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Archive for the ‘Biennale della fotografia industriale 2019’ Category

“Nel 1906 Harry, Herbert, Joseph e Earle Miles , passati alla storia come  Miles Brothers , celebri pionieri del cinema muto , girano uno dei film più importanti  e conosciuti. intitola !A Trip Down market Street ” e non è altro che la fedele registrazione del percorso compiuto dalla cable car  attraverso il centro di San Francisco , partendo dall’8 th Street per arrivare fino all’Embarcadero da cui partono i traghetti che attraversano la Baia…

…Tutti distrutti e gravemente dnneggiati  poco dopo il violentissimo terremoto di quell’anno ed il conseguente incendio, girato il 14 aprile del 1906 questo film precede di quattro soli giorni il più tragico evento della storia della città, facendone allo stesso tempo un prezioso documento storico e l’oscuro presagio di una catastrofe imminente .

Stephanie Syjuco parte da questa ambiguità per la realizzazione di Spectral City. Qui ripercorre esattamente  l’itinerario dei cable car  dei Miles Brothers, ma anzichè filmarlo con la videocamera , lo ricostruisce attraverso il software di Google Earth , che utilizza immagini satellitari , fotografie aeree e dati topografici per ottenere un modello tridimensionale del pianeta . Dopo un processo di registrazione, che avviene attraverso lo schermo del suo computer , Syjuco interviene minimamente in post-produzione , cosicchè nel film elaborato rimangono tutti gli errori, le distorsioni e le fratture generate dal programma , senza alcun intervento di pulitura o make up …tratto dal catalogo del curatore Francesco Zanot .

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 Le immagini di Albert Ranger -Patzsch , una mostra che ha avuto luogo in Pinacoteca, a Bologna,  nei mesi scorsi, in occasione della Biennale della Fotografia Industriale, evento unico al mondo e ora seguito con il dovuto riconoscimento da parte di tutti di un valore aggiunto fra le Arti. Albert Ranger -Patzsch fa parte, assieme ad August Sander uno dei più importanti fotografi della fotografia tedesca della Nuova Oggettività e nelle cento foto esposte si è potuta cogliere l’essenza della ricerca estetica affidata esclusivamente ai mezzi tecnici , le foto sono del paesaggio industriale della Ruhr e siamo a fine degli anni ’20

La Nuova Oggettività di Albert Renger-Patzsch By Giuseppe Santagata 
“Albert Renger-Patzsch nasce a Würzburg il 22 Giugno del 1897 e inizia a fotografare all’età di dodici anni. Dopo il servizio militare durante la prima guerra mondiale, studia chimica al Dresden Technical College. Nei primi anni del 1920 lavora come fotografo di stampa per il Chicago Tribune, prima di diventare un libero professionista.

Il nome di Albert Renger-Patzsch è legato indissolubilmente al libro fotografico Die Welt is shone (Il mondo è bello). Nominato professore e capo del dipartimento di fotografia pittorica della Folkwangschuledi Essen, lascia la carica dopo soli due semestri a causa dell’acquisizione nazista delle arti. Albert Renger-Patzsch èconsiderato una delle più importanti figure della fotografia dellaNuova Oggettività

Purtroppo il suo vastissimo archivio, composto da circa 18.000 negativi, è andato quasi tutto distrutto nel 1944 durante un bombardamento aereo su Essen, dove all’epoca il fotografo viveva. Ritiratosi nella cittadina di Wamel, Renger-Patzsch si avvicina negli ultimi anni alla fotografia di paesaggio senza però rinunciare alla consueta produzione di tipo tecnico.

La fotografia di Albert Renger-Patzsch

Per comprendere la pratica fotografica del fotografo tedesco dobbiamo calarci nel periodo storico della Repubblica di Weimar, tra la fine della prima guerra mondiale e l’ascesa al potere di Hitler. In questo periodo due correnti artistiche nascono in Germania: la Bauhaus e la Nuova Oggettività. Lo stile di Albert Renger-Patzsch viene profondamente influenzato dalla Nuova Oggettività per l’ossessione nei confronti degli oggetti quotidiani e la necessita di eliminare la componentistica soggettiva.”

https://fotografiaartistica.it/albert-renger-patzsch/

 

…Alla fine degli anni ’20 la rapida trasformazione della Regione della Rhur , cominciata nel XIX secolo , da ambiente rurale a cuore dell’industria siderurgica e carbonifera è più che evidente , come anche l’eccezionale sviluppo della città e della popolazione , scrive Simone Forster nel catalogo della mostra, esposta alla Pinacoteca di Bologna e organizzata dal MAST in occasione della Biennale della Fotografia Industriale  ,Albert Renger-Patzsch  visita numerosi stabilimenti della Regione per riprendere le sue fotografie . Appassionato automobilista  li raggiunge attraversando le periferie urbane e le campagne…

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Nel 1964 dopo appena quattro anni delle sue prime fotografie , Lisetta carmi realizza uno dei più significativi reportage del dopoguerra sul tema del lavoro. La sua indagine si sofferma sul porto di Genova e sul suo rapportoprofondo, ma al tempo stesso contraddittorio con la città. Rigidamente divisa in classi sociali che vivono in aree urbane ben delimitate, la città è intrisa di moralismo cattolico nei quartieri alti e di ortodossia comunista nei quartieri operai, senza spazio nè fisico nè mentale per il dialogo. Carmi intende mostrare alla città i territori chiusi, nascosti alla vista ma sopratutto alla coscienza. Lo farà in maniera dirompente, pochi anni più tardi con il lavoro sul ghetto dove vivono i travestiti genovesi, ma è proprio con l’indagine sul porto che prende forma il suo peculiare sguardo , volto a sfidare i perbenismi   e le convenzioni senza alcuna retorica. Nell’universo maschile del lavoro operaio , Carmi porta rispetto e pudore. Da subito, è chiaro allo spettatore  eche la fotografia  è un mezzo non il fine.(Dal catalogo della mostra Giovanni Battista Martini).

 

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