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Archive for the ‘Cinema indipendente’ Category

Cosa succede se nel cielo stellato sopra di noi incombe un asteroide? Un bel film del regista bolognese Germano Maccioni sceneggiato da lui stesso assieme a Giovanni Galavotti.
Segnalo la fotografia di Marcello Dapporto nella visione di Cosmic, uno dei protagonisti , una visione della stazione radioastronomica di Medicina davvero spaziale , un ballo liscio ripreso dall’alto che rende le figure come quelle di un carillon meccanico, poi basta, taccio dovete andarlo a vedere ve lo consiglio
Il primo a sinistra nella foto è Germano Maccioni in compagnia degli organizzatori del festival delle generazioni in cui è inserita la visione a Bologna al Lumiere sala Cervi

http://www.adnkronos.com/…/gli-asteroidi-maccioni-fine-mese


Nella foto il regista Germano Maccioni, a sinistra, il suo film è stato inserito nel Festival delle Generazioni (nella foto gli organizzatori)

http://www.youtube.com/watch?v=34ZiiH2iJX8

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“Los Angeles è l’ennesima potenza del cosmopolitismo, qui c’è gente che si è trasferita letteralmente da tutto il mondo, e di conseguenza ci sono tante culture integrate e cibo che rappresenta tutti i continenti. É una città che delude la maggior parte di turisti Italiani, perché si aspettano cose specifiche e maestose da vedere e da visitare. Ma in realtà la bellezza di Los Angeles sta nel viverla giorno per giorno più come uno stile di vita, che come la classica vacanza con l’itinerario di visita a monumenti e piazze. É una città particolare, un’ immensa metropoli che ti offre tutto, dal divertimento, allo shopping, alla cultura in varie declinazione, a musei incredibili, e a tutto ciò che fa parte dell’universo cinema. E’ una città pervasa di senso logico: un reticolo di strade che si intrecciano perfettamente perpendicolari e numerate in ordine, ma che ti offre anche emozioni forti, grazie alla bellezza della natura: dall’ Oceano, alle cime innevate, dai tramonti mozzafiato a canyon, deserto e a scorci incredibili”. Chi parla con tanto entusiasmo di Los Angeles è l’attrice bolognese Paola Piccioli, che si è trasferita nella città californiana temporaneamente per lavoro. Non è la sua prima volta a L.A. dove è già stata più volte, e nella quale le piace assaggiare cibi particolari, fare hiking sulle montagne sopra la città, frequentatissime da tutti, correre sulla spiaggia dove è normale fare attività fisica, frequentare cinema e teatri dalle molteplici e raffinate proposte. E dove ha amici italiani, europei e americani che lavorano nel mondo del cinema.

“Qui, in ogni aspetto e ruolo cinematografico, che sia tecnico, attoriale, o creativo, dal più semplice al più importante, c’è molto rigore, grande senso dell’organizzazione e della disciplina. Il talento è ovviamente importante, ma l’impegno continuo e costante è imprescindibile” racconta ancora Paola. “Tutto quello che vivo e percepisco, affina e migliora il mio modo di recitare ed essere una creativa nel mondo del cinema, e ovviamente questo si ripercuote positivamente anche nel lavoro della casa di produzione, la First Child, che ho aperto un anno fa con il regista Salvatore Sclafani.

Quali sono i lavori in corso della casa di produzione bolognese?

“Attualmente abbiamo un cortometraggio sperimentale in distribuzione, che sta anche partecipando a parecchi festival internazionali. Si chiama ’Due giorni’ e sono una delle protagoniste” Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione di più persone, continua Paola, che fa sperimentazione con lo storytelling e fotografa poche ore della vita di una coppia, cogliendone le problematiche e le sfide. In autunno First Child inizierà la lavorazione di un corto dal titolo “Idda“ che affronta il tema della scelta nella vita di coppia e dell’interrogazione sull’orientamento sessuale. La sceneggiatura a quattro mani , ancora in revisione, è di Piccioli e Sclafani, la fotografia sarà del pluripremiato Daniele Ciprì.

“Io e Giuseppina Maiomone ne saremo le protagoniste principali, e verrà girato nel sud Italia. Ma il nostro progetto più corposo, è un documentario che si intitola “Before act” che affronta la prevenzione all’abuso sessuale di minori, da un punto di vista innovativo. Sarà girato fra l’Europa e il Nord America, una parte è già stata realizzata, ma c’è ancora molta ricerca da fare, mentre continuiamo a mettere in discussione la chiave di lettura che inizialmente avevamo individuato, perché vogliamo che il documentario sia estremamente efficace”. A supporto dell’importanza di questo complesso lavoro, alcuni fra i maggiori esperti mondiali sul tema, hanno accettato di parlare con Piccioli e Sclafani ed hanno molto apprezzato ed appoggiato il progetto. Sono personaggi come Elizabeth Latourneau del Moor Center for the Prevention of Child sexual Abuse o il Dottor Seto direttore della Forensic Rehabilitation Research at the Royal Ottawa Health Care Group ”.

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Era un giorno estivo, ero alle terme per le cure inalatorie,quando lessi che Francesca Alinovi , sparita da qualche giorno dalla sua cerchia di amici abitudinari  era stata ritrovata assassinata a casa sua, nella centrale  Via del Riccio a Bologna . Alcune delle sue lezioni che avevo seguito al Dams, focalizzavano il ruolo dell’avanguardia, Keith Haring, Ramellezee, Basquiat, Schaarf  uscivano dal loro caveau espressivo, spesso metropolitane e muri abbandonati  e venivano rivelati  al mondo grazie all’ Alinovi che trasformava i loro segni in un percorso artistico che avrebbe trasformato la percezione dell’arte nel mondo come Tristan Tzara fu per il dadaismo. Lei stessa, Francesca, personalizzava il suo rapporto arte/ vita con il suo modo di essere, bellissima e intelligentissima,una persona davvero speciale, con  il suo look, il  taglio di capelli nero blu  affidato a Marco Oreamalià che ne faceva un’  icona di eleganza e stile le maglie a righe orizzontali  in tema optical art .

Veronica Santi e il produttore Mongiorgi hanno ricordato, in un bel film girato fra gli USA , Parma e Bologna la sua vita. I am not alone anyway, il titolo che prende spunto dalla scritta improvvisa (prima non c’era) poi  lasciata su uno specchio del luogo del crimine di Francesca Alinovi . Ĺ’ultima apparizione in pubblico di Alinovi nella nostra degli Enfatisti alla galleria Neon, c’è una intervista a Gino Giannuizzi, in cui si vede una bella foto di una inaugurazione in galleria  anche della indimenticata dj Antonia Babini  le musiche dissacranti  del Freak (Roberto Antoni)  nella colonna sonora e le testimonianze/ diario di bordo di Francesca, affidata ad un registratore che portava come una valigia per catturare le sue idee al sorgere. Le interviste a Renato Barilli, Claudio Marra, Luigi Ontani,  tendono a sottolineare senza indulgere sulla  cronaca nera il grande contributo di Francesca Alinovi all’Arte contemporanea, o se si preferisce, post contemporanea.

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Di fronte all’Accademia delle Belle Arti di Bologna é stata dedicata una piccola piazza a Roberto Raviola Magnus (1939-1996) di cui è stato un allievo. E’ nata così l’idea di proiettare il film che ha partecipato a Biografiafilmfestival lo scorso anno , un biopic su Magnus di Paolo Fiore Angelini. Il film parla di quanto Magnus ci fosse nei suoi personaggi, Alan Ford, Lo Sconosciuto e di come i suoi fumetti facevano parte di lui. La moglie nel film riferisce che sentiva delle voci provenire dal suo studio, anche se Magnus era solo in studio, che altri non erano che la drammatizzazione delle sue vignette . Anche Satanik é una sua creatura e compagna precedente . Il film parla di come irrompesse l’arte nella vita . Tex e i suoi paesaggi traggono ispirazione da Castel del Rio dove si era ritirato Magnus fino all’ultimo dei suoi giorni a disegnare .

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Al cinema Odeon, nei giorni scorsi,  il film prodotto da Salvatore Cubeddu su Antonio Gramsci e diretto da Daniele Maggioni . Il film offre una lettura di Gramsci incarcerato che non smette di riflettere sul ruolo dell’intellettuale nella storia . Corrado Giannetti il protagonista credibile e aderente, il film ha un allestimento teatrale nelle scene dove la storia si insinua nella cella in cui vive e scrive Gramsci . Gli estratti sono scelti con cura dal produttore, Simona Granelli dell’Istituo Gramsci dice che non esiste in nessun luogo la voce di Antonio Gramsci , forse 10 secondi, cosa che valorizza l’interpretazione dell’attore. Ha presentato la serata la scrittrice Franca Menneas , l’iniziativa ha visto protagonisti l’istituto Gramsci e il circolo Sardegna . E’ seguito il dibattito con gli autori.

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Dal 9 giugno avrà luogo Biogarafiafilmfestival che si presenta, alla scadenza del suo decennale con contenuti e proposte sempre nuove. Nei giorni scorsi è stata convocata la conferenza stampa, nell’ampia sala del cinema Medica, a parte alcuni film, alcuni sono ancora in corso di presentazione a Cannes. Ne ha parlato Andrea Romeo, il curatore, dicendo che quest’anno Biografiafilmfestival è ispirato alla Danza, no, non è stato suggestionato dall’effetto di “La la land” dice Romeo, pluri premiato film all’Academy Awards, ma è un suo accostamento al tema della danza del ballo e dei ballerini (non scordiamoci che si chiama corpodi ballo ndr)  la divina Isadora  Duncan è in effetti l’icona della locandina

http://www.biografilm.it/2017/

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Alla Cineteca di Bologna ha avuto luogo, dopo essere stata in altre città l’affollata proiezione di ‘Essere Rossana Rossanda’, il documentario di Mara Chiaretti sulla ex dirigente del Pci e cofondatrice del Manifesto, oggi 92enne.

Da AdnKronos :  https://tinyurl.com/n6xclq7

Il doc ricostruisce l’avventura politica di Rossanda, con l’ausilio di cinque interlocutori (Carlo Freccero, Philippe Daverio, Sandro Lombardi, Fabrizio Barca e Nadia Fusini) che con lei ripercorrono alcune tappe fondamentali: dalla sua esperienza di partigiana all’ingresso nel Pci, dal rapporto con Togliatti alla radiazione dal partito, dal ’68 al rapporto con il movimento femminista, dalla fondazione del ‘Manifesto’ al suo addio al giornale nel 2012, annunciato da lei stessa con un breve articolo in prima pagina, nel quale prendeva atto della “indisponibilità al dialogo” della redazione.

Ma il film di Mara Chiaretti riesce ad indagare la Rossanda da un punto di vista non solo politico (“era il mio obiettivo ma è stato difficilissimo da realizzare perché a Rossana interessava parlare solo di politica”, confessa la regista): così viene fuori ad esempio che l’ex dirigente del Pci, pur essendo atea, frequentava assiduamente l’eremo di Monte Giove dove partecipava a intere giornate di confronto fra credenti e non credenti; o che avrebbe tanto desiderato assomigliare ad Ava Gardner, perché il suo sguardo lasciava intendere che oltre alla bellezza possedesse una certa personalità; che si interessava alla pop art, così poco in voga tra i ‘comunisti del secolo scorso’, e che dedicava grande attenzione al suo aspetto (“io e una mia amica di Genova fummo tra le prime nel partito ad utilizzare un poco di ombretto”) e alla moda.

Alla Cineteca di Bologna ha avuto luogo un dibattito con la regista Mara Chiaretti, Sergio Caserta, Loris Campetti, Franco “Bifo” Berardi , la presentazione di Anna Fiaccarini . Intervento telefonico di Rossana Rossanda.

 

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