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Archive for the ‘Fotografia e giornalismo’ Category

Ieri sera a Bologna, in Piazza Maggiore “Sotto le stelle del cinema ” è stata trasformata in “Sotto le stelle della fotografia ” l’attesa presentazione di alcune delle foto vincitrici del World Press Photo  2019 , la giuria ha scelto fra oltre 78 mila foto provenienti da fotografi di tutto il mondo che colgono lo spirito che anima oggi il fotogiornalismo.

C’era il direttore di WPP Lars Boering ha presentato il fotografo Fulvio Bugani (premio WPP 2015) il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli.
Sul palco Marco Gualazzini che ha portato la sua attività sul lago Ciad , che si sta prosciugando e rende la convivenza più difficile , l’agricoltura meno fertile e avvicina pericolosamente i soldati di Boko Aran che spesso fanno scorrerie nel territorio pacifico. Per questi popoli andare al lido è un gesto di resistenza possono arrivare inaspettate raffiche di mitra.
Secondo Gualazzini in Africa ci sono migrazioni interne continue dettate da motivi analoghi di convivenza e prepotenza armata e terroristica.
Lorenzo Tugnoli originario di Lugo , che ha studiato e formato all’Università di Bologna che risiede a Beirut e fotografa i conflitti dello Yemen, ha parlato di come la sua attività venga coordinata dai giornalisti locali per il New York Post.

 

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Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. Per la prima volta insieme oltre cento fotografie di cinque grandi fotografe italiane. S’inaugura oggi alle 18,30 al Centro internazionale di fotografia diretto dalla Battaglia “Soggetto nomade”, una mostra del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini e ora in mostra a Palermo.
Si tratta di foto realizzate tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe, a cui l’esposizione è dedicata. Prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), le fotografie sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947). Fino al 22 settembre. ”
(Giada Lo Porto)”
la foto è di Letizia Battaglia

https://palermo.repubblica.it/societa/2019/06/22/foto/cinque_fotografe_insieme_per_le_conquiste_delle_donne_al_centro_internazionale_di_fotografia-229377835/1/#1

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Ormai il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia ha chiuso , ma è talmente profonda e ricca la ricerca esposta che le immagini ritornano a popolare l’immaginario , in particolare il lavoro di Michele Nastasi che ha fotografato i vari aspetti difformi per paesaggio usi e costumi dell’Arabia di oggi
la scheda critica :
https://www.fotografiaeuropea.it/…/mostra/michele-nastasi-2/
““Arabian Transfer” mette in luce la condizione transitoria di sei città della Penisola Araba, Abu Dhabi, Doha, Dubai, Kuwait City, Manama, Riyadh, rappresentandole come territori di approdo di culture e persone.

Negli ultimi decenni questi luoghi sono apparsi come mondi nuovi, nuovi epicentri globali resi possibili dall’attuale iper-mobilità di persone e immagini, beni e finanze: essendo per lo più popolate (ed edificate) da immigrati di tutto il mondo, essi sono oggi un laboratorio vivente in cui le aspirazioni identitarie locali si confrontano con i modelli occidentali e con le culture di provenienza degli abitanti.

In queste fotografie Michele Nastasi ha cercato di distaccarsi dal tono sublime e grottesco con cui la fotografia tende a enfatizzare gli aspetti più spettacolari di questi paesaggi, così come dall’immaginario astratto dei nuovi skyline. Essi rimangono sullo sfondo come la New York di Dos Passos a cui allude il titolo.

Nelle immagini ha privilegiato un rapporto intimo e diretto con le città e i loro abitanti, avvenuto in prevalenza camminando e passando molto tempo nelle strade e nei luoghi urbani, senza nascondere le difficoltà della condizione metropolitana. Attraverso la quotidianità di abitudini, gesti e volti, ha cercato di far emergere un senso di presenza, mostrando queste città come luoghi in cui le persone vivono e dove, nella forma estrema e paradossale che le caratterizza, è possibile riconoscere la condizione contemporanea globale a cui noi stessi partecipiamo.”

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Mostre, workhop, eventi, incontri, rassegna cinematografica, proiezioni, letture portfolio oltre alla possibilità di confrontarsi con reporter e i professionisti dell’editoria e della stampa.Tutto pronto per la prima edizione di IMP Festival Padova – International Month Of Photojounalism, il primo festival in Italia interamente dedicato al mondo del fotogiornalismo.Un festival unico che si svolgerà, dal 10 al 26 maggio 2019, a Padova.

Saranno 20 le mostre principali di questo festival e saranno allestite nelle più prestigiose sedi museali ed espositive della città.

Tra le esposizioni principali il festival ospiterà la mostra monografica dell’acclamato fotografo americano Alex Webb, l’esibizione del presidente di Magnum Photos Thomas Dworzak, ma anche le mostre di Patrick Brown in collaborazione con FotoEvidence New York e World Press Photo.

E poi mostre con fotografie di Mads NissenPeter Bauza, Mario Dondero, Giles Duley, Francesco Cito, Pietro Masturzo, Giulia Nausicaa Bianchi, Francesco Gusti, Massimo Sciacca, André Liohn, Scott Typaldos, Erik Messori, Alessandro Vincenzi, Claudia Gori Ciro Battiloro.

Non solo. Ci saranno infatti altre mostre, per un circuito off, presenti in sedi minori della città.

 

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Kennedy years, la mostra organizzata dal consolato generale degli USA a Firenze  a Bologna a Palazzo Belloni , ha portato alla luce 350 immagini di J. F. Kennedy scattate dal suo biografo Frederic Le Comte Dieu.
L’album di immagini inizia dal capostipite Joseph irlandese classe 1888(1969) la cui fortuna nacque da una sua personale attitudine verso gli affari spaziando anche nel cinema con la RKO radio pictures , la cui figura leggendaria sembra abbia ispirato opere cinematografiche, in politica sostenitore di Franklin Delano Roosvelt. Ebbe 9 figli con la moglie Rose .
Sfogliando l’album ci si rende conto che le immagini ricapitolando la Storia , anche uno storico baciamano a Jacqueline di Amintore Fanfani.

 

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Si potrà visitare su prenotazione dal 3 al 18 aprile dalle 17 alle 19

Dal 3 al 18 aprile, dalle ore 17 alle 19, la Città metropolitana di Bologna apre le porte di palazzo Malvezzi per accogliere la mostra fotografia ‘Caracas la città verticale, la città obliqua’ che descrive una città in attesa paralizzante e lo fa attraverso le immagini pungenti del fotografo Graziano Bartolini, che da anni si dedica dell’America Latina, scandite dai reportages firmati dalla nota corrispondente di guerra Barbara Schiavulli.
“Caracas, la città verticale e la città obliqua” è mostra fotografica di grande attualità che la Città metropolitana Bologna ha voluto promuovere come sostegno all’importante attività di volontariato dell’Associazione Latinoamericana in Italia, ALI ONLUS (www.alionlus.org), che opera in 29 località d’Italia e in quattro anni di attività è riuscita a inviare 18 tonnellate di farmaci e presidi sanitari nel Venezuela, afflitto da una gravissima emergenza umanitaria.

https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServePG.php/P/2736810010100/T/Palazzo-Malvezzi-ospita-la-mostra-fotografica-Caracas-la-citta-verticale-la-citta-obliqua-

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Giancolombo alla Galleria Spazio Immagini in Via Solferino, 6 a Bologna (ad ingresso libero)
La mostra presenta una selezione di 30 fotografie originali d’epoca in massima parte inedita di Giancolombo (1921 – 2005), protagonista del fotogiornalismo italiano ed europeo del secondo dopoguerra e fondatore dell’ Agenzia Giancolombo News Photos. Si tratta di servizi fotografici giocati tra cronaca e storia e dedicati ai maestri dell’avanguardia europea del primo Novecento quali Georges Braque, Salvador Dalí, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso e degli anni Cinquanta e Sessanta quali Lucio Fontana e Georges Mathieu.
di più sulla Galleria Spazio Immagine e la mostra con una intervista al curatore.

SCATTO ALL’ARTISTA   BRAQUE/ DALÍ/ DE CHIRICO/ FONTANA/ MATHIEU/ PICASSO nelle FOTOGRAFIE ORIGINALI D’EPOCA di GIANCOLOMBO’50 -’60 presente a Bologna presso la galleria Spazio e Immagini fino al 19 aprile 2019. Allego anche alcune foto.

COMUNICATO STAMPA

SCATTO ALL’ ARTISTA

BRAQUE/ DALÍ/ DE CHIRICO/ FONTANA/ MATHIEU/ PICASSO nelle FOTOGRAFIE ORIGINALI D’EPOCA di GIANCOLOMBO ’50-’60

A cura di Matteo Giacomelli

La mostra presenta  una selezione di 30 fotografie originali d’epoca in massima parte inedita  di Giancolombo (1921 – 2005), protagonista del fotogiornalismo italiano ed europeo  del secondo dopoguerra  e fondatore dell’ Agenzia Giancolombo News Photos. Si tratta di  servizi  fotografici  giocati tra  cronaca e storia  e dedicati ai maestri  dell’avanguardia europea del primo Novecento quali Georges Braque, Salvador Dalí, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso e degli anni Cinquanta e Sessanta quali Lucio Fontana e  Georges Mathieu.

Per la prima volta quest’anno, come omaggio a Dalí, in occasione del trentennale della sua morte, viene presentata la sequenza della performance, all’insegna della VITA=ARTE, tenuta dall’artista  spagnolo nel  ’61 al Teatro La Fenice di Venezia.

Le fotografie esposte sono state scattate nelle capitali internazionali della cultura e della mondanità tra l’ Italia, la Francia e la Spagna. Si tratta di ritratti di artisti ripresi  in studio o in azione, durante  cerimonie ufficiali o di  intermezzi giocati  a casa di amici, in cui gli artisti mettono in scena se stessi e che la fotografia elevata ad arte, ferma e restituisce colmando il  vuoto esistente  tra  il fluire della vita dell’artista e la formalizzazione dell’opera d’arte .

Il rapporto tra  Giancolombo e Lucio Fontana, attualmente celebrato nella retrospettiva del Metropolitan di New York, costituisce un caso a sé. Per il maestro argentino-milanese, Giancolombo realizzerà la documentazione fotografica dell’intera opera  dagli anni Cinquanta fino al ’68. Giancolombo, per mezzo della fotografia, effettua una lettura parallela del lavoro  di Fontana muovendosi tra studi, cortili, tagli e buchi, attraverso un’interpretazione che supera gli aspetti narrativi e offre inedite possibilità di  visione  e di comprensione.

GIANCOLOMBO

(1921 – 2005)

Giancolombo (Gian Battista Colombo) nasce nel 1921 a Venezia. Sin dall’adolescenza si appassiona alla fotografia, i suoi primi scatti da ragazzino sono i tetti di Venezia ripresi dall’altana di casa sua. Mentre frequenta la Facoltà di Ingegneria all’Università di Padova, deve abbandonare gli studi per il fronte di Guerra. Dopo la fine del conflitto si ferma a Milano, dove viene in contatto con gli ambienti del giornalismo. Nel 1946 è assunto a “Il Corriere Lombardo” come “cronista con macchina fotografica” e pubblica la sua prima foto, accreditata con un errore di stampa che darà origine al nome con cui firmerà da quel momento i suoi scatti. Ma è nel 1947 che l’United Press Photos chiede a Giancolombo di dirigere il servizio giornalistico fotografico per il Nord Italia, pur mantenendo la sua collaborazione con il Corriere Lombardo.

Nel 1949 Giancolombo fonda la “Giancolombo News Photos”, la propria Agenzia, a cui si affidano tutti i principali quotidiani e settimanali, non ultimo Paris Match, per cui Giancolombo tratta la corrispondenza per il Nord Italia. Da qui a macchia d’olio nel successivo lustro, collabora con le più importanti agenzie fotogiornalistiche nel mondo.  L’Agenzia è al massimo dello sviluppo, i servizi di Giancolombo riempiono le pagine de L’Europeo, Tempo, Settimo Giorno, Oggi, Gente, Epoca, Le Ore di Salvato Capelli, Panorama; e all’estero Paris Match, Life, Picture Post, Stern, Jours de France, Daily Express.

Divenuto celebre per l’inventiva e il tempismo dei suoi scoop – il delitto Bellentani a Villa d’Este, il bagno di Churchill al Lido di Venezia, il Matrimonio Romanov-Gherardesca – Giancolombo esprime però la sua massima versatilità come inviato di testate quali Tempo e L’illustrazione Italiana, con reportage che sono il racconto di momenti storici e quotidiani dell’Italia e del mondo, la documentazione di un’epoca ripresa con l’occhio dell’artista.

Spazio e Immagini

via Solferino 6/A 40124 Bologna

opening:  sabato 16 Febbraio 2019 h. 17.30

mostra:16 Febbraio – 19 Aprile 2019

orari:dal mart. al ven.: h. 15.30-19.00 sab. 10.30-12.30/ 15.30-19.00

Oppure su appuntamento

info:

spazioeimmagini@libero.it

mobile : +39 338 7419374

mobile : +39 338 9776097

Facebook: Spazio e Immagini

Instagram:@spazioeimmaginifotografia

 

Nella foto in alto il pittore Georges Braque, sotto Lucio Fontana (1966) a sinistra, accanto ad una sua opera  la locandina della mostra con Salvator Dalì e la moglie Gala

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