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Archive for the ‘Fotografia e ambiente’ Category

Al Mast una mostra importantissima , inaugurata in occasione di Art City, curata da Urs Stahel, è di un giovane fotografo, Richard Mosse, dal titolo Displaced: migrazione, conflitto, cambiamento climatico .

Queste foto, realizzate con mille e più fotogrammi, poi assemblate successivamente, si riferiscono ai luoghi in cui vengono ospitati i migranti, in container, un porto dismesso greco, un luogo in Turchia, ogni luogo ha una sua storia che va scoperta, come l’aeroporto di Berlino edificato all’epoca dai nazisti e ora attrezzato come campo profughi.Strati di storia che si vengono a sommare , nel catalogo della mostra non ci sono commenti, solo la descrizione delle opere, che significa che ognuno deve trarre una sua conclusione da questa esperienza.

Le foto sono di una sezione della mostra

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(Foto di Roberta Ricci dell’opera di Anish Kapoor)

Il 7 maggio riapertura con una grande mostra: Displaced, la prima antologica del fotografo di Richard Mosse. 77 fotografie e 4 videoinstallazioni, distribuite su tre livelli della Fondazione (Gallery, Foyer e Livello 0), per un’esperienza immersiva di straordinaria potenza. Dai lavori dei primi anni 2000 fino alle opere più recenti, l’artista ha esplorato le tematiche dei conflitti, delle migrazioni, del cambiamento climatico. Definendo ogni volta linguaggi nuovi, attraverso l’uso di tecnologie anche di derivazione militare.

Clicca qui per registrarti https://platform.eventboost.com/…/calend…/26988/it_IT….

L’ingresso è gratuito, la prenotazione è obbligatoria.

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Ogni immagine ha un significato che va oltre ciò che mostra. Una fotografia è l’istantanea del momento in cui è stata scattata, racconta le storie di chi sta di fronte, ma anche dietro l’obiettivo. Luca Romano, che alla fotografia è arrivato attraverso lo studio, lo sa bene.

Classe 1985, Luca è laureato in scienze filosofiche e oggi, oltre a scrivere e collaborare per diverse testate, continua ad analizzare il profondo legame che c’è tra la filosofia e l’immagine. È proprio cercando il collegamento tra queste due materie che, alla fine, Luca si è convinto a imbracciare la propria macchina fotografica e cominciare a scattare.

Alcuni scatti di Luca Romano saranno esposti a Torino per Ph.ocus – About Photography nella sezione “Please, Stay Home”, ma noi, incuriositi, gli abbiamo fatto qualche domanda per farci raccontare al meglio il suo lavoro.

https://www.collater.al/luca-romano-intervista-paratissima-photography/

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Struggenti le immagini che riflette il Po nella densità delle nebbie autunnali
Dal 16 ottobre all’8 novembre 2020 la Reggia di Colorno ospita ’Fiume Po’ personale del fotografo inglese Michael Kenna dedicata al grande fiume.
Il Po visto dagli occhi di Michael Kenna (Widness, Inghilterra, 1953): è questo il progetto alla base della mostra Fiume Po, personale del fotografo inglese allestita dal 16 ottobre all’8 novembre 2020 alla Reggia di Colorno nell’ambito della nuova edizione del festival ColornoPhotoLife, il cui tema quest’anno è Il tempo, intorno a noi.
Negli scenari della Reggia di Colorno torna la grande fotografia con gli scatti di importanti fotografi del panorama nazionale e internazionale per la rassegna ColornoPhotoLife, festival fotografico dal 12 settembre all’11 novembre 2020, quest’anno incentrato sul tema “Il Tempo, intorno a noi”. Mostre fotografiche, conferenze, workshop, visite guidate coinvolgeranno protagonisti e pubblico in un viaggio inedito nel mondo della fotografia. Il grande fotografo emiliano Franco Fontana e le sue immagini della Route 66 saranno i protagonisti dell’edizione 2020 del festival insieme all’inglese Michael Kenna, il quale propone un’inedita mostra fotografica dedicata ai luoghi del fiume Po.
Nello spazio MUPAC dell’Aranciaia si potranno ammirare le mostre di altri fotografi italiani, come Livio Senigalliesi, Tina Cosmai, Raffaele Petralla, Camilla Biella.

“Fiume Po” è il titolo dell’esposizione di Michael Kenna, il quale propone un’inedita mostra fotografica dedicata ai luoghi del Grande Fiume, in particolare ai posti silenziosi. Si potrà visitare dal 16 ottobre all’8 novembre al piano nobile.
Michael Kenna è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi fotografi contemporanei di paesaggio. La sua lettura di ciò che si presenta ai nostri occhi – sia esso il retaggio di un tempo che pare essersi arrestato dagli albori del mondo, sia l’esito dell’intervento umano – è segnata da un’attenzione spasmodica ai dettagli e al respiro cosmico che ordina in geometrie segrete e che tutto avvolge, dentro il silenzio e la solitudine. Kenna ha condotto campagne fotografiche in tutto in tutti i continenti, con particolare riferimento, negli ultimi decenni, all’Estremo Oriente, esperienze sul campo che hanno originato oltre settanta libri. L’indagine da lui condotta sul Po ha inizio durante un paio di viaggi in Italia, nel 2006-2007, in preparazione della sua mostra antologica del 2010 a Reggio Emilia, ed è proseguita costantemente fino al 2019, con esplorazioni lungo l’intero corso del Grande Fiume, dalla sorgente alla foce; viene ora presentata in anteprima alla Reggia di Colorno e pubblicata nella sua interezza (102 immagini) in un volume monografico che accompagna la mostra.

Michael Kenna nasce nel 1953 a Widnes, nella contea inglese del Chesire. Fin dall’adolescenza la passione per le arti lo porta ad approfondire gli studi di pittura e fotografia, prima alla scuola d’arte a Banbury, poi al College Of Printing di Londra, dove inizia a lavorare come fotografo e artista. Tuttavia, l’esperienza più rilevante per la sua formazione di fotografo avviene quando si trasferisce nel 1977 a San Francisco – vive tuttavia ormai da anni a Seattle – dove inizia a lavorare come stampatore per la fotografa Ruth Bernhard. Kenna è un maestro in camera oscura, dove sviluppa personalmente le pellicole per la fotografia analogica che tuttora utilizza.

La mostra è aperta dal 16 ottobre al 8 novembre 2020.
Orari di apertura: sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 15.00 alle 18.00.

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Da Artribune

PROTAGONISTA DELLA MOSTRA ALLESTITA AL GROPIUS BAU DI BERLINO, AKINBODE AKINBIYI DESCRIVE IL SUO MODO DI FARE FOTOGRAFIA E LA SUA PASSIONE PER UNA VITA LENTA.
 
Six Songs, Swirling Gracefully in the Taut Air è il titolo della mostra fotografica del nigeriano Akinbode Akinbiyi (1946) ospitata presso il Gropius Bau di Berlino sino al 19 luglio. Si tratta di opere provenienti da lavori diversi realizzati negli ultimi quarant’anni. Ne abbiamo parlato con lui.

Artribune lo ha intervistato :articolo di Angela Madesani

https://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2020/06/intervista-akinbode-akinbiyi-mostra-gropius-bau-berlino/

Berlino // fino al 19 luglio 2020
Akinbode Akinbiyi. Six Songs, Swirling Gracefully in the Taut Air
GROPIUS BAU
Niederkirchnerstraße 7
https://www.berlinerfestspiele.de/en/gropiusbau/programm/2020/akinbode-akinbiyi/wandtexte.html

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