Einaudi editore 2019) di Melania G. Mazzucco.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
tel. +39 051 2097 486
fondazionezeri.info@unibo.it
www.fondazionezeri.unibo.it

https://www.youtube.com/channel/UCKLQcVbRNWWjWXYDAAc6O3w

 

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«La fotografia è l’arte di fissare un’ombra» diceva William Henry Fox Talbot (1800-1877), l’inventore della fotografia su carta a cui la Galleria Estense di Modena dedica, dal 28 marzo al 28 giugno 2020, “L’impronta del reale. William Henry Fox Talbot. Alle origini della fotografia”, prima grande retrospettiva italiana che documenta la sua attività di pioniere della fotografia mettendo a confronto il suo lavoro con altri artisti, scienziati e fotografi e allo stesso tempo documentando i suoi legami con l’Italia, in particolare con Modena.

Attraverso oltre 100 opere esposte, disegni fotogenici, cianotipi, calotipi, dagherrotipi, la mostra ripercorre le esperienze che portarono alla nascita di questa nuova forma di rappresentazione della realtà. La rassegna propone anche la straordinaria corrispondenza autografa tra William Henry Fox Talbot e l’ottico, matematico, astronomo e studioso di scienze naturali modenese Giovanni Battista Amici (1786-1863), mostrando alcuni strumenti scientifici che furono alla base del rapporto fra i due inventori. Talbot intrattenne, infatti, con lo scienziato modenese, considerato il più importante costruttore italiano di strumenti ottici del XIX secolo, una relazione testimoniata da una serie di lettere e da alcune ‘prove fotografiche’ conservate nella Biblioteca Estense, che l’inventore inglese donò ad Amici. Proprio il ritrovamento di questi materiali, avvenuto nel 1977, diede vita a una mostra curata da Italo Zannier che si tenne al Palazzo dei Musei di Modena.

Fonte :

https://www.cittanuova.it/fotogallery/2020/2/21/alle-origini-della-fotografia/

a causa delle emergenze la data  e la programmazione subiranno delle modifiche

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“Nel 1906 Harry, Herbert, Joseph e Earle Miles , passati alla storia come  Miles Brothers , celebri pionieri del cinema muto , girano uno dei film più importanti  e conosciuti. intitola !A Trip Down market Street ” e non è altro che la fedele registrazione del percorso compiuto dalla cable car  attraverso il centro di San Francisco , partendo dall’8 th Street per arrivare fino all’Embarcadero da cui partono i traghetti che attraversano la Baia…

…Tutti distrutti e gravemente dnneggiati  poco dopo il violentissimo terremoto di quell’anno ed il conseguente incendio, girato il 14 aprile del 1906 questo film precede di quattro soli giorni il più tragico evento della storia della città, facendone allo stesso tempo un prezioso documento storico e l’oscuro presagio di una catastrofe imminente .

Stephanie Syjuco parte da questa ambiguità per la realizzazione di Spectral City. Qui ripercorre esattamente  l’itinerario dei cable car  dei Miles Brothers, ma anzichè filmarlo con la videocamera , lo ricostruisce attraverso il software di Google Earth , che utilizza immagini satellitari , fotografie aeree e dati topografici per ottenere un modello tridimensionale del pianeta . Dopo un processo di registrazione, che avviene attraverso lo schermo del suo computer , Syjuco interviene minimamente in post-produzione , cosicchè nel film elaborato rimangono tutti gli errori, le distorsioni e le fratture generate dal programma , senza alcun intervento di pulitura o make up …tratto dal catalogo del curatore Francesco Zanot .

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Negli anni ’30 Andrè Kertesz, noto per le collaborazioni con riviste come “Vu” , “Art et Medecine”, “Paris Magazine” …riceve alcuni incarichi industriali da aziende che desiderano promuovere la propria immagine attraverso pubblicazioni sofisticate. Nel 1932 scatta quindi le fotografie per una brochure per la Compagnie parisienn de distribuction d’ elettricitè . Nel 1935 lancia un reportage di una ventina di fotografie destinate ad illustrare la lussuosa brochire “Les cathedrales du Vin ” per gli Etablissement Sainrapt &Brice, azienda specializzata nella produzione di tini vinicoli.

Nel 1936, assunto dall’agenzia Keystone Kertesz lascia Parigi per stabilirsi negli Stati Uniti.

L’arrivo a New York è difficile . A parte qualche imamgine pubblicata su “Vogue” e “Harper’s Bazaar” il fotografo stenta a farsi un nome tra i commitenti delle esperienze  molto lontane dalle sua pluriennale esperienza parigina.(dal catalogo della mostra curata da Matthieu Rivallin)

A partire dagli anni ’40 lo scarso interesse nei suoi confronti lo porta ad Akron in Ohio dove fotografa  gli stabilimenti della Firestone, progetta anche brochure per le aziende e le sue fotografie industriali del periodo lo portano a ricalcare il suo stile del mondo glamour .

Lo spazio espositivo di Casa Saraceni ha suggerito la totale assenza di chiodi per fissare le opere che erano appoggiate su una piccolo supporto e interrotto da questi moduli per spezzare l’uniformità

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( foto di Olivo Barbieri)

Sarzana prende vita una mini-residenza studio sugli anni ’90. Olivo BarbieriMarco Signorini e Roberta Valtorta presentano un weekend dedicato alla fotografia italiana, sabato 21 e domenica 22 marzo 2020.

Due giorni di incontri-studio nel contesto del più ampio ciclo di ricerca a cura di Marco Signorini. Il macro-tema preso in oggetto e indagato dai partecipanti presso la Tenuta La Ghiaia (in via Falcinello 127) è Rivoluzione possibile. Gli anni Novanta della fotografia italiana.

«Vogliamo coinvolgere artisti, fotografi, professionisti, addetti ai lavori, studiosi e studenti interessati all’argomento in un percorso che possa offrire opportunità e nuove strade per il ragionamento». Il tutto nello splendido contesto del resort scelto, vicino al centro storico, location ideale per la costruzione di un ambiente di lavoro e confronto, dal quale emergeranno contributi (testuali, ma non solo), primo nucleo di questo nuovo programma di studio. Nella proposta è compresa, inoltre, una cena-conversazione con i protagonisti, il curatore, lo staff diSpazi Fotografici e il gruppo per proseguire, insieme ad altri ospiti (a sorpresa), la discussione «con le gambe sotto il tavolo». I posti sono limitati e le iscrizioni chiudono il 15 marzo. Per informazioni 366 2075313 o scrivere all’indirizzo e-mail

info@spazifotografici.it

Approfondimenti :

https://www.mentelocale.it/la-spezia/eventi/166031-rivoluzione-possibile-anni-novanta-fotografia-italiana-workshop.htm

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