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Archive for the ‘Fotografia’ Category

 

L’immagine si fa comunicazione
16 Febbraio 2010
I Martedì di San Domenico
40° anno – 10° incontro

Salone Bolognini
Convento San Domenico
Piazza San Domenico 13
Bologna

16 Febbraio 2010, ore 21
Paolo Fabbri
Semiologo

Lorenzo Sassoli de Bianchi
Presidente UPA – Utenti Pubblicità Associati

moderatore
Giorgio Tonelli
Giornalista Rai

ingresso libero

Ci ha lasciati dopo una sofferta malattia il prof. Paolo Fabbri, semiologo , circa dieci anni fa, il giornalista della Rai Giorgio Tonelli , che  lo ha ricordato in una commemorazione per il tG ,  il prof. Fabbri è intervenuto in merito alla fotografia che vinse il Pulitzer “Il bambino e l’avvoltoio” di Kevin Carter ,  al Centro San Domenico, la serata fu  moderata da Giorgio Tonelli , fotografia che causò il  suicidio di  Kevin .

A ricordo del fotografo /premio Pulitzer Kevin Carter suicida  perchè la foto  è finita nel mirino di una polemica che lo ha molto ferito.
L’opera si chiama “il bambino e l’avvoltoio” dove la stampa accusava Kevin di rimanere impassibile di fronte al bambino che era vicino all’avvoltoio forse per essere aggredito . Tutti hanno interpretato la fine prossima del bambino, ma all’epoca, il prof. Fabbri disse che non era necessariamente quello il vero significato quello cioè che gli davano i media, il bambino poteva essersi allontanato l’avvoltoio non necessariamente aveva in mente di aggredirlo, prossimo alla fine. L’eco di questa foto è stata talmente grande che ha spinto al suicidio Kevin.

In memoria di Kevin Carter

https://misticmedia.wordpress.com/2014/08/12/la-storia-di-kevin-carter-un-fotografo-da-pulitzer/

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Tratto dall’articolo Doppiozero di Sara Benaglia, Mauro Zanchi

Il Mart di Rovereto ha inaugurato lo scorso 22 febbraio La fotografia ha 180 anni, una mostra che racconta la storia del libro illustrato, dall’incisione al digitale, attraverso una collezione privata di volumi che il “fotografo innocente” Italo Zannier ha sviluppato nel corso della sua vita. Zannier, storico e studioso, è stato anche il primo docente universitario di Storia della Fotografia in Italia.

In Verso l’invisibile: la fotografia, tra eventi, invenzioni e scoperte nel XIX secolo (2016) l’autore scrive che l’ingresso nella contemporaneità è avvenuto nel momento in cui l’uomo ha cominciato a riprodurre la realtà attraverso la fotografia. Questo mezzo, nato per riprodurre ciò che è visibile, è poi sconfinato nel campo di ciò che l’occhio nudo non è in grado di percepire (virus, raggi X, proiettili). Lo studio documentato Verso l’invisibile misura l’avanzamento della fotografia in parallelo a scoperte scientifiche e tecniche, con esperimenti, esplorazioni, innovazioni, fenomeni e personaggi oggi trascurati. 

Dopo la “camera ottica” di Gian Battista della Porta e la héliographie (1826) di Joseph Nicèphore Niépce, è nel 1839 – cent’ottanta anni fa – che nasce il dagherrotipo. Vi fanno seguito lo sviluppo di fotoeliografie, calcotipi, zincografie, la scoperta dei raggi X (1895). La tecnica giunge, nell’arco di un secolo, allo sviluppo di una fotografia che non necessita più di un supporto cartaceo: è quella per cui Zannier inventa il neologismo “fotofanie”. 

L’articolo da cui è stata tratta la citazione : Doppiozero

https://www.doppiozero.com/materiali/la-fotografia-ha-180-anni

L’intervista a Italo Zannier

 

 

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La foto di Roberta Ricci  la Apple e la fila a Bologna per l’apertura  post Covid

In un articolo comparso nei giorni scorsi su “La Repubblica” l’autore il giornalista Daniele Vulpi  rivela  che :

… poche persone sanno che alcuni dei suoi scatti sono stati usati negli sfondi per desktop di uno dei sistemi operativi Apple più popolari, Mac OSX 10.5 Leopard. Proprio così. La rivelazione arriva da da una persona “informata dei fatti” considerando che ha lavorato per un ventennio a Apple, nella sede centrale di Cupertino, Chris Hynes. Nel suo blog ha raccolto alcune fotografie, scattate da Jobs, usate come sfondi proprio per quel sistema operativo annunciato il 6 giugno 2005 durante il Worldwide Developers Conference a San Francisco: foglie di erba riprese con obiettivo macro per coglierne la rugiada posata sopra, un albero pieno di foglie verdi, una distesa di piante di lavanda, un tempio zen buddista a Kyoto, in Giappone, e un tradizionale giardino di pietre. 

Hynes racconta anche un aneddoto che riguarda Jobs e ha che a fare proprio con la fotografia, in un post dal titolo “L’ultima volta che ho visto Steve Jobs”. Fu al quartier generale di Cupertino, Jobs che stava dirigendosi verso una macchina nel parcheggio che lo attendeva con la portiera aperta e il motore acceso. Scrive Hynes: “Una famiglia era vicino al cartello Apple all’esterno dell’edificio, il luogo spesso scelto dai turisti per scattare foto durante le loro visite a Apple. Il padre si rivolse a Steve mentre passava vicino e gli chiese: ‘Mi scusi, signore, le dispiacerebbe scattarci una foto?”

L’attività di fotografo di Steve Jobs è sotto gli occhi di tutti , passato nell’anonimato ?

di più :

https://www.repubblica.it/tecnologia/2020/05/15/news/steve_jobs_fotografo_suoi_alcuni_sfondi_desktop_di_mac_osx_10_5-256700699/

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Il giornalista Marcello Coco ha fatto una scoperta straordinaria , uno studio che ha dell’incredibile e che vede coinvolto l’inventore della fotografia

“…Viene tramandato come un episodio epico, come una delle (poche) vittorie ottenute dal popolo sardo. E, in realtà, le cose stanno davvero così: nel 1793, i cagliaritani riuscirono a respingere l’assalto navale delle truppe rivoluzionarie francesi. Resta soltanto da capire se quella non fu una vittoria di Pirro. Perché permise ai famelici Savoia di continuare a tiranneggiare l’Isola. Perché la ventata rivoluzionaria influenzò soltanto menti illuminate come quella di Giovanni Maria Angioy. E perché, se le cose fossero andate in maniera diversa, la Sardegna sarebbe, come la Corsica, una “collettività territoriale” della Francia. E Cagliari sarebbe considerato il luogo in cui è nata una delle più importanti invenzioni della storia moderna, la fotografia. Si deve, invece, accontentare del fatto che tutti i testi sono concordi nel raccontare che il vero inventore della fotografia, Joseph Nicéphore Niépce, ebbe l’illuminazione proprio mentre si trovava a Cagliari. Anzi, sarebbe più corretto dire, al largo di Cagliari, durante l’assedio della città. E fu perfezionata qualche anno più tardi quando trascorse un lungo periodo in città.

Nato a Chalon-sur-Saône il 7 marzo 1765, partecipò anche lui all’assalto rivoluzionario di Cagliari nel 1792. Un assalto respinto grazie all’inattesa resistenza dei sardi che cercavano di ottenere la benevolenza dei Savoia (sbagliando per l’ennesima volta). E – figurarsi se questa figura può mancare quando si parla di Cagliari – grazie all’intercessione di Sant’Efisio a cui si rivolse l’arcivescovo Melano. I francesi intimarono più volte ai cagliaritani di arrendersi: visto il rifiuto, il 28 gennaio la città fu bombardata (nel palazzo Boyl sono ancora visibili tre palle di cannone lanciate dalle navi francesi). Non servì a nulla (anche per la scarsa precisione delle armi pesanti transalpine). Il mese successivo le truppe francesi sbarcarono nei pressi del Margine Rosso ma i miliziani sardi, guidati da Vincenzo Sulis, respinsero l’assalto.

Il 15 e 16 febbraio la città fu di nuovo bombardata pesantemente: questa volta, i colpi dei francesi distrussero la Torre dell’Aquila. E qui – come sostiene la fede popolare – entrò in gioco Sant’Efisio: il 17 un fortissimo vento di levante danneggiò le nave francesi che furono spinte sino al Poetto e alla spiaggia di Quartu. Morirono affogati centinaia di rivoluzionari francesi. E il resto della flotta superstite si allontanò definitivamente da Cagliari.

Che cosa c’entra Niépce in tutto questo? A bordo di una di quelle navi c’era anche quel giovane che, dopo aver pensato di prendere i voti e diventare sacerdote, fu influenzato dagli ideali rivoluzionari e partecipò a quella spedizione. Proprio durante le lunghe traversata e l’attesa davanti a Cagliari, cominciò a maturare quell’idea che, rientrato in Francia, prese ancora più corpo.

Il caso volle che, qualche anno più tardi, nel 1796 tornasse in Sardegna. E lì cominciò a rendere sempre più concreta la sua idea: insieme al fratello Claude, concepì l’idea della camera oscura. Puntava, in pratica, a fissare le immagini su una lastra da incisore. Fece innumerevoli esperimenti: inizialmente cercò sostanze che, esposte alla luce, annerissero; poi, finalmente, utilizzò il “bitume di Giudea”, sostanza costituita da bitume, standolio, argilla ed essenza di trementina. Fu, finalmente, un successo: chissà quante immagini di Cagliari ha realizzato durante questi tentativi. Nessuno può saperlo. E, molto probabilmente, ne avrebbe realizzato altre se un problema di salute non lo avesse costretto a ritornare frettolosamente in Francia. La storia racconta che la prima ripresa fotografica la “Vista dalla finestra a Le Gras”, l’immagine “scattata”, nel 1826, dal primo piano della sua casa-laboratorio di Saint-Loup-de-Varennes. Ora è esposta all’Harry Ransom Center dell’Università del Texas ad Austin. Magari, se la storia avesse preso un’altra piega, adesso nell’ateneo statunitense ci sarebbe una riproduzione della Sella del Diavolo.

Cagliari non può vantarsi, dunque, di essere stata il soggetto della prima fotografia nella storia dell’uomo. Ma, fatta la scoperta, neanche a Niépce le cose andarono benissimo: dopo aver speso quasi tutto il suo patrimonio in queste ricerche, si ritrovò a essere in una difficile situazione finanziaria. Fu contattato da Louis Jacques Mandè Daguerre, anche lui impegnato a riprodurre immagini prese con la camera oscura. Crearono una società ma, alla morte di Niépce, avvenuta nel 1833, non erano stati ancora raggiunti risultati apprezzabili. Che arrivarono due più tardi. Nel frattempo, il figlio di Niépce, Isidore, non riuscì a impedire che il cognome del padre sparisse dalla società. E così il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini finì con il chiamarsi dagherrotipo.”…

Marcello Cocco

https://www.unionesarda.it/articolo/cultura/2020/05/16/la-fotografia-un-invenzione-nata-a-cagliari-8-1019247.html

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PHOTO ACTION PER TORINO”

Grandi fotografi donano una loro immagine per beneficenza.

Una “chiamata alle arti” ideata e coordinata

da Guido Harari e Paolo Ranzani.

Offerta di stampe fotografiche per contribuire al Fondo Straordinario Covid-19 di U.G.I. Onlus e Città della Salute e della Scienza di Torino

http://www.photoactionpertorino.org

Superati il lockdown e la prima fase dell’emergenza Covid-19, purtroppo permangono o emergono problematiche di lungo periodo. U.G.I. Onlus e Città della Salute e della Scienza di Torino le stanno affrontando con la creazione di un Fondo Straordinario Covid-19.

Dal 7  fino al 21 maggio “Photo Action per Torino”, il progetto ideato dai fotografi Guido Harari Paolo Ranzani insieme a Wall Of Sound Gallery, vuol essere una “chiamata alle arti” per contribuire alla creazione del Fondo Straordinario Covid-19.

All’appello hanno aderito più di 100 fotografi italiani e internazionali che a titolo gratuito hanno messo a disposizione del progetto una loro immagine che verrà stampata in un’edizione proposta per l’occasione alla cifra di 100 Euro.

Si tratta di fotografie classiche e inedite, rese disponibili per la prima volta in una “collezione” esclusiva per “Photo Action per Torino” che include:

– grandi icone del XX° secolo (Marilyn Monroe di Douglas Kirkland, David Bowie di Masayoshi Sukita, Salvador Dalì di Mimmo Dabbrescia, Maria Callas di Gianni Greguoli)

– musica (Bruce Springsteen di Frank Stefanko, Eddie Vedder di Danny Clinch, Patti Smith

e Robert Mapplethorpe di Norman Seeff, John Coltrane di Joe Alper, Ezio Bosso di Roberto Serra, Lucio Battisti di Gered Mankowitz, Mick Jagger di Robert Whitaker, Fabrizio De André di Luca Greguoli, Lou Reed e Laurie Anderson di Guido Harari, Pino Daniele di Cesare Monti, Lucio Dalla di Carlo Massarini, Liam Gallagher di Alessio Pizzicannella)

– spettacolo (Federico Fellini di Franco Bellomo, Massimo Troisi e Pino Daniele di Luciano Viti, Robert De Niro di Adolfo Franzò, Johnny Depp di Maurizio Galimberti, Vittorio Gassman di Claudio Porcarelli, Tilda Swinton di Fabio Lovino, Hanna Schygulla di Fulvia Farassino, Luca Zingaretti di Marina Alessi, il teatro di Lelli e Masotti)

– cultura (Eduardo De Filippo e Carmelo Bene di Angelo Turetta, Mario Rigoni Stern di Bruno Murialdo, Irvine Welsh di Alessandro Albert)

– reportage e travel (Uliano LucasPaola AgostiFrancesco RadinoFranco PagettiEric MeolaCristina ArrigoniFranco CarlisiPaolo VerzoneRenzo ChiesaRoger CoronaEnzo ObisoAnna RosatiVittore BuzziMatteo FantoliniMarco TurattiAnnalisa VandelliValentina Tamborra, architettura industriale di Gabriele Basilico, vita rurale di Mario Giacomelli, tradizioni religiose di Mario LaPorta, il circo di Mauro Raffini, il subcomandante Marcos di Maki Galimberti)

– moda (immagini di famose campagne internazionali e ricerche personali di Art KaneFranco Turcati, Toni Thorimbert, Paolo Ranzani)

 arte (Lello Esposito di Riccardo Piccirillo)

 ricerca (nudi d’autore di Franco Fontana, Settimio Benedusi e Gabriele Rigon, scomposizioni fotografiche di Joe Oppedisano, reinvenzioni di celebri opere d’arte di Mauro Balletti, meditazioni visive di Simone BramanteOberto Gili, Piero Gemelli, Carlo Orsi, Maurizio Beucci, Maria Vittoria Backhaus, Sophie-Anne Herin, Bart Herreman, Peter Andrewartha, Efrem Raimondi, Laila Pozzo, Ottavio Maledusi).

Un’opportunità unica per acquisire opere di grandi autori italiani e internazionali ad un prezzo speciale per sostenere insieme un progetto a scopo benefico.

Durante le due settimane dell’iniziativa, da sabato 9 maggio un’intensa attività sulla pagina Instagram di “Photo Action per Torino” sarà arricchita da dirette giornaliere in cui Guido Harari e Paolo Ranzani dialogheranno a turno con diversi fotografi del progetto.

IN QUALE MODO SI PUÒ DARE UN AIUTO?

Accedendo al sito http://www.photoactionpertorinorino.org entro e solo fino al 21 maggio 2020, si potrà consultare l’archivio delle immagini e scegliere una o più stampe fine art donando 100 Euro ciascuna (più 10 Euro per spese di spedizione).

Le stampe saranno realizzate in formato 21x29cm (A4) su Epson Premium Luster Photo Paper da Wall Of Sound Gallery. Saranno in edizione aperta con timbro a secco, certificate con un’apposita etichetta sul retro della stampa ma non firmate né numerate.

L’intero ricavato della raccolta fondi “Photo Action per Torino” verrà devoluto a U.G.I. Onlus per il Fondo Straordinario Covid-19.

IL FONDO STRAORDINARIO COVID-19

Il Fondo Straordinario Covid-19 è destinato a sostenere le famiglie assistite da U.G.I. Onlus la cui situazione economica sia stata aggravata dall’emergenza sanitaria Covid-19 e ad erogare borse di studio per giovani medici impegnati nella unità di crisi Covid-19 della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Il Fondo, che ha una natura straordinaria, erogherà contributi una tantum a famiglie selezionate dal Comitato Assistenza di U.G.I. Onlus su proposta della Assistente Sociale che opera all’interno della Città della Salute con particolare attenzione al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita, diretto dalla professoressa Franca Fagioli. Quest’ultima segnalerà eventuali emergenze nell’ambito del team medico a cui destinare una borsa di studio.

PHOTO ACTION PER TORINO”

I fotografi che hanno aderito offrendo una loro immagine a titolo gratuito:

Paola AGOSTI / Alessandro ALBERT / Joe ALPER / Marina ALESSI

Alberto ALIVERTI / Vittoria AMATI / Peter ANDREWARTHA / Cristina ARRIGONI Maria Vittoria BACKHAUS / Isabella BALENA / Mauro BALLETTI / Erika BANCHIO Gabriele BASILICO / Franco BELLOMO / Maya BEN FREJ / Settimio BENEDUSI Maurizio BEUCCI / Niccolò BIDDAU / Simone BRAMANTE / Alberto BUZZANCA

Vittore BUZZI / Luca CACCIAPUOTI / Marianna CAPPELLI / Franco CARLISI Renzo CHIESA / Lorenzo CICCONI MASSI / Roberto CIFARELLI / Danny CLINCH Marco CORBO Roger CORONA Lucia COVI / Mimmo DABBRESCIA

Enrico DE LUIGI / Matteo FANTOLINI / Fulvia FARASSINO / Barry FEINSTEIN Franco FONTANA Adolfo FRANZÒ / Ugo GALASSI / Maki GALIMBERTI

Maurizio GALIMBERTI Piero GEMELLI / Mario GIACOMELLI / Oberto GILI

Gianni GREGUOLI / Luca GREGUOLI / Guido HARARI / Sophie Anne HERIN

Bart HERREMAN / Claudio ISGRÒ / Raymond JACOBS / Art KANE

Douglas KIRKLAND / COSMO LAERA / Mario LAPORTA

LELLI e MASOTTI / Cristina LE NOCI / Fabio LOVINO

Uliano LUCAS / Laura MAJOLINO / Ottavio MALEDUSI

Gered MANKOWITZ / Carlo MASSARINI / Eric MEOLA Margherita MIRABELLA Cesare MONTI / Bruno MURIALDO / Patrizia MUSSA / Zoltan NAGY / Pino NINFA Enzo OBISO / Joe OPPEDISANO / Carlo ORSI / Franco PAGETTI / Gianni PEZZANI

Riccardo PICCIRILLO / Alessio PIZZICANNELLA / Claudio PORCARELLI

Laila POZZO / Francesco RADINO / Mauro RAFFINI Efrem RAIMONDI

Paolo RANZANI / Maurizio REBUZZINI / Ugo RICCIARDI / Gabriele RIGON Patrizia RIVIERA Sylvie ROMIEU / Anna ROSATI / Norman SEEFF

Roberto SERRA / Frank STEFANKO / Masayoshi SUKITA / Valentina TAMBORRA

Allan TANNENBAUM / Toni THORIMBERT / Marco TURATTI / Franco TURCATI Angelo TURETTA / Annalisa VANDELLI / Paolo VERZONE / Luciano VITI

Robert WHITAKER / Mattia ZOPPELLARO

Il team e i partner tecnici che a titolo gratuito hanno reso possibile il progetto:

Concept: Guido Harari, Paolo Ranzani

Coordinamento progetto: Cristina Pelissero

Progetto comunicazione: Paola Galletto

Comunicazione social: NAM Studio/Marco Corbo, Andrea Conti,

Nico Gulino, Anna Monformoso

Stampe: Cristina Pelissero/Wall Of Sound Gallery & Editions

Web design: Involucra, agenzia di marketing e comunicazione di Torino

Partner tecnici: Epson Italia

U.G.I. ONLUS

Domenico De Biasio

Michele Magri

Massimo Mondini

Link Ufficiale: www.photoactionpertorino.org

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