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Archive for the ‘Fotografia e storia’ Category

Mostra fotografica sui 50 anni di Woodstock
„Oltre 50 fotografie – di grande formato e per lo più inedite per l’Italia – per rivivere alcuni dei principali appuntamenti musicali rock del 1969, un anno irripetibile. In estrema sintesi è questo il significato di Woodstock e gli altri. Cinquanta foto di pace, amore e musica, la mostra fotografica dell’americana Amalie R. Rothschild che da una ventina d’anni vive e lavora a Firenze.

Ideata da Marco Ferri, curata da Amalie R. Rothschild e dallo stesso Ferri, con il coordinamento di Jacopo Celona, la mostra si svolgerà dal 3 ottobre al 3 novembre 2019 nello spazio espositivo del Consiglio Regionale della Toscana intitolato a Carlo Azeglio Campi, in via dei Pucci 16, a Firenze, è patrocinata dalla XII Florence Biennale, Mostra Internazionale di Arte Contemporanea e Design, dal Consolato degli Stati Uniti di Firenze (che quest’anno celebra i 200 anni dall’apertura della sede toscana), e dall’Associazione di Amicizia Italia-Israele Prato Pistoia, ed è sponsorizzata da Angelo Pontecorboli Editore.

https://www.firenzetoday.it/eventi/mostra-fotografica-sui-50-anni-di-woodstock.html

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Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. Per la prima volta insieme oltre cento fotografie di cinque grandi fotografe italiane. S’inaugura oggi alle 18,30 al Centro internazionale di fotografia diretto dalla Battaglia “Soggetto nomade”, una mostra del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini e ora in mostra a Palermo.
Si tratta di foto realizzate tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe, a cui l’esposizione è dedicata. Prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), le fotografie sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947). Fino al 22 settembre. ”
(Giada Lo Porto)”
la foto è di Letizia Battaglia

https://palermo.repubblica.it/societa/2019/06/22/foto/cinque_fotografe_insieme_per_le_conquiste_delle_donne_al_centro_internazionale_di_fotografia-229377835/1/#1

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 Al Museo Diocesano di Milano  una mostra che rimette assieme una esposizione curata dal gruppo Magnum nel 1955 , nel frattempo i reporter Robert Capa e Werner Bishop erano appena scomparsi, Capa per avere urtato una mina col piede Bishop a causa di un incidente mortale sulle Ande.

Dall’alto :

Werner Bishop

Henri Cartier Bresson la popolazione in preghiera mentre le ceneri di Gandhi vengono sparse

Marc Ribaud

Inge Morath

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La camiceria Pancaldi non c’è più al suo posto sorge un grande, ennesimo, grande magazzino, ma c’erano delle donen coraggiose che hanno lottato affinchè venisse rispettato il lavoro.

Le immagini  delle pancaldine (le dipendenti della camiceria Pancaldi) non solo camicie di tagli e fattura impeccabili , ma come.si vede dalle immagini loro stesse ci portano il sorriso, l’eleganza la dignità del lavoro.
Correva l’anno 1968 e furono protagoniste di una lotta che vedeva al primo posto la diminuzione dei carichi di lavoro (1540 camice al giorno) e 48 ore alla settimana più lo straordinario obbligatorio.
Riuscirono a portare a casa un contratto che fu un modello .
Le foto sono in mostra alla biblioteca di via Lame in Via Marco Polo 21 a Bologna , ad ingresso libero.
A 50 anni un ricordo e l’immagine del modello emiliano .
Dall’archivio Paolo Pedrelli
https://archiviopaolopedrelli.org/2017/03/29/abbiamo-una-ragione-per-far-quel-che-facciamo/

immagini in mostra alla Biblioteca Pezzoli, tratte dall’Archivio Paolo Pedrelli

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Dall’Associazione Cultura e Immagine
Palazzo Vendemini, Corso Vendemini 67 -Savignano sul Rubicone, Italia

Il workshop ha come obiettivo lo sviluppo di capacità tecniche ed espressive attraverso la fotografia stenopeica. Verrà messo a disposizione dei partecipanti l’uso di pellicole colore Fuji FP100C.
Le foto scattate saranno consegnate al termine del corso. Tema del workshop: Il tempo e la luce nella fotografia stenopeica.

Ore 09.00 – Presentazione ed iscrizioni
Ore 09.20 – Teoria
Camera obscura: funzionamento
Calcolo del foro in funzione della focale scelta
Dimensione del negativo
Angolo di campo della scatola
Esposizione / tempi di posa
Pellicola istantanea e caratteristiche
Cavalletto, inquadratura, distanza dal soggetto
Cenni sulla ritualità del gesto fotografico
Possibilità fotografiche con questo tipo
di apparecchiatura
Fotografia in esterni, interni, architettura, ritratto
ambientato
Presentazione delle macchine stenopeiche

Ore 10.30 – Pratica fotografica
Ci si recherà sui luoghi precedentemente stabiliti per
le riprese
Visualizzazione e studio del soggetto
Uso dell’esposimetro e calcolo dell’esposizione e
del difetto di reciprocità della pellicola
Realizzazione fotografie con  macchine stenopeiche
Discussione del lavoro svolto e selezione degli scatti
Tempo: circa 3 ore

Verrà messo a disposizione dei partecipanti l’uso di
pellicole istantanee colore Fuji FP100C,
disporranno di 5 scatti di pellicola colore FP100C.
Per ulteriori pellicole sarà richiesto un contributo
extra.

2 Giugno 2019

INFO e costi:
http://shotandfun.it/
Tel: +39 0541 346808
Contributo spese € 70,00 Per ulteriori pellicole sarà richiesto un contributo extra.
5 Fuji istantanee extra: 25€
INFO

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C’è un ponte ideale tra Terra di Bergamo di Pepi Merisio e “Guardami”, la mostra con cui il Museo della Fotografia Sestini, nell’ex convento bergamasco di San Francesco, inaugura il suo nuovo percorso espositivo. Corrono cinquant’anni esatti tra i tre volumi pubblicati nel 1969, che il fotografo nato a Caravaggio nel 1931 ha sempre considerato il suo capolavoro, e questa mostra dal sapore ricapitolativo, in apertura giovedì prossimo per restare visitabile fino al 1 settembre, curata dallo stesso Merisio con il figlio Luca, anch’egli fotografo (catalogo Lyasis edizioni).

La selezione degli oltre 250 scatti restituiscono una antologia precisa e potremmo dire definitiva dei temi più noti e simbolici affrontati da Merisio in oltre 65 anni di attività: la civiltà contadina, il lavoro, il paesaggio – naturale e urbano – italiano, la famiglia, la sfera del religioso, e naturalmente Paolo VI, di cui Merisio ha costruito l’iconografia (mentre è una autentica sorpresa la sezione di immagini raccolte tra Nord Africa e Medio Oriente).

69_Merisio

 

La mostra sarà aperta al pubblico (fino al 1 settembre): fino al 31 maggio da martedì a domenica 9,30-13 e 14,30-18; dall’1 giugno all’1 settembre da martedì a venerdì 9,30-13 e 14,30-18, sabato e festivi 9,30-19; chiuso il lunedì). L’ingresso al Museo della fotografia + Mostra «Guardami» costa 7 euro, ridotto 5.

I biglietti sono acquistabili anche su ticketlandia.it.

Il catalogo «Guardami» (Lyasis Edizioni), 30 euro, è in vendita presso il museo.

Visite guidate – Domenica 12/ 19/ 26 maggio, domenica 2/ 9/ 16/ 23/ 30 giugno h.10-13/ 14.30-18.

Per ulteriori informazioni: www.museodellestorie.bergamo.bergamo.it

 

Articolo consigliato per introdurre la mostra di Alessandro Beltrami

https://www.avvenire.it/agora/pagine/pepi-merisio-fotografo-mostra-bergamo-civilta-contadina

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Avventurandoci nella storia delle immagini che danno origine al nostro sguardo che oggi riusciamo a condividere con le videocamere integrate dei nostri cellulari , non dimentichiamo nel nostro sguardo i padri fondatori della fotografia italiana.

Spesso parlando dei fotografi che hanno fatto la Storia pensiamo a quelli dell’Agenzia Magnum, a quelli di Life, fra i fotografi italiani che hanno dato un contributo notevole non dimentichiamo Ando Gilardi , ora in mostra a Torino fino al 16 giugno 2019 .
Scive Grazia Nuzzi su Artribune :
“Ando Gilardi, fotografo, giornalista, storico e critico della fotografia, impiega tutto se stesso nella divulgazione dello scatto come dato iconico, tecnico e tecnologico. Ritrarre il dopoguerra non è stato un lavoro semplice, il reporter è stato toccato nel profondo dagli occhi dei bambini che giocavano in strada, dai loro cappottini lerci, da una povertà che, nonostante la durezza del suo essere, è sentita come temporanea, nulla di definitivo.”
Una foto di bambini a Palermo di Ando Gilardi del 1957

https://tinyurl.com/yylwmo76

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