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Archive for the ‘Fotografia e giornalismo’ Category

Si potrà visitare su prenotazione dal 3 al 18 aprile dalle 17 alle 19

Dal 3 al 18 aprile, dalle ore 17 alle 19, la Città metropolitana di Bologna apre le porte di palazzo Malvezzi per accogliere la mostra fotografia ‘Caracas la città verticale, la città obliqua’ che descrive una città in attesa paralizzante e lo fa attraverso le immagini pungenti del fotografo Graziano Bartolini, che da anni si dedica dell’America Latina, scandite dai reportages firmati dalla nota corrispondente di guerra Barbara Schiavulli.
“Caracas, la città verticale e la città obliqua” è mostra fotografica di grande attualità che la Città metropolitana Bologna ha voluto promuovere come sostegno all’importante attività di volontariato dell’Associazione Latinoamericana in Italia, ALI ONLUS (www.alionlus.org), che opera in 29 località d’Italia e in quattro anni di attività è riuscita a inviare 18 tonnellate di farmaci e presidi sanitari nel Venezuela, afflitto da una gravissima emergenza umanitaria.

https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServePG.php/P/2736810010100/T/Palazzo-Malvezzi-ospita-la-mostra-fotografica-Caracas-la-citta-verticale-la-citta-obliqua-

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Giancolombo alla Galleria Spazio Immagini in Via Solferino, 6 a Bologna (ad ingresso libero)
La mostra presenta una selezione di 30 fotografie originali d’epoca in massima parte inedita di Giancolombo (1921 – 2005), protagonista del fotogiornalismo italiano ed europeo del secondo dopoguerra e fondatore dell’ Agenzia Giancolombo News Photos. Si tratta di servizi fotografici giocati tra cronaca e storia e dedicati ai maestri dell’avanguardia europea del primo Novecento quali Georges Braque, Salvador Dalí, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso e degli anni Cinquanta e Sessanta quali Lucio Fontana e Georges Mathieu.
di più sulla Galleria Spazio Immagine e la mostra con una intervista al curatore.

SCATTO ALL’ARTISTA   BRAQUE/ DALÍ/ DE CHIRICO/ FONTANA/ MATHIEU/ PICASSO nelle FOTOGRAFIE ORIGINALI D’EPOCA di GIANCOLOMBO’50 -’60 presente a Bologna presso la galleria Spazio e Immagini fino al 19 aprile 2019. Allego anche alcune foto.

COMUNICATO STAMPA

SCATTO ALL’ ARTISTA

BRAQUE/ DALÍ/ DE CHIRICO/ FONTANA/ MATHIEU/ PICASSO nelle FOTOGRAFIE ORIGINALI D’EPOCA di GIANCOLOMBO ’50-’60

A cura di Matteo Giacomelli

La mostra presenta  una selezione di 30 fotografie originali d’epoca in massima parte inedita  di Giancolombo (1921 – 2005), protagonista del fotogiornalismo italiano ed europeo  del secondo dopoguerra  e fondatore dell’ Agenzia Giancolombo News Photos. Si tratta di  servizi  fotografici  giocati tra  cronaca e storia  e dedicati ai maestri  dell’avanguardia europea del primo Novecento quali Georges Braque, Salvador Dalí, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso e degli anni Cinquanta e Sessanta quali Lucio Fontana e  Georges Mathieu.

Per la prima volta quest’anno, come omaggio a Dalí, in occasione del trentennale della sua morte, viene presentata la sequenza della performance, all’insegna della VITA=ARTE, tenuta dall’artista  spagnolo nel  ’61 al Teatro La Fenice di Venezia.

Le fotografie esposte sono state scattate nelle capitali internazionali della cultura e della mondanità tra l’ Italia, la Francia e la Spagna. Si tratta di ritratti di artisti ripresi  in studio o in azione, durante  cerimonie ufficiali o di  intermezzi giocati  a casa di amici, in cui gli artisti mettono in scena se stessi e che la fotografia elevata ad arte, ferma e restituisce colmando il  vuoto esistente  tra  il fluire della vita dell’artista e la formalizzazione dell’opera d’arte .

Il rapporto tra  Giancolombo e Lucio Fontana, attualmente celebrato nella retrospettiva del Metropolitan di New York, costituisce un caso a sé. Per il maestro argentino-milanese, Giancolombo realizzerà la documentazione fotografica dell’intera opera  dagli anni Cinquanta fino al ’68. Giancolombo, per mezzo della fotografia, effettua una lettura parallela del lavoro  di Fontana muovendosi tra studi, cortili, tagli e buchi, attraverso un’interpretazione che supera gli aspetti narrativi e offre inedite possibilità di  visione  e di comprensione.

GIANCOLOMBO

(1921 – 2005)

Giancolombo (Gian Battista Colombo) nasce nel 1921 a Venezia. Sin dall’adolescenza si appassiona alla fotografia, i suoi primi scatti da ragazzino sono i tetti di Venezia ripresi dall’altana di casa sua. Mentre frequenta la Facoltà di Ingegneria all’Università di Padova, deve abbandonare gli studi per il fronte di Guerra. Dopo la fine del conflitto si ferma a Milano, dove viene in contatto con gli ambienti del giornalismo. Nel 1946 è assunto a “Il Corriere Lombardo” come “cronista con macchina fotografica” e pubblica la sua prima foto, accreditata con un errore di stampa che darà origine al nome con cui firmerà da quel momento i suoi scatti. Ma è nel 1947 che l’United Press Photos chiede a Giancolombo di dirigere il servizio giornalistico fotografico per il Nord Italia, pur mantenendo la sua collaborazione con il Corriere Lombardo.

Nel 1949 Giancolombo fonda la “Giancolombo News Photos”, la propria Agenzia, a cui si affidano tutti i principali quotidiani e settimanali, non ultimo Paris Match, per cui Giancolombo tratta la corrispondenza per il Nord Italia. Da qui a macchia d’olio nel successivo lustro, collabora con le più importanti agenzie fotogiornalistiche nel mondo.  L’Agenzia è al massimo dello sviluppo, i servizi di Giancolombo riempiono le pagine de L’Europeo, Tempo, Settimo Giorno, Oggi, Gente, Epoca, Le Ore di Salvato Capelli, Panorama; e all’estero Paris Match, Life, Picture Post, Stern, Jours de France, Daily Express.

Divenuto celebre per l’inventiva e il tempismo dei suoi scoop – il delitto Bellentani a Villa d’Este, il bagno di Churchill al Lido di Venezia, il Matrimonio Romanov-Gherardesca – Giancolombo esprime però la sua massima versatilità come inviato di testate quali Tempo e L’illustrazione Italiana, con reportage che sono il racconto di momenti storici e quotidiani dell’Italia e del mondo, la documentazione di un’epoca ripresa con l’occhio dell’artista.

Spazio e Immagini

via Solferino 6/A 40124 Bologna

opening:  sabato 16 Febbraio 2019 h. 17.30

mostra:16 Febbraio – 19 Aprile 2019

orari:dal mart. al ven.: h. 15.30-19.00 sab. 10.30-12.30/ 15.30-19.00

Oppure su appuntamento

info:

spazioeimmagini@libero.it

mobile : +39 338 7419374

mobile : +39 338 9776097

Facebook: Spazio e Immagini

Instagram:@spazioeimmaginifotografia

 

Nella foto in alto il pittore Georges Braque, sotto Lucio Fontana (1966) a sinistra, accanto ad una sua opera  la locandina della mostra con Salvator Dalì e la moglie Gala

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Yannis Behrakis  premio Pulitzer 2016 a Pedagogia in Via Filippo Re

Yannis Behrakis è il premio Pultitzer 2016 per la sua attività di fotogiornalista . Nato ad Atene nel 1960 è improvvisamente scomparso il 2 marzo 2019 , mentre era in corso questa  mostra a Bologna al Dipartimento di Scienze dell’Educazione .
PATHS OF HOPE AND DESPAIR di Yannis Behrakis al
Dipartimento di Scienze dell’Educazione – Via Filippo Re, 6 Bologna fino al 30 marzo 2019 (ingresso libero)
Orari di apertura:
lunedì – venerdì: 9.00-18.00;
sabato 9.00-12.00
Vincitore del Premio Pulitzer nel 2015. E’ nato nel 1960 ad Atene, dove ha studiato fotografia nella Athens School of Arts and Technology e ottenuto il suo Bachelor of Arts (Honours) in Arte presso la Middlesex University. Fotogiornalista per la Reuters a partire dal 1988, si è occupato di una notevole varietà di eventi, tra cui il funerale dell’Ayatollah Khomeini in Iran, i cambiamenti epocali in Europa Orientale e nei Balcani, le guerre civili in Croazia, Bosnia e Kosovo, le guerre in Cecenia, Sierra Leone, Somalia, Afghanistan e Libano, nonché la prima e la seconda Guerra del Golfo. Con il suo lavoro ha anche testimoniato per molti anni il conflitto israelo-palestinese. Ha documentato i terremoti in Kashmir, Turchia, Grecia e Iran, le rivolte civili e i principali avvenimenti politici mondiali e la recente Primavera Araba in Egitto, Tunisia e Libia. In seguito si è occupato anche delle rivolte civili in Turchia e nel 2014 della crisi Ucraina a Kiev e della guerra civile in Ucraina Orientale. I suoi lavori hanno spaziato anche in altri ambiti tra cui la documentazione di diverse edizioni dei Giochi Olimpici Estivi, la Coppa del Mondo di calcio negli Stati Uniti e numerosi altri eventi sportivi di portata mondiale. Nel 2008 si è trasferito a Gerusalemme come responsabile per un lungo reportage fotografico della Reuters in Israele e nei Territori Palestinesi. Nel 2010 è tornato nel suo paese natale come capo fotografo, sempre per l’agenzia Reuters, per testimoniare la crisi finanziaria e politica in Grecia e Cipro. Nel 2015-2016 si è occupato della crisi dei rifugiati in Europa.

Di più:

https://eventi.unibo.it/infanziamigrante/mostra-fotografica?fbclid=IwAR2kaHNXLXFuckXvqx-7YGlYdypv2tl0K9dod4Jv9CfNWahI9ASgleqCyy4

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Salvatore Cavallo fotogiornalista e reporter poco più che trentenne , cittadino del mondo come tutti i fotografi che si occupano di reportage in mostra al Quartiere Santo Stefano con foto documentarie sull’isola di Lesbo , luogo o di stazionamento della rotta balcanica. La mostra ad ingresso gratuito è visibile fino al 24 marzo . Le foto sono in b/n e fanno parte integrante della militanza attiva del giovane fotogiornalista di origini catanesi.

La mostra durerà fino al 24 marzo, ad ingresso gratuito, il 22 marzo ci sarà un convegno , l’invito :

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A Palazzo Belloni una mostra sui Kennedy fino al 5 maggio 2019
La dinastia dei Kennedy è di casa a Bologna, l’ultimogenito Bobby Kennedy Jr. ha studiato a Bologna, alla Brown University, caldeggiato dalla nonna Ethel, conseguendo successivamente un master in relazioni internazionali e dedicando alla città un film, “Ameriqua” a cui si candidò Lucio Dalla per le musiche, era il 2009, Bobby Jr. approdò sotto le Due Torri nell’agosto del 2005. Un anno fra case sgangherate e spaghetti aglio e olio che Bobby ha trasformato in una commedia «che racconti l’Italia agli americani».
Il comunicato ANSA
Trecentocinquanta fotografie provenienti dagli archivi del Jfk Museum di Boston, per la storia della famiglia più popolare degli Stati Uniti, i Kennedy, dal matrimonio, nel 1953, di Jacqueline Lee Bouvier, reporter di 24 anni, e John Fitzgerald Kennedy, senatore di 35 anni avviato a una brillante carriera che culminerà, nel 1960, all’elezione a presidente. A 66 anni dal sigillo di una iconica unione, spezzata nel 1963 dall’omicidio di Kennedy a Dallas, la coppia è omaggiata a Bologna, a Palazzo Belloni, dal 2 marzo al 5 maggio, dalla mostra ‘The Kennedy years’, con sguardi discreti tra pubblico e privato, tra politica e costume, alla riscoperta di un’epoca di trasformazioni sociali e politiche. Tra l’avvento della tv, la crisi di Cuba, la guerra nel Vietnam e le manifestazioni per di diritti civili. Curata da Frédéric Lecomte-Dieu, biografo della famiglia, la mostra ospita anche l’originale sedia a dondolo di Kennedy e la riproduzione del vestito da sposa della First Lady.
http://www.ansa.it/…/a-bologna-mostra-the-kennedy-years_b10…
jackie Kennedy e Andrè Malreaux nella foto in alto 

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Inge Morath (Graz, 27 maggio 1923 – New York, 30 gennaio 2002) è stata una fotografa austriaca.
Nel 1953 si unì alla celebre agenzia Magnum Photos Agency, diventando membro ufficiale del gruppo. Nel 1955 pubblicò la sua prima collezione di fotografie , alla fine della carriera si contarono 30 monografie
Impropriamente nota alle cronache più per aver sostituito la mitica Marilyn Monroe nel cuore dello scrittore Arthur Miller, divenendone moglie e compagna di vita, è stata in realtà soprattutto una straordinaria fotografa ed una fine intellettuale.

A Treviso la “Casa dei Carraresi”, dal 28 Febbraio 2019 – 09 Giugno 2019, accoglie la prima grande retrospettiva italiana di Inge Morath, la prima donna della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.

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1960: American screen icon Marilyn Monroe (1926 – 1962) laughing in the front seat of a car during the filming of ‘The Misfits’ on location in the Nevada Desert. (Photo by Ernst Haas/Ernst Haas/Getty Images)

 

ONO arte è lieta di presentare la mostra “Marilyn Monroe & The Misfits” che racconta attraverso le fotografie e la memoria di Ernst Haas, fotografo di scena accreditato, sia il making che il dietro le quinte di uno dei film più importanti della seconda metà del secolo scorso, Gli spostati, appunto come fu tradotto in italiano il film diretto di John Huston uscito in Italia nel 1961. La mostra (28 febbraio – 28 aprile) si compone di 15 scatti ed è in contemporanea con la mostra “Dennis Hopper, Photography”. Ingresso libero.

 

ONO arte è lieta di presentare la mostra “Dennis Hopper, Photography” che ripercorre il lavoro fotografico di uno degli attori più amati e controversi della storia del cinema.
Dennis Hopper è stato uno dei simboli della cultura hippie e della controcultura americana insieme ad altri personaggi come Peter Fonda e Jane Fonda. Uomo pieno di contraddizioni Hopper non ha mai fatto mistero di essere un sostenitore repubblicano, almeno fino a quando Barack Obama si è presentato sulla scena politica. Hopper è stato quello che si definisce artista prolifico, poliedrico e infaticabile. E lo è stato fino alla fine dei suoi giorni. Non si è contenuto nemmeno nella vita privata sposandosi 5 volte. Una di queste, con la cantante dei Mamas and Papas Michelle Phillips, anche se il matrimonio è durato pochi giorni. Hopper esordisce con James Dean in Gioventù bruciata ma è con Easy Rider, di cui è stato anche regista,  La mostra (28 febbraio – 28 aprile) si compone di 30 scatti, è realizzata in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti, ed è in contemporanea con la mostra “Marilyn and The Misfits”. Ingresso libero.

Mostra Kennedy

Jackie e John Kennedy in mostra a Bologna a Palazzo Belloni in Via De’ Gombruti, 13/a a Bologna.

http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/people/2019/03/01/a-bologna-mostra-the-kennedy-years_b10660b7-b9de-4885-988c-10b068fd5041.html

Trecentocinquanta fotografie provenienti dagli archivi del Jfk Museum di Boston, per la storia della famiglia più popolare degli Stati Uniti, i Kennedy, dal matrimonio, nel 1953, di Jacqueline Lee Bouvier, reporter di 24 anni, e John Fitzgerald Kennedy, senatore di 35 anni avviato a una brillante carriera che culminerà, nel 1960, all’elezione a presidente. A 66 anni dal sigillo di una iconica unione, spezzata nel 1963 dall’omicidio di Kennedy a Dallas, la coppia è omaggiata a Bologna, a Palazzo Belloni, dal 2 marzo al 5 maggio, dalla mostra ‘The Kennedy years’, con sguardi discreti tra pubblico e privato, tra politica e costume, alla riscoperta di un’epoca di trasformazioni sociali e politiche. Tra l’avvento della tv, la crisi di Cuba, la guerra nel Vietnam e le manifestazioni per di diritti civili. Curata da Frédéric Lecomte-Dieu, biografo della famiglia, la mostra ospita anche l’originale sedia a dondolo di Kennedy e la riproduzione del vestito da sposa della First Lady.

 

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