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Archive for the ‘Fotografia e ambiente’ Category

Struggenti le immagini che riflette il Po nella densità delle nebbie autunnali
Dal 16 ottobre all’8 novembre 2020 la Reggia di Colorno ospita ’Fiume Po’ personale del fotografo inglese Michael Kenna dedicata al grande fiume.
Il Po visto dagli occhi di Michael Kenna (Widness, Inghilterra, 1953): è questo il progetto alla base della mostra Fiume Po, personale del fotografo inglese allestita dal 16 ottobre all’8 novembre 2020 alla Reggia di Colorno nell’ambito della nuova edizione del festival ColornoPhotoLife, il cui tema quest’anno è Il tempo, intorno a noi.
Negli scenari della Reggia di Colorno torna la grande fotografia con gli scatti di importanti fotografi del panorama nazionale e internazionale per la rassegna ColornoPhotoLife, festival fotografico dal 12 settembre all’11 novembre 2020, quest’anno incentrato sul tema “Il Tempo, intorno a noi”. Mostre fotografiche, conferenze, workshop, visite guidate coinvolgeranno protagonisti e pubblico in un viaggio inedito nel mondo della fotografia. Il grande fotografo emiliano Franco Fontana e le sue immagini della Route 66 saranno i protagonisti dell’edizione 2020 del festival insieme all’inglese Michael Kenna, il quale propone un’inedita mostra fotografica dedicata ai luoghi del fiume Po.
Nello spazio MUPAC dell’Aranciaia si potranno ammirare le mostre di altri fotografi italiani, come Livio Senigalliesi, Tina Cosmai, Raffaele Petralla, Camilla Biella.

“Fiume Po” è il titolo dell’esposizione di Michael Kenna, il quale propone un’inedita mostra fotografica dedicata ai luoghi del Grande Fiume, in particolare ai posti silenziosi. Si potrà visitare dal 16 ottobre all’8 novembre al piano nobile.
Michael Kenna è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi fotografi contemporanei di paesaggio. La sua lettura di ciò che si presenta ai nostri occhi – sia esso il retaggio di un tempo che pare essersi arrestato dagli albori del mondo, sia l’esito dell’intervento umano – è segnata da un’attenzione spasmodica ai dettagli e al respiro cosmico che ordina in geometrie segrete e che tutto avvolge, dentro il silenzio e la solitudine. Kenna ha condotto campagne fotografiche in tutto in tutti i continenti, con particolare riferimento, negli ultimi decenni, all’Estremo Oriente, esperienze sul campo che hanno originato oltre settanta libri. L’indagine da lui condotta sul Po ha inizio durante un paio di viaggi in Italia, nel 2006-2007, in preparazione della sua mostra antologica del 2010 a Reggio Emilia, ed è proseguita costantemente fino al 2019, con esplorazioni lungo l’intero corso del Grande Fiume, dalla sorgente alla foce; viene ora presentata in anteprima alla Reggia di Colorno e pubblicata nella sua interezza (102 immagini) in un volume monografico che accompagna la mostra.

Michael Kenna nasce nel 1953 a Widnes, nella contea inglese del Chesire. Fin dall’adolescenza la passione per le arti lo porta ad approfondire gli studi di pittura e fotografia, prima alla scuola d’arte a Banbury, poi al College Of Printing di Londra, dove inizia a lavorare come fotografo e artista. Tuttavia, l’esperienza più rilevante per la sua formazione di fotografo avviene quando si trasferisce nel 1977 a San Francisco – vive tuttavia ormai da anni a Seattle – dove inizia a lavorare come stampatore per la fotografa Ruth Bernhard. Kenna è un maestro in camera oscura, dove sviluppa personalmente le pellicole per la fotografia analogica che tuttora utilizza.

La mostra è aperta dal 16 ottobre al 8 novembre 2020.
Orari di apertura: sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 15.00 alle 18.00.

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Da Artribune

PROTAGONISTA DELLA MOSTRA ALLESTITA AL GROPIUS BAU DI BERLINO, AKINBODE AKINBIYI DESCRIVE IL SUO MODO DI FARE FOTOGRAFIA E LA SUA PASSIONE PER UNA VITA LENTA.
 
Six Songs, Swirling Gracefully in the Taut Air è il titolo della mostra fotografica del nigeriano Akinbode Akinbiyi (1946) ospitata presso il Gropius Bau di Berlino sino al 19 luglio. Si tratta di opere provenienti da lavori diversi realizzati negli ultimi quarant’anni. Ne abbiamo parlato con lui.

Artribune lo ha intervistato :articolo di Angela Madesani

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2020/06/intervista-akinbode-akinbiyi-mostra-gropius-bau-berlino/

Berlino // fino al 19 luglio 2020
Akinbode Akinbiyi. Six Songs, Swirling Gracefully in the Taut Air
GROPIUS BAU
Niederkirchnerstraße 7
https://www.berlinerfestspiele.de/en/gropiusbau/programm/2020/akinbode-akinbiyi/wandtexte.html

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Prosegue la campagna digitale Viaggio in Italia del MiBACT: l’estate italiana raccontata dalle fotografie d’epoca di lidi e spiagge custodite nell’archivio dell’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

Il lido di Frontone a Ponza, il lido d’Albaro a Genova oggi noto come Nuovo Lido, Rodi Garganico, il Circeo, il Lido Perugia a Passignano sul Trasimeno: sui social del MiBACT l’estate è raccontata anche attraverso cartoline fotografiche d’epoca delle spiagge italiane, immagini del Novecento custodite nell’archivio dell’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione oggi riproposte nell’ambito della campagna digitale Viaggio in Italia – per un’estate italiana.

Protagonisti di questa nuova tappa della campagna sono gli splendidi paesaggi marittimi e lacustri, i lidi del nostro Paese, gli stabilimenti d’antan rappresentati in un’elegante selezione di immagini vintage. Un ricordo delle coste e dei borghi marinari che rivivono nella memoria grazie alle vecchie cartoline del Fondo Ferro Candilera, appartenute alla signora Bruna Ferro e al marito Giuseppe Candilera, appassionato filatelico e studioso della storia postale che durante la sua vita collezionò 100.000 cartoline databili tra la fine dell’Ottocento e gli anni Settanta del Novecento.

La campagna digitale Viaggio in Italia del MiBACT, che coinvolge archivi, biblioteche, musei e istituti dello Stato, prosegue dunque il percorso virtuale con gli hashtag #viaggioinitalia ed #estateitaliana, proponendo così una nuova dimensione del territorio con immagini tratte dall’archivio fotografico dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione che custodisce al suo interno una delle più grandi raccolte pubbliche di fotografia storica. La selezione delle immagini dell’ICCD è disponibile sul sito del Mibact al link http://www.beniculturali.i/viaggioinitalia_cartoline
Fonte: Ufficio Stampa Mibact

https://www.tgtourism.tv/2020/06/viaggio-in-italia-attraverso-le-fotografie-depoca-di-lidi-e-spiagge-94929/

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La foto di Roberta Ricci  la Apple e la fila a Bologna per l’apertura  post Covid

In un articolo comparso nei giorni scorsi su “La Repubblica” l’autore il giornalista Daniele Vulpi  rivela  che :

… poche persone sanno che alcuni dei suoi scatti sono stati usati negli sfondi per desktop di uno dei sistemi operativi Apple più popolari, Mac OSX 10.5 Leopard. Proprio così. La rivelazione arriva da da una persona “informata dei fatti” considerando che ha lavorato per un ventennio a Apple, nella sede centrale di Cupertino, Chris Hynes. Nel suo blog ha raccolto alcune fotografie, scattate da Jobs, usate come sfondi proprio per quel sistema operativo annunciato il 6 giugno 2005 durante il Worldwide Developers Conference a San Francisco: foglie di erba riprese con obiettivo macro per coglierne la rugiada posata sopra, un albero pieno di foglie verdi, una distesa di piante di lavanda, un tempio zen buddista a Kyoto, in Giappone, e un tradizionale giardino di pietre. 

Hynes racconta anche un aneddoto che riguarda Jobs e ha che a fare proprio con la fotografia, in un post dal titolo “L’ultima volta che ho visto Steve Jobs”. Fu al quartier generale di Cupertino, Jobs che stava dirigendosi verso una macchina nel parcheggio che lo attendeva con la portiera aperta e il motore acceso. Scrive Hynes: “Una famiglia era vicino al cartello Apple all’esterno dell’edificio, il luogo spesso scelto dai turisti per scattare foto durante le loro visite a Apple. Il padre si rivolse a Steve mentre passava vicino e gli chiese: ‘Mi scusi, signore, le dispiacerebbe scattarci una foto?”

L’attività di fotografo di Steve Jobs è sotto gli occhi di tutti , passato nell’anonimato ?

di più :

https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/05/15/news/steve_jobs_fotografo_suoi_alcuni_sfondi_desktop_di_mac_osx_10_5-256700699/

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Una bellissima mostra dell’agenzia Noor ha avuto luogo a Reggio  Emilia in occasione del Festival della Fotografia europea 2017 .
La storia dell’agenzia che ha sede a Amsterdam.

Dalla sua nascita nel 2007, NOOR, sia come agenzia che come fondazione di livello internazionale, è composta da fotografi esperti e pluri-premiati, che hanno documentato conflitti civili e politici, affrontato temi ambientali, guerre, carestie e disastri naturali in tutto il globo.

Si tratta di un impegno costante che testimonia come attraverso il potere della fotografia si possa lottare per i diritti umani e la giustizia sociale, questi sono i principi fondanti di NOOR.
Yuri Kozirev un fotografo dell’agenzia Noor in mostra a Reggio Emilia fotografia europea : effetto terra sviluppa il tema dell’inquinamento della Siberia ad opera delle emissioni di gas , nella foto una mamma e il suo bimbo nativi della zona
Fra i fondatori  c’è anche un italiano, Francesco Zizola.

https://www.fotografiaeuropea.it/fe2015/noor-bio/

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