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Archive for marzo 2021

La foto è il Colosseo di Josef Kouldeka

Un grande Maestro della fotografia Josef Kouldeka, è in mostra a Roma, fino al 16 maggio .

Bologna gli rese omaggio con una mostra personale delle sue opere in occasione della Biennale della fotografia industriale del MAST La mostra in corso : Josef Koudelka – Radici. Evidenza della storia, enigma.

Allo Spazio espositivo MUSEO DELL’ARA PACIS

Lungotevere in Augusta – 00186 – Roma – Lazio

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Nella foto di Letizia Battaglia Lanfranco Colombo ideatore del SIFEST

Il festival di fotografia di Savignano compie trent’anni e parla di Futura. I domani della fotografia. Questo il titolo dell‘edizione 2021,  un’edizione speciale per il SI FEST che a settembre (dall’11 al 26) celebrerà i suoi primi 30 anni con una grande festa della fotografia: le immagini, le storie e le parole raccolte nel lungo cammino dal più longevo festival italiano di fotografia sono il trampolino di lancio di una tappa che segna il passo, non si accontenta di guardare al passato, ma punta il suo obiettivo al futuro.

A sottolineare l’indirizzo del trentennale del Festival il titolo che il direttore artistico Denis Curti ha coniato per questo straordinario compleanno: FUTURA. I domani della fotografia.

SI FEST è un’iniziativa del Comune di Savignano sul Rubicone, in collaborazione con l’Associazione Savignano immagini, promosso e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio del Comune di Rimini, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze per la qualità della vita – Università degli studi di Bologna.

Il sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini commenta così l’attesissima, prossima edizione: “Questo è un anno speciale per la fotografia a Savignano; festeggiamo i 30 anni del SI FEST, 30 anni di fotografia, indagine, racconto, identità. Non possiamo svelare tutto ora, non sarà una celebrazione, ma con lo sguardo in camera scruteremo l’orizzonte più lontano per raccontarvi come vediamo la fotografia di oggi e domani. Succederà in modo unico e per la prima volta non saremo solo noi a farlo.”

Come accade dal 1992, il SI FEST ancora una volta chiama in piazza tutto il mondo della fotografia facendo dialogare la storia col presente attraverso nuovi modi di raccontare per immagini. Perché ora più che mai, in un periodo storico così incerto e mutevole, questo resta il mezzo più efficace per fissare e trasmettere emozioni.

https://www.cesenatoday.it/eventi/trent-anni-di-si-fest-la-fotografia-torna-in-scena-per-raccontare-storia-e-presente.html

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La ministra della Cultura francese presenterà la candidatura della baguette come patrimonio immateriale dell’UNESCO.La baguette potrebbe diventare Patrimonio immateriale dell’UNESCO: lo ha annunciato la ministra della Cultura francese Roselyne Bachelot-Narquin. Sarà infatti presentata la candidatura per far entrare “la cultura della baguette” nella lista del patrimonio immateriale dell’UNESCO. A farsi interprete di questa richiesta è stata la Confederazione nazionale della panetteria e della pasticceria francese. La baguette è il tipo di pane più diffuso in tutto il paese e la sua origine risale al Seicento, ma la sua cultura si diffuse nel corso del Novecento. La sua composizione è molto semplice e include solo quattro ingredienti: acqua, farina, sale, lievito o pasta madre; tuttavia la sua produzione richiede abilità, una solida formazione e una vasta esperienza. Ogni panettiere, giocando con il dosaggio, l’impasto, il tempo di lievitazione e la cottura, otterrà una baguette unica. Ci sono infatti tante baguette diverse quanti sono i fornai. Viene cotta nell’arco della giornata in piccole parti e la sua ricetta varia a seconda della temperatura e dell’umidità. Poco costoso, è un alimento sano alla portata di tutte le tasche

.https://www.finestresullarte.info/

L’immagine è di Elliott Erwitt, in mostra al MUDEC lo scorso anno .

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La mostra  From London to free Derry  di  Gian Butturini – a cura di  Gigliola Foschi  e promossa dall ‘ Associazione Gian Butturini – presenta oltre 30 tra le foto più significative dei libri dell’autore dedicati alla  Londra di fine anni ’60  e all’ Irlanda del Nord subito dopo la strage del Bloody Sunday .

La curatrice Gigliola Foschi così introduce questa esposizione nel testo critico:
“ Una mostra in difesa della libertà di parola, immagine, pensiero . Una mostra contro una cancel culture che, senza confronto e senza discussione, nella liberale Inghilterra ha fatto ritirare dal commercio il libro fotografico London di Gian Butturini (Damiani editore, 2017, ristampa del volume pubblicato nel 1969) e infangato la figura di un uomo che per tutta la vita si era impegnato contro ogni forma di razzismo e di ingiustizia, come testimonia la sua biografia e anche uno dei suoi libri successivi: Dall’Irlanda dopo Londonderry (1972), di prossima ripubblicazione. […] 
In questo ultimo foto-libro Butturini testimonia la radicalizzazione della situazione politica e del conflitto dell’Irlanda del Nord già una settimana dopo il Bloody Sunday : la strage compiuta a Derry nel gennaio del 1972 dai soldati del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico che sparò contro pacifici manifestanti uccidendone 14.
La mostra è inoltre arricchita da alcune opere, sempre realizzate negli anni ’70, dove l’autore (fotografo, ma anche grafico e interior designer ), a partire da noti fumetti dell’epoca interviene con colori e scritte oppositive e graffianti. […]
La scelta di inserire in mostra tali opere volutamente spiazzanti e dissacratorie non è casuale perché, proprio grazie a esse, si può comprendere l’operazione innovativa, altrettanto ironica e provocatoria, che sorregge il libro London e che, a distanza di 51 anni, non è stata più capita. Proprio quell’impostazione provocatoria e progressista di Butturini, infatti, è diventata fonte di un tragico fraintendimento che ha portato al ritiro del libro di Londra.”

Una doppia immagine del libro, con una donna di colore che vende i biglietti della metro chiusa dentro un bugigattolo e un gorilla in gabbia, è stata infatti accusata di ” razzismo concluso”, mentre invece voleva – come testimonia tutto il libro e il testo dell ‘autore – suscitare indignazione nei confronti delle condizioni di due esseri viventi entrambi ingiustamente intrappolati e discriminati.
Non più diffuso attraverso i normali canali distributivi questo libro cult può essere acquistato in galleria o scrivendo a: archiviogianbutturini@gmail.com, a fronte di una sottoscrizione a sostegno delle attività dell’associazione.

 

Gian Butturini (1935-2006)
Fotoreporter internazionale, artista poliedrico della comunicazione, si afferma da giovane a Brescia come designer e architetto d’interni .

Nel 1969 pubblica Londra di Gian Butturini; nel 2017 esce la ristampa del libro (Damiani editore) con prefazione di Martin Parr.
Ha realizzato quaranta libri fotografici tra i quali Cuba 26 Luglio, Dall’Irlanda dopo Londonderry, Tu Interni Io Libero con Franco Basaglia, C’era una volta il Muro, DONNE lo sguardo, le storie introduzione di Carla Cerati e due volumi dedicati alla storia cilena. Nell’autobiografico DAIQUIRI (Edizioni Mimesis) ha narrato le cronache dei reportage.
Sue foto sono state esposte in Strange and Familiar al Barbican Centre londinese, alla Manchester Art Gallery ea Somerset House per PHOTO LONDON 2018.
In qualità di regista ha prodotto documentari tra i quali Crimini di Pace con musiche di Luigi Nono e Bologna, 10.15 strage, il film Il Mondo degli Ultimi con Lino Capolicchio premiato al Festival internazionali.
Il lascito culturale dell’autore è attualmente promosso dall’Associazione Gian Butturini.

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L’invasione delle locuste ph. di Luis Tato
Da Artribune
Sono stati nominati i finalisti del World Press Photo 2021, il premio di fotogiornalismo più importante al mondo, che quest’anno ha scelto 45 fotografi provenienti da 28 paesi del mondo. Gli italiani sono Lorenzo Tugnoli e Antonio Faccilongo, il 15 aprile il verdetto della giuria internazionale 

Sono sei i candidati al World Press Photo of the Year: Evelyn Hockstein (Stati Uniti), con Lincoln Emancipation Memorial Debate; Valery Melnikov (Russia) con Leaving Home in Nagorno-Karabakh; Mads Nissen (Danimarca) con The First Embrace; Oleg Ponomarev (Russia) con The Transition: Ignat; Luis Tato (Spagna) con Fighting Locust Invasion in East Africa; e Lorenzo Tugnoli (Italia, già vincitore del Premio Pulitzer e del World Press Photo, sezione General News nel 2020) con Injured Man After Port Explosion in Beirut, pubblicata sul Washington Post. Tre nominati anche per il World Press Photo Story of the Year, che sono Chris Donovan, (Canada) con Those Who Stay Will Be Champions; Antonio Faccilongo (Italia) con Habibi, scattata per Getty Reportage; e Valery Melnikov (Russia) con Paradise Lost. La giuria ha anche selezionato i candidati di otto categorie, che sono Attualità, General News, Ambiente, Progetti a lungo termine, Natura, Sport e Ritratti.

Le immagini

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2021/03/world-press-photo-2021-finalisti-due-italiani/?fbclid=IwAR1DFaWvigCyMbhw46JSMa0BuE1B0khrzRopYReyuH-qJH_oDdeScwbci38

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