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Archive for the ‘Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia 2019’ Category

 

C’è una nuova collaborazione tra PHmuseum e Fotografia Europea!

In questi giorni si è aperta la call PHmuseum 2019 Women Photographers Grant. Giunto alla terza edizione, la mission del premio rimane quella di sostenere la crescita delle nuove generazioni e promuovere storie narrate da una prospettiva femminile, rispondendo al contempo alla necessità di lavorare per la parità di genere nel settore.

Fotografia Europea supporta l’iniziativa: il direttore artistico del festival selezionerà un progetto tra quelli arrivati che verrà presentato nell’edizione 2020.

Possono partecipare donne e professionisti non-binary di tutte le età e di tutti i paesi, che lavorano in diversi ambiti della fotografia. In palio £ 10.000, 3 pubblicazioni su Vogue Italia, una mostra personale a Fotografia Europea e tante altre opportunità.

Come si partecipa?

Now let’s talk with our English speaking friends…
There is a new partnership with PHmuseum!

The PHmuseum 2019 women photo Photographers Grant is now open for submission. Moving into the third edition, the grant’s mission remains to support the growth of the new generations and promote stories narrated from a female perspective, while responding to the need to work for gender equality in the industry.

Fotografia Europea supports the grant: festival’s Artistic Director will select a project, among all the submissions, which will be granted a solo show during the next edition.

The call is open for female and non-binary professionals of all ages and from all countries working in diverse areas of photography. The prizes will include £ 10,000 in cash prizes, 3 features on Vogue Italia, a solo show at Fotografia Europea Festival and much more!

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La Pietra di Bismantova è quel massiccio roccioso dall’inconfondibile ed isolato profilo a forma di nave che contraddistingue il paesaggio dell’Appennino Reggiano. Con una lunghezza di 1 km, una larghezza di 240 m ed un’altezza di 300 m, sull’altopiano che le fa da base, è un gigantesco esempio di erosione residuale.La sua formazione risale al Miocene medio inferiore, ovvero a circa 15 milioni di anni fa, epoca in cui questa calcarenite, poggiata su una base di marne argillose, si è formata in ambiente marino poco profondo in una fase di clima tropicale, fatto testimoniato dal contenuto paleontologico rinvenibile: gusci di molluschi, alghe calcaree, spicole di spugna, denti di pesce. In realtà si tratta di quello che resta di una ben più estesa placca arenacea in parte smantellata, perchè interessata da faglie e fratture, e plasmata dall’erosione durante lo scorrere dei millenni: fanno fede di ciò i grossi blocchi staccatisi e giacenti in parte alla base delle pareti verticali, che superano i 100 m.

Per quanto riguarda la vegetazione, la Pietra è caratterizzata da ambienti molto differenti fra loro, che comprendono una grande varietà di situazioni. Dalle zone boscate, prevalentemente a Roverella, a quelle arbustate di Ginepro, Biancospino e Rosa di macchia. Dai versanti più freschi, che ospitano anche il Nocciolo, l’Acero campestre, il Carpino Nero e qualche Tiglio, al caratteristico e diffuso Maggiociondolo, dalla suggestiva fioritura gialla in tarda primavera. Dalle aree detritiche ricoperte da materiali rocciosi, dove si possono trovare specie xerofile di notevole importanza fitogeografia, come l’Elicriso italico, il Timo Serpillo, il Bromo Eretto, la Cornilla Minima, la Globularia Vulgaris, al pianoro sommitale, un tempo adibito a pascolo, oggi inutilizzato e segnato dall’espansione del bosco sulla superficie prativa a graminacee.

Queste particolarità rendono la Pietra un elemento del paesaggio così unico e rappresentativo, che è diventato oggi un emblema di questi luoghi, impresso nell’immagine identitaria delle genti che li abitano e dei visitatori che li indagano. Alcuni recenti studi sociologici sulla percezione del paesaggio hanno mostrato quanto la Pietra di Bismantova sia diventata importante per le persone ed ha fatto emergere un problema: il bosco, ai giorni nostri incolto, che tende ad espandersi ed a mimetizzare la forma del massiccio roccioso, andando così a ridurne l’immagine caratteristica. Alcuni progetti ed interventi sono già stati elaborati al fine di controllare questa tendenza e di proteggere l’identità paesistica della Pietra di Bismantova, quella pietra che già Dante aveva cantato nei versi della sua Commedia.

Jacopo Albertini  al Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia  la descrive nelle  sue immagini

 

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Un concorso che ha attratto fotoamatori che hanno fotografato l’Emilia Romagna e un comitato si selezione presieduto da Nino Migliori per esporre i risultati acquisiti
L’Emilia-Romagna al centro di scatta la cultura al Festival della fotografia europea di Reggio Emilia

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Accanto a Maestri della fotografia di chiara fama le elaborazioni dei fotografi under 35
E’ sempre il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia che fa crescere sia la nostra percezione delle immagini che il mondo di rendere le ricerche visibili .

Fabrizio Albertini indaga sulle “Radici”.

Silvia Bigi indaga sulle cicatrici. Quando Silvia era piccolissima suo padre ebbe un incidente in aereo, perirono tutti lui riuscì a ritrovare sia pure in stato di choc la sua casa e riabbracciare la sua famiglia. Dalla percezione di questo trauma l’autrice non ha ricordi e dedica alle ferite profonde della psiche una rassegna.

Jacopo Valentini svolge una indagine sulla pietra di Bismantova (di più : http://www.parcoappennino.it/pagina.php?id=42)


Marta Giaccone ricorda Elsa Morante in un suo viaggio a Pantelleria con la lettura di “L’isola di Arturo) nelle sue immagini

Jacopo Pasqui è il vincitore del concorso under 35 : ”

Ha superato la concorrenza degli altri talenti iscritti al concorso Under 35 legato a Fotografia Europea. Il suo lavoro N osserva con occhio felliniano la vita dei giovani trentenni di provincia.REGGIO EMILIA – E’ Iacopo Pasqui il vincitore della settima edizione di Giovane Fotografia Italiana. Classe 1984, fiorentino, vive a Pescara. A lui è andato il premio di duemila euro previsto dall’iniziativa dedicata agli under 35 all’interno di Fotografia Europea. Il suo lavoro dal titolo Nosserva con occhio quasi felliniano la vita dei giovani trentenni di provincia, in bilico tra il desiderio di chi parte di costruirsi un futuro diverso e il legame di chi resta con le radici, tra l’ambizione lavorativa e le sirene di una vita tranquilla.” https://www.reggionline.com/giovane-fotografia-italiana-vincitore-iacopo-pasqui/

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Il Giappone ospite speciale del Festival della fotografia europea 2019 il lavoro fotografico maxi di questo intervento che offre nella specularità il positivo e il negativo di una immagine. In questa immagine condivisa si vede anche il complesso monumentale non finito e l’installazione di Opere connettendo sia nelle foto che nell’ambiente spazi temporali e tempi diversi dal presente.

PHOTOGRAPHIC UNIVERSE di Kenta Cobayashi

 

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Master of photography il contest di Sky arte al Festival della fotografia di Reggio Emilia nel contesto dei Chiostri di San Domenico appena restaurati

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Legami intimità relazioni e nuovi mondi  in questo caso la religiosità sul territorio al festival della fotografia europea di Reggio Emilia

Festival della fotografia europea di Reggio Emilia l’accoglienza una mostra ad ingresso libero che sviluppa i Legami in questo caso con la musica

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