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Archive for the ‘Fotografia e giornalismo’ Category

 

Sono oltre cento le immagini di Cesare Colombo (Milano, 1935-2016) scelte da Silvia Paoli con Sabina e Silvia Colombo, figlie del fotografo e responsabili dell’Archivio a lui intitolato, nel comporre la mostra «Cesare Colombo. Fotografie (1952-2012)» con cui Comune e Civico Archivio Fotografico, a trent’anni dalla sua ultima personale milanese («Milano Veduta Interna», 1990), gli rendono omaggio dal 25 giugno fino al 30 settembre nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco.

Tutte dedicate alla sua città, le fotografie esposte (nell’allestimento dell’amico di una vita, Italo Lupi) narrano le vicende di quei tumultuosi sessant’anni con un’ottica sfaccettata, attenta alle vicende sociali e alle trasformazioni urbanistiche, esplorando di volta in volta il mondo delle fabbriche, con le manifestazioni sindacali che hanno segnato la storia operaia del XX secolo, le rivolte studentesche dal ’68 in poi, le trasformazioni del tessuto sociale, specie nelle periferie, i mutamenti nel mondo del lavoro, ma anche i punti di eccellenza, come le fiere, i negozi, la moda, il design, l’arte, lo spettacolo.

Fra le opere in mostra (molte provenienti dal fondo entrato di recente nelle raccolte del Civico Archivio Fotografico) figurano immagini ben note ma anche fotografie inedite e vere riscoperte d’archivio. Poiché Cesare Colombo è stato, oltre che grande fotografo, un colto studioso della fotografia del ‘900, curatore di mostre importanti, autore di molti libri e animatore di numerosi dibattiti, la mostra dà conto anche del suo ruolo di motore culturale e di protagonista del mondo della comunicazione, attraverso una sezione biografica ricca di documenti e d’immagini.

Sezione nella quale emergono i suoi molti interessi (oltre che per l’«uomo», oggetto dominante della sua indagine, anche per l’architettura, per il reportage per l’industria, per l’illustrazione editoriale) e l’impegno nella ricerca e nell’analisi di immagini storiche, grazie al quale ha fornito un importante contributo alla diffusione della cultura fotografica.

Ada Masoero, edizione online, 25 giugno 2020

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Il 14 giugno sarebbe stato il compleanno di Ernesto Guevara, il Che .

E’ stato  in mostra fino al 23 aprile a Bologna nel 2017 , alla Ono Gallery di Via Santa Margherita a Bologna la mostra su Alberto Diaz Gutierrez , Alberto Korda , che in omaggio ai fratelli ungheresi Vincent e Alexander si fece chiamare Korda.

https://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Korda
La foto che caratterizza un’epoca, quella di Che Guevara ( che guarda, nascosto tra la folla il funerale di massa di un attentato alla nave francese Le Cobre  in cui persero la vita 132 persone  ) è diventata il simbolo di un’epoca  Korda collaborò alla rivista Revolucion e fu un fotografo molto vicino a Fidel ed ai guerriglieri , fu molto apprezzato da Avedon e da Warhol per l’immagine di glamour e non solo di lotte di Cuba con le foto simbolo della sua moglie/modella Norka.

Di più: https://tinyurl.com/nyz2rdr

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L’immagine si fa comunicazione
16 Febbraio 2010
I Martedì di San Domenico
40° anno – 10° incontro

Salone Bolognini
Convento San Domenico
Piazza San Domenico 13
Bologna

16 Febbraio 2010, ore 21
Paolo Fabbri
Semiologo

Lorenzo Sassoli de Bianchi
Presidente UPA – Utenti Pubblicità Associati

moderatore
Giorgio Tonelli
Giornalista Rai

ingresso libero

Ci ha lasciati dopo una sofferta malattia il prof. Paolo Fabbri, semiologo , circa dieci anni fa, il giornalista della Rai Giorgio Tonelli , che  lo ha ricordato in una commemorazione per il tG ,  il prof. Fabbri è intervenuto in merito alla fotografia che vinse il Pulitzer “Il bambino e l’avvoltoio” di Kevin Carter ,  al Centro San Domenico, la serata fu  moderata da Giorgio Tonelli , fotografia che causò il  suicidio di  Kevin .

A ricordo del fotografo /premio Pulitzer Kevin Carter suicida  perchè la foto  è finita nel mirino di una polemica che lo ha molto ferito.
L’opera si chiama “il bambino e l’avvoltoio” dove la stampa accusava Kevin di rimanere impassibile di fronte al bambino che era vicino all’avvoltoio forse per essere aggredito . Tutti hanno interpretato la fine prossima del bambino, ma all’epoca, il prof. Fabbri disse che non era necessariamente quello il vero significato quello cioè che gli davano i media, il bambino poteva essersi allontanato l’avvoltoio non necessariamente aveva in mente di aggredirlo, prossimo alla fine. L’eco di questa foto è stata talmente grande che ha spinto al suicidio Kevin.

In memoria di Kevin Carter

https://misticmedia.wordpress.com/2014/08/12/la-storia-di-kevin-carter-un-fotografo-da-pulitzer/

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Ieri sera a Bologna, in Piazza Maggiore “Sotto le stelle del cinema ” è stata trasformata in “Sotto le stelle della fotografia ” l’attesa presentazione di alcune delle foto vincitrici del World Press Photo  2019 , la giuria ha scelto fra oltre 78 mila foto provenienti da fotografi di tutto il mondo che colgono lo spirito che anima oggi il fotogiornalismo.

C’era il direttore di WPP Lars Boering ha presentato il fotografo Fulvio Bugani (premio WPP 2015) il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli.
Sul palco Marco Gualazzini che ha portato la sua attività sul lago Ciad , che si sta prosciugando e rende la convivenza più difficile , l’agricoltura meno fertile e avvicina pericolosamente i soldati di Boko Aran che spesso fanno scorrerie nel territorio pacifico. Per questi popoli andare al lido è un gesto di resistenza possono arrivare inaspettate raffiche di mitra.
Secondo Gualazzini in Africa ci sono migrazioni interne continue dettate da motivi analoghi di convivenza e prepotenza armata e terroristica.
Lorenzo Tugnoli originario di Lugo , che ha studiato e formato all’Università di Bologna che risiede a Beirut e fotografa i conflitti dello Yemen, ha parlato di come la sua attività venga coordinata dai giornalisti locali per il New York Post.

 

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Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. Per la prima volta insieme oltre cento fotografie di cinque grandi fotografe italiane. S’inaugura oggi alle 18,30 al Centro internazionale di fotografia diretto dalla Battaglia “Soggetto nomade”, una mostra del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini e ora in mostra a Palermo.
Si tratta di foto realizzate tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe, a cui l’esposizione è dedicata. Prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), le fotografie sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947). Fino al 22 settembre. ”
(Giada Lo Porto)”
la foto è di Letizia Battaglia

https://palermo.repubblica.it/societa/2019/06/22/foto/cinque_fotografe_insieme_per_le_conquiste_delle_donne_al_centro_internazionale_di_fotografia-229377835/1/#1

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