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Archive for the ‘Bologna’ Category

Liberazione di Bologna del 21 aprile 1945

sono lieta di condividere queste immagini di cui si ignorava l’esistenza  dell’assessore alla cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, dove i partigiani , durante la liberazione di Bologna il 21 aprile 1945, e indossano le tute blu , come quelle degli operai.
La rivelazione è stata fatta dal Sindaco di Bologna, Virginio Merola, che ha ricevuto questa importante documentazione dalla dott.ssa Giulia Zamagni, direttrice del CUBO.
Nelle foto in bianco e nero nessuno aveva fatto caso all’uniformità delle divise, con il colore si è potuto evidenziare il documento.
Una bellissima postuma sorpresa avere avuto sotto gli occhi le immagini e averle comprese ora.
La fotografia ha una magia senza tempo.

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foto di Roberta Ricci

Il comunicato stampa di Rifestival

Dopo il successo della prima edizione del Festival dell’Antopologia ci siamo resi conto di avere tra le mani un potentissimo mezzo di trasmissione di cultura, valori, esperienze, prospettive.

Ci assumiamo le nostre responsabilità quando affermiamo che la costruzione dal basso di un Festival ad accesso libero e gratuito con ospiti di questa caratura costituisca un inedito nel panorama italiano.

È per questo motivo che dal 2018 abbiamo deciso di rilanciare, organizzando un evento ancora più grande e partecipato: parallelamente al Festival dell’Antropologia, che si articolerà su tre giornate come nel 2017, si è pensato di dare spazio ad altre discipline che amplieranno le prospettive sul tema di riferimento.

Così nasce l’idea di RiFestival – culture in Rete: una rassega culturale interdisciplinare al cui interno saranno presenti Storia in FestivalScienze Politiche in Festival e Comunicazione in Festival, tre eventi di una giornata ciascuno articolati in parallelo al “classico” Festival dell’Antropologia, durante i quali le conferenze/seminari dei relatori saranno affiancate da laboratori, workshop, presentazioni di libri e varie attività culturali e artistiche, al fine di promuovere anche una discussione interattiva con il pubblico.

RiFestival è il tentativo di rimettere in rete la cultura: di rivederla come lo strumento di analisi e lettura del mondo che ci permette di compiere scelte migliori, di farla scendere nelle strade con una veste più operativa.

RiFestival è la dimostrazione che un’organizzazione partecipativa non solo può realizzarsi, ma può offrire una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista sulle problematiche del nostro tempo.

RiFestival vuole e deve essere lo spazio di incontro tra mondi che sembrano non voler più comunicare: uno spazio dove accademici, professionisti e semplici interessati possano dialogare e arricchirsi vicendevolmente.

Il nostro obiettivo e la nostra ragion d’essere ruoteranno intorno al concetto di partecipazione. RiFestival è la dimostrazione che un’organizzazione partecipata è possibile. RiFestival è una possibilità di partecipare, e una spinta a partecipare, attraverso la distribuzione di strumenti culturali.

RiFestival sarà l’occasione per RiPensare la storia, RiDiscutere di politica, RiSemantizzare la comunicazione, RiOsservare l’uomo.

RiPensare, RiCostruire, RiFestival

Di più:

http://www.rifestival.it/programma-antropologia/

ORE 14

Foyer Respighi

Inaugurazione

ORE 15

Foyer Respighi

Risemantizzare le migrazioni: oltre la storia di un’emergenza perpetua
con V. Cappelli, F. Bonadonna e D. Di Cesare
Aula 3 – Piazza Scaravilli

Che cos’è l’antropologia
con Adriano Favole
Zamboni 32

Il declino dell’Occidente
con C. Galli e I. Masulli
ORE 17

Zamboni 38

Risemantizzare le migrazioni: uno sguardo antropologico
con Bruno Riccio
Ricercare altrove: La fuga dei cervelli
con C. Saint-Blancat e A. Trasforini
Foyer Respighi

“Ultime notizie sull’evoluzione umana: diffondersi, diffondersi, diffondersi”
con G. Manzi
Zamboni 32

Confini e migrazioni: Limes ed invasioni barbariche
con T. Lazzari, G. Ravegnani e P. Gawronski
Mare Nostrum? Storie e culture mediterranee
con F. R. Monaco e M. Campanini
ORE 19

Zamboni 38

Culture in transito: Migrazioni interne all’Africa
con S. Allovio
Migrazioni e cambiamenti climatici
con B. Ruggieri
Proiezione documentario: Redemption Song
con Cristina Mantis
Zamboni 32

Quando gli altri eravamo noi: l’emigrazione italiana
con L. Alessandrini e M. Sanfilippo
Colonizzazione, imperialismo, globalizzazione
con K. Pallaver e D. Strangio
ORE 21

Zamboni 38

Immigrazione. Cambiare tutto
con Stefano Allievi
Conferenza spettacolo: “Grand Hotel Babele”
con Duccio Canestrini

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“Il Genio della Donna. Artiste in Europa dal Rinascimento all’Età dei Lumi” è il titolo del ciclo di conferenze dedicato alle donne artiste, curato da Vera Fortunati e Irene Graziani, e ospitato a palazzo Malvezzi.

Il progetto, promosso e organizzato dalla Città metropolitana di Bologna in collaborazione con il Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, intende divulgare gli esiti dei più recenti studi emersi in Italia e all’estero sul ruolo della donna nella storia dell’arte.

Dal Medioevo al Novecento il ruolo della donna a Bologna è stato particolarmente significativo sia nel campo delle arti figurative, che in quelli della letteratura e delle scienze.
Se lo Studium ha precocemente favorito la presenza femminile nella docenza universitaria, anche l’ambiente artistico si è dimostrato aperto all’attività delle donne artiste. Partendo dalla ricostruzione di questa storia – che ha dato vita nel tempo alla pubblicazione di studi monografici e a importanti mostre dedicate a protagoniste come Properzia de’ Rossi, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Ginevra Cantofoli, divenute ormai note al grande pubblico – è sorto a Bologna il “Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa” sotto la direzione scientifica di Vera Fortunati. Fondato nel 2007 per volere dell’Amministrazione provinciale di Bologna, contiene più di seimila voci di artiste che hanno operato in Europa dal Medioevo al Novecento.

Il programma delle conferenze
Palazzo Malvezzi, Residenza Città metropolitana di Bologna, via Zamboni 13, Bologna

12 aprile, ore 17.30: Irene Graziani, Donne artiste in Europa nell’Età dei Lumi

10 maggio, ore 17.30: Vera Fortunati, Irene Graziani, Valeria Rubbi, Presentazione del libro di Consuelo Lollobrigida, “Plautilla Bricci, l’architettrice del barocco romano” (sarà presente l’autrice)

Il ciclo si tiene nell’ambito delle attività del “Centro di documentazione per la storia delle donne artiste in Europa”, che ha sede in via della Rondine 3 a Bologna, presso l’Archivio storico della Città metropolitana.

Immagine: Elisabetta Sirani, Porzia che si ferisce alla coscia (dettaglio). Bologna, Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio

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Ha avuto luogo a Bologna, nei giorni scorsi nei locali di Genus Bononiae , con i saluti del prof. Fabio Alberto Roversi Monaco, il convegno sui Musei privati e pubblici un articolo del prof. Roberto Grandi dal suo blog

https://www.grandiroberto.it/cultura/convegno-a-bologna-in-cina-si-moltiplicano-i-musei-privati-e-pubblici/

“China’s private art museums: Icons or empty vanity projects?”. Questo titolo apparso sul sito della CNN poco più di un anno fa è echeggiato nel convegno Contemporary Art Museums Between Economy and Society. East/West Perspectives tenuto a Bologna il 23 marzo.

 

Nella mattinata sono intervenuti il Direttore del Beelden aan Zee Museums, Zan Teeuwisse; il Curatore della Fotografia del Carnegie Museum of Art, Dan Leers e il Direttore del Museo di Arte Moderna di Bologna (MAMbo) Lorenzo Balbi. Il punto di vista “occidentale” ha affrontato principalmente le tematiche sulle differenze tra musei privati e musei pubblici, la curatela, il rapporto con il mercato e con i diversi pubblici.

Gli interventi del pomeriggio si sono mossi all’interno del contesto delineato nell’articolo della CNN. Il numero di musei d’arte in Cina è passato dai 2600 del 2009 ai circa 5000 del 2016, con 600 milioni di visitatori annui. Il numero crescente di miliardari che investono in arte, le politiche del governo e delle municipalità favoriscono la costruzione di centinaia di musei ogni anno…”

Un’intervista al prof. Roberto Grandi risalente alla sua partecipazione all’Expò di Shangai

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Un’osteria, no, uno spazio culturale, un bistrot , tutto uno “Zibaldone”  che Zap&Ida, assieme al proprietario del locale, Maxi, propone ( sul principio leopardiano delle sue opere giovanili: “la beĺlezza, la rimembranza , l’ attenzione ” ) per stimolare i giovani e non, autori che ricercano sempre nuovi spazi.
L’osteria è quella classica con i muri rossi e i tavoli d’antan e quella tipica illuminazione delle foto vintage.
Assolutamente da visitare , in via San Vitale, 66.

Scrive Zap, il  direttore artistico dello spazio :

Lo  Zibaldone ” PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE NON C’E’ ” !!!. (Spazio letteratura)
Dopo l’idea di dedicare una settimana a testa alle Botteghe Storiche del san Vitale ( Stiamo già raccogliendo adesioni entusiastiche ) riteniamo cosa buona invitare anche scrittori di libri non ancora stampati a presentare al pubblico i loro manoscritti inediti , parlare dei loro ‘progetti editoriali’ e conoscere colleghi di opere già nelle librerie …si spera nella presenza di editori locali che provvederemo ad invitare per dare pareri e prendere contatti diretti con i rispettivi autori . Dalla reazione del pubblico presente magari potrebbero capire se il libro piace o no ! Tentar non nuoce .
Lo ZIBALDONE, via san Vitale n. 66 , è aperto dalle 16,00 a tarda notte tutti i giorni , esclusa la domenica.(a volte). La saletta degli eventi tiene 40 posti a sedere. Non tanti ma nemmeno pochi.

Volendo, si beve solo buon vino, e ottima birra alla spina . Servito solo il ‘MENU’ CULTURALE’ cibo del cervello e dell’anima. Solo impegno richiesto agli scrittori che presentano un loro libro già editato: una copia del volume dedicata allo ZIBALDONE che finirà nella ‘libreria in progress’ del locale per consultazioni e lettura di qualche brano da parte degli avventori.  🙂
Per ulteriori informazioni : vincenzozap@gmail.com (Direzione artistica).

Nelle foto alcuni momenti della inaugurazione del locale : Zap. Ida, Balanzone , mostra di Zap , Mariel Sandrolini, scrittrice, Fabrizio Carollo scrittore

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Il 20 marzo alle 17,30 all’Archiginnasio Sala dello Stabat Mater

Presentazione del volume Il Cerchio di Gesso. Antologia (1977-1979), a cura di Vittorio Boarini, Giulio Forconi, Giorgio Gattei e Davide Bigalli, Bernardino Farolfi, Maurizio Maldini, Paolo Pullega, Federico Stame.
Partecipano: Antonio Ramenghi, Marcello Flores, Ignazio Masulli.  Marinella Manicardi leggerà brani dell’Antologia. Michele Righini, della Biblioteca dell’Archiginnasio, presenterà il progetto Il Cerchio di gesso online.

Il cerchio di gesso è il segno che gli inquirenti tracciano, dopo una sparatoria, intorno ai fori prodotti dai proiettili. Un cerchio di gesso delimitò, su un muro della via Mascarella a Bologna, i fori causati dai colpi esplosi dalle forze dell’ordine che la mattina dell’11 marzo 1977 uccisero lo studente Francesco Lorusso, provocando la rivolta di migliaia di giovani, alla quale seguì una pesante repressione.  «Il Cerchio di gesso» è il titolo che un gruppo di intellettuali provenienti da esperienze politiche e culturali diverse, ma accomunati da un atteggiamento critico verso la politica di compromesso storico e di unità nazionale, volle dare ad una rivista il cui primo numero apparve qualche mese dopo, nel giugno del 1977.  «Il Cerchio di gesso» volle essere una voce indipendente, che dissentiva dalla politica e dalla cultura egemone per ricercare nuovi criteri di lettura della realtà.

In occasione della presentazione del volume la Biblioteca dell’Archiginnasio inaugura, su Archiweb, una nuova raccolta digitale, Il Cerchio di Gesso, con la riproduzione integrale della rivista, insieme ad altri materiali (articoli, saggi, indicazioni bibliografiche) utili per approfondire il ruolo che la rivista ha svolto nel dibattito politico e culturale seguito ai “fatti di marzo”, che hanno rappresentato uno dei momenti più drammatici e più significativi per la storia di Bologna nel dopoguerra. Il progetto sarà illustrato da Michele Righini della Biblioteca dell’Archiginnasio.

di più :

http://www.bibliotechebologna.it/eventi/51430/luogo/51660/date/2018-02-27/date_from/2018-02-27/offset/5/id/94181

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 “I pittori dell’immaginario”, che è il titolo di un libro scritto da Giuliano Briganti nel 1977.

Lo studioso vi metteva in luce l’attività di artisti quali Heinrich Füssli e William Blake, che, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Otto, a fronte della crisi del secolo dei Lumi e della fede nel potere della Ragione, forgiarono un linguaggio immaginifico e fantastico, alimentato dalla riscoperta del Medioevo, della tragedia antica, del mondo dell’inconscio e del versante più tenebroso dell’animo umano.

Prima di loro, il veneziano Giovan Battista Piranesi aveva trasfigurato l’immagine solare e pittoresca di Roma, illuminandola di un sole nero che esaltava la natura visionaria e titanica, profondamente poetica, della rovina antica. La stessa luce nera che, negli anni Venti dell’Ottocento, permea l’ultima abitazione spagnola di Francisco Goya, che traduce in un mondo di figure stravolte e allucinate l’amara e feroce disillusione del fallimento illuminista.

A queste quattro figure straordinarie è dedicato il mio secondo seminario, che avrà inizio mercoledì 21 marzo presso la biblioteca S. Genesio della Fondazione Casa Lyda Borelli dalle ore 18,00 alle ore 20,00 e proseguirà nelle seguenti giornate: 22, 23 e 28 marzo.

associazione.rabisch@gmail.com
348 7195229

Rabisch: http://visiteguidate- rabisch.it/index.php/it/

 

Libera Scuola: http://www.liberascuol astoriaarte.it/index.php/ informazioni.html

 

Ars Romanica: http://www.romanico- emiliaromagna.com/

 

Pagina Facebook: https://www.facebook .com/associazione.rabisch/? fref=ts

 

 

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