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Archive for the ‘La Storia e le storie’ Category

foto di Patrizio Patrizi

Sono visi. Ci passiamo ogni giorno davanti. Ci chiedono:”ricordatevi, abbiate memoria, avete ancora bisogno di noi. Siamo i morti:i deportati, ammazzati,impiccati,lapidati. Siamo i partigiani, gli antifascisti. Date retta a noi: dateci la vita. Vi serve”

Il percorso di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Christian Boltanski,sulle anime, sulla memoria. Si farà una passeggiata in bici non agostinica. Da una idea di Roberta Ricci (Mistic mMedia) in collaborazione con FIAB BOLOGNA MONTESOLE

il programma del 27 agosto dalle 9 alle 13 (ritrovo alle 9 in Piazza Maggiore)

Il 27 agosto dalle 9 alle 12 ci sarà un giro ciclistico, non agonistico ,sui luoghi toccati dall’installazione di uno dei più grandi artisti viventi, Christian Boltanski, a Bologna. L’appuntamento è in Piazza Maggiore davanti al sacrario dei caduti partigiani.
Riflessioni sull’opera : il 21 aprile 1945, le madri, le mogli, le famiglie dei partigiani portano le fotografie dei loro congiunti fucilati e danno luogo a quello che diventerà un Sacrario. Oggi Boltanski nei suoi Bilboard/Tabelloni ingrandisce gli sguardi dei partigiani e li rivolge a noi, perchè ne facciamo memoria e tesoro. Il giro ciclistico, organizzato dall’Associazione Mistic Media e dalla FIAB (Bologna Montesole) si concluderà al Mambo per la visita alla mostra alle 12 .

Anime di luogo in luogo alla ricerca di Christian Boltanski, verranno fatte delle letture di Italo Calvino, Nuto Revelli.

Piazza Maggiore, Bologna, 21 aprile 1945. “il posto di ristoro”, delle fucilazioni dei partigiani. Nasce una epica spontanea, un racconto. E l’intervento di Christian  Boltanski oggi riflette su questo.

Una installazione  i Billboards/Tabelloni che lasciano un pò interdetti infatti ci sono sguardi penetranti che – simili ad un cartellone pubblicitario – troneggiano in vari punti della città, anche periferici. Sono gli occhi dei caduti partigiani in Piazza Maggiore, posti accanto a sala Borsa, ingranditi e posti di fronte a noi. Per non dimenticare, per ripassare ciò che è stato in un linguaggio fotografico aggiornato così come deve essere aggiornata la nostra coscienza storica. E grazie per avere trasformato Be (Bologna Estate) in Best , fa la sua differenza …

Le vie di Bologna in cui ci sono le installazioni

Via Agucchi / Via Arcoveggio / Via Battindarno / Via Colombo / Via di Corticella – fronte via Primaticcio / Via di Corticella / Via Due Madonne / Via Industria / Via Lenin / Via Lipparini – angolo via Stendhal / Via Marco Emilio Lepido / Via Mattei / Via Pertini / Via Zanardi / Viale Saragat / Via Shakespeare / Via Stalingrado / Viale Felsina / Viale Nenni / Viale Togliatti / Viale Vighi

Christian Boltanski l’autore

http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/07/intervista-christian-boltanski-mostra-bologna/

La mostra al Mambo il curatore Danilo Eccher

 

Mambo mostra permanente

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la foto è di Patrizio Patrizi

Sono visi. Ci passiamo ogni giorno davanti. Ci chiedono:”ricordatevi, abbiate memoria, avete ancora bisogno di noi. Siamo i morti: i deportati, ammazzati,impiccati,lapida ti. Siamo i partigiani, gli antifascisti. Date retta a noi: dateci la vita. Vi serve”

Il percorso di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, Christian Boltanski, sulle Anime, sulla Memoria, a Bologna,tra arte contemporanea, tessuto urbano e società .

Il 27 agosto alle 9 appuntamento in Piazza Maggiore, al Sacrario dei Caduti,  per una visita su alcuni luoghi in cui Boltanski ha effettuato alcune installazioni “Billboards/Tabelloni”  si farà una passeggiata in bicicletta, non agonistica.

Il giro terminerà alle 12 al Mambo dove sarà possibile rifocillarsi e , per chi lo desidera , visitare la mostra . Il percorso è ideato dall’associazione mistic media  e da Fiab (Bologna Montesole) Patrizio Patrizi.

Si faranno delle letture tratte da Nuto Revelli e Italo Calvino.

https://www.facebook.com/events/1054390684696558/ l’evento su Facebook 

http://www.comune.bologna.it/cultura/news/anime-di-luogo-in-luogo

 

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Signor Sindaco, colleghi consiglieri e consigliere,
è venuta a mancare, nei giorni scorsi, la professoressa Fiorenza Tarozzi. Si tratta di una persona che molto ha contribuito ad animare la vita culturale di questa città. Per questa ragione ho chiesto di ricordarla in apertura di questo Consiglio comunale. Era nata a Bologna nel 1948. Suo padre era tramviere, sua madre sarta. Una famiglia di estrazione popolare la sua, come il quartiere che abitavano all’epoca: la Bolognina.
Il padre e la madre, di tradizione democratica e repubblicana, scelsero di far studiare l’unica figlia. Così, Fiorenza Tarozzi, dopo le scuole dell’obbligo, frequenta prima l’Istituto magistrale, poi l’Università. Si incontra qui con un mondo accademico, quello degli anni ’60, in pieno fermento, nel quale il vecchio e il nuovo si fronteggiano, anche aspramente, in una situazione non facile per le ragazze, soprattutto per chi, come Fiorenza Tarozzi, non ha alle spalle una famiglia blasonata.
Allieva di Aldo Berselli, fu a lungo ricercatrice, poi docente di storia contemporanea nella Facoltà di Lingue e letterature straniere del nostro ateneo. Si è occupata a lungo di storia sociale, approfondendo la storia del movimento operaio, poi della cooperazione, più recentemente quella delle donne.

Nel 1988, anno della sua prima pubblicazione, approfondisce, in un’ottica emancipazionista, il tema delle Società di mutuo soccorso nel Bolognese ed in particolare delle prime azioni creditizie accessibili al ceto operaio (le casse di maternità, i prestiti per le doti delle ragazze o per il lavoro a domicilio, le casse per gli incidenti sul lavoro o per malattia).
Sono molte le opere che parlano della qualità della sua ricerca:
Curare gli italiani. La legislazione sanitaria al momento dell’Unità, Bologna, University Press, 1990.
Con la guerra nella memoria: reduci, superstiti, veterani nell’Italia liberale, n. m. ‘Bollettino del Museo del Risorgimento’, Bologna, a. XXXIX, 1994 (con A. Preti).
Gli italiani e il Tricolore. Patriottismo, identità nazionale e fratture sociali lungo due secoli di storia,(cura con G. Vecchio), Bologna, il Mulino, 1999.
La generazione delle antifasciste, Donne guerra politica, a cura di D.Gagliani, E.Guerra, L.Mariani, F.Tarozzi, Bologna, Clueb, 2000, pp.155-167.

Se posso permettermi, pur non essendo io una storica, penso che gli studi di Fiorenza Tarozzi, sia che si trattasse di approfondire le ragioni che animarono gli uomini e le donne del Risorgimento, ricostruendo biografie che la storia aveva lasciato indietro, come quelle di Carolina e Paolina Pepoli, Brigida Borghi Zamboni, Maria Laura Malvezzi Hercolani, Brigida Fava Ghisilleri; oppure che intendesse approfondire quei meccanismi di accesso al credito che il movimento operaio e sindacale volevano in un’ottica emancipazionista; sia che si trattasse di raccontare quanto la generazione della resistenza avesse ‘accettato di mettere in gioco la propria vita’ in risposta alla Guerra e agli anni della dittatura fascista, ha voluto raccontare volta per volta come il rifiuto della passività abbia voluto e saputo opporsi con forza e determinazione ad un lungo passato di violenza ed oppressione.

In altre parole, uso volutamente le sue, ha voluto approfondire personalità e fatti che ‘riflettono e molto spesso coniugano il passato e la tradizione delle lotte contadine e operaie di fine Ottocento e inizio Novecento, del repubblicanesimo e del socialismo ottocentesco, fortemente radicato nel tessuto emiliano romagnolo – il socialismo di Andrea Costa e dell’Anarchico Michele Bakunin, il riformismo e il ‘cristianesimo socialista’ di Camillo Prampolini, il socialismo municipale di Giuseppe Massarenti e di Francesco Zanardi, l’umanitarismo degli avvocati dei poveri come Genunzio Bentini – con la realtà del dopoguerra e del diciannovismo, del montare dello squadrismo fascista, degli incendi delle sedi di quei sindacati e di quelle leghe che i loro padri spesso avevano contribuito a far vivere’.

Mi sono finora soffermata sulla sua attività di ricerca. Tengo ora a mettere in evidenza quanto Fiorenza Tarozzi, oltre alla sua intensa attività didattica, sia stata tra le più attive animatrici della vita culturale di Bologna.
A lungo ha collaborato con il Centro delle donne e con la sua nota Biblioteca, in particolare negli anni della docenza che tenne tra il 2004 e il 2005 nel Master di Studi di genere e politiche di pari opportunità (il primo, di questo genere, in un Ateneo italiano) su ‘momenti chiave della storia delle lavoratrici’ e ‘alcune figure professionali dello Stato corporativo’ .
È stata, inoltre, presidente del Comitato di Bologna dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e molto si deve a lei circa le celebrazioni che nella nostra città si sono tenute per il 150esimo del Risorgimento.
In particolare in questi ambiti Fiorenza Tarozzi si è molto dedicata a conciliare il lavoro di ricercatrice storica con l’impegno necessario alla circolazione nella società civile della conoscenza e della comprensione dei processi storici, come momenti e occasioni indispensabili per una cittadinanza consapevole.

Tra i diversi ricordi che in questi giorni di lei sono stati tracciati, desidero mettere in evidenza quello di Albertina Soliani per l’Istituto Cervi, di cui Fiorenza Tarozzi è stata componente del Comitato scientifico: un ricordo affettuoso che ha teso a sottolineare quanto preziosa sia stata l’attività di ricerca della Professoressa Tarozzi e dell’impegno a fare tesoro dei suoi studi portando avanti come Istituto le piste di lavoro e i percorsi di ricerca da lei tracciati. Mi auguro che anche l’Universita di Bologna voglia assumersi questo impegno, come pure le diverse istituzioni culturali promosse o sostenute dal Comune di Bologna.

Al dolore del marito William e della figlia Elena, si unisce quello del Consiglio comunale di Bologna. A loro, come pure ai tanti colleghi e amici che l’hanno conosciuta e che hanno apprezzato il suo operato, rivolgiamo le nostre più profonde condoglianze”.

 

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Bologna, 2 giugno al teatro degli Angeli in Via Massa Carrara, 3 a Bologna : Lo sguardo alla memoria.

Per la festa della Repubblica si è pensato di onorare la memoria con un intervento che è mirato a fare conoscere nuovi personaggi e nuove emozioni che fanno parte della Repubblica. Ha partecipato una Associazione che sta curando una raccolta di testimonianze  per la costruzione di una identità storica e memorialistica con l’associazione culturale “la conserva” che ha l’obbiettivo di raccogliere una banca dati sulle deportazioni e sulla memoria.

Anche così si può raccontare la storia alle seconde e alle terze generazioni .

Letture di Rita Fortunato e Grazia Negrini Donini Cecilia Luzzi

 

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Bologna, 2 giugno al teatro degli Angeli in Via Massa Carrara, 3 a Bologna : Lo sguardo alla memoria.

Una raccolta di testimonianze per la costruzione di una identità storica e memorialistica con l’associazione culturale “la conserva” che ha l’obbiettivo di raccogliere una banca dati sulle deportazioni e sulla memoria.

Letture di Rita Fortunato e Grazia Negrini Donini Cecilia Luzzi

 

 

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Per non dissipare la memoria alcuni studenti hanno chiamato i testimoni del tempo, e hanno ascoltato le loro rivelazioni.

Yom Ha Shoah. 27 di Nissan 5777

Incontro con i Giusti delle Nazioni Manifestazione indetta da organizzazione Studenti Israeliani di Bologna Bologna .

Carolina Delburgo Testimonianza :  per la famiglia Furgeri e Gilli, che hanno salvato i Sermoneta: Vanna Furgeri  per Alfredo Giommi che ha salvato i Pardo: Antonio Caselli   per Mario Finzi che ha salvato ebrei a Bologna e Villa Emma (a Nonantola) e  per Vittorio Zanzi che ha salvato ebrei a Cotignola: Lucio Pardo Interventi con musiche ebraiche Violinista Cantante : Paolo Buconi

Riprese video : Mistic Media Channel web tv

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