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Archive for maggio 2020

 

Tratto dall’articolo Doppiozero di Sara Benaglia, Mauro Zanchi

Il Mart di Rovereto ha inaugurato lo scorso 22 febbraio La fotografia ha 180 anni, una mostra che racconta la storia del libro illustrato, dall’incisione al digitale, attraverso una collezione privata di volumi che il “fotografo innocente” Italo Zannier ha sviluppato nel corso della sua vita. Zannier, storico e studioso, è stato anche il primo docente universitario di Storia della Fotografia in Italia.

In Verso l’invisibile: la fotografia, tra eventi, invenzioni e scoperte nel XIX secolo (2016) l’autore scrive che l’ingresso nella contemporaneità è avvenuto nel momento in cui l’uomo ha cominciato a riprodurre la realtà attraverso la fotografia. Questo mezzo, nato per riprodurre ciò che è visibile, è poi sconfinato nel campo di ciò che l’occhio nudo non è in grado di percepire (virus, raggi X, proiettili). Lo studio documentato Verso l’invisibile misura l’avanzamento della fotografia in parallelo a scoperte scientifiche e tecniche, con esperimenti, esplorazioni, innovazioni, fenomeni e personaggi oggi trascurati. 

Dopo la “camera ottica” di Gian Battista della Porta e la héliographie (1826) di Joseph Nicèphore Niépce, è nel 1839 – cent’ottanta anni fa – che nasce il dagherrotipo. Vi fanno seguito lo sviluppo di fotoeliografie, calcotipi, zincografie, la scoperta dei raggi X (1895). La tecnica giunge, nell’arco di un secolo, allo sviluppo di una fotografia che non necessita più di un supporto cartaceo: è quella per cui Zannier inventa il neologismo “fotofanie”. 

L’articolo da cui è stata tratta la citazione : Doppiozero

https://www.doppiozero.com/materiali/la-fotografia-ha-180-anni

L’intervista a Italo Zannier

 

 

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COMUNICATO STAMPA

ROBERT DOISNEAU

La street photography dell’artista parigino dal 6 marzo al 21 luglio 2020 a Bologna

Dal 6 marzo al 21 luglio 2020 Palazzo Pallavicini ospita un’importante retrospettiva dedicata al grande fotografo parigino Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1º aprile 1994) celebre per il suo approccio poetico alla street photography, autore di Le baiser de l’hôtel de ville, una delle immagini più famose della storia della fotografia del secondo dopoguerra.

LA MOSTRA

La mostra ROBERT DOISNEAU è curata dall’Atelier Robert Doisneau (Montrouge, Fr), creato da Francine Deroudille e Annette Doisneau per conservare e rappresentare le opere del fotografo, ed è organizzata da Pallavicini s.r.l. di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci in collaborazione con di Chroma photography.

Sono 143 le opere in mostra nelle prestigiose sale di Via San Felice, tutte provenienti dall’Atelier. L’esposizione è il risultato di un ambizioso progetto del 1986 di Francine Deroudille e della sorella Annette – le figlie di Robert Doisneau – che hanno selezionato da 450mila negativi, prodotti in oltre 60 anni di attività dell’artista, le immagini della mostra che ci raccontano l’appassionante storia autobiografica dell’artista.

I sobborghi grigi delle periferie parigine, le fabbriche, i piccoli negozi, i bambini solitari o ribelli, la guerra dalla parte della Resistenza, il popolo parigino al lavoro o in festa, gli scorci nella campagna francese, gli incontri con artisti e le celebrità dell’epoca, il mondo della moda e i personaggi eccentrici incontrati nei caffè parigini, sono i protagonisti del racconto fotografico di un mondo che “non ha nulla a che fare con la realtà, ma è infinitamente più interessante”. Doisneau non cattura la vita così come si presenta, ma come vuole che sia. Di natura ribelle, il suo lavoro è intriso di momenti di disobbedienza e di rifiuto per le regole stabilite, di immagini giocose e ironiche giustapposizioni di elementi tradizionali e anticonformisti.

Influenzato dall’opera di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson, Doisneau conferisce importanza e dignità alla cultura di strada, con una particolare attenzione per i bambini, di cui coglie momenti di libertà e di gioco fuori dal controllo dei genitori, trasmettendoci una visione affascinante della fragilità umana.

Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti;

nessun regista può ricreare l’inaspettato che trovi per strada.

Robert Doisneau.

INFORMAZIONI UTILI

Date: dal 06/03/2020 al 21/07/2020

Luogo: PALAZZO PALLAVICINI

Indirizzo: Via San Felice 24, 40122 Bologna

Contatti: info@palazzopallavicini.com | cell: +39 331 347 1504

Facebook: http://www.facebook.com/palazzopallavicini

Instagram: http://www.instagram.com/palazzopallavicini/

Orari di apertura

da giovedì a domenica dalle ore 11.00 alle 20.00 chiusura biglietteria ore 19.00

Aperture straordinarie (dalle ore 11.00 alle 20.00)

1, 2, 16 e 17 giugno 2020

L’ingresso in mostra è consentito fino alle ore 19.00

Biglietti su prenotazione: https://www.palazzopallavicini.com/biglietteria/

Bookshop on-line: https://www.palazzopallavicini.com/bookshop/

TARIFFE

Intero: € 11
Ridotto: € 9 (dai 6 ai 18 anni non compiuti, over 65 con documento, studenti fino a 26 anni non compiuti con tesserino, militari con tesserino, guide turistiche con tesserino, giornalisti praticanti e pubblicisti con tesserino regolarmente iscritti all’Ordine, accompagnatori diversamente abili in compagnia del disabile, soci ICOM con tesserino, ITALO con biglietto avente come destinazione/ origine Bologna con data antecedente/successiva di massimo 3 giorni)
– Gruppi (minimo 10 persone): € 8 (1 accompagnatore gratuito)

– Scuole: € 5 (2 accompagnatori gratuiti per ogni classe)

– Bologna Welcome e Card Cultura: € 7

Giovedì Università (con tesserino): € 7
Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili con certificato.
Biglietto famiglia: Genitore € 8 Minori dai 6 ai 18 anni non compiuti € 6
Biglietto Open: € 14 | Biglietto con prenotazione senza vincoli di orario e data valido fino a fine mostra

UFFICIO STAMPA

Giulia Giliberti

Email: press@palazzopallavicini.com | cell: +39 391 772 6988

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Venerdì 8 maggio 2020, ha avuto luogo la  conferenza in diretta streaming. : Neville Rowley (Staatliche Museen zu Berlin) Introduzione di  Andrea Bacchi (direttore della Fondazione Federico Zeri).

L’argomento è molto importante per capire la destinazione delle opere d’arte durante la guerra

Nel maggio del 1945, due misteriosi incendi distrussero la torre di controllo del bunker berlinese di Friedrichshain, una delle torri in cemento armato fatte costruire da Hitler per mettere al sicuro le opere dei musei di Berlino durante la II guerra mondiale. Centinaia di dipinti, sculture e oggetti d’arte scomparvero tra le fiamme. Gradualmente, si elabora il lutto. Con il tempo, alcune di queste opere emergono però dall’oblio. A volte sotto forma di frammenti difficilmente riconoscibili, a volte in luoghi molto lontani dall’incendio. Cosa fare con questi fantasmi? Restaurarli o lasciarli così? Restituire le opere o lasciarle dove si trovano? Saranno alcune delle domande di questa lezione, che ha per protagonista un busto di principessa di Francesco Laurana, dalle molteplici vite.

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Uno schiavo lavoratore russo liberato dalle forze U.S.A. indica una ex guardia nazista che picchiava brutalmente i prigionieri. 14 maggio 1945, Germania, autore sconosciuto o non fornito © courtesy U.S. National Archives and Records Administration

 

75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – avvenuta ufficialmente il 1° maggio in Italia, l’8 maggio in Europa e il 2 settembre in tutto il mondo – ricomincia “La Guerra Totale. Il Secondo Conflitto Mondiale nelle più belle e iconiche fotografie degli Archivi di Stato americani”, prorogata fino a dicembre 2020.

La mostra riapre i battenti
Con la riapertura dei musei, da lunedì 18 maggio, la mostra è nuovamente visitabile presso la Casa di Vetro (Milano) fino al 27 giugno e, dopo la pausa estiva, è prorogata in autunno dal 2 settembre al 19 dicembre. Tuttavia, resta anche la possibilità di visitarla via web, un’innovativa proposta rivolta a studenti, professori e il grande pubblico, che fa di History&Photography un progetto all’avanguardia nel mondo. L’esposizione racconta la storia del più devastante conflitto che l’uomo abbia mai conosciuto attraverso le fotografie più suggestive, famose e rappresentative degli Archivi di Stato americani – National Archives and Records Administration, Library of Congress, United States Holocaust Memorial Museum, US Navy, US Marines Corp, US Arm e altri.

La proposta formativa

Curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose, la mostra fa parte di History & Photography, un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università che ha per obiettivo raccontare la Storia con la Fotografia (e la Storia della Fotografia) valorizzando gli archivi storici fotografici nazionali e internazionali, sia pubblici che privati.A professori e studenti si offrono visite guidate, fotoproiezioni commentate dal vivo (o via web) e la possibilità di utilizzare le immagini (sempre via web) in slideshow manuale per fare lezione in classe sulle lavagne digitali oppure con le modalità della didattica a distanza. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)”

https://ilfotografo.it/mostre/la-guerra-totale-la-storia-raccontata-dalla-fotografia/

Dove: La Casa di Vetro, Via Luisa Sanfelice, 3 – 20137 Milano
Quando: 15 febbraio – 27 giugno 2020 / 2 settembre – 19 dicembre 2020
Giorni e orari: Lunedì, mercoledì, venerdì, sabato dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00) – Martedì dalle 15.30 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21:30) – Giovedì e domenica chiuso
Telefono: 02.55.01.95.65
Web: http://www.lacasadivetro.com

 http://www.history-and-photography.com

http://www.effeci-facciamocose.com

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ORGANIZZATA IN OCCASIONE DEL 500ESIMO ANNIVERSARIO DALLA MORTE DEL MAESTRO URBINATE, “RAFFAELLO 1520 – 1487” RIAPRIRÀ AL PUBBLICO IL 2 GIUGNO, DOPO LA CHIUSURA FORZATA A CAUSA DELLA PANDEMIA. E RESTERÀ VISITABILE FINO AL 30 AGOSTO

Chiusa al pubblico a pochi giorni dall’inaugurazione a causa dello scoppio della pandemia, il prossimo 2 giugno riaprirà al pubblico Raffaello 1520 – 1483, grande mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma dedicata a Raffaello Sanzio in occasione del 500esimo anniversario dalla sua morte. Tra gli eventi più attesi del 2020 in Italia e anche in Europa, la chiusura della mostra ha rappresentato un durissimo colpo per organizzatori (l’esposizione è stata realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi, con la curatela di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro; inoltre hanno collaborato al progetto la Galleria Borghese, il Parco Archeologico del Colosseo e i Musei Vaticani), addetti ai lavori e pubblico, portando così le Scuderie ad “aprire” la mostra virtualmente, con contenuti speciali pensati per i social network. Tra qualche giorno però, e fino al 30 agosto 2020, sarà possibile visitare l’esposizione, prorogata grazie alla disponibilità delle istituzioni e delle collezioni che hanno prestato le opere in mostra.

Di più :

https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2020/05/dopo-il-lockdown-riapre-la-grande-mostra-di-raffaello-alle-scuderie-del-quirinale-di-roma/

Prenotazioni e informazioni

https://www.scuderiequirinale.it/

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