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Archive for the ‘Antropologia’ Category

foto di Roberta Ricci

Il comunicato stampa di Rifestival

Dopo il successo della prima edizione del Festival dell’Antopologia ci siamo resi conto di avere tra le mani un potentissimo mezzo di trasmissione di cultura, valori, esperienze, prospettive.

Ci assumiamo le nostre responsabilità quando affermiamo che la costruzione dal basso di un Festival ad accesso libero e gratuito con ospiti di questa caratura costituisca un inedito nel panorama italiano.

È per questo motivo che dal 2018 abbiamo deciso di rilanciare, organizzando un evento ancora più grande e partecipato: parallelamente al Festival dell’Antropologia, che si articolerà su tre giornate come nel 2017, si è pensato di dare spazio ad altre discipline che amplieranno le prospettive sul tema di riferimento.

Così nasce l’idea di RiFestival – culture in Rete: una rassega culturale interdisciplinare al cui interno saranno presenti Storia in FestivalScienze Politiche in Festival e Comunicazione in Festival, tre eventi di una giornata ciascuno articolati in parallelo al “classico” Festival dell’Antropologia, durante i quali le conferenze/seminari dei relatori saranno affiancate da laboratori, workshop, presentazioni di libri e varie attività culturali e artistiche, al fine di promuovere anche una discussione interattiva con il pubblico.

RiFestival è il tentativo di rimettere in rete la cultura: di rivederla come lo strumento di analisi e lettura del mondo che ci permette di compiere scelte migliori, di farla scendere nelle strade con una veste più operativa.

RiFestival è la dimostrazione che un’organizzazione partecipativa non solo può realizzarsi, ma può offrire una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista sulle problematiche del nostro tempo.

RiFestival vuole e deve essere lo spazio di incontro tra mondi che sembrano non voler più comunicare: uno spazio dove accademici, professionisti e semplici interessati possano dialogare e arricchirsi vicendevolmente.

Il nostro obiettivo e la nostra ragion d’essere ruoteranno intorno al concetto di partecipazione. RiFestival è la dimostrazione che un’organizzazione partecipata è possibile. RiFestival è una possibilità di partecipare, e una spinta a partecipare, attraverso la distribuzione di strumenti culturali.

RiFestival sarà l’occasione per RiPensare la storia, RiDiscutere di politica, RiSemantizzare la comunicazione, RiOsservare l’uomo.

RiPensare, RiCostruire, RiFestival

Di più:

http://www.rifestival.it/programma-antropologia/

ORE 14

Foyer Respighi

Inaugurazione

ORE 15

Foyer Respighi

Risemantizzare le migrazioni: oltre la storia di un’emergenza perpetua
con V. Cappelli, F. Bonadonna e D. Di Cesare
Aula 3 – Piazza Scaravilli

Che cos’è l’antropologia
con Adriano Favole
Zamboni 32

Il declino dell’Occidente
con C. Galli e I. Masulli
ORE 17

Zamboni 38

Risemantizzare le migrazioni: uno sguardo antropologico
con Bruno Riccio
Ricercare altrove: La fuga dei cervelli
con C. Saint-Blancat e A. Trasforini
Foyer Respighi

“Ultime notizie sull’evoluzione umana: diffondersi, diffondersi, diffondersi”
con G. Manzi
Zamboni 32

Confini e migrazioni: Limes ed invasioni barbariche
con T. Lazzari, G. Ravegnani e P. Gawronski
Mare Nostrum? Storie e culture mediterranee
con F. R. Monaco e M. Campanini
ORE 19

Zamboni 38

Culture in transito: Migrazioni interne all’Africa
con S. Allovio
Migrazioni e cambiamenti climatici
con B. Ruggieri
Proiezione documentario: Redemption Song
con Cristina Mantis
Zamboni 32

Quando gli altri eravamo noi: l’emigrazione italiana
con L. Alessandrini e M. Sanfilippo
Colonizzazione, imperialismo, globalizzazione
con K. Pallaver e D. Strangio
ORE 21

Zamboni 38

Immigrazione. Cambiare tutto
con Stefano Allievi
Conferenza spettacolo: “Grand Hotel Babele”
con Duccio Canestrini

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foto di Patrizio Patrizi

Sono visi. Ci passiamo ogni giorno davanti. Ci chiedono:”ricordatevi, abbiate memoria, avete ancora bisogno di noi. Siamo i morti:i deportati, ammazzati,impiccati,lapidati. Siamo i partigiani, gli antifascisti. Date retta a noi: dateci la vita. Vi serve”

Il percorso di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Christian Boltanski,sulle anime, sulla memoria. Si farà una passeggiata in bici non agostinica. Da una idea di Roberta Ricci (Mistic mMedia) in collaborazione con FIAB BOLOGNA MONTESOLE

il programma del 27 agosto dalle 9 alle 13 (ritrovo alle 9 in Piazza Maggiore)

Il 27 agosto dalle 9 alle 12 ci sarà un giro ciclistico, non agonistico ,sui luoghi toccati dall’installazione di uno dei più grandi artisti viventi, Christian Boltanski, a Bologna. L’appuntamento è in Piazza Maggiore davanti al sacrario dei caduti partigiani.
Riflessioni sull’opera : il 21 aprile 1945, le madri, le mogli, le famiglie dei partigiani portano le fotografie dei loro congiunti fucilati e danno luogo a quello che diventerà un Sacrario. Oggi Boltanski nei suoi Bilboard/Tabelloni ingrandisce gli sguardi dei partigiani e li rivolge a noi, perchè ne facciamo memoria e tesoro. Il giro ciclistico, organizzato dall’Associazione Mistic Media e dalla FIAB (Bologna Montesole) si concluderà al Mambo per la visita alla mostra alle 12 .

Anime di luogo in luogo alla ricerca di Christian Boltanski, verranno fatte delle letture di Italo Calvino, Nuto Revelli.

Piazza Maggiore, Bologna, 21 aprile 1945. “il posto di ristoro”, delle fucilazioni dei partigiani. Nasce una epica spontanea, un racconto. E l’intervento di Christian  Boltanski oggi riflette su questo.

Una installazione  i Billboards/Tabelloni che lasciano un pò interdetti infatti ci sono sguardi penetranti che – simili ad un cartellone pubblicitario – troneggiano in vari punti della città, anche periferici. Sono gli occhi dei caduti partigiani in Piazza Maggiore, posti accanto a sala Borsa, ingranditi e posti di fronte a noi. Per non dimenticare, per ripassare ciò che è stato in un linguaggio fotografico aggiornato così come deve essere aggiornata la nostra coscienza storica. E grazie per avere trasformato Be (Bologna Estate) in Best , fa la sua differenza …

Le vie di Bologna in cui ci sono le installazioni

Via Agucchi / Via Arcoveggio / Via Battindarno / Via Colombo / Via di Corticella – fronte via Primaticcio / Via di Corticella / Via Due Madonne / Via Industria / Via Lenin / Via Lipparini – angolo via Stendhal / Via Marco Emilio Lepido / Via Mattei / Via Pertini / Via Zanardi / Viale Saragat / Via Shakespeare / Via Stalingrado / Viale Felsina / Viale Nenni / Viale Togliatti / Viale Vighi

Christian Boltanski l’autore

http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/07/intervista-christian-boltanski-mostra-bologna/

La mostra al Mambo il curatore Danilo Eccher

 

Mambo mostra permanente

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L’antica Via Emilia è stata analizzata nel suo corso che la collega al mare anche nel film di  Nino Crescenti : “Dal fiume al mare ” con le musiche composte da Lucio Dalla, ricordiamo che anche Francesco Guccini ha dedicato alla Regione il suo album “Fra la via Emilia e il West” tema caro e fonte ispirativa, Via Emilia che nel percorso che conduce al mare ci porta immagini di campagna, di colture, di case, di spazi , un luogo dove gli abitanti danno voce personale e caratteristica al proprio affacciarsi sulla via Emilia, un  viaggio antico e vicino. Il modello emiliano è lo sviluppo attorno all’agricoltura, all’industria, all’artigianato con operosità e creatività di mestieri.

…a lungo accarezzato fino al 218 a.C. il progetto di conquista della pianura padana venne dai Romani accontonato a causa della calata di Annibale in Italia, poi abbandonato del tutto al termine della seconda guerra punica ciò a causa di una situazione e quindi di un’ottica politica completamente mutate. L’are cispadana venne di lì a poco organizzata attorno ad una struttura, quella imperniata sulla Via Emilia , dalla quale finì per prendere il nome addirittura la successiva Regio VIII di età imperiale.  Il nuovo impianto romano ebbe due caratteri particolari e ciò perchè nacque da considerazioni politiche ben precise. Dopo aver nuovamente e definitivamente sconfitto le genti galliche della Cisalpina negli anni compresi fra il 189 e 183 a.C. Roma fondò prima la colonia latina Bonomia Bologna, poi quelle romane Mutina Modena e di Parma. Contestualmente nel 187 per collegare tra loro tutti i centri pedemontani della Regione, venne tracciato il fondamentale asse della Via Aemilia. La genesi di questo sistema si collega direttamente alla linea politica adotatta da  marco Emilio Lepido il console del 187, l’uomo che diede il suo nome alla grande strada che taglia ancor oggi diagonalmente l’area Cispadana…(Giovanni Brizzi : la genesi della Via Emilia come asse strategico . Saggio contenuto in “Fotografia europea . La via Emilia. Strade viaggi confini. [S.n.] : Silvana editoriale, 201.)

La molteplicità di luoghi e persone fornisce ancora oggi un concetto di viaggio come riscoperta di antichi luoghi, è il caso dell’incontro con Jana Molza , pittrice, artigiana, deliziose le sue bambole cucite con punti fitti , bambole con gli occhiali perchè non solo rivolte alle bambine ma anche alle donne mature per avere amiche dall’orecchio instancabile , autrice di codici miniati e novelle tramandategli dai suoi stessi augusti antenati novelle che Jana desidera socializzare alle generazioni a venire.  Parlando con la contessa Molza ci si sente un pò come Erodoto si finisce col perdere il senso del tuo tempo e nel flusso della Storia crea un unico tempo. Interventi e poesie di Marzia Forteguerri.

 

 

 

 

 

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http://www.festivalmillepiani.it/

Le città sono lo specchio dei cambiamenti e delle opportunità che la convivenza tra più mondi può offrire e i giovani sono i protagonisti, a volte inconsapevoli, di tali cambiamenti e di tale ricchezza

Mille/Piani – Festival dell’Antropologia di Bologna  dal 21 al 23 aprile
Pubblico · Organizzato da MillePiani – Laboratorio Antropologia UNIBO

chi vuole partecipare :

https://www.facebook.com/millepianifestivalbologna/

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