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Archive for the ‘Cinema a Rimini’ Category

Rimini si sta dedicando da tempo al centenario di Federico Fellini.  In armonia con il MIBACT, la Regione Emilia Romagna  , il Ministero Degli Affari Esteri, una mostra che diventerà itinerante  : Fellini 100 . Tutto si immagina.

Il logo è la foto di Tazio Secchiaroli interpretata da Paolo Virzi,

Il comunicato stampa del Comune di Rimini

https://www.comune.rimini.it/archivio-notizie/fellini-100-tutto-si-immagina-rimini-1920-2020

Se l’Italia è diventata per tutto il mondo il paese della Dolce Vita lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini. Un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione – quella di chi ha vissuto le più importanti tappe del Novecento – ma anche di entrare in contatto con quelle successive. Fellini ci ha mostrato come, viaggiando a ritroso nel tempo, si possono trovare magici suggerimenti per comprendere il presente. La sua eredità è ancora dinamica e viva nel linguaggio artistico e creativo contemporaneo. ‘Tutto si immagina’ non è solo una celebre espressione del regista riminese, genio immortale, ma la chiave di volta per fotografarne l’eredità artistica e creativa attuale e senza tempo.

A 100 anni dalla sua nascita, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partiranno a metà dicembre con una grande mostra nelle sale di Castel Sismondo (antica residenza dei Malatesta, signori di Rimini) e proseguiranno tutto il prossimo anno per culminare nell’apertura, a dicembre 2020, nel più grande progetto museale a lui interamente dedicato.
Rimini è alla vigilia di un anno che sarà interamente consacrato al segno felliniano del “tutto si immagina”.
L’esposizione “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” Rimini, Castel Sismondo, 14 dicembre 2019 – 15 marzo 2020
Ad aprire le celebrazioni sarà la Mostra itinerante “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, che si inaugurerà a Rimini il 14 dicembre 2019, riportando in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.
“Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, progettata da Studio Azzurro di Milano, sarà allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini, e ruoterà attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovativo:
1)    il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini.
2)    Il secondo nucleo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no.
3)    Infine il terzo nucleo sarà dedicato alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.
Dopo l’allestimento riminese, la mostra comincerà il suo viaggio e arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.
La Mostra presenterà tanto materiale inedito che restituirà al visitatore l’immaginario felliniano. Tra le varie sezioni che la compongono, una presenterà il materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche.
E ancora, tra i materiali inediti, sarà esposta la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.

1)    il primo racconta la Storia d’Italia a partire dagli anni Venti-Trenta

Se l’Italia è diventata per tutto il mondo il paese della Dolce Vita lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini. Un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione – quella di chi ha vissuto le più importanti tappe del Novecento – ma anche di entrare in contatto con quelle successive. Fellini ci ha mostrato come, viaggiando a ritroso nel tempo, si possono trovare magici suggerimenti per comprendere il presente. La sua eredità è ancora dinamica e viva nel linguaggio artistico e creativo contemporaneo. ‘Tutto si immagina’ non è solo una celebre espressione del regista riminese, genio immortale, ma la chiave di volta per fotografarne l’eredità artistica e creativa attuale e senza tempo.

 A 100 anni dalla sua nascita, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partiranno a metà dicembre con una grande mostra nelle sale di Castel Sismondo (antica residenza dei Malatesta, signori di Rimini) e proseguiranno tutto il prossimo anno per culminare nell’apertura, a dicembre 2020, nel più grande progetto museale a lui interamente dedicato.
 
Rimini è alla vigilia di un anno che sarà interamente consacrato al segno felliniano del “tutto si immagina”.
 
L’esposizione “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” Rimini, Castel Sismondo, 14 dicembre 2019 – 15 marzo 2020
Ad aprire le celebrazioni sarà la Mostra itinerante “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, che si inaugurerà a Rimini il 14 dicembre 2019, riportando in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.
 

“Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, progettata da Studio Azzurro di Milano, sarà allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini, e ruoterà attorno a tre nuclei di contenuti, nella cornice di un allestimento scenografico innovato per passare poi al dopoguerra e finire agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini.
2)    Il secondo nucleo è dedicato al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali, immaginari, collaboratori e no.
3)    Infine il terzo nucleo sarà dedicato alla presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.
 
Dopo l’allestimento riminese, la mostra comincerà il suo viaggio e arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.
 
La Mostra presenterà tanto materiale inedito che restituirà al visitatore l’immaginario felliniano. Tra le varie sezioni che la compongono, una presenterà il materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche.
 
E ancora, tra i materiali inediti, sarà esposta la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato “Il borgo”, in una prima stesura, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.
 
Sfileranno gli abiti di moda ecclesiastica di Roma accanto ai costumi del Casanova, per i quali lo scenografo Danilo Donati ottenne l’Oscar. Sarà esposto, sempre dal set di Casanova, il ciak originale, uno dei prestiti della Fondazione Fellini di Sion, con la quale il Comune di Rimini ha siglato un protocollo di intesa. Altri prestiti provenienti dall’archivio fotografico di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri della fotografia, come Tonino Delli Colli e Giuseppe Rotunno, riempiranno le sale dedicate ai compagni di viaggio di Fellini, mentre le immagini di brani di repertorio dell’Istituto Luce e di Teche Rai scorreranno accanto alle sequenze del film del regista riminese in un rinvio da cui riemergeranno gli ultimi cento anni della storia del nostro paese. Anche dall’archivio dell’Associazione Tonino Guerra ci saranno materiali inediti appartenuti al poeta, scrittore e sceneggiatore nato a Santarcangelo nel 1920, testimonianza di un incontro umano e professionale che ha segnato il cinema e la cultura italiana.
 
Una mostra inedita su Fellini, perché porta al centro del proprio percorso la visione dei film, e questo grazie alla partecipazione sia dei produttori più o meno recenti (come Cristaldi, Titanus, De Laurentiis, Grimaldi, Rai Cinema) sia di coloro che in questi anni, come Mediaset, hanno custodito e tutelato una parte considerevole della filmografia.
 
Il Museo permanente.
Ma l’appuntamento del centenario sarà anche l’occasione per porre le fondamenta del Museo Internazionale Federico Fellini. Un’esposizione permanente che aprirà a dicembre 2020 con l’ambizione di diventare per il pubblico di tutto il mondo il luogo dove poter incontrare e riscoprire l’universo inimitabile di Federico Fellini.
 
Il Museo Internazionale sarà, infatti, il più grande progetto museale dedicato al regista riminese e coniugherà la poesia del cinema felliniano con le tecnologie e le scelte urbanistiche più innovative.
 
Un progetto ambizioso, che, nel mescolare poesia e tecnologia, intende restituire tutto quello che il cinema ha voluto essere fin dalla sua origine e che i film di Fellini esprimono nel modo più compiuto: stupore, fantasia, spettacolo, divertimento. Un Museo dell’immaginario che interpreterà il cinema del regista non come opera in sé conclusa, ma come chiave del “tutto si immagina”.
 
Il Museo Fellini ruoterà intorno a tre poli: Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra ha sede il mitico cinema Fulgor dove Fellini vide i primi film; il terzo e ultimo asse è costituito da una grande area urbana, una vera e propria Piazza dei Sogni, che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane, farà non solo da tessuto connettivo, ma da creativo ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico.
 
Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo, così interconnessi, diventeranno il luogo di una narrazione coinvolgente attraverso film, documentari, interviste e ancora sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena e insieme a questi i disegni – che tanta parte hanno avuto nel processo ideativo del Maestro – e i costumi, a documentare anche la qualità e l’originalità delle collaborazioni e delle maestranze coinvolte in ognuno dei progetti di Fellini.
 
Le soluzioni ad altissima tecnologia, si intersecano nel castello, nel Fulgor, nelle piazze, a meravigliose ‘macchine’ e installazioni in bilico tra l’età d’oro del cinema e anticipazioni di futuro. Da questo ‘incontro’ scaturiscono scenari di grande poesia universale che, attraverso sofisticati processi di realtà aumentata, vengono condivisi dai visitatori, non più chiamati solo a ‘guardare’ ma a ‘vivere’ completamente gli spazi. La sala della nebbia di ‘Amarcord’ con l’incontro con il nonno, le pagine del Libro dei Sogni che, grazie a un soffio, si spargono virtualmente nella stanza, la grande ‘vela dell’acqua’, un enorme schermo cinematografico ‘liquido’ sul quale rivivrà il passaggio del Rex, una delle scene più emozionanti di ‘Amarcord’.
 
Alla progettazione del Museo Internazionale Federico Fellini, inserito dal MIBACT tra i grandi progetti nazionali beni culturali e sostenuto da un comitato tecnico-scientifico composto da Paolo Fabbri, Vincenzo Trione, Luca Beatrice, Mario Sesti, Laura Delli Colli, Stefano Della Torre, Francesca Fabbri Fellini e Sergio Metalli, ha concorso un raggruppamento di imprese e professionisti guidato da Lumiere & Co. e Anteo,  ideazione, progetto artistico multimediale  e messa in scena  di Studio Azzurro, curatori Marco Bertozzi e Anna Villari, progetto architettonico e allestitivo di Orazio Carpenzano e Tommaso Pallaria.
 
Il Logo Fellini 100 firmato da Paolo Virzì.
Tutte le iniziative che festeggeranno il centenario sono raccolte sotto l’etichetta di “Fellini 100”, il cartellone delle celebrazioni felliniane coordinato dal Comitato Nazionale (costituito da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per la promozione del sistema Paese, Regione Emilia Romagna, Comune di Rimini, Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce / Cinecittà, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia / Cineteca Nazionale, Fondazione Maria Adriana Prolo/Museo Nazionale del Cinema di Torino) e che ha adottato come proprio logo un disegno del regista Paolo Virzì ispirato a una delle foto più famose della storia del cinema: Fellini domatore (di personaggi, di fantasie, di ossessioni) sul set di 8 ½, scattata da Tazio Secchiamoli.
 
Il commento del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi
“Questa mostra, dedicata al genio immortale di Federico Fellini, è il primo passo di un traguardo ambizioso – commenta il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi. Quello che vuole restituire l’universo creativo e umano del Maestro riminese attraverso la chiave primaria dell’immaginazione, che attraversa ogni tempo, e che si nutre permanentemente di tradizione e modernità. Il Museo Internazionale Federico Fellini, che aprirà i suoi battenti a Rimini nel 2020, centenario del Maestro, e che ospiterà in collezione permanente anche l’esposizione che presentiamo oggi, ha il dichiarato obiettivo di non essere una sequenza di teche. Semmai un luogo visionario in continuo divenire, dove la ricerca, l’approfondimento, l’apporto incessante di arte e artisti di ogni Paese si combini con l’innovazione, la tecnologia, per esaltare non soltanto la memoria ma l’eredità di Fellini. Federico Fellini è ancora oggi, a guardare film, advertising, arte contemporanea, uno degli artisti più dichiaratamente citati e soprattutto evocati. Rimini si appresta a inaugurare una mostra e un museo diffuso dinamico, che ambisce a diventare un centro di interesse mondiale anche per la sua unica location: il castello malatestiano, il palazzo del cinema Fulgor, la grande area urbana outdoor tra il monumento e l’edificio. Un viaggio trasversale tra i secoli, la storia e la creatività. Il Museo Fellini dovrà avere lo stesso ruolo e centralità del Museo Guggenheim per Bilbao. Un motore e attrattore di cultura e d’arte, che ha l’ambizione di coprire un suo spazio preciso nella grande rete museale internazionale. Non solo: l’intero sviluppo della città di Rimini si snoderà intorno alle ramificazioni di ogni tipo che garantirà questo spazio culturale unico al mondo, in armonia con gli altri straordinari contenitori culturali della città. ‘Tutto si immagina’. Questo diceva Fellini e questa sarà la chiave con cui ci apprestiamo a celebrare questo centenario”.


 

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A 100 anni dalla nascita del Maestro del cinema Federico Fellini, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partono da sabato 14 dicembre con la grande mostra nelle sale di Castel Sismondo. 

L’esposizione “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” è una mostra itinerante che, dal 14 dicembre 2019 sino al 15 marzo 2020, riporta in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.

L’inaugurazione della mostra è  prevista per sabato 14 dicembre alle 17.30 alla presenza del sindaco Andrea Gnassi, dei curatori della mostra, Marco Bertozzi e Anna Villari e di alcuni ospiti in rappresentanza del mondo della cultura e dell’arte italiane come il paroliere e produttore discografico Mogol, la stilista Alberta Ferretti, la giornalista e nipote del Maestro Francesca Fabbri Fellini e il compositore Andrea Guerra, figlio del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. (da Rimini turismo)

Di più

https://www.mostrafellini100.it/

 

Forbes racconta il nuovo rinascimento di Rimini nel segno di Fellini
È la conferma – dopo New York Times, Guardian e gli articoli del resto della stampa internazionale – della forza del nome Fellini e della direzione di marcia imboccata dalla città. Rimini come destinazione nel mondo per chi cerca arte e cultura

“The true Italy is where people live like Italians, where Italians take vacations.”

https://www.forbes.com/sites/irenelevine/2019/12/17/the-new-renaissance-of-rimini-inspired-by-fellini/?fbclid=IwAR3aWU1695PErSL-x8bpcu_RwungtyDjqbgonlyLtfACAou6M2udaUz5zsE

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La storia
Federico Fellini diceva “Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.

Amarcort Film Festival vuole essere proprio questo: uno spazio dedicato a giovani registi e produzioni indipendenti per raccontare storie, persone, emozioni.

Nato dall’idea di un gruppo di persone unite dalla stessa passione per cinema e cortometraggi, è promosso da SMArt Academy e SMArt Lab e organizzato in collaborazione con il Comune di Rimini e Cineteca di Rimini.
Amarcort Film Festival è il concorso di cortometraggi riminese che dal 2008 ottiene sempre più successo di pubblico e numeri importanti per quanto riguarda le opere pervenute, con cortometraggi di grande qualità, anche con attori noti al grande pubblico, pervenuti da ogni parte del mondo; un aspetto questo che conferma la vitalità e lo spessore culturale di un genere cinematografico ritenuto ingiustamente minore.

Durante i primi anni della manifestazione, un importante appoggio è stato dato dalla Fondazione Fellini, che ha apprezzato e patrocinato l’iniziativa. La partecipazione attiva della fondazione al Festival ha permesso l’assegnazione di menzioni speciali alle opere finaliste; menzione che fino al 2014 veniva assegnata personalmente da Francesca Fellini, nipote del regista.

8-10-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: ottavo finalista

Con la tappa di mercoledì scorso si è conclusa la rosa dei finalisti dell’edizione 2019 del Giro del Mondo in 80 Corti. L’ultimo dei finalisti, che si sfideranno nella finale del 20 Dicembre, è Parru pi tia di Giuseppe Carleo.
Il secondo più votato è In zona Cesarini di Simona Cocozza, per cui viene ripescato come finalista nella sezione Amarcort di Amarcort Film Festival 2019.


05-10-2019

8a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Con l’ottava tappa del giro si entra nel vivo della 12a edizione di Amarcort Film Festival: la selezione dei corti, tutta “Made in Italy”, è formata da opere in concorso all’edizione 2019 di AFF che per poco non sono entrate nella “selezione ufficiale” ma che meritatamente si sono guadagnate una seconda possibilità: “Il voto del pubblico”.
Durante la serata, i “viaggiatori” presenti in sala dovranno scegliere ben 2 vincitori!
Appuntamento: mercoledì 16 ottobre, ore 21.15, Cinema Tiberio.
Scopri di più


20-09-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: settimo finalista

Il più votato nella 7a tappa è stato Chucotage di Barnabás Tóth.


12-09-2019

7a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Per il nostro settimo appuntamento ritorneremo nel centro di Rimini, alla Cineteca in via Gambalunga.
Come sempre proporremo una selezione dei migliori cortometraggi internazionali.
Appuntamento: martedì 17 settembre, ore 21.15, Cineteca di Rimini.
Questa è la playlist della serata


31-08-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: sesto finalista

Il più votato nella 6a tappa è stato Tweet-Tweet di Zhanna Bekmambetova.


17-08-2019

6a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Seconda data consecutiva alla Colonia Bolognese di Rimini. Dopo il grandissimo successo della tappa di luglio torniamo ospiti dell’associazione Il Palloncino Rosso e partecipanti del progetto “Riutilizzasi – Colonia Bolognese”. Anche in questo caso proietteremo una selezione di film brevi in collaborazione con i nostri amici di Ennesimo Film Festival.
Appuntamento: martedì 27 agosto, ore 21.15, Colonia Bolognese a Miramare di Rimini.
Questa è la playlist della serata


16-08-2019

Proroga della scadenza concorso Fellini 100

La scadenza dell bando per la video sigla di apertura di alcuni eventi legati alle celebrazioni del centenario della nascita di Fellini del 2020 è stata prorogata al 31 gennaio 2020.
Come partecipare


28-07-2019

Torna “Paparazzo”, il concorso fotografico di Amarcort Film Festival

Dopo qualche anno di riposo torna, per la sua settima edizione, il concorso fotografico “Paparazzo”.
Scarica il bando di concorso.
Iscrivi le tue fotografie.


26-07-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: quinto finalista

Di pochissimi punti supera “The vase” e “Artem Silendi” e vince Parting shot di Özgür Cem Aksoy.


13-07-2019

5a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Il prossimo 23 luglio, per il progetto “Riutilizzasi – Colonia Bolognese”, saremo ospiti dell’associazione Il Palloncino Rosso e proietteremo i nostri corti sotto le stelle a due passi dal mare. Sarà una selezione all’insegna del divertimento realizzata anche grazie alla collaborazione con i nostri amici di Ennesimo Film Festival.
A breve la playlist della serata


01-07-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: quarto finalista

Dopo un testa testa emozionante, per un solo punto vince Cups & Robbers di Jim Simone. Secondo posto meritatissimo per Ainhoa.


22-06-2019

4a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Il 4° appuntamento del nostro “cammino cinematografico” riparte dal Cinema Tiberio, mercoledì 26 giugno alle ore 21.15.
Questa è la playlist della serata


31-05-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: terzo finalista

Ha ottenuto grandissimo consenso ed è diventato il 3° finalista: The Silent Child di Chris Overton.


21-05-2019

3a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Si ritorna a Santarcangelo per il 3° appuntamento del nostro viaggio; Supercinema giovedì 30 maggio alle ore 21.15.
Questa è la playlist della serata


02-05-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: secondo finalista

Un Cinema Tiberio strapieno ha scelto il migliore della serata: Are you volleyball?! di Mohammad Bakhshi.


18-04-2019

2a tappa de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Per il 2° appuntamento del 2019, il nostro “cammino” riparte dal Cinema Tiberio lunedì 29 aprile alle ore 21.15.
Questa è la playlist della serata


09-04-2019

Bando di concorso 2019

Da oggi è possibile iscriversi e partecipare all’edizione 2019 di Amarcort.
Grandissima opportunità e novità unica: “Fellini 100, il film che avrei girato”; il bando per la video sigla di apertura di alcuni eventi legati alle celebrazioni del centenario della nascita di Fellini del 2020.
Come partecipare


24-03-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti 2019: il primo finalista

Il pubblico ha scelto il primo finalista dell’anno: Peggie di Rosario Capozzolo.


11-03-2019

Il Giro del Mondo in 80 Corti riparte “a piedi”

Dopo il successo dell’anno scorso torna anche nel 2019 il tour tutto cinematografico con i migliori cortometraggi internazionali, tutti sottotitolati in italiano.
Per questa nuova avventura armatevi di buone scarpe” perché, zaino in spalla, partiremo tutti insieme per un immaginifico cammino che ci porterà ancora una volta in giro per il mondo.
Chi vuole viaggiare in “prima classe” può richiedere la Fidelity Card 2019.
Questa è la playlist della serata


23-12-2018

Il vincitore dell’edizione 2018 de Il Giro del Mondo in 80 Corti

Dopo un lunghissimo testa a testa degno della MotoGP, possiamo decretare il vincitore dell’edizione 2018 de “Il Giro del Mondo in 80 Corti”.

3° posto con 81 voti: Downside Up di Peter Ghesquière
2° posto con 96 voti: Mindenki di Kristóf Deák
VINCE con 99 voti: The Chop di Lewis Rose.


https://www.amarcort.it/programma.html

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ANTEPRIMA IN CINETECA

Giovedì 24 maggio, giovedì 31 maggio e giovedì 7 giugno

Cinema al Lonely Planet UlisseFest: il viaggio inizia in poltrona.

Varda, Ai Weiwei, Wenders, Salvatores, Ammaniti e tanti altri.

 

Che cosa ci spinge a viaggiare se non i racconti e le immagini dei luoghi che vorremmo scoprire di persona?

A Rimini, la festa della Lonely Planet (www.ulissefest.it) gioca d’anticipo e, in attesa del fitto week- end (8-10 giugno 2018), che travolgerà la città di eventi e ospiti nel segno del viaggio, propone in Cineteca, nei giovedì dal 24 maggio al 7 giugno (ore 21, ingresso libero), 3 film che ci invitano a partire ma soprattutto a riflettere sul mondo in cui viviamo.

Si parte, giovedì 24 maggio appunto, con Visages, villages della regista belga Agnés Varda, premiata quest’anno con l’Oscar alla carriera, che reinventa il road movie, portandoci dalle spiagge ‘storiche’ della Normandia ai dock di Le Havre, ai villaggi della Provenza, alla scoperta di quello che resta, di quello che cambia e di quello che scompare del mondo operaio e contadino. Ad accompagnarla e condividere questo progetto, lo street artist JR, famoso per le sue gigantesche fotografie in b/n esposte negli spazi pubblici di tutto il mondo.

Si prosegue giovedì 31 maggio con Human flow, il “flusso umano” raccontato attraverso la testimonianza diretta di Ai Weiwei, l’artista cinese attivista per i diritti umani e ambasciatore di Amnesty International, che applica la propria sensibilità pittorica ai grandi scenari del presente.

Chiude questa anteprima in Cineteca, proprio alla vigilia del festival, giovedì 7 giugno, uno dei film che più hanno segnato l’immaginario dello spettatore italiano negli ultimi due decenni del secolo scorso: Marrakech Express di Gabriele Salvatores, il primo della cosiddetta trilogia della fuga che porterà il regista milanese a vincere l’oscar con Mediterraneo: uno scanzonato viaggio alla ricerca di se stessi di un gruppo di amici interpretati da Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Gigio Alberti e Giuseppe Cederna, protagonista anche di un altro appuntamento durante le giornate del festival.

Venerdi 8 giugno si alza il sipario sulla seconda edizione, la prima riminese, dell’UlisseFest e la sezione “cinema” cambia location: dalla Cineteca al Fulgor, il mitico cinema di Fellini, da poco restituito alla città con l’allestimento scenografico di Dante Ferretti.

Alle ore 22,00, la prima giornata di programmazione del Festival si chiude con il sale della terra, un viaggio tra lo splendore del mondo e l’irragionevolezza umana, ispirato dalla fotografia di Sebastião Salgado, co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell’artista.

Più fitto il palinsesto cinematografico della seconda giornata dell’UlisseFest, sabato 9 giugno: alle ore 17, saranno presenti Niccolò Ammaniti (nel suo debutto alla regia) e Erica Balbiani (produttrice) con il giornalista Paolo Di Paolo per la proiezione di the Good Life, il racconto della vita di tre italiani, tre hippies partiti per l’India dove hanno trovato il senso della loro esistenza. Alle ore 19, l’artista Roberto Paci Dalò presenta Ye Shanghai, una performance audiovisiva sulla vita prima del 1949.

Al centro del lavoro la storia incredibile del ghetto, una zona di un miglio quadrato dove convivono le culture ebraica, cinese e giapponese. Infine, alle ore 22,00, il regista Diego Pascal Panarello dialoga con lo scrittore Gianluca Favetto in occasione della proiezione di the Strange sound of happiness, viaggio surreale dalla Sicilia alla Siberia seguendo come unico filo rosso l’ipnotico suono del marranzano.

In coda alla proiezione una piccola sorpresa.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero.

Contatti Patrizia Renzi | +39 339 8261077 | p.renzi@edt.it

 

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Cineteca: Tonino Guerra un poeta nel cinema di Elio Petri, si apre venerdì 16 marzo con una doppia proiezione la rassegna.

In occasione del 98° anniversario della nascita di Tonino Guerra la Cineteca del Comune di Rimini organizza una rassegna cinematografica per raccontare l’intenso rapporto che ha unito il grande poeta e sceneggiatore di Santarcangelo  al regista romano Elio Petri.

Due personalità poliedriche e complesse che seppero trasformare le proprie peculiarità creative in un linguaggio cinematografico unico. La rassegna, dal titolo “Tonino Guerra un poeta nel cinema di Elio Petri”, si aprirà il 16 marzo con una doppia proiezione. Alle ore 21,00 “Nasce un campione”, cortometraggio del 1953, esordio alla regia di Petri, sceneggiato con Guerra, un piccolo quadro post-neorealista ambientato in terra di Romagna. A seguire “L’Assassino”, del 1961 primo lungometraggio di Petri.  Il film colpisce per la capacità di alternare piani del dramma e della commedia e di contrapporre con grande efficacia i due protagonisti , interpretati da Marcello atroianni  e Salvo Randone, citando volutamente Kafka e Dostoevskij.  Venerdì 23 mazo verrà proiettato il film del 1965 “La decima vittima”, tratto da un racconto di Robert Sheckley sottoposto a un grande lavoro di sceneggiatura da Guerra e Flaiano. Il cupo tema fantascientifico  si arricchisce di risvolti ironici, sottolineature satiriche, e momenti umoristici senza però dimenticare la serietà del tema. Un film insolito per il cinema italiano dell’epoca. Chiude la rassegna “Un tranquillo posto di campagna”, del 1968. Il soggetto di Guerra e Petri, risale al 1962, e racconta di un pittore nevrotico e in piena crisi creativa che si rifugia in campagna per riprendere a dipingere ma qui fenomeni inspiegabili legati all’assassinio di una giovane contessina veneziana disturbano la lucidità mentale del protagonista conducendolo alla follia. Ancora il tema dell’alienazione, della follia, della contrapposizione tra città e paese, tanto cara a Guerra. Le versioni dei film “L’assassino” e  “La decima vittima” sono state restaurate dal Museo del Cinema di Torino con la Fondazione Cineteca di Bologna e la collaborazione della Titanus.

 

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Roberto Assagioli, lo Scienziato dello Spirito: venerdì 16 alle 21  in Cineteca il film documentario

Venerdì 16 febbraio, alla Cineteca del Comune di Rimini (ore 21, ingresso  7 euro), verrà presentato, alla presenza dei registi, il film Roberto Assagioli, lo Scienziato dello Spirito scritto e diretto da Maria Erica Pacileo e Fernando Maraghini, selezionato al Festival di Venezia. La proiezione, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale L’ISTANTE, sarà introdotta dall’avv. Massimo Bianchi.

Il film-documentario è un omaggio a Roberto Assagioli (Venezia 1888 – Capolona, Arezzo 1974), medico psichiatra e fondatore della Psicosintesi metodo tutt’oggi utilizzato e insegnato non solo in Italia ma nel mondo. Utilizzato per la prima volta nel 1926 nella sua accezione scientifica il termine “Psicosintesi” significa “metodo inclusivo basato sul principio dell’organizzazione della personalità intorno ad un centro unificatore”, termine che darà il nome all’Istituto da lui fondato a Firenze nel 1946. L’Istituto nato prima sotto il nome di Istituto di Cultura e Terapia Psichica nel 1926 a Roma, chiuso poi fino al 1946 a causa dell’ostilità da parte del governo fascista, riaprirà a Firenze con l’obiettivo di diffondere la conoscenza ed insegnare il corretto uso dei nuovi metodi di psicologia e psicoterapia applicate, e in modo particolare la Psicosintesi.

Dicono Pacileo e Maraghini: «Tutto nasce da un bisogno di rendere “vivo” e “attuale” il personaggio Roberto Assagioli che oggi non esiste più se non attraverso le fotografie o in un inedito filmato Super 8 ritrovato in Svizzera. La scelta stilistica è ricaduta sull’utilizzo di materiali fotografici di repertorio come materia viva mossa dal vento. Le immagini di Assagioli sono state collocate nella realtà del nostro tempo: affisse su reti di recinzioni, pali della luce, muri, ma anche su cespugli nel bosco o dentro l’acqua dei fiumi. L’acqua e i fiumi sono un filo rosso che cuce l’andamento della storia di Assagioli.  Ogni spazio naturale è stato considerato come un elemento scenografico atto a creare atmosfere poetiche».

«La Psicosintesi dà molta più attenzione all’inconscio superiore e allo sviluppo del Sé transpersonale. In una delle sue lettere Freud disse “Io sono interessato soltanto alla cantina dell’essere umano”. La Psicosintesi è interessata a tutto l’edificio. Cerchiamo di costruire un ascensore che dia l’accesso a ogni livello della nostra personalità. Dopo tutto, un edificio con soltanto una cantina è molto limitato. Noi vogliamo aprire la terrazza dove si può prendere il sole o guardare le stelle. Quel che ci sta a cuore è la sintesi di tutte le aree della personalità. Ciò significa che la Psicosintesi è olistica globale e inclusiva. Non è contro la psicanalisi e nemmeno il comportamentismo, ma sostiene che il bisogno di significato, di valori piu’ alti e di una vita spirituale, sono altrettanto reali dei bisogni o sociali». (Roberto Assagioli)

Per informazioni e prenotazioni: telefono 348 9369 184 – mail: robertoassagioli@gmail.com

 

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In attesa dell’inaugurazione del Cinema Fulgor la Cineteca del Comune di Rimini propone un rassegna dedicata ai capolavori del cinema classico che hanno influenzato l’immaginario creativo di Federico Fellini. Anche se il regista riminese ha sempre voluto far credere di non essere un regista “cinèphile”, esiste una ricca cineteca del giovane Fellini che è nata e si è arricchita nella platea del cinema Fulgor.

Si parte mercoledì 20 con “Lo sfregiato” il celebre “Scarface” di Howard Hawks. Ispirato alla vita di Al Capone, racconta in maniera avvincente la scalata al potere di un piccolo boss mafioso che diventa il numero uno della criminalità organizzata di Chicago.

Venerdì 22 dicembre, sarà la volta di “King Kong” (1933) dove l’avventura si mescola al fantastico, una pellicola che agli occhi del giovane Fellini ricordava la magia di Salgari e dei suoi racconti esotici e misteriosi.

Venerdì 29 dicembre, invece, verrà proiettato il capolavoro di Charlie Chaplin “Luci della città” (1931), nella versione restaurata da “L’immagine ritrovata”, film che Fellini vide diverse volte e per sua stessa ammissione “ridendo e lacrimando ogni volta fino al limite della resistenza”.

Domenica 31 dicembre, invece, si festeggerà il capodanno, con tre capolavori del cinema slapstick, “Il monello” di Charlie Chaplin,“La palla n° 13” di Buster Keaton e “Frà Diavolo” di Hal Roach con Stan Laurel e Oliver Hardy. Venerdì 5 gennaio il protagonista sarà il Maestro John Ford con “Ombre Rosse”, pellicola memorabile per il rigore della struttura narrativa e la perfetta messa in scena delle ambientazioni naturali, in particolare i celebri totali della Monument Valley.

Venerdì 12 e mercoledì 17 gennaio saranno proiettati“L’angelo azzurro” di Josef von Sternberg, con una splendida Marlene Dietrich e “Beau Geste” di William A. Wellman con Gary Cooper.

La rassegna si concluderà venerdì 19 gennaio, con “Maciste all’inferno” di Guido Brignone, film che fa parte della mitologia dell’infanzia di Fellini, esperienza vissuta sulle ginocchia del padre, nella platea del cinema Fulgor, rappresenta il primo vero incontro con “quella cosa che si muoveva, che assomigliava alla vita ma che era un po’ più grande della vita..”. Le proiezioni si terranno presso la sala della Cineteca del Comune e saranno a ingresso gratuito.

 

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