Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Fotografia ai tempi del Covid’ Category


https://artslife.com/2020/05/16/pensieri-di-un-artista-isolato-anna-rosati/?fbclid=IwAR2R4ZMal4mwxAR-F_ZxkEWIhXUrlu1KnLiwyP65uQfUsOMtorYmHcTBJRw

 

Anna Rosati e le sue riflessioni di artista “reclusa” al tempo del Coronavirus. Diari letterari tra confessioni e speranze, intimi e riflessivi
Non era mai successo. Nemmeno il coprifuoco della Guerra Mondiale era così rigido: tutti a casa, mattina, sera, notte. E non era mai successo che il rapporto, il contatto con l’”altro”, imprescindibile regola del vivere contemporaneo, diventasse il nostro peggior nemico. Ci voleva un pericolo invisibile, ancor più minaccioso proprio perché impalpabile, per costringerci a fare qualcosa che ormai non facciamo più: guardarci dentro. Vivere solo con noi stessi. Un riallineamento delle coscienze, che ci permette – o forse ci costringe – a rivedere certe cose con un’ottica diversa, più “pura”. Alcuni artisti italiani lo fanno con i lettori di ArtsLife: diari letterari tra confessioni e speranze, intimi e riflessivi, un ripensamento dell’arte come scelta di vita sociale. Ecco il contributo di Anna Rosati…

Sospensione del tempo
L’emergenza sanitaria ancora in corso ha modificato la scansione del nostro vivere, delle nostre giornate, creando una singolare sensazione di sospensione in cui il silenzio della città ha modificato, giorno dopo giorno, la percezione del presente, originando una atmosfera sempre più raccolta, rarefatta.

Sospensione del tempo

L’emergenza sanitaria ancora in corso ha modificato la scansione del nostro vivere, delle nostre giornate, creando una singolare sensazione di sospensione in cui il silenzio della città ha modificato, giorno dopo giorno, la percezione del presente, originando una atmosfera sempre più raccolta, rarefatta.

Anna Rosati

Anna Rosati e le sue riflessioni di artista “reclusa” al tempo del Coronavirus. Diari letterari tra confessioni e speranze, intimi e riflessivi

Non era mai successo. Nemmeno il coprifuoco della Guerra Mondiale era così rigido: tutti a casa, mattina, sera, notte. E non era mai successo che il rapporto, il contatto con l’”altro”, imprescindibile regola del vivere contemporaneo, diventasse il nostro peggior nemico. Ci voleva un pericolo invisibile, ancor più minaccioso proprio perché impalpabile, per costringerci a fare qualcosa che ormai non facciamo più: guardarci dentro. Vivere solo con noi stessi. Un riallineamento delle coscienze, che ci permette – o forse ci costringe – a rivedere certe cose con un’ottica diversa, più “pura”. Alcuni artisti italiani lo fanno con i lettori di ArtsLife: diari letterari tra confessioni e speranze, intimi e riflessivi, un ripensamento dell’arte come scelta di vita sociale. Ecco il contributo di Anna Rosati

Sospensione del tempo

L’emergenza sanitaria ancora in corso ha modificato la scansione del nostro vivere, delle nostre giornate, creando una singolare sensazione di sospensione in cui il silenzio della città ha modificato, giorno dopo giorno, la percezione del presente, originando una atmosfera sempre più raccolta, rarefatta.

‘Sbarramenti della proiezione’, dal progetto Odissea dell'Abbandono, © Archivio Fotografico Rosati
‘Sbarramenti della proiezione’, dal progetto Odissea dell’Abbandono, © Archivio Fotografico Rosati

In questo apparente immobilismo temporale, in cui improvvisamente si sono modificati i nostri punti di riferimento non solo spaziali, ma anche concettuali, ho voluto immergermi nuovamente in alcuni dei miei progetti più recenti, riconsiderandoli alla luce di queste nuove possibili proiezioni dell’esistenza.

Ripenso, tra tutti, a “Odissea dell’Abbandono”, esposto nell’Auditorium di San Bernardino a Morcone nel 2019, nell’ambito della rassegna “Imago Murgantia – Emergenze Artistiche” curata da Massimo Mattioli e Azzurra Immediato. Il concetto sul quale allora Mattioli aveva posto con forza l’attenzione, e che mi aveva particolarmente colpita, era quello di una vera e propria “emergenza” per l’arte, e mai come in questi giorni l’assunto di quel tema porta con sé la richiesta di una possibile soluzione, urgente e precisa. Molto mi lega a “Odissea dell’Abbandono”, perché riesce a trasmettere metaforicamente un pensiero antico che resta pur sempre attuale; si tratta del peregrinare infinito di un Ulisse contemporaneo, costantemente alla ricerca del proprio Io, ma che approda, a sua insaputa, in un universo silenzioso, sospeso e straniante in cui sopravvivono soltanto resti di imponenti oggetti di plastica abbandonati, trasformati dal passaggio del tempo in paradossali archeologie architettoniche. Ho voluto narrare quelle forme astratte del silenzio con inquadrature essenziali e colorazioni particolari per dare a queste immagini un’altra consistenza, restituendo anche cromaticamente lo smarrimento, la forma del vuoto.
In effetti credo che assenza e solitudine siano oggi più che mai le condizioni del nostro presente al tempo del virus, in cui l’uomo/Ulisse è di nuovo alla ricerca del proprio io e al tempo stesso attraversa sentieri reconditi, tentando di sconfiggere un nuovo mostro “invisibile”.

Anna Rosati
Anna Rosati e le sue riflessioni di artista “reclusa” al tempo del Coronavirus. Diari letterari tra confessioni e speranze, intimi e riflessivi
Non era mai successo. Nemmeno il coprifuoco della Guerra Mondiale era così rigido: tutti a casa, mattina, sera, notte. E non era mai successo che il rapporto, il contatto con l’”altro”, imprescindibile regola del vivere contemporaneo, diventasse il nostro peggior nemico. Ci voleva un pericolo invisibile, ancor più minaccioso proprio perché impalpabile, per costringerci a fare qualcosa che ormai non facciamo più: guardarci dentro. Vivere solo con noi stessi. Un riallineamento delle coscienze, che ci permette – o forse ci costringe – a rivedere certe cose con un’ottica diversa, più “pura”. Alcuni artisti italiani lo fanno con i lettori di ArtsLife: diari letterari tra confessioni e speranze, intimi e riflessivi, un ripensamento dell’arte come scelta di vita sociale. Ecco il contributo di Anna Rosati…

Sospensione del tempo
L’emergenza sanitaria ancora in corso ha modificato la scansione del nostro vivere, delle nostre giornate, creando una singolare sensazione di sospensione in cui il silenzio della città ha modificato, giorno dopo giorno, la percezione del presente, originando una atmosfera sempre più raccolta, rarefatta.

‘Sbarramenti della proiezione’, dal progetto Odissea dell’Abbandono, © Archivio Fotografico Rosati
In questo apparente immobilismo temporale, in cui improvvisamente si sono modificati i nostri punti di riferimento non solo spaziali, ma anche concettuali, ho voluto immergermi nuovamente in alcuni dei miei progetti più recenti, riconsiderandoli alla luce di queste nuove possibili proiezioni dell’esistenza.

Ripenso, tra tutti, a “Odissea dell’Abbandono”, esposto nell’Auditorium di San Bernardino a Morcone nel 2019, nell’ambito della rassegna “Imago Murgantia – Emergenze Artistiche” curata da Massimo Mattioli e Azzurra Immediato. Il concetto sul quale allora Mattioli aveva posto con forza l’attenzione, e che mi aveva particolarmente colpita, era quello di una vera e propria “emergenza” per l’arte, e mai come in questi giorni l’assunto di quel tema porta con sé la richiesta di una possibile soluzione, urgente e precisa. Molto mi lega a “Odissea dell’Abbandono”, perché riesce a trasmettere metaforicamente un pensiero antico che resta pur sempre attuale; si tratta del peregrinare infinito di un Ulisse contemporaneo, costantemente alla ricerca del proprio Io, ma che approda, a sua insaputa, in un universo silenzioso, sospeso e straniante in cui sopravvivono soltanto resti di imponenti oggetti di plastica abbandonati, trasformati dal passaggio del tempo in paradossali archeologie architettoniche. Ho voluto narrare quelle forme astratte del silenzio con inquadrature essenziali e colorazioni particolari per dare a queste immagini un’altra consistenza, restituendo anche cromaticamente lo smarrimento, la forma del vuoto.
In effetti credo che assenza e solitudine siano oggi più che mai le condizioni del nostro presente al tempo del virus, in cui l’uomo/Ulisse è di nuovo alla ricerca del proprio io e al tempo stesso attraversa sentieri reconditi, tentando di sconfiggere un nuovo mostro “invisibile”.

Anna Rosati, dal progetto ‘Km 0’ © Archivio Fotografico Rosati
La memoria storica, il concetto di catalogazione concettuale e i recenti cambiamenti dovuti all’emergenza sanitaria hanno restituito al mio sguardo anche un nuovo capitolo legato a una ricerca, che porto avanti già da molti anni, sul quartiere in cui vivo a Bologna: un progetto che presto troverà la sua naturale evoluzione trasformandosi in un libro. Il principio di cambiamento, la dimensione inconscia dell’archivio, sono alcuni dei motivi di interesse che hanno dato inizio al progetto “Km 0”. Una ricerca che si è sviluppata negli anni attraverso l’osservazione attenta del mio quartiere – Porto – luogo particolare a metà strada fra un antico passato, legato all’identità fluviale di Bologna, e un presente che ne vede il continuo sviluppo culturale.
Angoli, edifici, personaggi, sono parte fondante della sua intera identità che appare ogni giorno in continuo e instancabile cambiamento, mutata da importanti interventi di riqualificazione che ne trasformano inevitabilmente il tessuto architettonico e sociale.
Per me è sempre stata istintiva la necessità di cogliere attimi irripetibili, situazioni che solo mediante la fotografia avranno la possibilità di lasciare traccia, o di scandire un percorso urbanistico e collettivo segnato dallo scorrere del tempo e dalla convivenza tra passato, presente e futuro. Ed è su questo che oggi si sofferma maggiormente il mio pensiero, mi chiedo cioè quali tracce lascerà la comparsa del virus, quali mutazioni produrrà, quale epocale cambiamento antropologico investirà le nostre esistenze.
Nella mia ininterrotta ricerca rivolta al quartiere ho voluto, ad un certo punto, coinvolgere una collega fotografa residente a Londra, proponendole una visione parallela dei nostri rispettivi ambiti di residenza, una sorta di dialogo visivo tra Bologna e Londra, attraverso la fotocamera dei nostri smartphones, proprio perché strumenti strettamente legati all’immediatezza e alla comunicazione.
Nel 2017 il progetto “Km 0 Bologna/Londra” è stato esposto a Benevento, inaugurando la stagione espositiva di ARCOS – Museo di Arte Contemporanea Sannio, e grazie alla visionarietà del direttore Ferdinando Creta e alla cura di Azzurra Immediato, è stata anche la prima mostra realizzata con smartphone ad approdare in una importante sede istituzionale pubblica.

Dal progetto Tempus Spiritus, © Anna Rosati, Archivio Fotografico Rosati
Nel 2019 “Il canto della durata” fu il concetto sul quale Giuseppe Leone invitò alcuni artisti a riflettere all’interno di “VinArte”, rassegna artistica da lui ideata nella splendida cornice di Guardia Sanframondi (Bn) in cui, nella sezione di Fotografia curata da Azzurra Immediato, esposi un progetto a cui tengo particolarmente, “Tempus Spiritus”.
In esso ho scelto di indagare, con uno sguardo particolarmente intimo, gli spazi della Certosa Monumentale di Bologna, mantenendo un sottile confine tra esperienza esteriore e interiore e cogliendo, nell’inesorabile fluire del tempo, indefiniti segnali di precarietà: “Il ruolo di vita come ‘infinito apparato effimero’ ha generato nell’uomo la necessità di costruire architetture e simbologie atte a accogliere e trattenere ciò che passa, inafferrabilmente” si leggeva nel catalogo e, pensando alla parola “canto” accostata alla “durata” ho creato una narrazione in cui venisse rappresentato il tempo dello spirito, lì dove il corpo è trasmutato in altro eppure ancora si esprime tramite un melos (canto, appunto) inteso come litania, ponte tangibile verso l’inesplorato, il non detto, l’altrove.
Mai come ora il tempo dello spirito trova un collegamento con il tempo incerto della nostra esistenza, e credo che la fotografia oggi sia un importante mezzo di riflessione sempre più consapevole per analizzare e comprendere un presente in costante evoluzione.

Anna Rosati, dal progetto Cattedrali urbane © Archivio Fotografico Rosati
Una ricerca a cui mi dedico già da molti anni è quella del progetto “Cattedrali Urbane”, in cui lo spazio della città esiste e funziona solo come metafora, perché in questo caso ciò che mi interessa è l’idea di poter utilizzare sempre la medesima struttura architettonica, come topos concettuale, ripetendola, adattandola, cercando in ogni singolo scatto emozioni diverse. Attraverso alterazioni e sperimentazioni cromatiche metto in risalto alcune domande personali relative al concetto di elemento spaziale creato per accogliere l’uomo, rivelando, attraverso la sua forma archetipa e il suo contenuto affettivo, anche ciò che non esiste, mettendo quindi in dubbio gli stessi ambienti e le stesse linee architettoniche iniziali. Ogni immagine che produco è diversa, unica; pur ripetendo il medesimo soggetto, a volte anche la medesima inquadratura, stravolgo l’idea di fotografia documentale concettuale, poiché questo vuole essere prima di tutto un racconto visivo che costringe, trasfigurandolo, a decifrare – attraverso un profondo coinvolgimento emotivo – il concetto stesso di “casa”, come forma originaria della memoria del luogo urbano. Sto lavorando alla realizzazione di un libro, un oggetto particolare, che presto verrà alla luce e che proprio nella “sospensione” di questo nostro tempo sta attingendo nutrimento nuovo.

Per il futuro ho in serbo altri progetti fotografici, alcuni si sono fermati momentaneamente a causa della pandemia e quindi si realizzeranno non appena sarà possibile. Da qualche tempo sto lavorando insieme ad Azzurra Immediato, curatrice, e ad altri colleghi fotografi ad un progetto editoriale di cui seguirò anche la progettazione grafica; per ora stiamo organizzando la parte creativa, ma spero che avremo occasione per parlarne molto presto.

Anna Rosati

https://www.rosatistudio.it/

Read Full Post »

PHOTO ACTION PER TORINO”

Grandi fotografi donano una loro immagine per beneficenza.

Una “chiamata alle arti” ideata e coordinata

da Guido Harari e Paolo Ranzani.

Offerta di stampe fotografiche per contribuire al Fondo Straordinario Covid-19 di U.G.I. Onlus e Città della Salute e della Scienza di Torino

http://www.photoactionpertorino.org

Superati il lockdown e la prima fase dell’emergenza Covid-19, purtroppo permangono o emergono problematiche di lungo periodo. U.G.I. Onlus e Città della Salute e della Scienza di Torino le stanno affrontando con la creazione di un Fondo Straordinario Covid-19.

Dal 7  fino al 21 maggio “Photo Action per Torino”, il progetto ideato dai fotografi Guido Harari Paolo Ranzani insieme a Wall Of Sound Gallery, vuol essere una “chiamata alle arti” per contribuire alla creazione del Fondo Straordinario Covid-19.

All’appello hanno aderito più di 100 fotografi italiani e internazionali che a titolo gratuito hanno messo a disposizione del progetto una loro immagine che verrà stampata in un’edizione proposta per l’occasione alla cifra di 100 Euro.

Si tratta di fotografie classiche e inedite, rese disponibili per la prima volta in una “collezione” esclusiva per “Photo Action per Torino” che include:

– grandi icone del XX° secolo (Marilyn Monroe di Douglas Kirkland, David Bowie di Masayoshi Sukita, Salvador Dalì di Mimmo Dabbrescia, Maria Callas di Gianni Greguoli)

– musica (Bruce Springsteen di Frank Stefanko, Eddie Vedder di Danny Clinch, Patti Smith

e Robert Mapplethorpe di Norman Seeff, John Coltrane di Joe Alper, Ezio Bosso di Roberto Serra, Lucio Battisti di Gered Mankowitz, Mick Jagger di Robert Whitaker, Fabrizio De André di Luca Greguoli, Lou Reed e Laurie Anderson di Guido Harari, Pino Daniele di Cesare Monti, Lucio Dalla di Carlo Massarini, Liam Gallagher di Alessio Pizzicannella)

– spettacolo (Federico Fellini di Franco Bellomo, Massimo Troisi e Pino Daniele di Luciano Viti, Robert De Niro di Adolfo Franzò, Johnny Depp di Maurizio Galimberti, Vittorio Gassman di Claudio Porcarelli, Tilda Swinton di Fabio Lovino, Hanna Schygulla di Fulvia Farassino, Luca Zingaretti di Marina Alessi, il teatro di Lelli e Masotti)

– cultura (Eduardo De Filippo e Carmelo Bene di Angelo Turetta, Mario Rigoni Stern di Bruno Murialdo, Irvine Welsh di Alessandro Albert)

– reportage e travel (Uliano LucasPaola AgostiFrancesco RadinoFranco PagettiEric MeolaCristina ArrigoniFranco CarlisiPaolo VerzoneRenzo ChiesaRoger CoronaEnzo ObisoAnna RosatiVittore BuzziMatteo FantoliniMarco TurattiAnnalisa VandelliValentina Tamborra, architettura industriale di Gabriele Basilico, vita rurale di Mario Giacomelli, tradizioni religiose di Mario LaPorta, il circo di Mauro Raffini, il subcomandante Marcos di Maki Galimberti)

– moda (immagini di famose campagne internazionali e ricerche personali di Art KaneFranco Turcati, Toni Thorimbert, Paolo Ranzani)

 arte (Lello Esposito di Riccardo Piccirillo)

 ricerca (nudi d’autore di Franco Fontana, Settimio Benedusi e Gabriele Rigon, scomposizioni fotografiche di Joe Oppedisano, reinvenzioni di celebri opere d’arte di Mauro Balletti, meditazioni visive di Simone BramanteOberto Gili, Piero Gemelli, Carlo Orsi, Maurizio Beucci, Maria Vittoria Backhaus, Sophie-Anne Herin, Bart Herreman, Peter Andrewartha, Efrem Raimondi, Laila Pozzo, Ottavio Maledusi).

Un’opportunità unica per acquisire opere di grandi autori italiani e internazionali ad un prezzo speciale per sostenere insieme un progetto a scopo benefico.

Durante le due settimane dell’iniziativa, da sabato 9 maggio un’intensa attività sulla pagina Instagram di “Photo Action per Torino” sarà arricchita da dirette giornaliere in cui Guido Harari e Paolo Ranzani dialogheranno a turno con diversi fotografi del progetto.

IN QUALE MODO SI PUÒ DARE UN AIUTO?

Accedendo al sito http://www.photoactionpertorinorino.org entro e solo fino al 21 maggio 2020, si potrà consultare l’archivio delle immagini e scegliere una o più stampe fine art donando 100 Euro ciascuna (più 10 Euro per spese di spedizione).

Le stampe saranno realizzate in formato 21x29cm (A4) su Epson Premium Luster Photo Paper da Wall Of Sound Gallery. Saranno in edizione aperta con timbro a secco, certificate con un’apposita etichetta sul retro della stampa ma non firmate né numerate.

L’intero ricavato della raccolta fondi “Photo Action per Torino” verrà devoluto a U.G.I. Onlus per il Fondo Straordinario Covid-19.

IL FONDO STRAORDINARIO COVID-19

Il Fondo Straordinario Covid-19 è destinato a sostenere le famiglie assistite da U.G.I. Onlus la cui situazione economica sia stata aggravata dall’emergenza sanitaria Covid-19 e ad erogare borse di studio per giovani medici impegnati nella unità di crisi Covid-19 della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Il Fondo, che ha una natura straordinaria, erogherà contributi una tantum a famiglie selezionate dal Comitato Assistenza di U.G.I. Onlus su proposta della Assistente Sociale che opera all’interno della Città della Salute con particolare attenzione al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita, diretto dalla professoressa Franca Fagioli. Quest’ultima segnalerà eventuali emergenze nell’ambito del team medico a cui destinare una borsa di studio.

PHOTO ACTION PER TORINO”

I fotografi che hanno aderito offrendo una loro immagine a titolo gratuito:

Paola AGOSTI / Alessandro ALBERT / Joe ALPER / Marina ALESSI

Alberto ALIVERTI / Vittoria AMATI / Peter ANDREWARTHA / Cristina ARRIGONI Maria Vittoria BACKHAUS / Isabella BALENA / Mauro BALLETTI / Erika BANCHIO Gabriele BASILICO / Franco BELLOMO / Maya BEN FREJ / Settimio BENEDUSI Maurizio BEUCCI / Niccolò BIDDAU / Simone BRAMANTE / Alberto BUZZANCA

Vittore BUZZI / Luca CACCIAPUOTI / Marianna CAPPELLI / Franco CARLISI Renzo CHIESA / Lorenzo CICCONI MASSI / Roberto CIFARELLI / Danny CLINCH Marco CORBO Roger CORONA Lucia COVI / Mimmo DABBRESCIA

Enrico DE LUIGI / Matteo FANTOLINI / Fulvia FARASSINO / Barry FEINSTEIN Franco FONTANA Adolfo FRANZÒ / Ugo GALASSI / Maki GALIMBERTI

Maurizio GALIMBERTI Piero GEMELLI / Mario GIACOMELLI / Oberto GILI

Gianni GREGUOLI / Luca GREGUOLI / Guido HARARI / Sophie Anne HERIN

Bart HERREMAN / Claudio ISGRÒ / Raymond JACOBS / Art KANE

Douglas KIRKLAND / COSMO LAERA / Mario LAPORTA

LELLI e MASOTTI / Cristina LE NOCI / Fabio LOVINO

Uliano LUCAS / Laura MAJOLINO / Ottavio MALEDUSI

Gered MANKOWITZ / Carlo MASSARINI / Eric MEOLA Margherita MIRABELLA Cesare MONTI / Bruno MURIALDO / Patrizia MUSSA / Zoltan NAGY / Pino NINFA Enzo OBISO / Joe OPPEDISANO / Carlo ORSI / Franco PAGETTI / Gianni PEZZANI

Riccardo PICCIRILLO / Alessio PIZZICANNELLA / Claudio PORCARELLI

Laila POZZO / Francesco RADINO / Mauro RAFFINI Efrem RAIMONDI

Paolo RANZANI / Maurizio REBUZZINI / Ugo RICCIARDI / Gabriele RIGON Patrizia RIVIERA Sylvie ROMIEU / Anna ROSATI / Norman SEEFF

Roberto SERRA / Frank STEFANKO / Masayoshi SUKITA / Valentina TAMBORRA

Allan TANNENBAUM / Toni THORIMBERT / Marco TURATTI / Franco TURCATI Angelo TURETTA / Annalisa VANDELLI / Paolo VERZONE / Luciano VITI

Robert WHITAKER / Mattia ZOPPELLARO

Il team e i partner tecnici che a titolo gratuito hanno reso possibile il progetto:

Concept: Guido Harari, Paolo Ranzani

Coordinamento progetto: Cristina Pelissero

Progetto comunicazione: Paola Galletto

Comunicazione social: NAM Studio/Marco Corbo, Andrea Conti,

Nico Gulino, Anna Monformoso

Stampe: Cristina Pelissero/Wall Of Sound Gallery & Editions

Web design: Involucra, agenzia di marketing e comunicazione di Torino

Partner tecnici: Epson Italia

U.G.I. ONLUS

Domenico De Biasio

Michele Magri

Massimo Mondini

Link Ufficiale: www.photoactionpertorino.org

Read Full Post »