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Archive for the ‘Fotografia e giornalismo’ Category

Quest’estate “Sotto le stelle del cinema” , in piazza Maggiore, per una serata, è diventata “sotto le stelle della fotografia” , dove Fulvio Bugani (premio World Press 2015) e il direttore della Cineteca di Bologna , Gianluca Farinelli, hanno mostrato le foto premiate dell’agenzia. La giuria ha fatto un lavoro intenso, ha dovuto valutare oltre 70 mila foto , ognuna riconducibile ad un progetto : ambiente, territorio, tecnologia, politica, terrorismo e così via, argomenti di forte impatto sociale.
L’alto valore formativo di queste immagini, fortunatamente, è visibile al PAC a Ferrara , infatti la mostra è diventata itinerante ed è la prima tappa vicina .

La mostra si protrarrà fino all’11 novembre.

http://www.ferraraterraeacqua.it/it/ferrara/eventi/manifestazioni-e-iniziative/mostre/world-press-photo-2017

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Dal 7 ottobre al 27 gennaio 2019 avrà luogo una mostra retrospettiva di Robert Capa.

Robert Capa, pseudonimo di Endre Ernő Friedmann (Budapest, 22 ottobre 1913 – Thai Binh, 25 maggio 1954), è stato un fotografo ungherese. I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (che seguì nel 1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954).

Capa documentò inoltre lo svolgersi della seconda guerra mondiale a Londra, nel Nordafrica e in Italia, in particolare lo sbarco in Normandia dell’esercito alleato e la liberazione di Parigi. Il fratello minore di Capa, Cornell, è stato anch’egli un fotografo.(Wikipedia )

Per il fotografo Capa la militanza politica e la fotografia coincidevano . “Se le tue foto non sono buone è perchè non sei abbastanza vicino” diceva Robert capa che fu preso alla lettera da una delle sue allieve Gerda Taro che effettivamente a causa della vicinanza fu travolta in un campo di battaglia.

Il libro di memorie su Gerda Taro e la sua militanza fotografica accanto a Robert Capa è stata descritta in un libro di Helena Janeczech . “La ragazza con la Leica” che ha vinto numerosi premi letterari, il premio Bargutta, il premio Strega (l’unidicesimo, fin dalla sua comparsa,  consegnato ad una donna  ricorda il prof. Marco Antonio Bazzocchi) .

https://www.mostrarobertcapa.it/

 

Il libro “La ragazza con la Leica ” con la stessa autrice, Helena Janeczech all’Archiginnasio, nei giorni scorsi, la militanza politica e fotografica di Gerda Taro con Robert Capa, suo maestro.

Video della Biblioteca Comunale dell’Archiginansio di Bologna

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Preview “Criminis Imago”

dal 25/09/2018 al 29/09/2018

In occasione della Bologna Design Week 2018, all’interno del progetto Marsala District, l’Archivio Paolo Ferrari organizza una preview della mostra fotografica Criminis Imago, in programmazione in primavera – estate 2019 presso la sede di Santa Maria della Vita. Le immagini raccontano gli episodi di criminalità vissuti dalla città di Bologna tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta del secolo scorso, attraverso gli scatti tratti dall’Archivio Paolo Ferrari, donato a Genus Bononiae dallo stesso fotografo.

L’esposizione, aperta da martedì 25 settembre a sabato 29 settembre, è allestita nell’ala Collamarini dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Orari di apertura:
martedì 25 settembre – dalle ore 12.00 alle 18.00
mercoledì 26 settembre – dalle ore 10.00 alle 21.00
giovedì 27 settembre – dalle ore 10.00 alle 18.00
venerdì 28 settembre – dalle ore 10.00 alle 18.00
sabato 29 settembre – dalle ore 10.00 alle 14.00

Alle ore 16.30 di mercoledì 26 e venerdì 28 settembre è possibile partecipare a visite guidate, accompagnati dal prof. Marco Baldassari e dalla dott.ssa Micol Boschetti, prenotandosi alla segreteria di District Marsala (marsaladistrict@gmail.com).

NEGATIVO B/N – 35 MM

https://genusbononiae.it/mostre-e-dintorni/

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Il 30 settembre chiude la mostra del MAST sul ’68 : disordini e sogni. La mostra , itinerante, che viene da Santa Fè, ricapitola i principali eventi che hanno caratterizzato l’epoca.

Il finale della mostra sarà accompagnato dalla visione di film del periodo per una comprensione degli eventi.

 

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Il 16 settembre si concluderà la mostra di William Eugene Smith al Mast, il finale sarà accompagnato dalla visione di alcuni film sul Jazz per accompagnare la visione dell’Opera di Smith che viveva in un loft dove i gruppi si alternavano per provare. Smith aveva cablato il palazzo per non perdere nessuna prova.

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Direttamente dagli archivi americani arrivano nuove immagini che documentano il passaggio dalla guerra al dopoguerra nel nostro Paese. Nella Mediateca di CUBO – Centro Unipol Bologna (Piazza de Mello n. 3 e 5), dal 21 aprile al 5 maggio sarà allestita una mostra multimediale, fotografica e documentale con i materiali provenienti dai National Archives di Washington e scattate dal Signal Corps dell’esercito statunitense americano durante la campagna d’Italia.

Una galleria con immagini e video che mostrano diversi aspetti della liberazione di Bologna, attraverso grandi pannelli verranno esposte le immagini a colori ritrovate. Saranno anche allestiti percorsi didattici con altre istantanee inedite provenienti dall’Archivio fotografico dell’Istituto Luce e della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna – partner dell’iniziativa – nonché documenti originali dell’epoca.

Inoltre, il 25 aprile alle 16.30, CUBO ospiterà “Una riflessione a colori”: un incontro con Luca Baldissara – docente di Storia Contemporanea all’Università di Pisa, Gabriele D’Autilia – docente di Fotografia e Cinema all’Università degli Studi di Teramo, Enrico Menduni – docente di Storia e Critica della Fotografia all’Università di Roma 3.

L’assessore alla Cultura del Comune di Bologna Matteo Lepore porterà i saluti istituzionali.

Coordinerà l’incontro il giornalista Marco Guidi.  Il 2 maggio alle ore 18.00 sarà possibile partecipare alla visita guidata della mostra a cura della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a laboratori@cubounipol.it.

Sito CUBO

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Mentre il giovane dittatore coreano dice di avere sulla scrivania un pulsante per attivare la bomba atomica dal Vaticano arriva una foto che riassume gli effetti devastanti della guerra, un bambino che porta con sè il fratellino morto per la deflagrazione dell’atomica a Hiroshima e Nagasaki .

Da “l’Osservatore romano : . «Nagasaki, 1945. Un ragazzo con in spalla il fratellino morto nel bombardamento atomico, attende il suo turno per far cremare il corpicino senza vita. L’obiettivo del fotografo statunitense Joseph Roger O’Donnell – si legge sul giornale della Santa Sede – fissò, nel vivido realismo del bianco e nero, quel momento insieme drammatico e composto. Un’immagine» che «ha colpito molto Papa Francesco, il quale ha voluto farla riprodurre su un cartoncino, accompagnandola con un commento eloquente, `…il frutto della guerra´, seguito dalla sua firma autografa». La tristezza del bambino solo – viene spiegato nel retro del cartoncino – si esprime nel suo gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue»

“Uno scatto che vale più di mille parole. Una foto che racconta in un silenzio assordante, come solo una foto può fare, la tragicità della guerra, descritta negli occhi spenti di un ragazzino orfano di dieci anni. Un’immagine che scosse profondamente il fotografo, che raccontò la scena nel corso di un’intervista a un’emittente giapponese: “Vidi questo bambino che camminava, avrà avuto all’incirca 10 anni. Notai che trasportava un bimbo sulle spalle. In quei giorni, era una scena abbastanza comune da vedere in Giappone, spesso incrociavamo bambini che giocavano con i loro fratellini e sorelline portandoli sulle spalle. Ma quel bambino aveva qualcosa di diverso”.

La foto in questione , voluta dal Santo Padre è di Joseph Roger ” Joe ” O’Donnell , che aveva l’incarico di fotografare gli esperimenti delle bombe a Nagasaki e Hiroshima.

Da Wikipedia :

Alcune notizie  su Joseph Roger ” Joe ” O’Donnell (7 maggio 1922 – 9 agosto 2007) è stato un documentarista americano , fotoreporter e fotografo per l’ Agenzia di informazione degli Stati Uniti .

Nato a Johnstown, in Pennsylvania , la sua opera più famosa documentava fotograficamente le conseguenze immediate delle esplosioni di bombe atomiche a Nagasaki e Hiroshima , in Giappone, nel 1945 e nel 1946 come fotografo marino.

Morì a Nashville , nel Tennessee .

Polemica 
Una polemica seguì la stampa del suo necrologio sulla stampa. Alcune delle fotografie che erano state attribuite a O’Donnell sono state effettivamente scattate da altri fotografi. [1] Una fotografia di un salutare John F. Kennedy Jr. durante i funerali di suo padre nel 1963 fu presa da Stan Stearns per United Press International , non da O’Donnell. O’Donnell ha anche rivendicato il merito di una fotografia che mostra Stalin, Roosevelt e Churchill durante un incontro di guerra a Teheran , in Iran , nel 1943, ma O’Donnell non è noto per essere stato a Teheran in quel momento. 

Il figlio di O’Donnell, Tyge O’Donnell, attribuisce alcune delle circostanze in cui il padre si è preso il merito del lavoro altrui all’inizio della demenza negli anni ’90.

 

 

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