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Archive for the ‘Arte al cinema’ Category

Casadeipensieri 2019

“I Carracci : la rivoluzione silenziosa ” è un film di Giulia Giapponesi che è stato proiettato in Piazza Maggiore in occasione di “Sotto le stelle del cinema ” la rassegna estiva della Cineteca di Bologna in Piazza Maggiore.
Marco Riccomini ha parlato di Ludovico Carracci , il cugino giovane e figlio del macellaio, il cui dipinto ad Oxford raffigura la macelleria del padre e dipinge alla prima senza bozzetti , Agostino giovane e colto e suo fratello Annibale che ha sempre la matita in mano anche se non coltiva letteratura e la poesia.
Una commissione del Conte Fava che è cliente del sarto , padre di Annibale e Agostino che desidera un affresco, e nasce così il ciclo degli Argonauti . I tre Carracci riescono a lavorare e capire che l’unione fa la forza .
Ora questo team è in un film di Giulia Giapponesi che si potrà ammirare al Bellaria film festival sabato 28 settembre alle 19,15  . Ma è solo il primo appuntamento.

I Carracci erano tre ma lavoravano all’unisono. Il Conte Fava si era lamentato con Ludovico perchè i suoi cugini, Annibale e Agostino, avevano dipinto a suo dire, ma sopratutto influenzato dagli amici, in modo frettoloso gli affreschi, che sorgono ad otto metri di altezza . Ludovico gli promise di correggerli, per non scontentarlo e lo riferì ai cugini che faceva entrare nottetempo a correggere .
E’ stata elevata una piattaforma per consentire di vedere gli affreschi a distanza ravvicinata e la regista Giulia Giapponesi ha girato un film. Marco Riccomini racconta tutti i retroscena e tre musicisti di strada eseguono una straordinaria colonna sonora.

Annibale, Agostino e Ludovico Carracci furono indiscussi protagonisti del ‘500 artistico italiano, e costituirono di fatto il primo “collettivo artistico” della storia, fondando a Bologna, la loro città l’Accademia degli Incamminati, concentrandosi sulla riproduzione del reale. Il loro immenso patrimonio, esposto nelle gallerie di tutto il mondo occidentale, è raccontato da Marco Riccòmini in “Carracci, la rivoluzione silenziosa”, road-menthary diretto da Giulia Giapponesi. Il film, prodotto da Codalunga, società di produzione cinematografica, ha ricevuto il sostegno di Fondazione del Monte e UniCredit, all’interno del progetto artistico di valorizzazione di Palazzo Magnani di Bologna, ed è stato realizzato con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission.

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foto di Davide Minghini (Bilbioteca Gambalunga)

 

Nuovo Museo Internazionale Federico Fellini: in pubblicazione il bando europeo

Dal 16 aprile  prende avvio ufficialmente il conto alla rovescia che porterà la città di Rimini a ospitare il più grande museo al mondo dedicato a un artista e alla sua eredità poetica con l’obiettivo di inaugurare il Museo Internazionale Federico Fellini nel centenario della nascita del regista.

Un progetto ambizioso, che è stato inserito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo tra i 25 progetti strategici nazionali, ottenendo un primo finanziamento di 9 milioni di euro, poi integrato con altri 3. Un progetto complesso, suddiviso in diversi stralci, di cui si dà avvio oggi alla parte relativa all’ideazione e alla produzione di contenuti  multimediali e alla progettazione di allestimenti scenografici e tecnologie interattive, con la pubblicazione di un bando europeo.

Un appalto misto, del valore complessivo di poco meno di 2 milioni di euro, che ha come obiettivo la realizzazione di un polo museale innovativo e immersivo, di ricerca e creazione artistica, in cui far convivere rigore scientifico, emozione e spettacolo. 68 sono i giorni – il bando scade il 22 giugno – a disposizione degli studi di architettura e ingegneria e società che operano nel settore della multimedialità per definire e presentare la propria candidatura.

Sarà valutata l’esperienza, il gruppo di lavoro e la proposta progettuale che dovrà essere sviluppata sulla base del progetto di fattibilità approvato dalla Giunta Comunale lo scorso febbraio e che già delineava concept, obiettivi, struttura narrativa, assi di articolazione, quadri economici, tempistiche e percorsi del futuro museo. La documentazione di gara, in una sua parte importante, è disponibile anche in lingua inglese per favorire la partecipazione di studi e società straniere ed è consultabile su

https://appaltiecontratti.comune.rimini.it/PortaleAppalti/it/ppgare_bandi_lista.wp?actionPath=/ExtStr2/do/FrontEnd/Bandi/view.action&currentFrame=7&codice=G00350

L’Ufficio Stampa

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Ad Arte Fiera, a Bologna , nei giorni scorsi, in Cineteca, è stato proiettato il film su Bill Viola : ” L’esperienza dell’infinito” in cui parla del suo intervento sull’Arte ,il  Rinascimento elettronico, che è basato sull’osservazione dell’arte Rinascimentale che incontrò a Firenze e dintorni in cui negli anni ’70   quando fece frequentemente viaggi ed esplorazioni. Molti dei suoi lavori successivi derivano da queste esperienze italiane e sopratutto di averle viste in un contesto non museale , ma come parte della vita quotidiana.

Nel 1974 Viola partecipa alla rassegna internazionale dei videotape e delle installazioni a Colonia, lavorando per Name June Paik, padre fondatore della videoarte fin dagli anni sessanta e Frank Gillette.

Secondo Viola il movimento rappresenta la svolta fondamentale del Novecento, ma per giungere alle sue sperimentazioni l’artista riflette sull’importanza storica della camera oscura.

Anche qui introduce un elemento di novità con un uso particolare del “ rallentatore o slow-motion o anche supermotion è un effetto cinematografico in cui un movimento è riprodotto a una velocità più lenta del reale. Questa tecnica cinematografica può essere premeditata oppure aggiunta nel montaggio. Fu inventata dal Padre August Musger nel 1904. Prende il nome dal dispositivo montato sulla macchina da presa per accelerare sensibilmente il movimento della pellicola.”

A sei anni, Bill Viola ha rischiato di affogare: non è un caso se il più grande videoartista dei nostri giorni ha sviluppato la sua carriera in una costante ricerca incentrata sul crinale tra la vita e la morte. Dal 2014 nella Cattedrale di St. Paul a Londra troneggiano due sue grandi opere, moderne pale d’altare che illustrano l’una la Madonna e l’altra quattro martiri, uno per ogni elemento: aria, acqua, terra e fuoco.

Il racconto della loro concezione, costruzione, installazione, è un percorso più che decennale di introspezione e creazione compiuto da Bill insieme alla sua compagna di vita e di lavoro Kira Perov . Il risultato sono immagini universali, che emozionano e fanno riflettere sulla nascita, la morte, l’amore, il sacrificio.

Arte che ci interroga sul nostro ruolo nel mondo e sul destino a cui siamo chiamati. (Wikipedia)

alcune immagini con le sequenze del film

 

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Quest’anno si celebrano molti cinquantesimi (1968-2018) della mode, delle mode, delle idee, del costume, della musica, del cinema…

“La Dolce vita” celebra , è al suo 58mo , era il 3 febbraio 1960.
Alcuni se lo ricordano, altri no, per chi lo vuole ripassare (c’è anche la cantante Nico giovane e bellissima, viene citata da Mastroianni) .
A Rimini ogni cittadino racconta la sua piccola storia di famiglia collegata a Fellini. A mio zio, medico, un pò secchione, Fellini studente liceale, aveva dedicato una delle sue caricature al vetriolo e mio zio la buttò via infastidito, salvo poi mangiarsi le mani per il resto della sua breve vita.

Alcune scene della “Dolce vita” vennero citate dal Maestro Giuseppe Tornatore in “Nuovo cinema Paradiso” quando la proiezione dal cinema fu inaugurata sulla pubblica piazza del paese, con le sedie portate da casa.
Fellini immaginò un mondo che non c’era, ma che era latente , verosimile, dando una sua personale visione del realismo al cinema . Il Comune di Rimini ha restaurato e portato agli antichi splendori il Fulgor dal 20 gennaio e ha fatto rivivere l’immaginario “felliniano” (mio padre voleva che fossi ingegnere, diceva Federico Fellini, non s’immaginava che diventassi un aggettivo)

https://it.wikipedia.org/wiki/La_dolce_vita

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Art City Cinema
dal 1° al 12 febbraio – Cinema Lumière

In occasione della quarantaduesima edizione di Arte Fiera 2018 (2-5 febbraio), una rassegna alla ricerca delle molte possibili relazioni, connessioni, sovrapposizioni tra arte e cinema. Un’esplorazione nei territori della videoarte, del cinema sperimentale, del documentario. Dai cieli stellati di Johann Lurf e Stan Brakhage (l’evento di mezzanotte della White Night) alle fotografie ‘animate’ di Abbas Kiarostami, dai ritratti d’artista dedicati a Bill Viola, Balthus, fino al Giacometti immaginato da Stanley Tucci, che sarà ospite della Cineteca domenica 4 febbraio. Con un focus intorno a Diego Rivera e ai muralisti messicani. Giovedì 1° febbraio inaugurazione con La lingua dei miracoli introdotto dall’autore Maurizio Finotto e Objectif femmes, documentario sulla storia della fotografia al femmile presentato dal giornalista Michele Smargiassi. Venerdì 2 il regista Mark Kidel sarà al Lumière per presentere i suoi due biopic d’artista su Balthus e Viola, nell’ambito di Omaggio a Mark Kidel | Robert Wyatt, Balthus, Bill Viola, prodotto da AngelicA – Centro di Ricerca Musicale.

http://www.cinetecadibologna.it/

http://www.cinetecadibologna.it/art_city_cinema_febbraio2018/ev/programmazione

 

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Una delle opere cinematografiche sull’arte più interessanti e vissute del 2017  è sicuramente Manifesto di Julian Rosefeldt . Il cineasta è un artista e approda al cinema con questa opera collaudata, nel passato ha fatto 13 installazioni che grazie alla genialità interpretativa di Cate Blanchett diventano 13 personaggi quotidiani nel film. I personaggi danno voce ai principali manifesti dell’arte del secolo breve, futuristi, situationnistes , non oggettivi fluxus dancer, dadaisti, nichilisti, punk , suprematisti, dogmatici (Lars Von Trier ). Un lavoro gigantesco in biblioteca, si vede dai titoli di coda, in cui si sono cimentati in uno studio enciclopedico i fautori dei testi recitati da Cate Blanchett.
Julian Rosefeldt , assieme a Gianluca Farinelli , che ha inaugurato al mattino della stessa giornata “Visioni italiane” (matinee al cinema) con una presenza di pubblico da capogiro in Cineteca, con due sale colme al Lumière e in partenza ha presentato Rosefeldt e ha comunicato che Cate Blanchett sarà la prossima presidente al festival del cinema di Venezia.
Rosefeldt ha detto che la bravura e il carisma di Cate  Blanchett hanno superato il suo film .
Un ringraziamento speciale al Mast che ha dato ospitalità alla visione e al commento di Julian Rosefeldt.

https://openagenda.com/saison-culturelle-en-ile-de-france/events/manifesto-de-julian-rosefeldt?lang=it

un’opera di Rosenfeldt

https://www.julianrosefeldt.com/

 

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Riapertura del cinema Fulgor : comunicazione del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi 

ll cinema Fulgor è uno dei pilastri su cui poggia il progetto del Museo Fellini, che coinvolge anche Castel Sismondo e la piazza antistante. Il cuore sarà la sala cinematografica, allestita in stile anni Trenta dal premio Oscar Dante Ferretti. Alla Rimini felliniana e al tema delle origini sarà dedicato l’intero secondo piano della Casa del cinema; mentre all’ultimo piano sarà evocata l’intensa attività onirica di Fellini; ne saranno proiettati i film in una sequenza magica di schermi.

I lavori di ricostruzione di Palazzo Valloni sono stati interamente finanziati dall’ASP Valloni per un importo complessivo di euro 8.470.000 euro. I lavori sono stati suddivisi in due distinti progetti e altrettante gare di appalto:

– ristrutturazione di Palazzo Valloni;

– allestimento scenografico del Cinema Fulgor.

Il primo intervento progettato dal gruppo di professionisti composto dall’arch. Annio Maria Matteini e dagli ingg. Cicchetti Renato e Massimo è stato ultimato. I lavori sono stati svolti dall’ATI composta da Cons Coop società cooperativa di Forlì (mandataria) e F.lli Franchini di Rimini (mandante) Il piano terra, il primo e secondo piano sono stati completati, così come il terzo piano, ricavato dall’originario sottotetto.

Nella sala principale e nell’atrio, come anche al piano galleria, è stato completato il secondo intervento, con il montaggio degli apparati scenografici che il tre volte premio Oscar Dante Ferretti ha progettato appositamente per queste sale, ispirandosi alle atmosfere dei cinema degli anni Trenta. I lavori sono stati aggiudicati alla ditta Desideri di Desideri Giuseppe S.n.c. di Ascoli, che per l’esecuzione dell’apparato scenografico si è servita della stessa ditta che sta realizzando gli apparati decorativi del Teatro Galli, la ditta Forme snc di Rita Rivelli di Roma.

Terminata questa fase di interventi, ora tocca al concessionario, la società Khairos di Rimini, completare le opere necessarie all’avvio e allo svolgimento della gestione.

 

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