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Archive for the ‘Arte al cinema’ Category

FUTURE PERFECT DI PAMELA BREDA AL MAMbo 
Mercoledì 20 ottobre a Bologna ore 18
partecipa alla proiezione del film in prima visione assoluta
e all’artist talk con Carlo Sala,
prenota il tuo posto telefonando al 051 6496611 
Pamela Breda, Future Perfect, still da video. Realizzata grazie al sostegno di Italian Council (2019). Courtesy Comune di Modena, Collezione Galleria Civica – FMAV Fondazione Modena Arti Visive 
Sarà presentato mercoledì 20 ottobre 2021 alle ore 18 al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna in prima visione assoluta, il film dell’artista Pamela Breda (1982), intitolato Future Perfect. Al termine dello screening interverrà l’artista in un dialogo con il curatore Carlo Sala.
 
L’evento, promosso da FMAV Fondazione Modena Arti Visive e MAMbo, fa parte del progetto “The Quintessence”, tra i vincitori della settima edizione del bando Italian Council, promosso dal Ministero della Cultura per la valorizzazione dell’arte italiana, già protagonista di una mostra a cura di Daniele De Luigi a Modena nell’estate 2021.
 
In un futuro non meglio precisato, questo il tema alla base di Future Perfect, un misterioso centro di ricerca ospita analisi ed esperimenti legati allo spazio interstellare. Asteroidi e pietre provenienti da altre galassie vengono studiati assieme ad immagini di quasar e galassie lontane. Una pietra di apparente origine extraterrestre è conservata come una preziosa reliquia all’interno del centro di ricerca. Al fine di scoprirne l’origine, viene realizzata una missione al di fuori del sistema solare. 
 
Il film, che entrerà a far parte della collezione Galleria Civica del Comune di Modena, gestita da FMAV, sarà inoltre disponibile in streaming sul sito web www.fmav.org a partire dal 27 al 31 ottobre 2021.
Il 27 ottobre, inoltre, FMAV presenta presso Palazzo Santa Margherita (ingresso libero), due trittici, costituiti da 6 fotografie inedite, di Pamela Breda tratte da Future Perfect, che entreranno anch’esse a far parte della collezione. Queste nuove acquisizioni saranno esposte nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita fino al 30 gennaio 2022 assieme ad altre opere dalle collezioni FMAV. 
 
The Quintessence è tra i vincitori della settima edizione del bando Italian Council, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per la valorizzazione dell’arte italiana nel mondo. Il progetto, che vanta una importante rete internazionale di partner tra l’Europa e gli Stati Uniti, è realizzato dalla Kingston University di Londra in partnership con FMAV Fondazione Modena Arti Visive.
Il progetto è realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VII edizione, 2019), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
 
Pamela Breda (Vittorio Veneto, 1982) è un’artista e ricercatrice attiva tra Londra e Milano. Ha conseguito un Master in Storia dell’Arte presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, un Master in Arti Visive dell’Università IUAV di Venezia e un PhD presso la Kingston University di Londra. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in numerosi paesi, tra cui Regno Unito, Austria, Belgio, Finlandia, Colombia, Svizzera, Stati Uniti oltre che in Italia, e i suoi film sono stati presentati in vari festival internazionali. Per il suo lavoro ha ricevuto diverse borse di studio e riconoscimenti, ed è stata nominata artista in residenza presso numerose istituzioni d’arte in tutto il mondo, tra cui ricordiamo il Pratt Institute di New York e la Cité Internationale Des Arts di Parigi.
– Mercoledì 20 ottobre alle ore 18

Future Perfect di Pamela Breda
Proiezione e talk con l’artista
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, sala conferenze
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
Accesso all’incontro su prenotazione obbligatoria telefonando allo 051 6496611 fino ad esaurimento posti disponibili.
Per accedere al museo è obbligatorio presentare il green pass alle casse.
www.mambo-bologna.org

 
– Mercoledì 27 ottobre

Streaming del film su fmav.org (fino al 31 ottobre 2021)
Focus delle opere in collezione (fino al 30 gennaio 2022)
FMAV – Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103, Modena
h.11-13 I 16-19
Ingresso libero il mercoledì


Con il sostegno di
Italian Council, Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura
 
In collaborazione con
Kingston University, Londra
 
Ufficio stampa FMAV Fondazione Modena Arti Visive
press@fmav.org

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“Antonio Ligabue (1899-1965) è stato uno degli artisti più originali del Novecento, capace di emozionare con una pennellata di colore e di trasportarci all’interno del suo mondo genuino e visionario.
Nato a Zurigo, dopo un’infanzia e un’adolescenza difficili viene espulso dalla Svizzera e giunge nel
1919 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo. Anche qui la sua vita resta durissima, segnata da ostilità, incomprensioni e ripetuti ricoveri negli ospedali psichiatrici. Ma Ligabue resiste, trovando nella pratica artistica quel “luogo sicuro” che non ha mai avuto. La pittura e la scultura diventano il mezzo per trasformare le difficoltà in opportunità e per dar voce ai suoi pensieri.
La mostra documenta tutta l’attività di Ligabue attraverso oltre cento opere, tra dipinti, sculture e
disegni, alcune mai esposte sinora. Nel percorso emergono i temi fondamentali della sua ricerca: dal diario intimo degli autoritratti ai paesaggi del cuore, dai ritratti alle nature morte, dagli animali selvaggi a quelli domestici, dai paesaggi agresti alle scene di caccia e alle tormente di neve. Un racconto che pone l’accento sulla singolarità della sua poetica e rivela la forza naturale, pura e istintiva del suo genio.”

Scrivono per Ligabue

A cura di
Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi

con la supervisione di
Augusto Agosta Tota

Organizzatori
Fondazione Ferrara Arte e Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma

Volevo nascondermi… ero un uomo emarginato, un bambino solo, un matto da manicomio, ma volevo essere amato. Toni, figlio di una emigrante italiana, respinto in Italia dalla Svizzera dove ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza difficili, vive per anni in una capanna sul fiume senza mai cedere alla solitudine, al freddo e alla fame. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati è l’occasione per riavvicinarsi alla pittura, è l’inizio di un riscatto in cui sente che l’arte è l’unico tramite per costruire la sua identità, la vera possibilità di farsi riconoscere e amare dal mondo. “El Tudesc,” come lo chiama la gente è un uomo solo, rachitico, brutto, sovente deriso e umiliato. Diventerà il pittore immaginifico che dipinge il suo mondo fantastico di tigri, gorilla e giaguari stando sulle sponde del Po. Sopraffatto da un regime che vuole “nascondere” i diversi e vittima delle sue angosce, viene rinchiuso in manicomio. Anche lì in breve riprende a dipingere. Più di tutti, Toni dipinge se stesso, come a confermare il suo desiderio di esistere al di là dei tanti rifiuti subiti fin dall’infanzia. L’uscita dall’Ospedale psichiatrico è il punto di svolta per un riscatto e un riconoscimento pubblico del suo talento. La fama gli consente di ostentare un raggiunto benessere e aprire il suo sguardo alla vita e ai sentimenti che sempre aveva represso. Le sue opere si rivelano nel tempo un dono per l’intera collettività, il dono della sua diversità. (01 distribution)

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Si terrà dal 3 ottobre 2020 al 24 gennaio 2021 l’attesissima mostra su Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, 1653) alla National Gallery di Londra, che era stata rinviata a causa dell’emergenza Covid. In autunno, nella Sainsbury Wing del museo londinese, andrà dunque in scena Artemisia, la prima importante monografica sulla pittrice nel Regno Unito.

La rassegna si focalizzerà sull’eccezionalità dell’esperienza di Artemisia: una pittrice che, nell’Europa del XVII secolo, riuscì a eccellere in un ambiente dominato dagli uomini, sfidando le convenzioni e le aspettative dei committenti e diventando un’artista di grande successo. Artemisia, pur non essendo stata la prima pittrice donna della storia dell’arte moderna, ha dipinto soggetti tradizionalmente riservati ai pittori maschi ed è riuscita a imporsi come un nome tra i maggiori del suo tempo.

La mostra della National Gallery seguirà Artemisia in tutte le tappe della sua carriera: dagli esordi a Roma al trasferimento a Firenze, dalla parentesi veneziana al soggiorno a Londra al fianco del padre Orazio Gentileschi, fino ad arrivare a Napoli, dove la pittrice si spense nel 1653. La mostra annuncia di avere anche una parte documentaria allestita a partire dalle sue lettere, e che promette di far vedere al pubblico il mondo attraverso i suoi occhi e le sue parole. (Da Finestre sull’Arte) .

Accanto alla mostra un docufilm di Jordan River sulla pittrice .

 Due premi al Terra di Siena International Film Festival per il film ’Artemisia Gentileschi. Pittrice Guerriera’.

Il docu-film Artemisia Gentileschi, Pittrice Guerriera, dedicato alla vita e alla carriera della pittrice Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, post 1653) ha ottenuto due premi alla ventiquattresima edizione del Terra di Siena International Film Festival, importante festival di cinema indipendente fondato nel 1997 da Maria Pia Corbelli. La pellicola diretta da Jordan River ha ottenuto il premio come Miglior Documentario e una Menzione Speciale per la giovane attrice Angela Curri, barese classe 1993, che interpreta Artemisia Gentileschi.

Sul palco del Teatro dei Rinnovati di Siena, dove lo scorso 3 ottobre si è tenuta la premiazione, sono saliti a ritirare le targhe il regista e l’attrice, che ha voluto dedicare il premio a tutte le donne.

Il premio è stato peraltro conferito nella stessa data in cui a Londra, alla National Gallery, viene inaugurata la grande mostra internazionale dedicata proprio ad Artemisia.

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Casadeipensieri 2019

“I Carracci : la rivoluzione silenziosa ” è un film di Giulia Giapponesi che è stato proiettato in Piazza Maggiore in occasione di “Sotto le stelle del cinema ” la rassegna estiva della Cineteca di Bologna in Piazza Maggiore.
Marco Riccomini ha parlato di Ludovico Carracci , il cugino giovane e figlio del macellaio, il cui dipinto ad Oxford raffigura la macelleria del padre e dipinge alla prima senza bozzetti , Agostino giovane e colto e suo fratello Annibale che ha sempre la matita in mano anche se non coltiva letteratura e la poesia.
Una commissione del Conte Fava che è cliente del sarto , padre di Annibale e Agostino che desidera un affresco, e nasce così il ciclo degli Argonauti . I tre Carracci riescono a lavorare e capire che l’unione fa la forza .
Ora questo team è in un film di Giulia Giapponesi che si potrà ammirare al Bellaria film festival sabato 28 settembre alle 19,15  . Ma è solo il primo appuntamento.

I Carracci erano tre ma lavoravano all’unisono. Il Conte Fava si era lamentato con Ludovico perchè i suoi cugini, Annibale e Agostino, avevano dipinto a suo dire, ma sopratutto influenzato dagli amici, in modo frettoloso gli affreschi, che sorgono ad otto metri di altezza . Ludovico gli promise di correggerli, per non scontentarlo e lo riferì ai cugini che faceva entrare nottetempo a correggere .
E’ stata elevata una piattaforma per consentire di vedere gli affreschi a distanza ravvicinata e la regista Giulia Giapponesi ha girato un film. Marco Riccomini racconta tutti i retroscena e tre musicisti di strada eseguono una straordinaria colonna sonora.

Annibale, Agostino e Ludovico Carracci furono indiscussi protagonisti del ‘500 artistico italiano, e costituirono di fatto il primo “collettivo artistico” della storia, fondando a Bologna, la loro città l’Accademia degli Incamminati, concentrandosi sulla riproduzione del reale. Il loro immenso patrimonio, esposto nelle gallerie di tutto il mondo occidentale, è raccontato da Marco Riccòmini in “Carracci, la rivoluzione silenziosa”, road-menthary diretto da Giulia Giapponesi. Il film, prodotto da Codalunga, società di produzione cinematografica, ha ricevuto il sostegno di Fondazione del Monte e UniCredit, all’interno del progetto artistico di valorizzazione di Palazzo Magnani di Bologna, ed è stato realizzato con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission.

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foto di Davide Minghini (Bilbioteca Gambalunga)

 

Nuovo Museo Internazionale Federico Fellini: in pubblicazione il bando europeo

Dal 16 aprile  prende avvio ufficialmente il conto alla rovescia che porterà la città di Rimini a ospitare il più grande museo al mondo dedicato a un artista e alla sua eredità poetica con l’obiettivo di inaugurare il Museo Internazionale Federico Fellini nel centenario della nascita del regista.

Un progetto ambizioso, che è stato inserito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo tra i 25 progetti strategici nazionali, ottenendo un primo finanziamento di 9 milioni di euro, poi integrato con altri 3. Un progetto complesso, suddiviso in diversi stralci, di cui si dà avvio oggi alla parte relativa all’ideazione e alla produzione di contenuti  multimediali e alla progettazione di allestimenti scenografici e tecnologie interattive, con la pubblicazione di un bando europeo.

Un appalto misto, del valore complessivo di poco meno di 2 milioni di euro, che ha come obiettivo la realizzazione di un polo museale innovativo e immersivo, di ricerca e creazione artistica, in cui far convivere rigore scientifico, emozione e spettacolo. 68 sono i giorni – il bando scade il 22 giugno – a disposizione degli studi di architettura e ingegneria e società che operano nel settore della multimedialità per definire e presentare la propria candidatura.

Sarà valutata l’esperienza, il gruppo di lavoro e la proposta progettuale che dovrà essere sviluppata sulla base del progetto di fattibilità approvato dalla Giunta Comunale lo scorso febbraio e che già delineava concept, obiettivi, struttura narrativa, assi di articolazione, quadri economici, tempistiche e percorsi del futuro museo. La documentazione di gara, in una sua parte importante, è disponibile anche in lingua inglese per favorire la partecipazione di studi e società straniere ed è consultabile su

https://appaltiecontratti.comune.rimini.it/PortaleAppalti/it/ppgare_bandi_lista.wp?actionPath=/ExtStr2/do/FrontEnd/Bandi/view.action&currentFrame=7&codice=G00350

L’Ufficio Stampa

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