Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Bologna : la città dei Beni comuni’ Category

Tre giorni di eventi , appuntamenti, incontri la Repubblica delle Idee, che ha scelto Bologna come luogo di incontri, sul tema : “Orientarsi nel disordine del mondo” e, contemporaneamente, l’evento internazionale sulla cultura dell’Ospitalità Mens-a curato da Beatrice Buscaroli che  ha visto come conferenziere  al Centro San Domenico, Sala Bolognini Agnes Heller  parlare de : “la nostra umana imperfezione” con Wlodek GoldKorn.

Beatrice Buscaroli nella foto

Read Full Post »

 

Nella foto il prof. Luigi Pedrazzi riceve l’Archiginnasio d’oro dal Sindaco di Bologna Virginio Merola (2014)

http://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/2014/3614

Ci ha lasciati il prof. Luigi Pedrazzi, è stato anche  il fondatore e direttore de “Il Mulino” si pubblica il ricordo di Marco Macciantelli

Il Pedrazzino

Nel suo ultimo libro su Giuseppe Dossetti, Paolo Pombeni ha ricordato i contatti col gruppo dei giovani “mulinisti”, in occasione delle elezioni del ’56, quando, al termine di un incontro, l’ex vice segretario della Dc ebbe a pronunciare queste tre parole: “sceglierei il Pedrazzino”. Fu così che Luigi Pedrazzi, a 29 anni, entrò in Consiglio comunale.

Cofondatore del Mulino con una manciata di altri giovanotti anni Cinquanta: giacche larghe, cervello fino. Cultura europea e spirito “liberal”. Più sociologia, meno ideologia. Voglia di rimescolar le carte. Da Bologna, guardando oltre. Ecco: questo ha “significato” Luigi Pedrazzi. Partecipe della dimensione pastorale della Chiesa, ma sempre con autonomia di giudizio: basta rivisitare la sua esperienza di responsabile dell’inserto “Bologna Sette” di “Avvenire”, anche ai tempi del cardinal Giacomo Biffi.

Insegnante attento ai problemi dell’educazione, già all’inizio degli anni Cinquanta, denuncia: “La scuola senza riforma”. Si lancia in alcune avventure. Come “il Foglio”, fucina di futuri professionisti, non senza pesanti amarezze. Poi, in Comune, il “Foglione”. Nel referendum sul divorzio, cattolico “adulto”, è per il “no”. Tra i protagonisti del movimento referendario, alfiere del bipolarismo e di una democrazia governante, dal ’95, per un mandato, a Palazzo d’Accursio, come vice sindaco, incarnazione del motto “mai più Dozza contro Dossetti” (e viceversa).

Insofferente verso le rigide concezioni di partito, è passato tra i vasi di ferro senza far la fine del vaso di coccio. Ideatore di “cittadini in Consiglio”, per una partecipazione autenticamente vissuta. Consapevole che gli “dei accecano coloro che vogliono perdere”, in un suo scritto, prima fotocopiato e distribuito “brevi manu”, poi stampato per i tipi del Mulino, col titolo “L’Ulivocultore bolognese”, nel 1998, scriveva: “A Bologna l’Ulivo non può sbagliare. A Bologna non deve assolutamente perdere”. Così, messo nero su bianco, con un anno di anticipo.

Un esplicito “avviso ai naviganti”: nel presagire quel “clima”, che poi avrebbe portato al trauma della dolorosa sconfitta. Se la città è stata un luogo di “promozione del nuovo”, il professore può essere annoverato tra i suoi più tenaci, convinti, generosi ispiratori. L’Archiginnasio d’oro, nonostante le garbate professioni di modestia, proprio per il valore alto della sua testimonianza, gli è andato a pennello.

Mi capitava di incontrarlo per strada, oppure certi sabato mattina in una latteria vicino a casa sua, con Giorgio Comaschi, Carlo Di Palma e Marco Montanari. Ricordo con piacere il dibattito con lui promosso dalla “Casa dei pensieri” alla Zanichelli in piazza Galvani lo scorso anno: “60 anni fa, il libro bianco di Dossetti”; era sorridente, parlava fitto, rimemorante e convinto, serrato nelle spalle, maglioncino antracite. Abbiamo fatto il Pavaglione sottobraccio, sino a che si è fatto inghiottire dal taxi davanti alla Torinese. Ciao Gigi, sempre e di nuovo “il Pedrazzino”.

Luigi Pedrazzi (Bologna, 24 settembre 1927 – Bologna 27 giugno 2017).

Read Full Post »

 

Il Maestro Nino Migliori vede la sua foto nella conferenza del prof. Riccomini.

Read Full Post »

A  Bologna la manifestazione giardini e terrazzi  ha mostrato al pubblico il cuore verde di Bologna, i suoi giardini. Anticamente pensati per potere approvvigionare le famiglie dei prodotti dell’orto, prima degli ortolani come li concepiamo . Questo giardino , detto delle sordomute, è stato al centro di una serrata del quartiere, infatti la precedente amministrazione voleva farci un parcheggio . Potete immaginare cos’è successo e oggi vedete perché abbiamo avuto ragione di impuntarci. (foto di Roberta Ricci)

Mostra mercato d’artigianato di eccellenza organizzata a sostegno del progetto “Let me talk” per la Fondazione Pio Istituto per le Sordomute povere

 

Read Full Post »

Si è svolta a Bologna, nei giorni scorsi, la festa dell’amicizia dell’Inner Wheel alla presenza dellla presidente nazionale Alessandra Colcelli e di più di trecento socie provenienti da tutte le regioni italiane.

Inner Wheel è l’associazione di donne più numerose a livello internazionale , al servizio della dignità umana  per costruire un mondo di autentica solidarietà.

La festa è stata organizzata con un calendario di eventi sulla Via Emilia che ha toccato i punti di eccellenza della regione, le auto, le terme, il cibo, l’arte, la musica, in partnership con la manifestazione “Giardini e terrazzi”, c’è stato, inizialmente un percorso sulla rosa nell’arte organizzato da Elena Rossoni, la rosa è simbolo di Inner Wheel.

Alcuni momentii della manifestazione , un convegno al Collegio di Spagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Read Full Post »

Per non dissipare la memoria alcuni studenti hanno chiamato i testimoni del tempo, e hanno ascoltato le loro rivelazioni.

Yom Ha Shoah. 27 di Nissan 5777

Incontro con i Giusti delle Nazioni Manifestazione indetta da organizzazione Studenti Israeliani di Bologna Bologna .

Carolina Delburgo Testimonianza :  per la famiglia Furgeri e Gilli, che hanno salvato i Sermoneta: Vanna Furgeri  per Alfredo Giommi che ha salvato i Pardo: Antonio Caselli   per Mario Finzi che ha salvato ebrei a Bologna e Villa Emma (a Nonantola) e  per Vittorio Zanzi che ha salvato ebrei a Cotignola: Lucio Pardo Interventi con musiche ebraiche Violinista Cantante : Paolo Buconi

Riprese video : Mistic Media Channel web tv

Read Full Post »

In una conferenza che ha tenuto il Presidente del Senato Pietro Grasso, nei giorni scorsi, al Convento dell’Osservanza, ha detto che “Il presente ha una memoria che è garanzia per il futuro” .

Qualche giorno fa, a Bologna, è stata deturpato il monumento alla Brigata Maiella, Brigata partigiana che ha fatto da apripista agli Alleati durante la guerra di Liberazione.

Ogni cittadino dovrebbe adoperarsi per cercare di fare comprendere alle seconde e alle generazioni cosa significa la memoria, ho filmato un incontro organizzato dagli studenti israeliani che hanno chiesto ai testimoni della storia il loro racconto. Contemporaneamente Dynamo, un hub di biciclette, nuovo e sostenibile mezzo di spostamento, che è stato pianificato  in piste ciclabili in tutta la città di Bologna , per il 25 aprile ha organizzato, assieme a i ciclisti di Monte Sole, un giro in bicicletta.

Il raduno  è partito da Dynamo , durante la guerra i civili i nascondevano proprio nel rifugio di Via Indipendenza, 70 per evitare i bombardamenti, dove dopo esserci stato un garage adesso c’è Dynamo, dopo il percorso è stato verso il quartiere della Cirenaica, il mercato, in cui Patrizio Patrizi ha parlato delle tessere annonarie e di come si doveva rinunciare a molto cibo durante la guerra, è seguito un breve ricordo sulle brigate partigiane che sono ricordati nelle vie, un ricordo a Bologna e i suoi ospedali, anticamente l’ospedale Maggiore era in Via Rivareno davanti al corso del fiume che adesso è stato coperto, il giro è proseguito verso il quartiere Saragozza, davanti  il murale deidcato a Irma “Mimma” Bandiera, trucidata dai fascisti. Infine ci siamo fermati al monumento partigiano dei caduti di Via Lame.

Ci aspettava in festa il Pratello che ha festeggiato la Resistenza con banchetti, cibo, informazioni, libri,  e deposito di biclette.

Le foto che seguono sono per invitare gli insegnanti e chiunque abbia a che fare con l’educazione di proseguire in questo esempio , divertente, simpatico, ricco di storia e di memoria, e fa sentire parte di un tutto, come le staffette partigiane che trasportavano gli ordini dei partigiani, in bicicletta, in questo modo la Resistenza vivrà come un atto che deve essere permanente.

Roberta Ricci

 

Read Full Post »

Older Posts »