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Archive for the ‘Bologna’ Category

Ha avuto luogo, nei mesi scorsi ,una mostra al MAST di Bologna, dal titolo Antropocene che ha illustrato alcuni danni causati dall’uomo all’ambiente , più che Antropocene, dicono gli autori della mostra e del film omonimo Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier si parla di Capitalocene .
La mostra del MAST ha avuto qualcosa come 160 mila visitatori un numero da record per le mostre fotografiche per di più su un tema sociale .
Nelle foto tratte dalla mostra  l’inquinamento causato nelle acque e nel territorio.

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La mattina del 21 aprile 1945 Bologna fu liberata dall’occupazione nazifascista. “75 anni dopo la Liberazione si è sentito il bisogno di un distacco dalle memorie singole individuali, per comprendere questo racconto in una memoria storica collettiva”. In questa giornata così importante ecco dunque The Forgotten Front – la Resistenza a Bologna e i suoi documenti inediti e rari, che Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani hanno ricercato e raccolto, dando vita a un racconto potente ed emozionante. Il film, sostenuto dal nostro Fondo per l’Audiovisivo regionale, celebra in modo speciale il 75° anniversario della Liberazione, grazie all’iniziativa del Comune di Bologna, della Cineteca Bologna e di Hera. Da oggi al 25 aprile lo si potrà infatti vedere in prima assoluta in streaming su MYmovies.it; inoltre, ogni giorno alle ore 19, si potrà assistere, in diretta sui profili Facebook della Cineteca di Bologna e di MYmovies, alle presentazioni a più voci del film.
 Per saperne di più https://bit.ly/3aqmFOe 

Anche se sarà una festa di Liberazione non pubblica per i noti motivi, avranno luogo molti eventi, disponibili online, https://www.ilrestodelcarlino.it/…/liberazione-programma-1.…
C’è l’anteprima di un film di Lorenzo K. Stanzani : Forgotten Front , il film è una produzione di base, sia per il recupero del materiale, il regista Lorenzo Stanzani ha chiesto a tutti i bolognesi se avevano immagini o video che riguardavano quel giorno l’altro aspetto della produzione di base è stata quella di una richiesta di finanziamento della gente in crowdfunding , poi c’è stato l’aiuto della Commissione cinema della Regione Emilia Romagna e il sogno di Lorenzo K. Stanzani e del giornalista Paolo Soglia è diventato realtà.
Chi lo vuole può vederlo su questo link fino al 25 aprile
https://festival.ilcinemaritrovato.it/the-forgotten-front/

Con : 

Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, Assessore Cultura Emilia-Romagna, Mauro Felicori, Gianni Cottafavi, Fabio Abagnato, Bologna Welcome, Teatro Comunale Bologna, Marco Pedrazzi, Istituto Storico Parri – Emilia-Romagna, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, IBC Emilia-Romagna, Giacomo Manzoli, Siriana Suprani, ANPI provinciale Bologna, Museo della Resistenza di Bologna, Italy for Movies, Italian Film Commissions, CinecittàNews, Cinema&Video International

 

Al termine dell’anteprima della proiezione che ha avuto luogo il 21 aprile, giorno della liberazione di Bologna c’è stata , la presentazione e il commento di Gianluca Farinelli , il direttore della Cineteca di Bologna

 

 

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“Nel 1906 Harry, Herbert, Joseph e Earle Miles , passati alla storia come  Miles Brothers , celebri pionieri del cinema muto , girano uno dei film più importanti  e conosciuti. intitola !A Trip Down market Street ” e non è altro che la fedele registrazione del percorso compiuto dalla cable car  attraverso il centro di San Francisco , partendo dall’8 th Street per arrivare fino all’Embarcadero da cui partono i traghetti che attraversano la Baia…

…Tutti distrutti e gravemente dnneggiati  poco dopo il violentissimo terremoto di quell’anno ed il conseguente incendio, girato il 14 aprile del 1906 questo film precede di quattro soli giorni il più tragico evento della storia della città, facendone allo stesso tempo un prezioso documento storico e l’oscuro presagio di una catastrofe imminente .

Stephanie Syjuco parte da questa ambiguità per la realizzazione di Spectral City. Qui ripercorre esattamente  l’itinerario dei cable car  dei Miles Brothers, ma anzichè filmarlo con la videocamera , lo ricostruisce attraverso il software di Google Earth , che utilizza immagini satellitari , fotografie aeree e dati topografici per ottenere un modello tridimensionale del pianeta . Dopo un processo di registrazione, che avviene attraverso lo schermo del suo computer , Syjuco interviene minimamente in post-produzione , cosicchè nel film elaborato rimangono tutti gli errori, le distorsioni e le fratture generate dal programma , senza alcun intervento di pulitura o make up …tratto dal catalogo del curatore Francesco Zanot .

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Negli anni ’30 Andrè Kertesz, noto per le collaborazioni con riviste come “Vu” , “Art et Medecine”, “Paris Magazine” …riceve alcuni incarichi industriali da aziende che desiderano promuovere la propria immagine attraverso pubblicazioni sofisticate. Nel 1932 scatta quindi le fotografie per una brochure per la Compagnie parisienn de distribuction d’ elettricitè . Nel 1935 lancia un reportage di una ventina di fotografie destinate ad illustrare la lussuosa brochire “Les cathedrales du Vin ” per gli Etablissement Sainrapt &Brice, azienda specializzata nella produzione di tini vinicoli.

Nel 1936, assunto dall’agenzia Keystone Kertesz lascia Parigi per stabilirsi negli Stati Uniti.

L’arrivo a New York è difficile . A parte qualche imamgine pubblicata su “Vogue” e “Harper’s Bazaar” il fotografo stenta a farsi un nome tra i commitenti delle esperienze  molto lontane dalle sua pluriennale esperienza parigina.(dal catalogo della mostra curata da Matthieu Rivallin)

A partire dagli anni ’40 lo scarso interesse nei suoi confronti lo porta ad Akron in Ohio dove fotografa  gli stabilimenti della Firestone, progetta anche brochure per le aziende e le sue fotografie industriali del periodo lo portano a ricalcare il suo stile del mondo glamour .

Lo spazio espositivo di Casa Saraceni ha suggerito la totale assenza di chiodi per fissare le opere che erano appoggiate su una piccolo supporto e interrotto da questi moduli per spezzare l’uniformità

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“L’armonia nascosta vale più di quella che appare.”(Eraclito )

“…Yosuke Bandai è un artista multidisciplinare che utilizza la fotografia come principale linguaggio espressivo, associandola spesso a scultura e video.A Certain Collector B, progetto del 2016 composto da 70 immagini è un esempio perfetto di questo approccio libero e  integrato. Tutto ha inizio con una serie di oggetti abbandonati per strada . Pietre, frammenti di legno , pezzi di plastica, rifiuti, perfino insetti ed altri materiali destinati a degradarsi o a finire nel cestino della spazzatura, costituiscono gli elementi di base per la realizzazione di una serie di sculture minime e fragili. E’ un modo per salvare tutto ciò che appare inesorabilmente avviato alla sparizione , sottraendolo all’oblio,con un estremo gesto di riciclaggio.

Ma non finisce qui , poichè il processo di recupero di Bandai prevede un secondo passaggio ancor più radicale . Anzichè esporre direttamente queste composizionipolimateriche e multicolori, infatti, l’artista giapponese le riproduce con uno scanner e le presenta sotto forma di di stampe fotografiche…

Ecco ciò che scrive il curatore della mostra, Francesco Zanot  ,  nella mostra che è stata in esposizione Museo Internazionale e Biblioteca della Musica con un allestimento concavo ed etereo color verde elettrico che è disposto attorno all’osservatore, non solo gl artisti hanno esposto le loro opere ma le hanno allestite in uno scenario che avevano precedentemente scelto .

 

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