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Archive for the ‘Formazione e formazione permanente’ Category

 

Inaugurazione: 27 aprile 2018, ore 18
Periodo mostra: 28 aprile – 22 luglio 2018

Galleria Civica di Modena
Sale superiori, Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103, Modena

Inaugura venerdì 27 aprile 2018 alle ore 18 alla Galleria Civica di Modena la mostra A cosa serve l’utopia, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, prodotta da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE nell’ambito del festival Fotografia Europea dedicato quest’anno al tema “RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie.”

Il titolo della mostra è tratto dal paragrafo “Finestra sull’utopia” del volume Parole in cammino di Eduardo Galeano (1940-2015). Lo scrittore uruguaiano descrive l’utopia come un orizzonte mai raggiungibile, che si allontana da noi di tanti passi quanti ne facciamo. Chiedendosi “a cosa serve l’utopia”, si risponde “a camminare”.

Coniato nel Cinquecento da Thomas More, il termine utopia è passato progressivamente nel corso dei secoli a indicare non solo un luogo astratto o irraggiungibile, ma anche un progetto di società possibile, in cui perseguire obiettivi concreti come l’uguaglianza sociale, i diritti universali, la pace mondiale. Le rivoluzioni del Novecento ne hanno delineato una duplice natura: da una parte sogno concreto, speranza nel cambiamento, fiducia nel futuro; dall’altra capovolgimento in distopia, un modello di società che reprime le libertà dell’uomo e lascia un’amara disillusione verso gli ideali infranti o traditi.

La mostra esplora la tensione tra queste due dimensioni attraverso una selezione di fotografie e video di artisti e fotografi italiani e internazionali, provenienti dai patrimoni collezionistici gestiti da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e appartenenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e al Comune di Modena/Galleria Civica, nello specifico la Raccolta della Fotografia avviata nel 1991 con la donazione della raccolta dell’artista e fotografo modenese Franco Fontana.

Le opere delle collezioni modenesi sono poste in dialogo con una serie di immagini scelte dagli archivi della Magnum, la prestigiosa agenzia fondata a New York e Parigi nel 1947 da Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e David Chim Seymour. Le fotografie Magnum, stampate su grande formato, ritraggono attraverso l’occhio di celebri fotoreporter come Abbas, Bruno Barbey, Ian Berry e Alex Majoli, momenti culminanti di rivolta divenuti iconici nell’immaginario collettivo come il Sessantotto a Parigi e Tokyo, la caduta del Muro di Berlino nel 1989, oppure il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti negli anni Sessanta fino alla Primavera araba.

A cosa serve l’utopia istituisce una duplice dialettica: quella tra la ciclica alternanza di costruzione e frantumazione di un ideale, ma anche un dialogo serrato tra immagini create per differenti scopi — le une usate per raccontare a caldo sui media l’attualità politica, le altre per riflettere a freddo su fallimenti e cambiamenti, eredità e prospettive — che dà vita a un confronto tra pratiche fotografiche apparentemente contrastanti eppure profondamente connesse.

Il percorso espositivo inizia con uno scatto emblematico del 1968 in cui studenti parigini, fotografati da Bruno Barbey si passano di mano in mano dei sampietrini. Segue Omaggio ad Artaud di Franco Vaccari che celebra il potere dell’invenzione linguistica di far immaginare ciò che non esiste, e prosegue con alcune immagini evocative dell’utopia comunista: dopo la gigantografia di Lenin fotografata da Mario De Biasi a Leningrado (1972), appare l’immagine creata dal rumeno Josif Király di alcuni ragazzi che nel 2006 passano il tempo libero seduti su una statua abbattuta del leader sovietico. Piazza San Venceslao a Praga nel 1968, fotografata da Ian Berry e gremita di giovani che si ribellavano all’occupazione russa, fa da contraltare alle opere che mostrano la sorte beffarda che subiscono talvolta le icone delle rivoluzioni: è il caso della serie Animal Farm (2007) della ceca Swetlana Heger, che mostra sculture di animali presenti nei parchi di Berlino le quali, secondo le informazioni raccolte dall’artista, sarebbero state realizzate con il bronzo della monumentale statua di Stalin rimossa nel 1961 dalla Karl-Marx-Allee; oppure di Sale of Dictatorship (1997-2000) dello slavo Mladen Stilnović, in cui i ritratti di Tito passano dalle vetrine dei negozi alle bancarelle dei mercatini di memorabilia.

Il percorso prosegue con alcune immagini riferite al Medioriente e ai suoi conflitti mai sanati: da quello iraniano con la rivoluzione khomeinista, testimoniata da uno scatto di Abbas nel 1978 e la rilettura fatta di quegli eventi in Rock, Paper, Scissors (2009) da Jinoos Taghizadeh — che marca l’enorme distanza che separa speranze di cambiamento e realtà — al conflitto israelo-palestinese, evocato dalle torri militari di avvistamento presenti in Cisgiordania che Taysir Batniji ha chiesto di documentare clandestinamente a un fotografo palestinese (2008), fino alle lettere che un detenuto libanese, imprigionato durante l’occupazione israeliana nel Libano meridionale, ha inviato dal carcere ai suoi cari e che Akram Zaatari ha fotografato nel lavoro Books of letters from family and friends (2007). Completa questo gruppo di opere uno scatto di Charles Steele-Perkins che racconta proprio quei disordini del 1982.

La difesa della memoria storica intesa non solo come un omaggio alle vittime delle ingiustizie passate, ma anche come un atto di resistenza contro quelle future, è presente nella ricerca condotta in Cile da Patrick Zachmann sui luoghi teatro dei crimini del regime di Pinochet. Una serie di ritratti (tra gli altri di Francesco Jodice, Luis Poirot, Melina Mulas) incarnano altrettante e diverse forme di resistenza attive e passive, che si oppongono tanto a brutali repressioni quanto a forme di segregazione o controllo sociale in Tibet come in Giappone o in Tunisia. Due fotografie del 1963 di Leonard Freed rappresentano il sogno di uguaglianza del Movimento per i diritti civili in America. Il breve video dell’artista di origini peruviane Ishmael Randall Weeks rende onore, con una poetica metafora, a chi lotta per non cadere. Le opere di Filippo Minelli e del collettivo Zelle Asphaltkultur, pur frutto di azioni artistiche assai differenti (l’innesco di fumogeni colorati in contesti naturali idilliaci il primo, la realizzazione illegale di grafiche di esplosioni su vagoni ferroviari il secondo), sfruttano l’immaginario comune legato ai disordini e alla violenza per riflettere sul senso che esso assume nel mondo contemporaneo. La mostra si chiude con una delle utopie oggi più diffuse, quella pacifista, che proietta sull’intera comunità umana il sogno dell’assenza di conflitto e di una fratellanza universale. Il video di Yael Bartana A Declaration (2006) in cui un uomo a bordo di un’imbarcazione approda su uno scoglio dove campeggia una bandiera israeliana e la sostituisce con un albero di ulivo, sembra indicarci ciò che è necessario per perseguire questo ideale: visionarietà, coraggio, simboli condivisi, poesia.

Galleria Civica di Modena e Fondazione Fotografia Modena fanno parte – insieme a Museo della Figurina – di FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, istituzione diretta da Diana Baldon e dedicata alla presentazione e alla promozione dell’arte e delle culture visive contemporanee.

Con opere di: Abbas, Bruno Barbey, Yael Bartana, Taysir Batniji, Ian Berry, Fabio Boni, Mario De Biasi, Leonard Freed, Paula Haro Poniatowska, Swetlana Heger, Alejandro Hoppe, Jorge Ianiszewski, Francesco Jodice, Iosif Király, Alex Majoli, Filippo Minelli, Daido Moriyama, Melina Mulas, Oscar Navarro, Ulises Nilo, Luis Poirot, Mark Power, Ishmael Randall Weeks, Aldo Soligno, Chris Steele-Perkins, Mladen Stilinović, Jinoos Taghizadeh, Franco Vaccari, Pedro Valtierra, Akram Zaatari, Patrick Zachmann, Zelle Asphaltkultur.

biglietti

intero 6 €

ridotto 4 €
– per gruppi di almeno 10 persone con prenotazione, studenti certificati dai 18 ai 26 anni, guide turistiche con tesserino in corso di validità, abbonati Trenitalia (abbonamento regionale Emilia Romagna annuale, mensile, settimanale), soci Coop Alleanza 3.0, iscritti FAI, soci Touring Club Italiano con accompagnatore, abbonati stagione teatrale del Teatro Comunale di Modena ed Emilia Romagna Teatro, possessori youngERcard
– a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea

Con il biglietto di ingresso alla mostra A cosa serve l’utopia si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea, da 15 € a 12 €

gratuito
under 18 e over 65, disabili con accompagnatore, scuole: classi di ogni ordine e grado accreditati e accompagnati dal rispettivo docente, studenti certificati della scuola di alta formazione di Fondazione Fotografia, giornalisti accreditati o con tesserino in corso di validità, tesserati AMACI, tesserati ICOM, il primo accompagnatore di un bambino sotto i 10 anni

ingresso libero
ogni prima domenica del mese (iniziativa Mibact #domenicalmuseo)
19 maggio in occasione della Notte Europea dei Musei (ore 19-24)

servizi educativi

visite guidate
durante l’orario di mostra rientrano nel costo del biglietto (cumulativo o singolo) valido per accedere alla mostra e non prevedono costi aggiuntivi

laboratori didattici
per bambini fino ai 10 anni (con un accompagnatore adulto) sono gratuiti. I laboratori per le scuole, svolti anche fuori dall’orario di mostra, sono gratuiti

eventi collaterali
rientrano nel costo del biglietto (cumulativo o singolo) valido per accedere alla mostra
Immagine in home: Mladen Stilinović, Sale of Dictatorship, 1977-2000, Stampa a getto d’inchiostro, 18 x 28 cm © l’artista. Courtesy Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Tipo di evento
Mostra
Periodo
28/04/2018 al
22/07/2018
Sede
Palazzo Santa Margherita
Inaugurazione
27 aprile 2018, ore 18
A cura di
Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi
Organizzazione e produzione
Fondazione Modena Arti Visive-Galleria Civica di Modena in collaborazione con Fotografia Europea, Magnum Photos e Contrasto
Orari
Mercoledì-venerdì, 10.30-13 / 16-19
Sabato, domenica e festivi, 10.30-19
Ingresso

Informazioni
tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932
http://www.galleriacivicadimodena.it
Ufficio Stampa
Irene Guzman
T. +39 349 1250956
Email i.guzman@fmav.org

https://www.comune.modena.it/galleria 

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martedì
17 aprile 2018
ore 21

Cina e Occidente
per un dialogo sapienziale

Amina Crisma
docente di Filosofie dell’Asia Orientale – Università di Bologna
Antonio Olmi o.p.
Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna

Cina e Occidente : per un dialogo sapienziale
Come osserva Paolo Prodi in uno dei suoi ultimi libri, “la Cina non soltanto è una potenza che ci sovrasta, ma sta entrando dentro di noi” : il suo crescente protagonismo negli scenari della globalizzazione non è solo di natura economica e geopolitica, ma si configura anche come una vera e propria trasformazione antropologica, come un vasto e profondo mutamento degli orizzonti spirituali del mondo in cui viviamo. Come interpretare questo complesso fenomeno, non privo di tensioni, di contrasti e di implicazioni conflittuali, che rischiano di svilupparsi nel modo più indesiderato, anche se certamente non imprevedibile? Da un lato, prendendo sul serio le implicazioni della <trappola di Tucidide>, secondo cui il mondo è troppo piccolo per due potenze imperiali che si contendano il primo posto; solo un dialogo sapienziale (non puramente diplomatico o economico) come quello insegnato da P. Matteo Ricci quattro secoli fa e capace di mostrarsi efficace nell’alleviare i problemi sociali della Cina contemporanea, potrebbe avvicinare i due interlocutori.  Dall’ altro lato, svolgendo in modo approfondito una rinnovata riflessione sulle esperienze di dialogo interculturale fra Occidente e Cina, a partire da una rilettura di antiche fonti sapienziali che ne costituiscono gli oggetti privilegiati e nelle quali, come asserisce un maestro quale Pier Cesare Bori, è possibile rintracciare “risorse per un consenso etico fra culture”.
Salone Bolognini
Convento San Domenico
Piazza San Domenico 13 Bologna

GHISILARDI INCONTRI
giovedì
19 aprile 2018
ore 17

Cappella Ghisilardi

In collaborazione con ERT – Teatro Nazionale

Maryam

Adriana Valerio
storica e teologa – docente di Storia del Cristianesimo all’Università Federico II – Napoli

con la partecipazione di
Ermanna Montanari
Marco Martinelli
della compagnia del Teatro delle Albe

coordina
Marzio Badalì

Cappella Ghisilardi
Piazza San Domenico 12  Bologna
Lo spettacolo, che andrà in scena all’Arena del Sole il 18 e 19 aprile 2018 ore 21, è in quattro movimenti, (Preghiera di Zeinab, Preghiera di Intisar, Preghiera di Douha, Maryam); Maryam è Maria, che nel Corano è la Madre di Gesù. Maryam ci dice quanto questa figura sia centrale nella cultura islamica. In tempi di terrorismi e di ferocia come quelli che stiamo vivendo, che le cronache di tutti i giorni ci testimoniano, Maryam è la “donna dell’incontro”, colei che rappresenta un ponte tra il cristianesimo, l’islam e la cultura contemporanea.
Ermanna Montanari, sola in scena, dona voce e corpo a tre donne palestinesi che condividono con Maria il dolore per la morte dei figli e dei fratelli dovute all’ingiustizia e agli orrori del mondo. Donne che si rivolgono a lei per chiedere consolazione o per gridare la propria rabbia, per reclamare vendetta, o semplicemente per invocare una risposta al perché della guerra e della violenza. Madri che la invocano come accade in tanti santuari musulmani del Medio Oriente e del Maghreb.
< L’idea di Maryam viene da lontano – ha dichiarato Doninelli, autore del testo teatrale – precisamente dalla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth dove mi recai tra il 2005 e il 2006. Lì assistetti allo spettacolo di una fila quasi ininterrotta di donne musulmane che entravano nella basilica per rendere omaggio alla Madonna. Conoscevo già  la  devozione dei musulmani per Maria, ma quella visione mi colpì ugualmente per la sua solennità, per la certezza fiduciosa che quelle donne mi trasmettevano …>

Info: Centro San Domenico – piazza San Domenico 12 – 40124 Bologna
tel 051 581718 – fax 051 3395252 – 3404817977- www.centrosandomenico.it

LE ATTIVITÀ DEL CENTRO SAN DOMENICO SONO REALIZZATE GRAZIE AL CONTRIBUTO DI :
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, MARCHESINI GROUP, UNICREDIT BANCA, BCC FELSINEA CREDITO COOPERATIVO, cASSA RISPARMIO DI BOLOGNA,  COOPalleanza 3.0, FONDAZIONE UNIPOLIS, GVM (Gruppo Villa Maria)

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Ai “Martedì di San Domenico una conferenza su Seneca e il tempo” tenuta dal prof. Ivano Dionigi

La conferenza :

http://www.lepida.tv/video/i-marted%C3%AC-di-san-domenico-39

La scheda del Centro San Domenico sulla conferenza :

La cultura classica, caratterizzata dalla visione ciclica del tempo  e dall’assenza di speranza, a fronte della novità cristiana, caratterizzata dalla visione lineare del tempo e dal messaggio della speranza; la riflessione senecana sul tempo identificata con la meditatio vitae e soprattutto con la meditatio mortis; il sacrificio del presente sull’altare del futuro e dell’avvento dell’uomo nuovo affidato all’illuminismo e alle varie ideologie infuturanti della modernità; la delusione cocente alla fine del secolo scorso per il fallimento delle utopie e il ritorno alla dimensione del presente da vivere e possedere; e, ora, l’insoddisfazione per un presente più subìto che vissuto, e soprattutto lo smarrimento e il disagio per la perdita della dimensione del tempo come memoria e come progetto: una dimensione sfrattata dalla signorìa dello spazio. Un deficit, quello del tempo e della storia, il cui prezzo maggiore è pagato dalle nuove generazioni che riducono la vita a unica proprietà dei viventi e non anche dei trapassati e dei nascituri.

Riflessione fondamentale e per noi urgente, quella sul tempo, a fronte della duplice e concomitante rivoluzione: la rivoluzione tecnologica dei media digitali che ci trasforma in planetari per lo spazio ma – come ci ammoniva Eliot – “provinciali” per il tempo, e la rivoluzione sociale dell’immigrazione che – con l’affermarsi imperioso dei due fattori della geografia e della demografia – soppianta il primato europeo ed eurocentrico della storia. In queste condizioni l’Occidente sembra più che mai scontare la propria identità linguistica e davvero rivelarsi come “il Continente che tramonta” a fronte dell’Oriente, “il Continente che sorge”. In questa prospettiva non è difficile immaginare che tra cento anni, quando sarà fatta l’Europa, gli Europei non ci saranno più. 

Di questo ha parlato  con la lezione Seneca: c’era una volta il tempo il Prof. Ivano Dionigi, filologo classico, Presidente della Pontificia Accademia di Latinità e Direttore del Centro Studi La permanenza del Classico dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna della quale è stato Magnifico Rettore dal 2009 al 2015.

 

Nelle foto : un’opera di tattoo Art di #Artefiera2018 di Gabriele Pellerone che ha fatto un tattoo ad un suo dipinto di Seneca

Il prof. Ivano Dionigi al Centro san Domenico di Bologna

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Filosofi in famiglia: prende avvio la XIV edizione de “Il cortile dei perché, la filosofia con bambini e ragazzi”

 

Si apriranno lunedì 21 agosto le iscrizioni alla XIV edizione de “Il Cortile dei Perché”, l’iniziativa organizzata dalla Sezione Ragazzi della Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini con il contributo di SGR per la Cultura che, con tre incontri, dai primi giorni di settembre si svolgerà nella Corte della Biblioteca Gambalunga.

“Quando ci si meraviglia di qualcosa, ci si chiede perché, non ci si accontenta delle opinioni comuni, si dialoga, si ragiona, si fa qualcosa che possiamo chiamare filosofia – spiegano gli organizzatori – e con questi tre incontri bambini, ragazzi e genitori potranno  di sperimentare il dialogo filosofico, inteso come confronto con la diversità dei punti di vista, come riflessione critica e argomentazione, come ascolto e osservazione del mondo come problema, grazie al contributo di ognuno.”

Gli incontri sono riservati a bambini e ragazzi di età compresa tra 7 e 15 anni e ai genitori e avranno luogo, suddivisi per età, nel chiostro della Biblioteca Gambalunga di Rimini nei giorni 7, 8, 11 settembre:

Dalle ore 17.30 alle 18.30 sessione con i ragazzi dagli 11 ai 15 anni e a seguire dalle  17.30 alle 18.30 la sessione con i bambini dai 7 ai 10 anni e dalle 18.30 alle 19.30 la sessione con i genitori con possibilità per i bambini e ragazzi di fermarsi in Biblioteca Ragazzi.

Ogni gruppo è guidato da un facilitatore della discussione. Si tratta di formatori teacher nel programma “Philosophy for Children” con esperienza maturata con bambini e ragazzi delle età coinvolte nel progetto. I facilitatori sono: il Prof. Piero Castellano e la Dott.ssa Giulia Negrini.

La XIV edizione del ‘Cortile dei Perché’ propone un’esperienza di condivisione del pensiero e del dialogo filosofico tra genitori e figli. Coniugando la Philosophy for Children con la Philosophy for Community, bambini, ragazzi e adulti si impegneranno a confrontarsi ed argomentare intorno ai temi che emergeranno nelle loro distinte Comunità di Ricerca. Oltre le finalità costitutive della Philosophy for Children e Community orientate allo sviluppo del pensiero critico, creativo e caring (affettivo-valoriale), cioè del pensiero complesso, questa esperienza è stata pensata anche come un’occasione che offre delle nuove possibilità al dialogo tra genitori e figli.

L’iniziativa è organizzata dalla Sezione Ragazzi della Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini (tel. 0541.704486). Qui si raccolgono le iscrizioni (Euro 10 per bambini e ragazzi, ed Euro 10 per genitori) a partire dal 21 agosto fino ad esaurimento posti disponibili.

Per iscriversi è necessario recarsi di persona presso la Biblioteca Ragazzi durante gli orari di apertura (da lun. a sab. ore 8-13).

Informazioni e iscrizioni: Biblioteca civica Gambalunga Ragazzi Tel. 0541.704486; emailbiblioteca.ragazzi@comune.rimini.it

 

 

L’Ufficio Stampa

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Tre giorni di eventi , appuntamenti, incontri la Repubblica delle Idee, che ha scelto Bologna come luogo di incontri, sul tema : “Orientarsi nel disordine del mondo” e, contemporaneamente, l’evento internazionale sulla cultura dell’Ospitalità Mens-a curato da Beatrice Buscaroli che  ha visto come conferenziere  al Centro San Domenico, Sala Bolognini Agnes Heller  parlare de : “la nostra umana imperfezione” con Wlodek GoldKorn.

Beatrice Buscaroli nella foto

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Ha avuto luogo, nei giorni scorsi, una conferenza del prof. Ivano Dionigi (già Rettore dell’Università di Bologna per due mandati ) al Centro San Domenico, dal titolo  “la parola e la politica”. La conferenza è imperdibile, per chi volesse ascoltarla :

http://www.lepida.tv/video/sconosciuto-0

http://www.lepida.tv/i-marted%C3%AC-di-san-domenico-0

La parola, il logos, come afferma Aristotele, è la marca distintiva dell’uomo che lo differenzia dagli animali che ne sono privi (a-loga). Pertanto non solo alcuni studiosi, ma tutti dobbiamo essere “filo-logi”, vale a dire “amici e curatori della parola”. Essa, ci insegna Cicerone, può costruire o distruggere la Respublica, a seconda che sia praticata dai demagoghi o dai saggi, perché può edificare o distruggere le città, cancellare o redigere costituzioni, far scoppiare o far cessare le guerre. Essa ha un duplice taglio, un duplice segno: positivo o negativo, a seconda che sia sim-bolica, nel segno dell’unità, o dia-bolica, nel segno della divisione. Fondamentale che il logos coinvolga e attraversi l’altro facendosi dia-logos, dialogo appunto. Una domanda si impone: che ne è oggi della parola? Come mai nell’era del web planetario e del maximum di mezzi di comunicazione, minima è la comprensione? Costruttori di una quotidiana Babele linguistica, viviamo nel bisogno e nell’attesa di una pentecoste laica che ci consenta di leggere il mondo e di capirci ognuno nella propria lingua. (citazione dalla pagina dell’evento su Lepida. Abstract) 

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il prof. Ivano Dionigi con Isabella Seragnoli

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