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Archive for the ‘Fotografia e sperimentazione’ Category

Qualche anno fa il Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia ha mostrato una elaborazione di Paolo Gioli , fotografo e sperimentatore oggi nvitato in Cina . Il comunicato stampa.

“Paolo Gioli: Antologica/Analogica” è il titolo di un progetto espositivo realizzato da Cineclub Canudo grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo, della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Il progetto, a cura di Bruno Di Marino e di Rosario Scarpato e il coordinamento organizzativo di Antonio Musci e Daniela Di Niso, si compone di due esposizioni in Italia e una in Cina, nonché di una serie di altri eventi, tutti incentrati sull’opera filmica, fotografica e pittorica di Gioli nel periodo 1969-2019. Le opere esposte provengono da un fondo che fa capo a Paolo Vampa, suo principale collezionista. Il catalogo della mostra, pubblicato da Silvana Editoriale, contiene saggi critici di esperti di fama internazionale. Il 5 marzo 2021, alle ore 17, il Museo Castromediano di Lecce, il più antico museo pubblico di Puglia, ha riaperto al pubblico dopo l’interruzione per la pandemia da Covid-19, inaugurando la prima delle tre mostre, suddivisa nelle quattro sezioni Natura Corpo Volto Medium, con oltre cento opere di Gioli, quasi tutte polaroid, in alcuni casi trasferite su carta o seta serigrafica e alcuni film dell’artista. Dal 6 marzo 2021 la mostra è continuata nelle sale del Palazzo Tupputi di Bisceglie fino al 9 maggio 2021, con la sezione Schermi-schermi, con alcune tele serigrafiche, realizzate da Gioli a metà degli anni ’70, in dialogo con l’architettura rinascimentale del palazzo Tupputi e con gli affreschi delle sale del piano nobile. La mostra, in una versione più ampia con circa 150 opere, è ora in Cina fino al 29 agosto 2021, al Three Shadows Photography Art Centre di Beijing. Pittore, fotografo e cineasta, Paolo Gioli (Rovigo, 1942) è uno degli artisti italiani più significativi degli ultimi decenni, soprattutto per la sua capacità di sperimentare in più campi, anche attraverso l’innovazione e la rielaborazione di dispositivi. Le copie in pellicola di alcuni suoi film e le sue opere pittoriche e fotografiche sono presenti nelle collezioni di musei internazionali, tra cui l’Art Institute of Chicago, il Museum of Modern Art di New York, il Centre Georges Pompidou e il MEP (Musée Européen de la Photographie) di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e L’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. Sia le fotografie che i film di Gioli coprono un arco temporale di oltre 50 anni, dalla fine degli anni ’60 a oggi, documentando la ricchezza di una produzione multiforme che, pur nella grande varietà, mantiene una propria coerenza stilistica. La sua estetica foto-filmica si ricollega alle origini dei due medium, ovvero a quella miriade di sperimentazioni avvenute nel XIX secolo, quando la fotografia era ancora in via di sviluppo e il cinematografo doveva essere ancora inventato. Una fase limbica, dunque, in bilico tra immagine fissa e in movimento, che l’artista riesce da sempre a far dialogare con risultati fertili e stimolanti. A sottolineare questa natura fortemente artigianale, da archeologo dei media, si è deciso di inserire l’aggettivo “analogico” nel titolo della mostra. –

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Paolo-Gioli-Antologica-Analogica-opera-filmica-e-fotografica-mostra-Pechino-9ea78220-c4cc-4574-b168-b69b3c0c767a.html

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Ha avuto luogo, nei giorni scorsi, il finissage della mostra di Anna Rosati “Cattedrali Urbane” articolo di Azzurra Immediato

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La mostra-progetto Cattedrali Urbane dell’artista Anna Rosati, curata dalla nostra Azzurra Immediato, indaga lo spazio della città inteso come non luogo metaforico, ove sono racchiusi elementi dall’identità sì definita da tradursi in tópoi concettuali, ripensati, trasformati, ripetuti mantenendo la propria unicità e mostrando le infinite possibilità di mutamento emblematico.

L’artista agisce secondo i dettami di una educazione sentimentale all’immagine, in cui prospettive e visioni suggeriscono e si fondono per affezione o invenzione nell’istante epifanico di rigenerazione visuale.

Cattedrali Urbane è allegoria della memoria, è un codice, è un archivio di effimera essenza che tenta, riuscendovi, di tracciare le coordinate di un tempo che non tornerà e che nella bellezza della creazione e della sua conversione trova ragion d’essere e di mutare così come muta l’anima, come mutano i sentimenti.

Il progetto nasce nel 2014, allorquando il concetto di ripetizione era nell’ombra del successo dell’idea di variabilità e individualità. Ecco però che l’artista e fotografa Anna Rosati ha avviato un processo allegorico per immagine, grazie al quale ogni figurazione prodotta “è diversa, unica; pur ripetendo il medesimo soggetto, a volte anche la medesima inquadratura, stravolgo l’idea di fotografia documentale concettuale, poiché questo vuole essere prima di tutto un racconto visivo che costringe, trasfigurandolo, a decifrare – attraverso un profondo coinvolgimento emotivo – il concetto stesso di ‘casa’, come forma originaria della memoria del luogo urbano.”

Azzurra Immediato

La foto in alto della mostra è di Anna Rosati

Critica d’arte Azzurra Immediato

Nella foto la fotografa Adriana Tuzzo e Roberta Ricci

Il poeta Luca Gamberini ha composto delle poesie seguendo un brano musicale che chiedeva di scegliere , la poesia è ispirata a Hurricane per dedicare a Dylan buon compleanno.

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Di Marcello il ricordo più curioso e simpatico che ho erano le riunioni che organizzava a casa sua, per il progetto di una mostra, di una pubblicazione o un video. Riusciva a far incontrare i creativi più eterogenei e diversi che si possa immaginare, personaggi che potevano trovarsi insieme solo grazie alla sua sapiente, magica, mediazione. A ripensarci mi fa venire in mente il Pub frequentato da alieni di Guerre Stellari.

In verità Marcello era un fine intellettuale, molto attento alle tendenze artistiche, alle influenze di scienza e tecnologia sulla società. Infatti amava autori come J. G. Ballard e William Gibson che prediligevano appunto temi estremi della scienza sul sociale. Allo stesso tempo fine studioso delle avanguardie artistiche, all’evoluzione della percezione estetica nei vari movimenti d’avanguardia. Scriveva su varie riviste, pubblicato vari saggi dove rivelava sempre un sua visione originale, mai banale. Ha insegnato a Bologna e Ferrara, ultimamente alla prestigiosa Accademia di Brera.

Volentieri presentava artisti che in qualche modo ruotavano intorno alla sua personale Factory.

Un‘altro piacevole ricordo, a tal proposito, è quando all’Hotel Elvetia di Porretta terme presentò un mio libro di fantascienza appunto, parlò per quasi due ore, analizzando ed estrapolando significati nascosti e pertinenti che mi sorpresero. Elogiò sopratutto un racconto “ Simulator’s scream” per l’originalità e le implicazioni filosofiche.

La notizia della sua scomparsa mi ha colpito e rattristato, come tutti quelli che lo conoscevano del resto. Una grave perdita certo, che però vivrà nei nostri ricordi e nell’eredità delle sue idee, delle sue pubblicazioni, delle tante esposizioni da lui organizzate.

Willy Masetti

 

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La mostra a Palazzo Magnani, a cura di Walter Guadagnini, è la prima in Europa dedicata al fenomeno della staged photography, tendenza che, a partire dagli anni Ottanta, ha rivoluzionato il linguaggio fotografico e la collocazione della fotografia nell’ambito delle arti contemporanee.

GLI ARTISTI
Prodotta da Fotografia Europea, la mostra presenta il lato più immaginifico della fotografia attraverso le invenzioni di alcuni tra i maggiori autori degli ultimi trent’anni e le sperimentazioni nate dall’avvento della tecnologia digitale. Partendo da grandi maestri come Jeff Wall, Cindy Sherman, James Casebere, Sandy Skoglund, Yasumasa Morimura, Laurie Simmons passando per artisti come Erwin Olaf, David Lachapelle, Nic Nicosia, Emily Allchurch, Joan Fontcuberta, Julia Fullerton Batten, Paolo Ventura, Lori Nix, Miwa Yanagi, Alison Jackson, Jung Yeondoo, Jiang Pengyi, fino ad arrivare ad autori raramente esposti in Italia come Bernard Faucon, Eileen Cowin, Bruce Charlesworth, David Levinthal, l’esposizione dimostra, con oltre cento opere, non solo la diffusione di questo linguaggio, ma anche la sua longevità.

IL PROGETTO
Il progetto espositivo rivela il desiderio della staged photography di ampliare non solo i confini del linguaggio fotografico, ma anche quelli della percezione del mondo; la fotografia, regno di (presunta) oggettività, diventa il regno della fantasia, dell’invenzione e della soggettività, compiendo l’ultima decisiva evoluzione della sua storia: la macchina fotografica, un tempo considerata “specchio del mondo”, diventa un generatore di sogni e di inganni, mettendo lo spettatore in guardia nei confronti di ciò che vede.
La mostra è corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, interamente dedicato alla staged photography in cui Walter Guadagnini fa il punto su questa importante pratica fotografica, approfondendo, per la prima volta in Italia e in Europa, le varie sfaccettature che la caratterizzano e raccogliendo le biografie degli artisti presenti in mostra che ad essa si sono avvicinati, ognuno con il proprio sguardo.

Con il biglietto di True Fictions sarà possibile visitare anche la mostra organizzata a Palazzo da Mosto nelle stesse date, per scoprire la mostra ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE – 6 giovani fotografi europei, anche questa prodotta da Fotografia Europea. Si tratta di una collettiva che raccoglie le personali dei tre vincitori dell’open call lanciata da FOTOGRAFIA EUROPEA 2020, a cui sono stati aggiunti tre progetti selezionati dalla giuria composta da Walter Guadagnini, Maria Pia Bernardoni e Oliva Maria Rubio curatrice indipendente: Alessandra Baldoni (Perugia, 1976); Alexia Fiasco (Parigi, 1990); Francesco Merlini (Aosta, 1986); Manon Lanjouère (Parigi, 1993); Giaime Meloni (Cagliari, 1984) e Denisse Ariana Pérez (Republica Dominicana, 1988).

– TRUE FICTIONS. Fotografia visionaria dagli anni ‘70 ad oggi | Palazzo Magnani, corso Garibaldi 29 – Reggio Emilia
– ATLANTI, RITRATTI E ALTRE STORIE. 6 giovani fotografi europei | Palazzo Da Mosto, via Mari 7 – Reggio Emilia
– 17 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021
– Venerdì, sabato, domenica: 10 – 19 | Aperture straordinarie: 24 novembre – 8 dicembre – 1 gennaio (ore 15-19) – 6 gennaio| Chiuso il 25 dicembre
– Biglietto unico True Fictions + Atlanti, ritratti e altre storie: Intero 10€ / Ridotto 8€ / Studenti Universitari (19 – 26 anni) 6€ / Ragazzi (6-18 anni) 5€ / Pacchetti famiglia | BIGLIETTI DISPONIBILI ANCHE ON LINE SU www.palazzomagnani.it/biglietteria

 

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Dal 27 Giugno 2020 al 07 Febbraio 2021
BOLOGNA
LUOGO: Ex Chiesa di San Mattia

INDIRIZZO: via Sant’Isaia 14/a

 

Comune di Bologna
Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Museo per la Memoria di Ustica
Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica in occasione del 40° anniversario della Strage di Ustica
In collaborazione con
Fondazione Nino Migliori
MiBACT – Direzione Regionale Musei Emilia Romagna
Cronopios
Nel 2020 ricorre il 40° anniversario della Strage di Ustica che, tra le numerose iniziative, verrà ricordato tramite la mostra Nino Migliori. Stragedia, promossa dal Dipartimento Cultura e Promozione della Città del Comune di Bologna e dall’Associazione Parenti della Strage di Ustica.

L’esposizione, a cura del responsabile Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione, Lorenzo Balbi, si terrà negli spazi dell’Ex Chiesa di San Mattia, con inaugurazione sabato 27 giugno, data in cui avvenne la tragedia nel 1980, per proseguire fino al 7 febbraio 2021

Il progetto, che si svilupperà in una video-installazione immersiva, nasce da una rielaborazione di immagini scattate dal grande fotografo nel 2007 durante l’allestimento dei resti del velivolo negli spazi del Museo per la Memoria di Ustica. Gli 81 scatti, corrispondenti al numero di vittime della strage, sono eseguiti a “lume di candela” tecnica utilizzata dal fotografo nel 2006 per la serie Lumen. Nino Migliori, oltre alle ricerche di stampo realista sull’Italia del dopoguerra, è noto per le sperimentazioni sul materiale fotografico eseguite mediante tecniche di sua invenzione come le ossidazioni e i pirogrammi.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione Edizioni MAMbo.

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