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Archive for the ‘Cinema e sperimentazione’ Category

In una serie di racconti scritti dal poliedrico Willy Masetti negli anni ‘80, da prima pubblicati sulla rivista – Bologna in – allora diretta da Fulvio de Nigris,  poi raccolti nel libro Cronache dal tempo Zero – c’è n’ è  uno, ambientato nel 2019 che parla, con lo stile di un finto articolo, di film in uscita, che vedono come protagonisti attori del passato. Questo grazie a sofisticati effetti computerizzati. Ora succede che sul Resto del Carlino dell’otto Novembre compare un vero articolo sullo stesso argomento. E come se la realtà imitasse l’arte e viceversa, per parafrasare l’aforisma di Oscar Wilde, il finto articolo scritto quasi quarant’anni fa sembra la fotocopia di quello vero di pochi giorni fa. E non è l’unico caso, nel libro di Willy Masetti ci sono molte anticipazioni che rendono i racconti moto attuali, come se fossero stati scritti giorni fa. Parano di intelligenza artificiale, robotica, fabbriche completamente automatizzate, telefonini, dipendenze elettroniche ecc. da un’epoca in cui internet pochi sapevano cos’era, sopratutto che sviluppi avrebbe avuto, Photoshop muoveva i primi passi, i robot appartenevano ancora alla fantascienza, i videogiochi erano semplici e lenti. WM

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Marilyn rialza la gonna

2019

Quest’autunno a Hollywood si sta giocando una delicata partita a scacchi.

Il film “Indovina chi viene a pranzo” , uscito in questi giorni, non é che l’ultima mossa, il perché é presto detto.

La storia, una classica commedia tragicomica é interpretata da una Marilyn Monroe di ventisei anni, un Cary Grant di trentadue e un Jean Gabin di trenta. Come reso publico alla stampa ciò é possibile, grazie alla Eugene s.p.a, una società controllata dalla Nec Bull, la quale vanta il primo brevetto di clonimago .

Semplificando si tratta di questo, con la messa a punto di un complesso programma grafico i tecnici dell’Eugene sono riusciti a creare immagini di persone, inventate o replicate dalla realtà, da inserire in qualsiasi registrazione video, come film, documentari, ecc. con un realismo perfetto e quindi di farle recitare in modo completamente naturale e plausibile, esattamente come si trattasse di riprese dalla realtà . Ed é qui che scatta il giallo.

Mentre gli Studios fanno la fila, con la classica valigia piena di milioni di dollari, alle porte dell’Eugene, l’I.B.M dichiara di avere regolarizzato i cloni vergini di Clark Gable, Vivien Leigh, James Dean e, in coproduzione con la MGM di aver appena ultimato l’autentico seguito di Via col vento. Non é finita, i loro legali dichiarano che non è sostenibile un’esclusiva totale sull’immagine di una persona scomparsa .

Trattandosi infatti solo di una riproduzione, il brevetto ha un’estensione limitata all’età di riferimento ( per esempio , se ciò fosse vero , la Nec Bull potrebbe vantare diritti solo su di una Monroe ventiseienne ) , Inoltre chiedono che sia istituita una commissione competente in grado di decidere quali dei cloni abbiano i requisiti pubblici e morali conformi ai modelli reali . Per esplicare le proprie tesi, gli avvocati dell’I.B.M, citano una famosa frase di Irene Jacocca : – “ Fate interpretare a Marilyn solo ruoli che essa stessa avrebbe interpretato “ .

Qui è d’obbligo una digressione. È facile immaginare come la pirateria del mondo hard sia già al lavoro. Certo non ci vuole una gran fantasia per prevedere la comparsa imminente di una Marilyn che darà all’aforisma della Jacocca un senso molto personale, e non è detto che non lo rispetti più di altre occasioni. Ad ogni modo una cosa é certa : le possibilità offerte da questa rivoluzione copernicana sono immense e non prive d’inquietanti conseguenze. Probabilmente dietro l’angolo ci aspettano schiere di divi inesistenti, e speriamo che la cosa si limiti al solo mondo dello spettacolo. Chiudiamo però questa cavillosa , anche se necessaria parentesi, e veniamo al film. Lo dirigerlo un vero maestro del genere, il geniale Axel Handke.

La trama: una sapiente commistione di generi che rimandano a celebri remake come “A qualcuno piace caldo di Wilder , o “Un ‘ altra donna di Allen”. Tanto per citare due degli amori del regista. I personaggi sono naturali, dipinti con grande spessore e realismo. Senz’altro più di quelli interpretati in vita dagli attori stessi. Mi ha colpito particolarmente quello di Eva ( Marilyn ) una donna insicura, complessa. Recitato a due voci, una pubblica brillante, l’altra sofferta, interiore, con la quale si rivolge alla platea, come la Marion di Allen appunto. Anche se é palese lo sfruttamento del mito della Monroe, soprattutto quello dell’immaginario collettivo del post mortem, il risultato, forse proprio per questo, ne esce rafforzato. Felina, ardente, la sua sensualità é quella intatta di “Quando la moglie é in vacanza “. Ciò che il suo personaggio afferma non è solo il fuoco di una passione sfrenata, ma il bisogno d’asservimento, di umiliazione, che tanta parte ha avuto nella mitologia sessuale, sullo schermo e oltre. Spigoloso ma convincente anche Paul, il personaggio interpretato da Gary Grant, frizzante come nel miglior originale. Di maniera invece la recitazione programmata per il personaggio di J . Gabin, ruvidone dal cuore dolce, come un kràpfen .

Il prodotto, buono, ben diretto e coordinato, rende piacevoli le due ore di proiezione, e questo é quel che davvero conta in film destinato a rimanere comunque nella storia. Non mancano certo momenti di magia, d’affascinante mistero in quello appare sullo schermo. Handke dimostra di saper giocare bene le sue carte, si muove a suo agio, con ironia e intelligenza, tra il fascino idealizzato dei miti redivivi e quello ermetico delle atmosfere artificiali.

Willy Masetti

Venerdì 8 novembre il giornalista Giovanni Bogani de “Il Resto del Carlino” nell’articolo “: James Dean è risorto : Hollywood non ci sta” pone il problema della tecnologia che può fare recitare persone scomparse, come Dean morto nel 1955 schiantato a 130 all’ora con la sua Porsche. E Willy Masetti, in “Cronache dal tempo zero” aveva già prefigurato in un suo racconto questa resurrezione con la tecnologia.Il tema era stato precedentemente affrontato in un libro di Willy Masetti : “Cronache dal tempo zero ” .

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