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Archive for the ‘Cinema’ Category

Riprendono le ormai tradizionali matinée domenicali al cinema Lumière di Bologna (colazione del forno Brisa inclusa) in Via Azzo Gardino, 65 a Bologna  con la seconda edizione della rassegna dedicata alle migliori opere prime e seconde italiane dell’anno appena trascorso. Una selezione di film poco visti in sala o del tutto invisibili che, nella loro varietà di generi, storie e stili, ci dà il segno della vitalità dei nuovi autori del nostro cinema. La rassegna ci accompagnerà fino alla prossima edizione del festival Visioni Italiane, al via il 27 febbraio.

Ingresso con colazione: € 6,50 INTERO; € 5,50 RIDOTTO

DOMENICA 13 GENNAIO
Sulla mia pelle (Italia/2018) di Alessio Cremonini (100’)ù

DOMENICA 20 GENNAIO
EUFORIA (Italia/2018) di Valeria Golino (115’)

DOMENICA 27 GENNAIO
LA TERRA DELL’ABBASTANZA (Italia/2018) di Damiano e Fabio D’Innocenzo (95’)

DOMENICA 3 FEBBRAIO
UN GIORNO ALL’IMPROVVISO (Italia/2018) di Ciro D’Emilio (88’)

DOMENICA 10 FEBBRAIO
CI VUOLE UN FISICO (Italia/2018) di Alessandro Tamburini (80’)

DOMENICA 17 FEBBRAIO
OVUNQUE PROTEGGIMI (Italia/2018) di Bonifacio Angius (94’)

DOMENICA 24 FEBBRAIO
IL RAGAZZO PIÙ FELICE DEL MONDO (Italia/2018) di Gipi (90’)

DOMENICA 3 MARZO
Evento speciale durante Visioni Italiane
LAZZARO FELICE (Italia/2018) di Alice Rohrwacher (130’)

 

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Alla Libreria Ubik Irnerio  in collaborazione con Teatro Poesia, presentanzione di :
Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette : Conversazione con Chiara Carlino.

Chiara Carlino (Roma, 26 giugno 1985) è dottoranda in letteratura francese presso l’Université Libre de Bruxelles, dove sta ultimando una tesi sui rapporti tra invecchiamento e scrittura nell’opera Colette, scrittrice di cui è specialista. Parallelamente alla sua attività di ricerca, si dedica all’insegnamento dell’italiano e del francese a studenti ed adulti stranieri in Belgio. È autrice delle voci “Italie”, “D’Annunzio”, “Primoli” e “Anna de Noailles” del Dictionnaire Colette (Éditions Classiques Garnier, ottobre 2018) e della nota biobliografica “Colette o l’arte della rinascita” a La Stella del Vespro (Del Vecchio Editore, 2015).

Chiara Carlino e Silvana Strocchi parlano del libro di Colette “La stella del vespro” tradotto in italiano nel 2015. Silvana Strocchi sta girando un film su “la gatta” un racconto di Colette.
Proiezione di Colette un cortometraggio di Yannick Bellon (1951).

Una intervista di Roberta Ricci a Silvana Strocchi in preparazione del film “La gatta ” di Colette

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La via Emilia , Faenza, scelta come set ideale per le riprese di Francesco Marioni giovane sceneggiatore e regista che ambienta il suo film “Va bene così” in Emilia Romagna . (Sul set foto di Roberta Ricci . Il regista Francesco Marioni accanto all’attrice vestita da sposa )

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A seguire una mostra sul ’68 , attualmente in corso al Mast dal titolo “Disordini e sogni” una mostra proveniente dalla Monroe Gallery of Photography di Santa Fe’ sono stati proposti dei film del periodo che , come dice il curatore Urs Stahel “gli anni sessanta hanno rappresentato l’ultimo grande momento di gloria del fotogiornalismo:.”
Ieri sera, al Mast, è stato proiettato “Teorema” di Pier Paolo Pasolini in una edizione cinematografica dai colori saturi e perfetti che ha reso omaggio al grande Maestro , anticipatore di un’epoca . A seguito della proiezione i commenti di Marco Antonio Bazzocchi e Massimo Recalcati che hanno riaperto la lettura critica dell’opera del Maestro riaggiornandone le interpretazioni .
Dice il prof. Bazzocchi, teorema come spettacolo.(dal ceppo greco della.parola) o come assioma o assolutezza in matematica?
Abbiamo.rivisto la grandissima Silvana Mangano , Laura Betti e Massimo Girotti , pezzi da 90 del cinema italiano .
Terence Stamp è l’ospite misterioso che fa riflettere i protagonisti e fa cambiare la loro vita, metafora dice Recalcati, del ’68.
Pare che nel film ci sia una bibliografia, le letture dei protagonisti, Konrad Lorenz “l’anello di re Salomone:” letto da Silvana Mangano, Terence Stamp legge Rimbaud, il ragazzo che interpreta il figlio della Mangano e di Girotti sfoglia un catalogo di Francis Bacon , dice il prof. Bazzocchi , tasselli di una interpretazione dell’epoca.

 

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Ansa

Sarà “Dogman”  di Matteo Garrone ) a rappresentare il cinema italiano alla selezione del premio Oscar per il miglior film in lingua straniera alla 91/a edizione degli Academy Awards. Lo ha deciso la commissione selezionatrice dell’Anica.

L’annuncio delle nominations è previsto per il 22 gennaio 2019, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 24 febbraio 2019.

Matteo Garrone in Piazza Maggiore a Bologna che ha presentato il suo film “Reality”  con il direttore della Cineteca Gianluca farinelli (foto di Roberta Ricci)

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Una serata di gala per il “Cinema Ritrovato ” a Bologna che per “Divorzio all’italiana ” di Pietro Germi ha avuto come ospiti la moglie del produttore Franco Cristaldi, di cui ricorre quest’anno il ventiseiesimo della scomparsa, Zeudi Cristaldi Araya e il figlio Massimo Cristaldi. Ha parlato del film  “Divorzio all’italiana”  il regista Giuseppe Tornatore che ha ripercorso le storie del film. Pietro Germi voleva che -a tutti a costi -il ruolo del protagonista, Ferdinando Cefalù venisse  affidato ad Alberto Sordi , Alfredo Giannetti , uno degli sceneggiatori era fortemente convinto che Marcello Mastroianni fosse l’attore giusto, tanto più che il film “La dolce vita ” lo aveva portato ad un successo internazionale che in questo film poteva essere bissato.

Per persuadere Pietro Germi  , Alfredo Giannetti costruì l’immagine ,come  si vede nel film, del Barone Cefalù sul viso di Mastroianni e la scelta di Germi finì col cadere definitivamente su di lui  quando , nei provini, Mastroianni imitò il tic del regista   , che sollevava leggermente il labbro superiore. All’inizio Germi si inquietò ma dopo lo spiazzamento acconsentì e disse a Mastroianni di fare quel tic tutte le volte che voleva, infatti ,nei momenti in cui c’è un crescendo di tensione, proporzionalmente, si moltiplica il tic.

Una interpretazione magistrale – quella di Mastroianni che si vide modificata la sceneggiatura di un film che aveva altri intenti e che Pietro Germi trasformò in una commedia su  una storia di costume in Italia  prima della legge sul divorzio. La  moglie di cui si vuole liberare il barone di Cefalù è Daniela Rocca (1937-1995) un’attrice  che viene sacrificata nella  sua bellezza di ex Miss  per fare posto allo stereotipo di donna siciliana del periodo. Daniela Rocca convisse con gravi problemi di salute , scrisse alcuni libri pressochè introvabili e partecipò a numerosi film nella sua carriera . Nel cast Stefania Sandrelli alla prima apparizione in pubblico e Leopoldo Trieste.

Il coordinamento del Direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli che ha fatto salire sul palco per un abbraccio ideale con il pubblico i volontari del “Cinema ritrovato” . Farinelli ha raccontato che quando è andato in aeroporto ad accompagnare Martin Scorsese nel suo viaggio di ritorno lui gli  ha detto che per il prossimo anno sarebbe ritornato.

Nel video la presentazione della serata al minuto 32 la versione in inglese .

 

 

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A Bologna il “Cinema ritrovato” ha avuto come ospite d’onore il regista Martin Scorsese che ha presentato un film del 1948 di Emilio Fernandez : “Enamorada”. Fernandez che aveva avuto una vita tormentata, improvvisamente, in fuga a Los Angeles, scoprì il cinema. Il successo delle collaborazioni , negli anni Quaranta, fra Emilio Fernandez e Gabriel Figueroa mise in risalto il cinema messicano descrivendone l’identità post rivoluzionaria. Fra le persone  che hanno collaborato a fare restaurare il film anche Olivia Harrison, la moglie di George.

Il Direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli che nei tre giorni di presenza di Scorsese ha organizzato eventi con migliaia di persone , al teatro Comunale i biglietti erano finiti dopo un’ora, in Piazza Maggiore la gente straripava, ha fatto gli onori di casa l’assessore alla Cultura del Comune di  Bologna Matteo Lepore, il Sindaco di Bologna Virginio Merola ha presenziato l’inaugurazione del cinema Modernissimo, ancora in fase di restauro che, per tanti anni era stato considerato uno dei maggiori cinema di Bologna e che cadde in disuso mentre oggi rivive col progetto della Cineteca restituendo un gioiello alla città.

Le foto sono di Gianni Schicchi


 

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