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Archive for the ‘Bologna : la città dei Beni comuni’ Category

 

Un’opera di Wolfango : il tagliere  che rimanda ai colori e sapori

 

“Sapori in biblioteca”: presentazione del percorso virtuale

Il 5 ottobre alla biblioteca Guglielmi dell’IBC il racconto della tradizione agricola, alimentare e gastronomica della nostra regione  dalle 16:30 alle 18:30

A Bologna, Biblioteca Guglielmi, via Marsala 31
Persona di riferimento Zita Zanardi

L’IBC ha realizzato, in occasione dell’Esposizione universale milanese del 2015 e in vista dell’inaugurazione di FICO Eataly World, una pubblicazione e un ciclo di incontri volti a valorizzare e far conoscere al grande pubblico gli antichi testi di agricoltura e alimentazione presenti nelle biblioteche e negli archivi del territorio regionale. A questo progetto hanno collaborato istituzioni di varia afferenza (statali, di ente locale, religiose, universitarie, accademie, collezionisti privati ecc.).
La pubblicazione realizzata ha per titolo Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna. Antologia di antichi testi(Modena, Artestampa, 2015). Ad essa è collegato il ciclo di incontri “Sapori in biblioteca”, nato dall’idea di raccontare l’importante tradizione agricola alimentare e gastronomica della nostra regione attraverso la testimonianza di bibliotecari, archivisti, studiosi ed esperti. Partendo dagli spunti tematici e dai documenti antichi proposti nel volume sopra citato, si intende sondare il prezioso patrimonio, materiale e immateriale, di cui i nostri istituti culturali sono depositari. La rassegna si sviluppa in un percorso che ha raccolto l’adesione di nove istituzioni storiche presenti sul territorio regionale che sono state di volta in volta sedi di dialoghi, letture, mostre.

A questi nove incontri si sono affiancate altre occasioni, sette in tutto, richieste e incoraggiate da varie istituzioni, durante le quali si è parlato specificatamente di Agricoltura e alimentazione in Emilia Romagna e della sua genesi. Queste “conversazioni” hanno però caratteristiche diverse rispetto alle precedenti poiché si sono inserite tutte all’interno di iniziative territoriali già consolidate, inoltre l’illustrazione del volume è stata di volta in volta la “causa scatenante” dell’incontro oppure ne ha costituito semplicemente un complemento. In ogni caso nel corso dei singoli incontri si sono sviluppati interessanti approfondimenti riguardanti la tradizione agro-alimentare del luogo nel quale si sono svolti e le sue implicazioni storiche e sociali.

Per non disperdere il patrimonio di informazioni emerse nel corso di questi eventi l’IBC ha realizzato una piattaforma multimediale che contiene i testi, le immagini, i video raccolti. Tale piattaforma utilizza l’open source denominato MOVIO, la cui gestione è affidata all’Istituto centrale per il catalogo unico del MiBACT.

La piattaforma è già consultabile on line all’indirizzo:
http://www.bib-cec.eu/agricultura/it/1/home.

Il percorso virtuale sarà presentato giovedì 5 ottobre, alle 16.30, alla biblioteca Guglielmi dell’IBC. Introduce Claudio Leombroni, responsabile del Servizio biblioteche, archivi, musei e beni culturali.
Presenta Zita Zanardi, IBC, curatrice del percorso virtuale.

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Giornata della cultura ebraica a Bologna : il calendario degli eventi

 

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Fino al 14 settembre a Bologna, a Casa Saraceni, Via Farini, 15 sarà visibile “Grow Conserve ” che espone i premi di Sygenta Photograpy Award, una mostra che ha accompagnato i lavori del G7 . Le foto vincitrici di Yan Wang Preston

 

 

 

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foto di Patrizio Patrizi

Sono visi. Ci passiamo ogni giorno davanti. Ci chiedono:”ricordatevi, abbiate memoria, avete ancora bisogno di noi. Siamo i morti:i deportati, ammazzati,impiccati,lapidati. Siamo i partigiani, gli antifascisti. Date retta a noi: dateci la vita. Vi serve”

Il percorso di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Christian Boltanski,sulle anime, sulla memoria. Si farà una passeggiata in bici non agostinica. Da una idea di Roberta Ricci (Mistic mMedia) in collaborazione con FIAB BOLOGNA MONTESOLE

il programma del 27 agosto dalle 9 alle 13 (ritrovo alle 9 in Piazza Maggiore)

Il 27 agosto dalle 9 alle 12 ci sarà un giro ciclistico, non agonistico ,sui luoghi toccati dall’installazione di uno dei più grandi artisti viventi, Christian Boltanski, a Bologna. L’appuntamento è in Piazza Maggiore davanti al sacrario dei caduti partigiani.
Riflessioni sull’opera : il 21 aprile 1945, le madri, le mogli, le famiglie dei partigiani portano le fotografie dei loro congiunti fucilati e danno luogo a quello che diventerà un Sacrario. Oggi Boltanski nei suoi Bilboard/Tabelloni ingrandisce gli sguardi dei partigiani e li rivolge a noi, perchè ne facciamo memoria e tesoro. Il giro ciclistico, organizzato dall’Associazione Mistic Media e dalla FIAB (Bologna Montesole) si concluderà al Mambo per la visita alla mostra alle 12 .

Anime di luogo in luogo alla ricerca di Christian Boltanski, verranno fatte delle letture di Italo Calvino, Nuto Revelli.

Piazza Maggiore, Bologna, 21 aprile 1945. “il posto di ristoro”, delle fucilazioni dei partigiani. Nasce una epica spontanea, un racconto. E l’intervento di Christian  Boltanski oggi riflette su questo.

Una installazione  i Billboards/Tabelloni che lasciano un pò interdetti infatti ci sono sguardi penetranti che – simili ad un cartellone pubblicitario – troneggiano in vari punti della città, anche periferici. Sono gli occhi dei caduti partigiani in Piazza Maggiore, posti accanto a sala Borsa, ingranditi e posti di fronte a noi. Per non dimenticare, per ripassare ciò che è stato in un linguaggio fotografico aggiornato così come deve essere aggiornata la nostra coscienza storica. E grazie per avere trasformato Be (Bologna Estate) in Best , fa la sua differenza …

Le vie di Bologna in cui ci sono le installazioni

Via Agucchi / Via Arcoveggio / Via Battindarno / Via Colombo / Via di Corticella – fronte via Primaticcio / Via di Corticella / Via Due Madonne / Via Industria / Via Lenin / Via Lipparini – angolo via Stendhal / Via Marco Emilio Lepido / Via Mattei / Via Pertini / Via Zanardi / Viale Saragat / Via Shakespeare / Via Stalingrado / Viale Felsina / Viale Nenni / Viale Togliatti / Viale Vighi

Christian Boltanski l’autore

http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/07/intervista-christian-boltanski-mostra-bologna/

La mostra al Mambo il curatore Danilo Eccher

 

Mambo mostra permanente

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La panchina di Lucio Dalla di Carmine Susinni nel patrimonio dei Beni Culturali Italiani

l’articolo del FAI di Marco Magnifico

http://www.fondoambiente.it/Visto-Dal-FAI/Index.aspx?q=marco-magnifico-il-fai-e-le-soprintendenze

Carmine Susinni incontrato a Bologna durante la permanenza della sua Panchina di Lucio Dalla

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Tre giorni di eventi , appuntamenti, incontri la Repubblica delle Idee, che ha scelto Bologna come luogo di incontri, sul tema : “Orientarsi nel disordine del mondo” e, contemporaneamente, l’evento internazionale sulla cultura dell’Ospitalità Mens-a curato da Beatrice Buscaroli che  ha visto come conferenziere  al Centro San Domenico, Sala Bolognini Agnes Heller  parlare de : “la nostra umana imperfezione” con Wlodek GoldKorn.

Beatrice Buscaroli nella foto

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Nella foto il prof. Luigi Pedrazzi riceve l’Archiginnasio d’oro dal Sindaco di Bologna Virginio Merola (2014)

http://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/2014/3614

Ci ha lasciati il prof. Luigi Pedrazzi, è stato anche  il fondatore e direttore de “Il Mulino” si pubblica il ricordo di Marco Macciantelli

Il Pedrazzino

Nel suo ultimo libro su Giuseppe Dossetti, Paolo Pombeni ha ricordato i contatti col gruppo dei giovani “mulinisti”, in occasione delle elezioni del ’56, quando, al termine di un incontro, l’ex vice segretario della Dc ebbe a pronunciare queste tre parole: “sceglierei il Pedrazzino”. Fu così che Luigi Pedrazzi, a 29 anni, entrò in Consiglio comunale.

Cofondatore del Mulino con una manciata di altri giovanotti anni Cinquanta: giacche larghe, cervello fino. Cultura europea e spirito “liberal”. Più sociologia, meno ideologia. Voglia di rimescolar le carte. Da Bologna, guardando oltre. Ecco: questo ha “significato” Luigi Pedrazzi. Partecipe della dimensione pastorale della Chiesa, ma sempre con autonomia di giudizio: basta rivisitare la sua esperienza di responsabile dell’inserto “Bologna Sette” di “Avvenire”, anche ai tempi del cardinal Giacomo Biffi.

Insegnante attento ai problemi dell’educazione, già all’inizio degli anni Cinquanta, denuncia: “La scuola senza riforma”. Si lancia in alcune avventure. Come “il Foglio”, fucina di futuri professionisti, non senza pesanti amarezze. Poi, in Comune, il “Foglione”. Nel referendum sul divorzio, cattolico “adulto”, è per il “no”. Tra i protagonisti del movimento referendario, alfiere del bipolarismo e di una democrazia governante, dal ’95, per un mandato, a Palazzo d’Accursio, come vice sindaco, incarnazione del motto “mai più Dozza contro Dossetti” (e viceversa).

Insofferente verso le rigide concezioni di partito, è passato tra i vasi di ferro senza far la fine del vaso di coccio. Ideatore di “cittadini in Consiglio”, per una partecipazione autenticamente vissuta. Consapevole che gli “dei accecano coloro che vogliono perdere”, in un suo scritto, prima fotocopiato e distribuito “brevi manu”, poi stampato per i tipi del Mulino, col titolo “L’Ulivocultore bolognese”, nel 1998, scriveva: “A Bologna l’Ulivo non può sbagliare. A Bologna non deve assolutamente perdere”. Così, messo nero su bianco, con un anno di anticipo.

Un esplicito “avviso ai naviganti”: nel presagire quel “clima”, che poi avrebbe portato al trauma della dolorosa sconfitta. Se la città è stata un luogo di “promozione del nuovo”, il professore può essere annoverato tra i suoi più tenaci, convinti, generosi ispiratori. L’Archiginnasio d’oro, nonostante le garbate professioni di modestia, proprio per il valore alto della sua testimonianza, gli è andato a pennello.

Mi capitava di incontrarlo per strada, oppure certi sabato mattina in una latteria vicino a casa sua, con Giorgio Comaschi, Carlo Di Palma e Marco Montanari. Ricordo con piacere il dibattito con lui promosso dalla “Casa dei pensieri” alla Zanichelli in piazza Galvani lo scorso anno: “60 anni fa, il libro bianco di Dossetti”; era sorridente, parlava fitto, rimemorante e convinto, serrato nelle spalle, maglioncino antracite. Abbiamo fatto il Pavaglione sottobraccio, sino a che si è fatto inghiottire dal taxi davanti alla Torinese. Ciao Gigi, sempre e di nuovo “il Pedrazzino”.

Luigi Pedrazzi (Bologna, 24 settembre 1927 – Bologna 27 giugno 2017).

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