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Archive for the ‘Fotografia e storia’ Category

A trent’anni dalla Caduta del Muro una mostra di Massimo Golfieri che rivisita le sue  foto di reportage della Caduta del Muro,  condurrà una visita guidata nella mostra alla  Galleria Jacopo Cenacchi lo stesso autore


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Il 9 novembre 1989 fu abbattuto il Muro di Berlino che divideva in due la città , nel 1963 il presidente J.F.Kennedy pronuncio’ la frase : “Io sono un berlinese” , alludendo a questa città divisa in due fra l’ est e l’ovest della politica.
A quell’epoca Massimo Golfieri era ad Amsterdam ,prese il primo treno per fotografare la storia che stava incalzando in quei giorni.
Massimo Golfieri, nella visita guidata  a seguito dell’inaugurazione della sua mostra “Berlino porta di Brandeburgo” , alla Galleria Cenacchi ,ha sottolineato che, mentre la stampa internazionale descriveva l’evento con entusiastici baci e abbracci della gente, in realtà non vide nulla di ciò,  l’atteggiamento condiviso era di prudenza .
Le sue foto sono rimaste nel suo archivio e quest’anno, nel trentennale della caduta del Muro, ha deciso di mostrarle aggiungendo il valore  di vedere la storia  con il fotopittorialismo adottando  il fotoritocco (a mano) con colori all’albumina per aggiungere una sua  ricerca cromatica alla storia. Accanto alle immagini, in origine stampate in bianco e nero, ottenute  tirando la pellicola da 400 a 800 asa, non aiutato dalla caligine dell’autunno a Berlino, Golfieri ha aggiunto i suoi commenti personali , ha circoscritto i fotogrammi dando la distanza fra l’evento narrato e l’io narrante.
Le fotografie esposte alla galleria Cenacchi in Via Santo Stefano 63 sono l’esito di una selezione di 360 foto , la mostra è curata da Jacopo Cenacchi , disposta su tre piani in un contesto di affreschi restaurati che aggiunge valore alla storia.
Durante la visita guidata Massimo Golfieri ha aggiunto molti particolari storici , i gruppi neonazisti che premevano sul muro, l’atteggiamento composto e prudente della gente che, per osservare meglio, riprendeva mettendo le sue spalle sul muro, i personaggi che continuavano la loro quotidiana attività.
La mostra è visibile fino al 28 novembre e il 9 novembre , a trent’anni dall’abbattimento del Muro di Berlino ,Massimo Golfieri farà una visita guidata per il trentennale della caduta.

Nelel foto alcuni momenti della presentazione di Massimo Golfieri alla Galleria Cenacchi in Via Santo Stefano,63 a Bologna .

https://www.studiocenacchi.com/massimo-golfieri/

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Comunicato stampa da Jacopo Cenacchi

A trent’anni esatti dalla caduta del muro di Berlino, le immagini di Massimo Golfieri, fotografo imolese, vengono mostrate per la prima volta al pubblico: un vero e proprio viaggio nel tempo che vuole ripercorrere uno dei momenti storici più importanti del XX secolo. La caduta del muro di Berlino ha decretato la fine di un’epoca, aprendo la strada alla speranza di un futuro di pace e di solidarietà. Il muro sancì la divisione, non solo della città tedesca e dell’intera Germania, ma anche di tutto un continente. Fu il simbolo della cortina di ferro, linea di confine europea tra le zone controllate da Francia, Regno Unito e U.S.A. e quella sovietica, durante la guerra fredda. Il muro ha diviso in due Berlino e l’Europa per ben 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo tedesco-orientale si vide costretto a decretare la riapertura delle frontiere con la repubblica federale. Da Est e da Ovest i berlinesi accorsero in massa verso il muro, euforici, eccitati e increduli, piangendo, urlando di gioia, abbracciandosi e baciandosi. La caduta del muro è uno degli eventi simbolo del XX secolo, che ha segnato per sempre la storia dell’umanità.

Massimo Golfieri ha immortalato l’atmosfera fatta di speranza e fermento che si viveva a Berlino Est e Ovest in quei giorni di novembre e dicembre. Il risultato è un documento importante e suggestivo dal punto di vista storico e artistico. Nei volti dei berlinesi, immortalati nel reportage di Golfieri, si leggono emozioni contrastanti e poco rappresentate dall’immaginario collettivo: i sentimenti di gioia e speranza sono accompagnati da timore e paura verso un futuro incerto. Dopo la caduta del muro quale sarebbe stato il destino del popolo tedesco? Come sarà il domani? Quali sarebbero state le conseguenze economiche e sociali portate dall’implosione del regime comunista? Tutti questi interrogativi vissuti in quelle giornate del 1989 vengono sapientemente documentati da Golfieri che racconta, in un percorso narrativo complesso e completo, la felicità e l’inquietudine di un mondo diviso che si ricongiunge.

Tutte le fotografie presenti in mostra sono analogiche in bianco e nero, stampate su carta ai sali d’argento, baritata, spesso colorate a mano con la tecnica pittorialista dei pigmenti all’albumina. Ogni stampa colorata è un pezzo unico e irripetibile. Oltre alle fotografie il visitatore sarà catapultato nell’atmosfera del lontano 1989 berlinese in maniera più analitica e dettagliata attraverso la proiezione di un foto video in loop, realizzato dallo stesso fotografo.

Per la particolarità della mostra, oltre ai testi critici del curatore Jacopo Cenacchi e del Prof. Franco Minganti, hanno contribuito due importanti figure del panorama artistico e accademico: il fotografo Andrea Angelini, vincitore di molti premi tra cui l’ottava tappa di Portfolio Italia 2019 organizzata dalla FIAF, e Guido Piacentini con alcuni aforismi.

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Il materiale sul fotoreporter bolognese (1921-2000) Walter Breviglieri  di cui i reporter che conoscono il lavoro  lo descrivono come una leggenda è visibile a Palazzo D’Accursio, Sala D’Ercole.
La casa editrice Minerva ha acquisito circa 250 mila negativi (raccolti dal 1944) ed oggi, per il suo compleanno a trent’anni di vita , l’editore Mugavero mostra alcune di quelle bellissime immagini in bianco e nero che narrano non solo la storia di Bologna.
Come succede spesso in questi casi, nascono tanti racconti dalle immagini e Roberto Mugavero parla di alcune foto che ha ritrovato nei negativi dopo la strage di Marzabotto che potrebbero giustificare una mostra .
L’assessore Matteo Lepore parla delle foto di  Walter Breviglieri non solo legate alla storia di pochi ma a quella di tanti, una storia che con l’incremento del turismo di questi anni ha richiamato nuove e tanti ospiti e che si può parlare al mondo con la fotografia , il linguaggio universale delle immagini.
Continua l’Assessore alla Cultura Matteo  Lepore, che Bologna ha tante storie che ancora devono essere raccontate e non solo per una semplice operazione di nostalgia.
Infatti, queste Immagini che descrivono il periodo dal dopoguerra ad oggi , sono bellissime, ben stampate , con 11 toni di grigio regolamentari.
Foto di celebrità , di politici, di politica di attività artigianali . Come eravamo.
C’è una foto sulla benedizione dei piccioni in piazza Maggiore.
La vicepresidente dell’Ascom, Donatella Bellini si è dichiarata molto felice della scoperta delle foto dell’ archivio Breviglieri, tesori preziosi per la comunità mentre Claudio Mancini , altro partner della mostra ha parlato del fotografo come artigiano e creativo e dell’importanza della socializzazione.
La mostra è ad ingresso libero fino al 29 novembre.
Ed è strepitosa.
Ci sarà un lieto fine, i pannelli saranno venduti all’asta per l’associazione dei bimbi down.
Alcuni momenti della conferenza stampa e apertura della mostra a Palazzo D’Accursio, sala d’Ercole.

Alcuni momenti della conferenza stampa : da sinistra Donatella Bellini, vice presidente Ascom Roberto Mugavero  editrice Minerva, l’Assessore alal Cultura Matteo Lepore

nella foto sotto Donatella Bellini, Claudio Mancini, vice presidente CNA di Bologna , Roberto Mugavero, Matteo Lepore

 

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Mostra fotografica sui 50 anni di Woodstock
„Oltre 50 fotografie – di grande formato e per lo più inedite per l’Italia – per rivivere alcuni dei principali appuntamenti musicali rock del 1969, un anno irripetibile. In estrema sintesi è questo il significato di Woodstock e gli altri. Cinquanta foto di pace, amore e musica, la mostra fotografica dell’americana Amalie R. Rothschild che da una ventina d’anni vive e lavora a Firenze.

Ideata da Marco Ferri, curata da Amalie R. Rothschild e dallo stesso Ferri, con il coordinamento di Jacopo Celona, la mostra si svolgerà dal 3 ottobre al 3 novembre 2019 nello spazio espositivo del Consiglio Regionale della Toscana intitolato a Carlo Azeglio Campi, in via dei Pucci 16, a Firenze, è patrocinata dalla XII Florence Biennale, Mostra Internazionale di Arte Contemporanea e Design, dal Consolato degli Stati Uniti di Firenze (che quest’anno celebra i 200 anni dall’apertura della sede toscana), e dall’Associazione di Amicizia Italia-Israele Prato Pistoia, ed è sponsorizzata da Angelo Pontecorboli Editore.

https://www.firenzetoday.it/eventi/mostra-fotografica-sui-50-anni-di-woodstock.html

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Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. Per la prima volta insieme oltre cento fotografie di cinque grandi fotografe italiane. S’inaugura oggi alle 18,30 al Centro internazionale di fotografia diretto dalla Battaglia “Soggetto nomade”, una mostra del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini e ora in mostra a Palermo.
Si tratta di foto realizzate tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe, a cui l’esposizione è dedicata. Prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), le fotografie sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947). Fino al 22 settembre. ”
(Giada Lo Porto)”
la foto è di Letizia Battaglia

https://palermo.repubblica.it/societa/2019/06/22/foto/cinque_fotografe_insieme_per_le_conquiste_delle_donne_al_centro_internazionale_di_fotografia-229377835/1/#1

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 Al Museo Diocesano di Milano  una mostra che rimette assieme una esposizione curata dal gruppo Magnum nel 1955 , nel frattempo i reporter Robert Capa e Werner Bishop erano appena scomparsi, Capa per avere urtato una mina col piede Bishop a causa di un incidente mortale sulle Ande.

Dall’alto :

Werner Bishop

Henri Cartier Bresson la popolazione in preghiera mentre le ceneri di Gandhi vengono sparse

Marc Ribaud

Inge Morath

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