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Archive for the ‘Bologna’ Category

Una delle opere cinematografiche sull’arte più interessanti e vissute del 2017  è sicuramente Manifesto di Julian Rosefeldt . Il cineasta è un artista e approda al cinema con questa opera collaudata, nel passato ha fatto 13 installazioni che grazie alla genialità interpretativa di Cate Blanchett diventano 13 personaggi quotidiani nel film. I personaggi danno voce ai principali manifesti dell’arte del secolo breve, futuristi, situationnistes , non oggettivi fluxus dancer, dadaisti, nichilisti, punk , suprematisti, dogmatici (Lars Von Trier ). Un lavoro gigantesco in biblioteca, si vede dai titoli di coda, in cui si sono cimentati in uno studio enciclopedico i fautori dei testi recitati da Cate Blanchett.
Julian Rosefeldt , assieme a Gianluca Farinelli , che ha inaugurato al mattino della stessa giornata “Visioni italiane” (matinee al cinema) con una presenza di pubblico da capogiro in Cineteca, con due sale colme al Lumière e in partenza ha presentato Rosefeldt e ha comunicato che Cate Blanchett sarà la prossima presidente al festival del cinema di Venezia.
Rosefeldt ha detto che la bravura e il carisma di Cate  Blanchett hanno superato il suo film .
Un ringraziamento speciale al Mast che ha dato ospitalità alla visione e al commento di Julian Rosefeldt.

https://openagenda.com/saison-culturelle-en-ile-de-france/events/manifesto-de-julian-rosefeldt?lang=it

un’opera di Rosenfeldt

https://www.julianrosefeldt.com/

 

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In occasione del Giorno della Memoria 2018, il Museo Ebraico di Bologna, in collaborazione con Bologna FC 1909 e Edizioni Minerva, propone una mostra su Árpád Weisz (Solt, Ungheria, 1896 – Auschwitz, Polonia, 1944), l’allenatore ebreo ungherese che dal 1935 al 1938 portò la squadra di calcio del Bologna a vincere per due volte consecutive lo scudetto e la prestigiosa Coppa del Torneo dell’Esposizione di Parigi nel 1937.

Le tavole del volume di Matteo Matteucci, Árpád Weisz e il Littoriale (Bologna, Minerva 2016), esposte in originale o riprodotte graficamente, raccontano le vicende calcistiche e storiche del periodo compreso tra gli anni Venti e gli anni Quaranta nel territorio bolognese. Si parte dall’inaugurazione dello Stadio nel 1926, con la presenza di Mussolini per arrivare fino agli anni nei quali la squadra del Bologna, all’epoca vincente in Italia e in Europa, è guidata dall’ungherese Árpád Weisz. Museo Ebraico di Bologna 21 gennaio | 18 marzo 2018. Ingresso libero.

http://www.museoebraicobo.it/it/news/alla-ricerca-del-bologna-perduto

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Ancora dieci giorni, fino al 7 gennaio 2018, per vedre la mostra “BELLA IMPRESA! Storie di lavoro e ordinario coraggio” al Museo del Patrimonio Industriale, Via della Beverara 123. Ingresso gratuito .


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L’Associazione TerzoTropico, e l’Associazione Paolo Pedrelli/Archivio Storico C.d.L.M di Bologna
presentano:

BELLA IMPRESA! Storie di lavoro e ordinario coraggio

Un progetto di Cristina Berselli e Elisabetta Perazzo

Fotografie di Ivano Adversi

Inaugurazione della mostra e presentazione del volume
lunedì 27 novembre 2017 | ore 17
Museo del Patrimonio Industriale (via della Beverara 123)

Fino al 7 gennaio 2018

 fino al 7 gennaio 2018 la mostra fotografica: “Bella impresa! Storie di lavoro e ordinario coraggio”, al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

La crisi economica e produttiva di questi ultimi anni ha colpito duramente anche le regioni del nord più industrializzato, con tassi di disoccupazione che non si vedevano dal primo dopoguerra. Il tessuto industriale, salvo poche e pregiate realtà, è stato fortemente danneggiato. Eppure, nel mezzo di una crisi senza precedenti per durata e per entità, i lavoratori ancora una volta si mostrano non immemori di una storia che li ha plasmati, nell’idea che dal peggio può sempre nascere qualcosa di buono e di nuovo. Una ricerca di vie nuove di crescita che comportassero, accanto alla capacità produttiva e di competizione economica, anche una reale inclusione, garanzia di quella mobilità sociale di cui qualsiasi società democratica ha bisogno per non isterilirsi. La cooperazione, anche in un passato più lontano, fu lo strumento più idoneo a sostenere un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica ed equità sociale, grazie anche a un protagonismo positivo delle istituzioni locali, che allora promossero una grande partecipazione democratica intorno al tema della costruzione dei servizi e delle infrastrutture. Allora si trattò di costruire; ora si è trattato di salvare quello che stava morendo o di inventarsi un lavoro nuovo dalle ceneri del vecchio diventato obsoleto. La distribuzione geografica in Italia del fenomeno dei workers buyout è particolarmente rilevante nel centro nord Italia, anche se non mancano esempi significativi, illustrati nella mostra e nel volume, in altre regioni, come nel Lazio, in Campania, in Sardegna e in Sicilia, regione dove la perdita e la riconquista del lavoro si intrecciano a storie di criminalità organizzata.

L’esposizione, dunque, vuole narrare le storie di quei lavoratori che si sono rimboccati le maniche, che hanno difeso la loro azienda fino a farsene carico definitivamente, impegnandosi a proseguire nell’impegno che altri abbandonavano.
Si è cercato di farlo attraverso la ricerca fotografica e la raccolta della memoria di quanto costruito, individuando le sedi delle aziende e raffigurando le loro maestranze. Un progetto fotografico che mette al centro i lavoratori e le lavoratrici di aziende di cui ora sono anche titolari, la loro storia, la storia dei loro sforzi per sostenere un impegno imprenditoriale consapevole, la loro visione della società. (dal Comunicato stampa della Camera Metropolitana  del Lavoro )

 

Orari di apertura della mostra
Dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 13:00
Sabato e domenica dalle 15:00 alle 18:00
Chiuso Natale, Capodanno e festivi infrasettimanali (ad eccezione del 26 dicembre e del 6 gennaio)

Info
Associazione TerzoTropico +393396247452 | terzotropico@gmail.eu | http://www.terzotropico.eu
Associazione Paolo Pedrelli +390516087219 | paolo_pedrelli@hotmail.com | www.archiviopaolopedrelli.org

 

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Venerdì 22 Dicembre
il ritrovo per tutti i bambini (che potranno intervenire con i loro giochi e burattini preferiti)
è alle ore 17.15 sotto il porticato della Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano, davanti alle Due Torri (Piazza di Porta Ravegnana)

Daremo vita ad un’allegra e colorata sfilata
per raggiungere insieme le Stanze di Verdi
e la Scuderia di Piazza Verdi…

alle ore 18 (all’interno della Scuderia di Piazza Verdi)
apriremo la mitica valigia del burattinaio per un racconto animato con i burattini tipici della città di Bologna

ingresso gratuito

Sarà presentata in anteprima assoluta la canzone “Sturièl di buratén”
scritta da Gabriele Orsi e cantata da Sganapino!

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Sabato 16 dicembre alle 17 in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio verrà presentata la biografia di Wolfango.

                                 WOLFANGO OLTRE I COLORI scritta da Eleonora Renda  di Minerva Edizioni

Introduce : Bruna Gambarelli Assessore alla Cultura del Comune di Bologna

Intervengono : Eugenio Riccomini, Marco Antonio Bazzocchi, Guido Armellini, Eleonora Renda, Alighiera Peretti Poggi

Legge Saverio Mazzoni

 

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BOLOGNA  – TEATRO DEGLI ANGELI  – Via Massa Carrara 3
Domenica 17 dicembre 2017 alle ore 17 ci sarà il primo incontro di
LIBRO :
Presentazione del libro
di Rita Fortunato dal titolo  ”Che fine ha fatto il gatto con gli stivali? E altri racconti” edizione Persiani Bologna
Decisamente una serie di storie apparentemente banali che in realtà nascondono modi di vita ,in linea col mondo d’oggi e che coinvolgono grandi e piccini in una città come Bologna che vive le contraddizioni della grande città e allo stesso tempo della provincia italiana, fatta di particolarità e peculiarità che le sono propri.
Dove si incontrano modi di vita diversi, dove si crea cultura, modi di fare, di essere ,di atteggiarsi, vicinanza, movimento sotto lo sguardo vigile delle due torri e dei suoi palazzi medievali nonché dell’Università più antica del mondo.
Dentro un’aura fiabesca si snodano tante storie, leggere e meno leggere, creando a loro volta un’atmosfera particolare, magica, perché in fondo la letteratura è un modo di vedere le cose, univoco per lo scrittore oppure condiviso con il lettore che vi si riconosce e che lo sente suo in parte o del tutto e che lo comunica poi agli altri.
Sì perché la letteratura rappresenta un tentativo di comprendere la realtà che ci sfugge e che ,non sempre riusciamo a dominare, perché la letteratura è uno dei tanti campi che l’uomo ha creato per proiettarvi i propri desideri, per divulgare la propria idea di vita, per creare rapporti duraturi con gli altri, per sentirsi pieno e realizzato ,per lasciare qualcosa di sé tangibilmente ai posteri che in qualche modo lo ricorderanno.
Dunque, quello di Rita Fortunato, un libro  ironico e divertente .

Presentazione  dei  LIBRI  D’ARTISTA

L’artista Benedetta  Jandolo  esporrà le opere – libro :

STRANI FRUTTI
CASTELLI IN ARIA
PACHAMANA
ELEMENTI DI BOTANICA PARALLELA – omaggio a Leo Lionni
OPERA DODECAFONICA
LA CITTA’DI ODRADEK – Omaggio a Kafka
BUCCINA DI MARE
VEGETANTE  IDRAULICO

Da Wikipedia
Un libro è un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina.
Il libro è il veicolo più diffuso del sapere.[1] L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi). Nella biblioteconomia e scienza dell’informazione un libro è detto monografia, per distinguerlo dai periodici come riviste, bollettini o giornali.
 
Il libro d’artista è un lavoro artistico realizzato sotto forma di libro, spesso pubblicato come edizione numerata a tiratura limitata, sebbene a volte sia prodotto come oggetto unico e venga chiamato appunto unique.
Libri artistici sono stati prodotti usando una vasta gamma di forme, tra cui rotoli, pieghevoli, concertine, fogli rilegati o liberi contenuti in scatole. Gli artisti si sono occupati di stampa e produzione di libri da secoli, ma il libro d’artista si è affermato principalmente nel XX secolo.

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