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Archive for the ‘Installazioni’ Category

Articolo di Cristiano Capuano  Radio Città Fujiko»Notizie

A ridosso della Giornata internazionale contro la violenza di genere, che cade il 25 novembre, l’artista Andrea Benetti presenta 18 dettagli in blow-up degli occhi di altrettante donne dai 73 ai 18 anni, realizzati in digitale e stampati su lastre di alluminio 1×50.

Quello fotografico è un medium quasi del tutto inedito per l’artista, il quale si è sempre espresso tramite una pittura sintetica e allegorica. La mediazione simbolica dell’universo pittorico di Benetti viene, ora, a cadere, per lasciare spazio ad una documentazione diretta e realistica di un diversificato range di espressioni e sguardi, rivolti allo spettatore onde stimolare una riflessione sull’identità femminile.

“Quello per la fotografia è un amore sopito su cui ho puntato per questa mostra perché con la pittura sarebbe stato molto difficile esprimere lo sdegno contro la violenza sulle donne e denunciare questa piaga sociale – spiega Benetti – Ho scelto il simbolo degli occhi cercando di caratterizzare la mia scelta in vari modi: innanzitutto questa simbologia vuole comunicare la necessità di non chiudere mai gli occhi davanti alla violenza, fisica e psicologica”.

Alle parole di Benetti fanno eco quelle di Susanna Zaccaria, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Bologna, la quale ha sottolineato la consapevole scelta dell’artista di sfuggire alla consueta retorica sensazionalista dei volti tumefatti e sofferenti di coloro che hanno subito violenze, per abbracciare una caratterizzazione degli sguardi più spiccatamente introspettiva.

Tutto ciò si realizza, anche, grazie all’uso misurato della luce: per personalizzare e caratterizzare ulteriormente i volti, l’artista ha, infatti, scelto una luce naturale diversa per ognuno dei suoi soggetti, ritratti in diverse condizioni metereologiche e in diversi contesti. Le circostanze e gli ambienti in cui gli scatti sono stati realizzati divengono, dunque, distinguibili ed osservabili tramite l’ingrandimento, che svela ulteriori dettagli contribuendo all’accentuazione della personalizzazione di ogni soggetto.

“Nelle mie riflessioni sono arrivato alla conclusione che la violenza che un uomo perpetra nei confronti di una donna sia il riflesso della propria debolezza – continua Benetti – e che quella forza fisica e psicologica che egli esercita sia solo lo specchio di pochezze ed insicurezze. Nella simbologia dello specchio, la violenza si traduce nel tentativo di annientare la propria inadeguatezza”.

L’allestimento, studiato dall’artista e dalla curatrice Silvia Grandi, manifesta il suo potenziale impattante nel coniugarsi della profondità dello spazio con quella degli sguardi.
“Silvia è riuscita sempre ad azzeccare tutto con la grande cultura che la contraddistingue ed il suo essere intelligente e mai scontata – conclude l’artista – La lunghezza della sala è stata perfetta ed il numero delle opere ha definito perfettamente la spaziatura di Sala Manica Lunga”.
La mostra inaugura ufficialmente sabato 18 novembre alle 18, e sarà visitabile fino a mercoledì 13 dicembre.

Cristiano Capuano

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L’ A R I E T E artecontemporanea

IL TEMPORALE NON ESISTE

Rudy CREMONINI  |  Giulia MANFREDI

installazione sonora di   Marta COLETTI

a cura di Eli Genuizzi Sassoli de’Bianchi

opening sabato 11 novembre 2017 ore 18

L’ A R I E T E via D’Azeglio 42 Bologna

11 11 > 12 12 2017 | Info 348 9870574

lun gio ven sab 16|19   mar mer 16|18

 

E’ il tempo dell’aion, dell’eterno divenire.

Tesoro Bianco, di Rudy Cremonini, a testimonianza del passaggio dell’uomo, il cui volto si è fatto scultura, e poi pittura. Bianco, della materia dei sogni, osserva immutabile lo scorrere del tempo. Tracce di malinconia addensano di grigio le orbite, scavate nel solco della memoria, ne avvolgono il corpo per sottrarlo al fondo intriso di rossi che, a guisa di sipario, lo separa dalla natura che, tutt’intorno lo circonda. L’occhio che guarda attraverso cancelli, che si tingono del rosa antico di un glicine intriso di ferro; lo sguardo che penetra la densità umida e soffocante di una serra, il pacato, nostalgico ed innaturale silenzio di uno zoo. Il gesto pittorico si sofferma ad osservare la drammatica compostezza di una natura compressa ed organizzata, quella natura che la mano dell’uomo ha soggiogato e trattenuto ad una forma artificiosa ed innaturale. In ‘The crying light’ il tronco, flebile e sottile del bonsai trattiene a stento la grande chioma variegata sui toni dei rosa venati di grigio, che porta in nuce tutta la forza di un grande albero. Al tempo stesso, è anche un gesto protettivo, una carezza di cera, ad avvolgere i piccoli rami, resi immobili ed imperituri dalla colata preziosa di metallo ed imbrigliati dal calore della resina, entro la quale acquisiscono i bagliori dell’oro, nell’opera di Giulia Manfredi. La giovane artista si sofferma ad indagare l’universo che ci circonda, sperimenta accostamenti inediti tra materiali diversi, rami, resine, vegetali, cristalli di sale, si prestano allora ad assumere una nuova forma, per farsi simulacro. E’ anzitutto un’esigenza di contenimento, per Giulia Manfredi. L’immensità della natura da circoscrivere ad una forma imperitura, e che ne preservi, in eterno, l’inalterata presenza. Rami che si confondono con le radici, in uno sdoppiamento di visione che si allarga ad accogliere, nell’opera, anche ciò che l’occhio non vede, ma che pure esiste. Tracce di pensieri che avvolgono, a guisa di filo conduttore, il percorso dei due artisti, nel tentativo di cogliere, attraverso due linguaggi artistici differenti, ma paralleli, lo stesso sentire. Un piccolo scrigno, questa volta di Rudy Cremonini, conserva la memoria sacra dell’uomo, preziosa come e più della vita stessa e si staglia su un fondo intriso di rosso denso di passione. Non a caso il titolo: Infinito protetto. Restiamo in ascolto, il nostro sguardo si fa pensiero, nel tentativo di cogliere le tracce-radici di un sentire lontano. Ed è un microcosmo di suoni, di rumori più o meno definiti, sottofondo per una campionatura di cinguettii elettronici (da registrazioni di animatronic), stranianti ed ipnotici, che si susseguono, in un andamento ritmico, quasi da cronometro. L’installazione sonora ‘Larry Bird’, della giovane musicista Marta Coletti, ci trasporta in un’atmosfera ove tutto pare restare sospeso. E’ forse il simulacro di una natura, minacciosa e tetra, che si riappropria dello spazio che la mano dell’uomo ha sottratto, quello ipotizzato dallo strumento elettronico? O forse, questa è soltanto una delle ipotesi possibili.

Esiste una porta, una via di fuga. A noi di aprirla oppure no.

Dopotutto, il temporale non esiste.

 

Eli Genuizzi Sassoli de’ Bianchi

 

 

Rudy Cremonini (Bologna 1981) laureato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, appartiene alla generazione di artisti presenti e apprezzati in Europa e Stati Uniti che hanno saputo dare nuovo slancio all’aspetto narrativo della pittura contemporanea. Attualmente opera in Italia e Germania. Fra i progetti recenti la mostra ‘Le jardin interieur’ nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Strasbourg (F). Vive e lavora a Bologna | Rudy Cremonini Portfolio

 

Giulia Manfredi (Castelfranco Emilia 1984) si laurea nel 2008 all’Accademia di Belle Arti in Pittura con una tesi sulla videoarte e le tecnologie satellitari. Ha vissuto a Berlino dal 2006 al 2014 dove ha seguito corsi all’UDK in comunicazioni visive e in belle arti con la docente Hito Steyerl. A Berlino ha collaborato con un collettivo di artisti internazionali con cui ha organizzato numerose mostre e progetti. Nel 2017 ha vinto la quinta edizione del premio Cramum, ha esposto in numerose città italiane ed europee, attualmente vive e lavora a Roma | Giulia_Manfredi_Portfolio.pdf

 

Marta Coletti (Ponte dell’Olio 1983). Lo studio della musica classica la porta ad esplorare le infinite declinazioni dei linguaggi musicali. Attualmente frequenta il corso di musica elettronica al Conservatorio di Parma.

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COMUNICATO STAMPA

 

Dario Gambarin


PERFORMANCE DI LANDART

19.9.2017

 

“ONU”

 

 

Un gigantesco emblema dell’Onu, l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite, con all’ interno il simbolo della pace. Si intitola “ONU” l’ultima opera di Land art realizzata dall’artista Dario Gambarin, noto nel mondo per i suoi grandi ritratti eseguiti sulla terra.  “Ho inserito al posto del simbolo delle Nazioni-spiega- il celeberrimo disegno che simboleggia la pace. L’obiettivo è  richiamare l’attenzione  su quello che è  – e deve essere – il ruolo di questa organizzazione: risolvere diplomaticamente le problematiche che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso, risistemando gli equilibri internazionali, in primis la questione della Nord Corea e del regime di Pyongyang,  per evitare che scoppino conflitti ai quali difficilmente si potrebbe porre rimedio.

Gambarin, da sempre attento alle problematiche politico-sociali, focalizza quindi stavolta la sua attenzione sul  confronto e dialogo con lo scopo di favorire la soluzione pacifica delle controversie internazionali, mantenere la pace e promuovere il rispetto per i diritti umani.

“Anche se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel suo primo discorso al Palazzo di vetro si è scagliato contro la presunta cattiva gestione dell’Onu – conclude l’artista  – è solo a questa grande organizzazione che dobbiamo tutti guardare per una vera garanzia di pace”.

L’opera, che anticipa il 72esimo anniversario della fondazione dell’Onu, il prossimo 24 ottobre, è stata eseguita, a mano libera, con trattore ed aratro, su un terreno di 27.000 metri quadrati situato a Castagnaro, in provincia di Verona.

Per ulteriori informazioni

Foto e Video

Dario Gambarin

0039-333-8909901

dariogambarin@libero.it

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foto di Patrizio Patrizi

Sono visi. Ci passiamo ogni giorno davanti. Ci chiedono:”ricordatevi, abbiate memoria, avete ancora bisogno di noi. Siamo i morti:i deportati, ammazzati,impiccati,lapidati. Siamo i partigiani, gli antifascisti. Date retta a noi: dateci la vita. Vi serve”

Il percorso di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Christian Boltanski,sulle anime, sulla memoria. Si farà una passeggiata in bici non agostinica. Da una idea di Roberta Ricci (Mistic mMedia) in collaborazione con FIAB BOLOGNA MONTESOLE

il programma del 27 agosto dalle 9 alle 13 (ritrovo alle 9 in Piazza Maggiore)

Il 27 agosto dalle 9 alle 12 ci sarà un giro ciclistico, non agonistico ,sui luoghi toccati dall’installazione di uno dei più grandi artisti viventi, Christian Boltanski, a Bologna. L’appuntamento è in Piazza Maggiore davanti al sacrario dei caduti partigiani.
Riflessioni sull’opera : il 21 aprile 1945, le madri, le mogli, le famiglie dei partigiani portano le fotografie dei loro congiunti fucilati e danno luogo a quello che diventerà un Sacrario. Oggi Boltanski nei suoi Bilboard/Tabelloni ingrandisce gli sguardi dei partigiani e li rivolge a noi, perchè ne facciamo memoria e tesoro. Il giro ciclistico, organizzato dall’Associazione Mistic Media e dalla FIAB (Bologna Montesole) si concluderà al Mambo per la visita alla mostra alle 12 .

Anime di luogo in luogo alla ricerca di Christian Boltanski, verranno fatte delle letture di Italo Calvino, Nuto Revelli.

Piazza Maggiore, Bologna, 21 aprile 1945. “il posto di ristoro”, delle fucilazioni dei partigiani. Nasce una epica spontanea, un racconto. E l’intervento di Christian  Boltanski oggi riflette su questo.

Una installazione  i Billboards/Tabelloni che lasciano un pò interdetti infatti ci sono sguardi penetranti che – simili ad un cartellone pubblicitario – troneggiano in vari punti della città, anche periferici. Sono gli occhi dei caduti partigiani in Piazza Maggiore, posti accanto a sala Borsa, ingranditi e posti di fronte a noi. Per non dimenticare, per ripassare ciò che è stato in un linguaggio fotografico aggiornato così come deve essere aggiornata la nostra coscienza storica. E grazie per avere trasformato Be (Bologna Estate) in Best , fa la sua differenza …

Le vie di Bologna in cui ci sono le installazioni

Via Agucchi / Via Arcoveggio / Via Battindarno / Via Colombo / Via di Corticella – fronte via Primaticcio / Via di Corticella / Via Due Madonne / Via Industria / Via Lenin / Via Lipparini – angolo via Stendhal / Via Marco Emilio Lepido / Via Mattei / Via Pertini / Via Zanardi / Viale Saragat / Via Shakespeare / Via Stalingrado / Viale Felsina / Viale Nenni / Viale Togliatti / Viale Vighi

Christian Boltanski l’autore

http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/07/intervista-christian-boltanski-mostra-bologna/

La mostra al Mambo il curatore Danilo Eccher

 

Mambo mostra permanente

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L’autobus 37 che venne trasformato in una autoambulanza per i molteplici servizi di soccorso 

Durante la manifestazione del 2 agosto 1980 ha avuto luogo una iniziativa del gruppo “Piantiamola memoria” in cui alcuni volontari   hanno organizzato una mostra fotografica reggendo il peso della devastazione di quelle immagini mostrandole alle persone che sfilavano in corteo. Per no dimenticare nessun momento.

Le fotografie di proprietà di Genus Bononiae relative alla Strage del 2 agosto 1980 sono del fotografo Paolo Ferrari .

http://www.piantiamolamemoria.org/con-le-mani/

https://www.facebook.com/groups/587095351403343/

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Artisti di tutto il mondo….unitevi! Al Golem cucina e dintorni di piazza San Martino 3/b-Bologna, da fine settembre ripartirà la programmazione mostre d’arte : pittura, scultura, fotografia, design si alterneranno ogni mese.

Chi fosse interessato puo’ inviare una sua presentazione con breve testo ed alcune immagini alla mail a massimoamadesi@libero.it oppure telefonare al 3337660603.

Massimo Amadesi

 

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La panchina di Lucio Dalla di Carmine Susinni nel patrimonio dei Beni Culturali Italiani

l’articolo del FAI di Marco Magnifico

http://www.fondoambiente.it/Visto-Dal-FAI/Index.aspx?q=marco-magnifico-il-fai-e-le-soprintendenze

Carmine Susinni incontrato a Bologna durante la permanenza della sua Panchina di Lucio Dalla

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