Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Bologna : la città dei Beni comuni’ Category

Una  lezione del prof. Renato Barilli sulla storia dell’arte   attraversando la classicità. Il video proviene dalla Biblioteca dell’Archiginnasio.

 

 

Read Full Post »

Burattini a Bologna. Le maschere raccontano : a cura di Riccardo Pazzaglia ed Alighiera Peretti Poggi
Biblioteca dell’Archiginnasio – Loggiato superiore
– Bologna, piazza Galvani 1 –

La mostra è pensata per mettere in luce la storia dei burattini bolognesi, quale patrimonio culturale della città, attraverso l’esposizione di alcuni documenti conservati in Archiginnasio, provenienti principalmente dai fondi speciali Cuccoli e Galli. Tali documenti hanno costituito la base per la ricerca sul teatro di figura, curata dal burattinaio Riccardo Pazzaglia, da cui è nato il volume  Burattini a Bologna. La storia delle teste di legno  (edizioni Minerva) mirabilmente illustrato da Wolfango, di cui verranno mostrati schizzi e tavole inerenti al mondo burattinesco, nonché alcuni burattini della Commedia dell’Arte da lui stesso intagliati .

Non mancheranno Fagiolino, Balanzone e Sganapino di cui si potranno apprezzare le versioni dei principali intagliatori, quali Emilio Frabboni, Demetrio Presini, Ivo Santucci e Romano Danielli.

Read Full Post »

 

 

Giovedì 13 febbraio, ore 18.00
L’ARTE CONTEMPORANEA VISTA DA UNO SCRITTORE
Incontro con Tiziano Scarpa e Roberto Pinto

Romanziere, poeta e drammaturgo, Tiziano Scarpa ha pubblicato il romanzo Il brevetto del geco (Einaudi) che ha per protagonista un artista contemporaneo. È autore anche di saggi e testi creativi su vari artisti di oggi, fra cui: Stefano Arienti, Luca Bertolo, Bertozzi e Casoni, Flavio Favelli, Maurizio Finotto, Anish Kapoor, Magnus, Ryan Mendoza, Mimmo Rotella, Tino Sehgal.

Fondazione Federico Zeri
piazzetta Giorgio Morandi 2
40125 Bologna
tel. +39 051 2097 486
fondazionezeri.info@unibo.it
http://www.fondazionezeri.unibo.it

Read Full Post »

 

 

 

In occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci, Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni di Bologna apre al pubblico le porte del Piano Nobile affrescato da Ludovico, Annibale e Agostino, grandi maestri dell’arte bolognese, che qui diedero vita alla loro prima grande opera corale.

Il fregio pittorico carraccesco sarà in dialogo con 31 opere d’arte moderna e contemporanea, provenienti dalla collezione di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, molte delle quali mai esposte, per un confronto trasversale tra le epoche e gli stili, alla ricerca di affinità tematiche o formali tra le opere.

“Il fregio dei Carracci – Opere a confronto” ha alla base un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, storici dell’arte di Genus Bononiae, per individuare opere che presentassero attinenze tematiche. Così “Il Dittatore folle” di Galileo Chini – esposto per la prima volta – dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler a Firenze nel 1938, rimanda nella sua feroce mostruosità al minaccioso Polifemo incontrato da Enea e i suoi compagni in Sicilia; mentre i nudi di Nicola Samorì, uno dei più apprezzati artisti contemporanei, richiamano l’estetica del Seicento, mettendo in luce l’azione del tempo e il rapporto con il passato.  E ancora il tumulto della “Battaglia” di Giuseppe Maria Crespi, che rimanda a quello dei combattimenti di Giasone, o la “Salomé” di Mimmo Palladino, eroina tragica al pari della Didone dell’Eneide. Tra le opere esposte anche le “Pietre Alpestri” di Fortunato Depero e la “Scultura Luminosa” di Marco Lodola, che nei loro colori accesi e nella gioiosità della composizione richiamano il tema del gioco dei fregi della Sala Cesi, tra gare con l’arco, corse e tornei tratte dal sesto libro dell’Eneide.

Tante le proposte di approfondimento pensate durante tutto il periodo dell’esposizione: dagli eventi e laboratori per bambini, famiglie e adulti organizzati dai Servizi Educativi di Genus Bononiae per approfondire il percorso artistico di Annibale, Ludovico e Agostino a Bologna, al ciclo di incontri con esperti d’arte, coordinato dal Prof. Angelo Mazza.

Le conferenze si svolgono in Sala Biblioteca di Palazzo Fava – terzo piano, con ingresso libero.
I partecipanti alle conferenze riceveranno un coupon, da cambiare presso la biglietteria, per visitare le sale affrescate dai Carracci.

Mercoledì 12 febbraio 2020, Elisabetta Landi, “Ad apertura di libro e ad apertura di finestra: dall’Eneide di palazzo Leoni al fregio di Palazzo Fava“

https://genusbononiae.it/mostre/il-fregio-dei-carracci-opere-a-confronto/

Palazzo Fava

via Manzoni 2,

Bologna

Read Full Post »

I MERCOLEDÌ DI SANTA CRISTINAin Piazzetta Morandi 2  a Bologna ad ingresso libero

Incontri con l’arte 2020
Ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie
a cura di Daniele Benati e dei docenti di Arti visive

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città, organizzando un ciclo di conferenze e di presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie. L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.
Gli incontri hanno luogo alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna), sede delle sezioni di Arti Visive del Dipartimento delle Arti. Ciascuno di essi è introdotto da un docente del Dipartimento.

5 febbraio
Il gioco del gatto e del topo: il conoscitore e il falsario
Michel Tarpin (Université Grenoble-Alpes)
coordina Sandra Costa

12 febbraio
Conflitti, rivendicazioni, restituzioni: opere d’arte contese negli anni Venti e Trenta del Novecento
Donata Levi (Università di Udine)
coordina Luca Ciancabilla

Read Full Post »

Trasmetto all’attenzione delle SsVvIllme copia aggiornata della petizione, le cui sottoscrizioni sono tuttora in corso, ad opportuna  integrazione della documentazione utile  alla disamina della Commissione Toponomastica che si terrà domani 21.1.2020.
Invito a soppesare i dati storici e giuridici offerti in disamina nel corpo della petizione.

All’esito del sopralluogo avvenuto l’altro giorno, così si presentava Via del Limbo, mentre via del Purgatorio si percorre solo longitudinalmente fra un mare di urina (come interno Galleria).

Obiettivamente, il tutto è indecoroso sotto ogni profilo urbanistico ma anche offensivo del senso estetico e del concetto di decoro del centro storico.

Con Bononia Civitas Docta parte da questo momento un gruppo di lavoro trrrotoriale e tematico che rivolge al Sindaco due  prime proposte:

-offrire guardiania (gallonata, decorativa, fissa stile Grand Hotel), in Galleria Acquaderni (arredata con passatoie rosse e luci funzionanti), proveniente da scambio reddito di cittadinanza.
Come un tempo, chiudere la  Galleria con i soli cancelli ad ora fissa, mantenendola fruibile, “salotto buono”, salotto cittadino per conferenze e mini concerti eleganti e sostenibili (una volta, erano i caffè chantant).

– recuperare le stradine e i palazzetti a norma storica e affiggere ovunque lungo i percorsi, le locandine a doblone di color marron che a suo tempo il Comune diffuse nel centro storico, con le opportune spiegazioni e dati storici sui palazzi e sulle  famiglie che li abitarono.

Questo consentirebbe di rilanciare il lavoro artigianale e conservativo edile e di pensare al Ghetto in Unesco: ricordo a tutti che nel piccolo territorio abbiamo l’antica Sinagoga (Via dell’Inferno); la Cappella dei Guarini (e la cura delle malattie veneree), i mitico palazzo Torre Prendiparte e Palazzo Bocchi (unicum nazionale per la scritta, ebraica per i non ebrei,  che, si diceva, proteggesse esotericamente il ghetto) oltre un Ghetto perfettamente conservato ancora, pensiamo,  negli interni urbani.

Con una struttura urbanistica particolare: da via del Limbo si scende in via del Purgatorio, si scende in via dell’Inferno, si arriva alla Sinagoga.
E si va fuori, nel complesso longobardo e non più romanico.

Tante suggestioni, con il senso ironico di una inquisizione che non ha mai toccato la comunità, limitandosi a nominare le strade (così  confermando la nomea protettiva dell’iscrizione di Palazzo Bocchi).

Con tutto  l’orgoglio di essere stata nel 2009 proprio Bononia Civitas Docta, ad indicare la via maestra del rilancio dei primati bolognesi e della loro  declinazione turistica, che ha dato respiro alla tradizione culinaria, musicale, vogliamo oggi invitare il Sindaco, nostro Presidente onorario, e la città tutta, a trasferire parte dell’attenzione dal comparto alimentare (la Grassa), al comparto culturale (la Dotta).

Sapendo che questo patrimonio culturale, di inestimabile valore, consentirà alla città di lavorare per anni alla valorizzazione turistica di qualità.

Ritrovando la propria Anima.

Partiamo, dunque, dal Quadrilatero Bentivoglio, e dall’ex Ghetto ebraico.

Signor Sindaco,
Libero Comune,

Partiamo dunque?

Grazie  a tutti per l’attenzione.

Cordialmente
Bononia Civitas Docta
(La Presidente)
Dott. Antonella Miriello Le foto attuali della zona

Read Full Post »

PIETRE D’INCIAMPO

“La strada si percorre camminando assieme . Queste pietre ci aiuteranno a seguire la via giusta e a ricordare i valori che devono accompagnarci sempre : il rispetto, la pace, l’uguaglianza, la libertà ”
scrive il Sindaco di Bologna Virginio Merola nell’introduzione delle pietre d’inciampo, assieme a Luisa Guidone Presidente del Consiglio Comunale di Bologna.

Le pietre d’inciampo ad onorare le vittime, per ricordarle e fare tesoro del loro sacrificio.
MARIO FINZI (Bologna 1913- Auschwitz 1945)
In Via Del Cestello , nella zona centralissima di Bologna è vissuto Mario Finzi, studente diligente, come gli alunni del Galvani che oggi hanno supportato la posa delle pietre d’inciampo a casa Finzi, bravissimo pianista che aderì a “Giustizia e Libertà ” un gruppo di giovani arditi che contrastava il fascismo. Accanto all’antifascismo per Mario fu forte l’impatto per prendere contatto con la sua ebraicità, era laico, ma con le leggi razziali si sentì ebreo perchè era lì che la libertà veniva minata. La sua nobile causa lo spinse a mettere fin da subito a repentaglio la sua vita per salvare vite , famiglie, bambini (il caso Villa Emma) malati. Un corrispettivo ebraico di San Luigi Gonzaga.
Esponendosi in prima persona Mario Finzi fu preso, la prima volta mancavano prove sufficienti, era un avvocato avviato alla carriera da magistrato, la seconda volta fu incantonato dall’Ovra all’ncrocio con Via Solferino dietro al Tribunale . Fu portato a Fossoli e da lì raggiunse Auschwitz, da cui non fece più ritorno.

Oggi una pietra della memoria lo ricorderà sempre.

Per risalire alle biografie delle persone ricordate dalle Pietre d’inciampo c’è un libro di Lucio Pardo e Carolina DelBurgo

Read Full Post »

Older Posts »