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Archive for the ‘Cultura e Culture’ Category

Il presente rivolge lo sguardo al futuro con l’orgoglio del proprio passato, ha esordito il presidente Pietro Grasso alle celebrazioni delle giornate dell’Osservanza, invitato dai frati cappuccini. Ha parlato del divario tra Nord e Sud, tra i sommersi e salvati nella crisi economica, occupazione e disoccupazione, fra flussi umani e terrorismi, promuovendo in ciò il senso della Storia e delle nostre origini. Le assemblee legislative sono strumento di tutela  delle minoranze, prevedendo che la tutela dei diritti siano rimesse alla tutela dei diritti delle maggioranze. L’Italia è immersa nel Mediterraneo e nell’Europa, , luogo fecondo della storia dell’umanità, Mare Nostrum , dove si trovano le nostre radici…L’Europa è la nostra seconda anima per costruire un futuro sostenibile per il futuro europeo. Il Presidente ha aggiunto che a dicembre uscirà il suo libro che elabora questi contenuti. Dobbiamo imparare a misurarci con la diversità il nostro Paese è bello per essere coeso con la nostra Costituzione che riconosce a tutti gli stessi diritti (art.10 della Costituzione).

 

 

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Foto in bianco e nero di paesaggi e gli articoli di un viaggio, quello realizzato nel 1941 da Piacenza a Rimini da Giovannino Guareschi, ma anche la bicicletta con la quale lo scrittore e giornalista ha compiuto l’impresa e quella che il suo celebre personaggio Don Camillo (l’attore francese Fernandel) ha utilizzato durante le riprese del film.

Sono gli elementi semplici e allo stesso tempo straordinari della mostra “Il Piccolo Mondo di Guareschi, in bicicletta lungo la via Emilia”, un viaggio fotografico nei luoghi in cui hanno preso vita, 70 anni fa, i personaggi indimenticabili del sindaco di Brescello Peppone (interpretato da Gino Cervi nei film realizzati nel ‘52 dal regista Julien Duvivier) e del suo avversario politico e amico, il parroco Don Camillo (Fernandel). Il reportage del viaggio fu pubblicato in sei articoli sul Corriere della Sera, testata della quale Guareschi era giornalista, corredato da numerose fotografie delle località toccate e da lui stesso scattate.

L’esposizione, promossa dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Comune di Bologna, sarà inaugurata venerdì 28 aprile, alle ore 16, nella Biblioteca Sala Borsa a Bologna dall’assessore regionale al Turismo e commercio, Andrea Corsini, e dall’assessore Economia e promozione della città del Comune di Bologna, Matteo Lepore.

“Abbiamo voluto valorizzare queste ricorrenze per celebrare lo scrittore che ha reso famosa l’Emilia-Romagna nel mondo- commenta l’assessore Corsini- e per ripercorrere attraverso i suoi ricordi il viaggio lungo la via Emilia, una strada storica che non è solo una via di comunicazione ma anche un simbolo della nostra regione: una terra ‘plurale’, fatta di gente industriosa, creativa e proiettata verso il futuro. Proprio per questi motivi ‘Via Emilia’ è stata scelta dalla Regione Emilia-Romagna quale marchio per identificare le eccellenze enogastronomiche, meccaniche e industriali conosciute a livello internazionale. Food Valley e Motor Valley sono diventate oggi un potente ed esclusivo progetto di marketing di destinazione e di prodotto. E lungo la via Emilia c’è l’essenza del made in Italy”.

La mostra sarà visitabile dal 28 aprile al 15 maggio, per poi trasferirsi in diverse località dell’Emilia-Romagna. E’ prevista anche la presentazione della storia di Guareschi da parte di Egidio Bandini, curatore dell’archivio Guareschi e della sua biografia, accompagnata dalla fisarmonica del maestro Medioli.

http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi/26911

Fernandel e Gino Cervi nei panni di Don Camillo e Peppone in una foto d’archivio. Il sanguigno parroco emiliano nei cinque film della serie e’ in perenne lotta con il bonario ma al contempo collerico sindaco comunista Peppone. ANSA

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Jana Molza da tempo segue alcuni progetti , che le sono familiari, infatti,  ha ricevuto in eredità nelle carte d’archivio da lei recuperate novelle e storie di un antenato , favole che ha trascritto e messo in pagine ornate da lei stessa, facendo un lavoro certosino di grafica e scrittura. La vita di Jana Molza è una enciclopedia di racconti, di creatività, di bambole che cuce a mano con piccoli punti. La sua cucina è creativa tutto ciò che fa è impastato da mani piccole e sapienti. La sua pittura è stata premiata ripetutamente e lei novantenne, continua a raccontare quel tempo che scorre accanto a noi e di cui lei continua a racocntare il flusso.

Abbiamo visto come il percorso della Via Emilia sia ricco di contributi, di naivetè, di poesia , Pietro Ghizzardi vinse il premio Campiello nel 1977 “Mi richordo anchora ” un nuovo Folengo , in questo percorso a suo modo Jana Molza dà la sua impronta con i suoi quadri, l’operosità instancabile che mette in forma il tempo.

 

nella terzultima foto  la contessa Molza spiega che suo padre , ingegnere, aveva inventato un contenitore per i dischi, prima del 1930.

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