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Archive for the ‘Biennale della fotografia industriale’ Category

Tra le mostre curate da François Hebel spicca per rilevanza il contributo della prestigiosa collezione Walther che ha offerto un prestito tematico sull’industrializzazione in America, con un album fotografico dei pionieri   documentando  gli eventi di una città mineraria nel Kentucky, Harlan.  e la serie American Power di Mitch Epstein.

Le foto in successione mostrano due immagini della stessa città, una del 1917, la prima, la seconda del 1919.

 

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Machina e meccanismi é il titolo del lavoro di Marten Lange , il fotografo svedese che è il più giovane fotografo degli eventi in mostra della biennale di fotografia dell’industria e del lavoro, a Bologna e che , che il 19 novembre chiuderà. L’esposizione in corso al Teatro San Leonardo offre due letture , la bellezza della tecnologia negli impianti di microtecnologia estraendone il sublime Machina, 2007, mentre the Mechanism è una rassegna fotografica che forma un racconto fantascientifico sulla vita contemporanea dei piccoli ingranaggi.
L’allestimento della mostra in questo teatro storico offre una suggestione col contrasto antico/tecnologia visto in una nuova compatibile luce.

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A Palazzo Bentivoglio sotto gli affreschi di Pellegrino Tibaldi la mostra di Joan Fontcuberta sulla missione Soyuz.
Dopo il primo fallimento della Soyuz 1 sono seguite la 2 che avrebbe dovuto essere telecomandata  e la 3 che l’avrebbe dovuta agganciare nello spazio, con un astronauta.

La domanda che si pone il fotografo Joan Fotcuberta è la seguente : davvero la Soyuz 2 era sprovvista di equipaggio?

All’appello,infatti,  mancava Ivan Istecknikov, si dubita che la navicella spaziale 2 fosse vuota . Il fotografo desecreta le foto d’archivio e costruisce la biografia di Istecknicov, i suoi disegni, le sue memorie, i suoi sogni , le sue fotografie personali e dà vita a questo personaggio cancellato dalla cultura ufficiale.

Tuttavia la foto di Isthacenko è somigliante al fotografo Joan Fontcuberta . La mostra del fotografo è da leggere in questa luce, la ricerca sulle foto d’archivio, c’è una foto dove c’è e dove manca, un abile fotomontaggio, l’astronauta in questione, e via via viene costruito un profilo biografico dell’astronauta , addirittura si arriva ai suoi disegni di scuola. C’è una camera che rinchiude un frammento dello spazio, che dice, attenzione, non possono entrare in questo spazio radioattivo le donne in stato di gravidanza e le bambine con le trecce.

Ma è andata davvero così oppure è il nostro occhio che genera l’inganno perché legge quello che è abituato a vedere?

 

 

 

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Il curatore delle mostre della Biennale della fotografia industriale,  Francois Hebel in corso a Bologna fino all’1 novembre 2015, ha diviso in sezioni le mostre, nello Spazio Carbonesi convivono le foto solenni e silenziose del fotografo Luca Campigotto assieme a  quelle di Neal Slavin .Se  per Campigotto la sezione fotografica riguarda la produzione,  per Neal Slavin la sezione  è quella dei produttori.che sono, in questo caso generatori di lavoro, i gruppi sociali che vengono formati da individui che fanno lo stesso lavoro, immagini di soggetti ripresi nelle loro varie attività lavorative. Le sue immagini sembrano appartenere ad una produzione cinematografica , le sue immagini sono piene di allegria di un modo di lavorare che è anche reso giocoso dal fotografo.

http://www.nealslavin.com/

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