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Archive for the ‘Bologna’ Category

I 44mila volumi del prof. saranno disposti secondo il suo ordine

Comunicato Ansa

Per il 50mo del Dams un regalo per l’Università di Bologna, i libri del prof. Umberto Eco

ANSA- BOLOGNA, 17 GIU – I 44mila volumi di Umberto Eco hanno finalmente trovato una casa: un’ala della Biblioteca universitaria di Bologna di via Zamboni ospiterà, infatti, l’immensa collezione libraria del professore morto nel 2016 e per tanti anni colonna dell’Ateneo bolognese.
    I vertici dell’Alma Mater, insieme ai figli di Eco, Stefano e Carlotta, hanno infatti presentato il progetto che avrà due percorsi: uno virtuale, che sottolineerà ogni annotazione, sottolineatura e commento di Eco, uno fisico che nascerà, appunto, in un’ala della Biblioteca universitaria che si affaccia su piazza Puntoni e dove i libri saranno disposti nello stesso identico ordine in cui li aveva disposti Eco a casa sua.
    Una volta completata (si ipotizza nella primavera/estate dell’anno prossimo) sarà un affascinante viaggio nel metodo di lavoro e nell’ordine mentale di uno degli intellettuali e scrittori italiani più tradotti al mondo.
    Negli anni successivi, arriverà a Bologna anche l’archivio cartaceo di Umberto Eco, mentre la collezione dei libri antichi (circa 1.200 volumi tra incunaboli, aldine e prime edizioni) sono state cedute alla biblioteca Braidense di Milano che li renderà disponibili digitalizzandoli. (ANSA).

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Circa 10.000 scatti fruibili on line dalla prossima primavera

Comunicato Ansa

(ANSA) – BOLOGNA, 18 MAG – Il Teatro Comunale di Bologna si è aggiudicato il bando ‘Strategia Fotografia 2020’, finanziato dal MiBACT (oggi MiC), con ‘Scatti d’opera’, un progetto col quale si intende valorizzare l’immenso patrimonio fotografico, circa 10.000 scatti, che testimoniano oltre 70 anni di lavoro della Fondazione lirico-sinfonica di piazza Verdi. Grazie alla collaborazione con il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna (dove dal 2008 sono custoditi i materiali d’archivio del Comunale) e con l’Università di Bologna, ‘Scatti d’opera’ permetterà entro fine anno di riorganizzare, inventariare, catalogare e digitalizzare l’intero fondo, per renderlo fruibile on line agli appassionati e agli addetti ai lavori già dalla prossima primavera.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2021/05/18/il-comunale-di-bologna-digitalizza-larchivio-fotografico_f3fb45ae-da1e-4a67-9e5c-78ce888b351d.html?fbclid=IwAR2ByQvJ7J8dKPfp6m8dz7oh1U9fRNUuDdOrap6Q-31pNv0FeGIwIgyAi9U

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Proseguirà fino al 27 giugno la mostra che vede i fotoreporter Paolo Ferrari, scomparso poco tempo fa e Walter Breviglieri , la mostra è in Via Clavature 8/10 , l’ingresso accanto alla Chiesa di santa Maria della Vita , doppio grazie a Genus Bononiae per l’acquisizione dell’archivio Ferrari e per l’allestimento della mostra il curatore è il docente (dell’accademia di Brera) Marco Baldassari La Redazione ha intervistato Walter Giovannini

Dalla Banda Casaroli ai delitti del Dams, dalla strage del 2 agosto all’Italicus fino alla Uno Bianca: la mostra “Criminis Imago. Le immagini della criminalità a Bologna”, organizzata da Genus Bononiae. Musei nella città su iniziativa del Presidente Prof. Fabio Roversi-Monaco e realizzata in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bologna, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, presenta per la prima volta insieme, 100 scatti in bianco e nero dei fotoreporter Walter Breveglieri (dal 1949 al 1972) e Paolo Ferrari (per il periodo 1972-2000).

La mostra, curata dal Procuratore Capo di Bologna Giuseppe Amato e da Marco Baldassari, responsabile dell’Archivio Ferrari di Genus Bononiae, racconta 50 anni di crimini e processi a Bologna che si intersecano con la Storia della Nazione: non solo quelli commessi all’ombra delle due torri, ma anche delitti consumati in altre città ed approdati poi a Bologna in Cassazione.

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È morto a 86 anni dopo una lunga malattia Paolo Ferrari, fotoreporter che dagli anni Settanta ai Duemila ha raccontato attraverso i suoi scatti personaggi, fatti, luci e ombre della sua città, Bologna. A lui si devono le immagini che hanno accompagnato la cronaca bolognese, tra tutti la strage del 2 agosto 1980; ma Ferrari ha lavorato anche nel mondo del cinema, collaborando con il regista Pupi Avati. Il fotografo nel 2015 aveva donato il suo archivio – oltre 2 milioni di immagini – a Genus Bononiae. Musei nella Città di Bologna.

 
Nato a Bologna nel 1934, dopo un periodo di studio alla Columbia University negli Stati Uniti Ferrari negli anni Sessanta inizia a fotografare con una fotocamera 6×6 Rolleicord acquistata a rate.  All’inizio degli anni Settanta, dà vita alla società “FN” insieme a Luigi Nasalvi, con cui condivide la passione per il jazz. Ed è proprio nell’ambiente musicale che Ferrari conosce il regista Pupi Avati, con cui poi lavorerà in diversi film, tra cui Balsamus, l’uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati. A Ferrari e Avati è legato inoltre un particolare aneddoto: il fotografo presentò al regista l’attrice Mariangela Melato. Paolo Ferrari è considerato il decano dei fotoreporter della sua città, di cui ha immortalato tutti gli eventi importanti: il 2 agosto 1980, giorno della strage, “dovevo essere in stazione per un servizio sulle vacanze”, raccontava Ferrari. E invece la sua macchina fotografica ha catturato le macerie del tragico evento, e nei giorni seguenti i feriti e i morti negli ospedali. Ferrari ha inoltre collaborato con Qui Bologna, Carlino Sera, II Resto del Carlino, ed è stato inoltre corrispondente per Associated Press.

Di più, Desirèe Maida su Artribune

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2021/02/morto-paolo-ferrari-fotoreporter-strage-bologna/

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Nata sotto il segno del Toro con ascendente in Sagittario (almeno così secondo alcuni studiosi tra cui Cecco D’Ascoli, mago astrologo del 1300), Bologna vista dall’alto apparirebbe come un grande cerchio zodiacale con al centro Piazza Maggiore.

Secondo questa teoria, in un cerchio quasi perfetto, ognuna degli accessi alla città ritagliati nella terza cerchia muraria avrebbe una relazione simbolica, storica ed energetica con i segni dello zodiaco, andando a “determinare” il futuro di chi in quei luoghi vi abita o passa la maggior parte del proprio tempo.
Secondo il famoso astronomo-astrologo Tolomeo, infatti, ogni località starebbe sotto la protezione di un segno zodiacale, andando a influenzare le caratteristiche del luogo stesso e dei suoi abitanti.

Al di là che crediate o meno a queste teorie, proviamo a guardare insieme i vari abbinamenti tra porte e segni zodiacali, se non altro per soddisfare il nostro e il vostro sfrontato desiderio di curiosità.

Porta San Felice sarebbe collegata al segno dell’Ariete ♈️
Porta Sant’Isaia (distrutta nel 1903) al segno del Toro ♉️
Porta Saragozza ai Gemelli ♉️
Porta San Mamolo (o Porta D’Azeglio, distrutta anch’essa nel 1903) al Cancro ♋️
Porta Castiglione al Leone ♌️
Porta Santo Stefano alla Vergine ♍️
Porta Maggiore al segno della Bilancia ♎️
Porta San Vitale al segno dello Scorpione ♏️
Porta San Donato al Sagittario ♐️
Porta Mascarella al Capricorno ♑️
Porta Galliera al segno dell’Acquario ♒️
Porta (delle) Lame al segno dei Pesci ♓️

Tratto da :  https://www.travelemiliaromagna.it/bologna-porte-zodiaco/?utm_source=newsletter&utm_medium=TER&utm_campaign=feb21

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