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Archive for the ‘Festival della fotografia europea di Reggio Emilia 2018’ Category

Il Festival della fotografia europea di Reggio Emilia offre una opportunità di sguardi sensazionali, è il caso della mostra di Elio Ciol nei locali dell’Arcivescovado. Una mostra significativa, da non perdere.

La fotografia di Elio Ciol è un racconto fatto di luoghi e personaggi, protagonisti della storia che le rivoluzioni e gli ideali contemporanei stanno trasformando. Le rovine delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Leptis Magna sono piena testimonianza di queste alterazioni del tempo e della società, ma negli scatti di Ciol conservano, intatto, il fascino della storia.

Un fascino che si ritrova soprattutto nei paesaggi, in cui Ciol ha totalmente rivoluzionato la sua narrazione fotografica scomponendo le immagini in dittici e trittici per far si che le figure e i luoghi dialoghino tra loro, per far comprendere quel profondo e atavico rapporto che lega l’uomo alla natura, così come aveva fatto Francesco D’Assisi.

 

L’incontro con uomini rivoluzionari si è concretizzato a Casarsa, cittadina friulana di cui è figlio, dove ha conosciuto e immortalato lo spessore e la profondità di Pierpaolo Pasolini, uno tra i più importanti e rappresentativi intellettuali del XX secolo che ha saputo mettersi in gioco con la sua passione e il suo coraggio.

Nelle immagini di Ciol il mondo contadino e popolare, il legame spirituale che unisce l’uomo al mondo, fa da sfondo alle utopie contemporanee che i musei e le collezioni fotografiche internazionali hanno scelto di raccogliere.

Elio Ciol classe 1924 Elio Ciol è un fotografo italiano. Le sue opere sono state esposte in gallerie d’arte internazionale a New York, Parigi, Londra e Mosca. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure.

Amico di Pier Paolo Pasolini con cui condivideva la comune cittadinanza a Casarsa in Friuli scattò alcune significative foto al suo funerale e in alcuni momenti che raggiungeva Casarsa.

 

 

 

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Licia Faggella ,coordinatrice di un gruppo di lettura bolognese si è recata in viaggio in Iran ed ha tenuto una corrispondenza per immagini per mostrare il bellissimo Paese.

Parallelamente, al festival della fotografia europea di Reggio Emilia l’ospite d’onore è stata la fotografia iraniana, entrambe le occasioni ci offrono uno sguardo sull’Iran .

Iran nelle foto di viaggio di Licia Faggella

Festival della fotografia europea di Reggio Emilia : uno sguardo sull’Iran

Il  30 aprile 2018 ore 21.00 evento dedicato al regista Abbas Kiarostami

al Cinema Rosebudvia Medaglie d’Oro della Resistenza, 6, Reggio Emilia76 minuti e 15 secondi con Abbas Kiarostami (76 Minutes and 15 Seconds with Abbas Kiarostami) regia di Seifollah Samadiam (Iran, 2016) 76′ v.o. sott. ita.

Film di montaggio appositamente realizzato da Seifollah Samadian, fedele amico e storico collaboratore del regista che, per oltre venticinque anni ne aveva filmato l’attività e raccolto le riflessioni sul cinema, la fotografia, l’arte e la vita.

La serata sarà presentata da Marco Della Nave, autore de Il Castoro dedicato ad Abbas Kiarostami.

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Domenica 10 giugno arriva a Reggio Emilia Italia Photo Marathon, l’evento che coniuga  la passione per la fotografia e la promozione del territorio. Può partecipare chiunque sia dotato di un mezzo fotografico digitale, l’appuntamento è per domenica 10 giugno al Click Point allestito in Piazza Prampolini alle ore 10.

Ma come funziona questa originale maratona? Durante l’arco della giornata verranno assegnati 9 temi fotografici e 1 tema video, i maratoneti dovranno farsi guidare dai temi per ricercare e immortalare elementi inusuali e punti di vista originali della città.

Si può decidere se partecipare solo alla categoria “foto”, solo alla categoria “video” o a entrambe, le foto scattate e i video fatti durante la giornata dovranno essere poi caricati entro la mezzanotte di lunedì 11 sul portale dell’evento. Una giuria valuterà tutti i risultati e decreterà i vincitori per coerenza al tema, correttezza formale e creatività. Tantissimi premi in palio come macchine e attrezzature fotografiche, buoni acquisto e abbonamenti!

La quota di partecipazione è di 15€ e comprende il kit di gara e la maglietta ufficiale dell’evento.

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Il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia mette al centro la sperimentazione fotografica e l’uso della fotografia per un patrimonio collettivo di storia comune è il caso della  su Lenin Montanari i cui curatori della mostra Giovanni Braglia e Guglielmo Gioni hanno vinto il concorso Off

Storia di Lenin Montanari : contadino, poeta uomo libero .

I talentuosi vincitori del concorso OFF 2017 tornano con un progetto dedicato a un personaggio singolare che, in una cittadina della Bassa, ha costruito la propria rivoluzione.

La Rivoluzione bolscevica del 1917 fu un momento epocale in grado catalizzare timori, speranze e azioni di milioni di uomini. Anche a migliaia di chilometri di distanza. Anche per i decenni successivi. Così può capitare ancora oggi di trovare in giro per il mondo numerose biografie in qualche modo toccate dagli eventi dell’Ottobre.
Tra queste ce n’è una nella campagna poco distante da Reggio Emilia. Nella cittadina di Bagnolo in Piano vive Lenin Montanari. Il nome che gli è stato dato una settantina d’anni fa implicava già un’origine precisa (il mondo rurale emiliano del dopoguerra con il suo desiderio di emancipazione) e un destino probabile: una vita all’insegna dell’ideale indicato del garante carismatico della Rivoluzione.

Montanari, contadino e poeta, ha deviato dalla “linea di condotta” prefigurata. Si è legato alla terra, ad alcuni valori saldi, a un modo di vivere solitario e discreto, lontano dai clamori dell’attualità, dalle seduzioni del progresso e dell’impegno comunemente inteso.

I giovani Tommaso Giovanni Braglia e Guglielmo Gioni, già vincitori del circuito OFF 2017, hanno raccolto i segni di questa epica personale e costruito il racconto di un altro modo di intendere l’utopia. Tante, infatti, sono le strade per conquistare il Palazzo d’Inverno…

L’intervista a Guglielmo Gioni curatore del catalogo, assieme a Giovanni Braglia del catalogo su Lenin Montanari

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La fotografia di Elio Ciol (1929-)  è un racconto fatto di luoghi e personaggi, protagonisti della storia che le rivoluzioni e gli ideali contemporanei stanno trasformando. Le rovine delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Leptis Magna sono piena testimonianza di queste alterazioni del tempo e della società, ma negli scatti di Ciol conservano, intatto, il fascino della storia. Un fascino che si ritrova soprattutto nei paesaggi, in cui Ciol ha totalmente rivoluzionato la sua narrazione fotografica scomponendo le immagini in dittici e trittici per far si che le figure e i luoghi dialoghino tra loro, per far comprendere quel profondo e atavico rapporto che lega l’uomo alla natura, così come aveva fatto Francesco D’Assisi.

L’incontro con uomini rivoluzionari si è concretizzato a Casarsa, cittadina friulana di cui è figlio, dove ha conosciuto e immortalato lo spessore e la profondità di Pierpaolo Pasolini, uno tra i più importanti e rappresentativi intellettuali del XX secolo che ha saputo mettersi in gioco con la sua passione e il suo coraggio.

Nelle immagini di Ciol il mondo contadino e popolare, il legame spirituale che unisce l’uomo al mondo, fa da sfondo alle utopie contemporanee che i musei e le collezioni fotografiche internazionali hanno scelto di raccogliere.

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2018/mostra/elio-ciol/

 

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Il ’68 introduce delle forti trasformazioni nel costume , nel modo di concepire e vivere la sessualità , la mostra ne dà un’ampia visione con fumetti, fotografie, trailer cinematografici, testimonianze d’epoca.

 

SEX & REVOLUTION! IMMAGINARIO, UTOPIA, LIBERAZIONE (1960-1977)
A cura di Pier Giorgio Carizzoni. Direzione scientifica di Pietro Adamo
Realizzazione: Associazione Culturale Dioniso

La mostra indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, brani musicali, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro.

Il percorso espositivo, suddiviso per aree tematiche, è scandito da alcuni oggetti simbolo: pillola anticoncezionale, vibratore, accumulatore orgonico, super 8, frusta, minigonna. Dagli studi freudiani di fine Ottocento alle ricerche di Wilhelm Reich fino alle prime ricerche di sessuologia che aprirono la strada a rilevanti battaglie politiche e culturali si passa all’approfondimento del rapporto tra sesso e letteratura e ai percorsi della censura e dei processi che colpirono autori quali Lawrence, Miller e altri. I mutamenti di costume innescati da questi processi culturali – tra gli anni cinquanta e sessanta – favoriscono la creazione di prodotti cinematografici ed editoriali fortemente innovativi. In mostra le prime copertine di riviste internazionali come Playboy (le foto delle dive di Angelo Frontoni) e Penthouse, delle omologhe italiane Playmen e Le Ore.

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2018/mostra/sex-revolution-immaginario-utopia-liberazione-1960-1977/

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https://www.fotografiaeuropea.it/fe2018/mostra/luca-campigotto/

Luca Campigotto ci conduce dalla Cina del passato, con magnifiche vedute di paesaggi tradizionali, all’irriconoscibile Cina del presente. Pechino, Shanghai e Hong Kong ci appaiono luoghi mai visti prima: non tanto per le nuove, straordinarie costruzioni, quanto per la loro luce sorprendente. Un mix di neon, LED, vapori di sodio, fluorescente e tungsteno, mischiati alla luce solare. Colori travolgenti, quasi extraterrestri: come una pista di atterraggio sul pianeta Krypton di notte. Tutto è color pesca, rosa, malva, giallo, e gli edifici emettono bagliori al cromo…

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