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Archive for the ‘La Via Emilia e le sue storie’ Category

Ha avuto luogo, nei giorni scorsi a Nonantola la presentazione di un libro : “Il diario di Sonja . Fuga e  Aljhia di un’adolescente  berlinese, 1941-1846″ ” , Sonja non è solo una scrittrice, è una ragazza di Villa Emma che ritorna a Nonantola,  la città  che l’ha protetta  nella sua fuga per l’Europa nazista durante le leggi razziali, assieme a tanti altri bambini ebrei salvati dalla deportazione. Nell’accoglienza a Sonja ha partecipato tutta la città di Nonantola, gli eventi sono stati coordinati dal Direttore della Fondazione Villa Emma : Fausto Ciuffi, che ha ripercorso la Storia .

 

 

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Davanti a Villa Emma
Un luogo per la memoria dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola: 1942-43
Il progetto per la valorizzazione dell’area detta Prato Galli, posta di fronte a Villa Emma, a Nonantola (Modena), ha lo scopo di realizzare un Luogo per la memoria dedicato alla vicenda dei ragazzi ebrei che tra il 1942 e il 1943 furono accolti e salvati in paese.

L’area, oggi di proprietà della Fondazione Villa Emma, si trova in una posizione cruciale e di alto valore simbolico: infatti, da un lato guarda il luogo che fu principale teatro della vicenda; dall’altro rappresenta (e costituiva, quando i giovani esuli vi soggiornarono) un punto di transito e di incontro, un ponte tra la Villa e le case dei nonantolani. Villa Emma fu edificata nel 1898 su commissione di Carlo Sacerdoti, ebreo modenese e proprietario terriero in zona, che la pensò come residenza estiva di famiglia, dandole il nome della moglie.

Il progetto, dell’architetto Vincenzo Maestri, si sviluppò sul modello delle ville residenziali padane, e ne rappresenta uno degli esempi più riusciti. Venduta nel 1913, rimase a lungo disabitata. Al tempo del soggiorno dei ragazzi ebrei era amministrata dall’Agenzia immobiliare Agellus di Milano, alla quale nel 1942 si rivolse, per affittarla, la Delasem (Delegazione per l’assistenza agli emigranti ebrei).

Nel corso del secondo dopoguerra, ha poi conosciuto alcuni cambi di proprietà che l’hanno esposta a trasformazioni interne e ad un progressivo degrado, fino a quando, negli anni Ottanta, sopraggiunti gli attuali proprietari, è stata avviata un’importante opera di restauro che le ha restituito i decori e il disegno originari.

Di più sul concorso :

https://concorsiawn.it/villaemma/home

Il ritorno a Villa Emma

A Nonantola, circa 30 Km. da Modena , durante l’occupazione nazista una villa patrizia che ospitava bambini ebrei scampati dai campi di concentramento è stata al centro di un episodio di salvezza che ha coinvolto un paese intero, tutti i cittadini hanno ospitato i bambini in fuga in attesa di un raid tedesco , se gli invasori lo venivano a sapere sarebbero stati tutti giustiziati, ora c’è un concorso per commemorare questo ricordo con un monumento.

http://www.youtube.com/watch?v=hqBYRSjf0gE

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Nelle foto di Pier Paolo Zani esposte al festival della fotografia di Savignano sul Rubicone viene analizzato il ciclo della stampa delle coperte di cotone di Gambettola. I buoi, risorsa familiare erano umanizzati e veniva loro dedicata una coperta che diventava elegante nelle fiere paesane in omaggio al rapporto di dipendenza fra l’uomo e la terra che i buoi aiutavano a coltivare. Veniva impressa sulle loro coperte l’immagine di Sant’Antonio che doveva vegliare sulla loro salute.

I buoi si chiamavano Rò e Bunì per la direzione, uno destra e uno sinistra se si invertiva la loro coppia si fermavano.

Ecco perchè ricorre Rò e Bunì, indicano la direzione di marcia per l’aratura dei campi. Il fotografo Pierpaolo Zani  ha fatto un libro fotografico.


i momenti di allegria della comunità agricola, i balli sull’aia alcune  delle foto esposte a Savignano del fotografo Pier Paolo Zani

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Bologna, 2 giugno al teatro degli Angeli in Via Massa Carrara, 3 a Bologna : Lo sguardo alla memoria.

Per la festa della Repubblica si è pensato di onorare la memoria con un intervento che è mirato a fare conoscere nuovi personaggi e nuove emozioni che fanno parte della Repubblica. Ha partecipato una Associazione che sta curando una raccolta di testimonianze  per la costruzione di una identità storica e memorialistica con l’associazione culturale “la conserva” che ha l’obbiettivo di raccogliere una banca dati sulle deportazioni e sulla memoria.

Anche così si può raccontare la storia alle seconde e alle terze generazioni .

Letture di Rita Fortunato e Grazia Negrini Donini Cecilia Luzzi

 

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In sala Borsa a Bologna, nei giorni scorsi,  una mostra con app analogica  sulla via Emilia, prima delle app, di Giovannino Guareschi che inforcava la sua bici, esposta, e usava questo mezzo per toccare i vari luoghi della Via Emilia in cerca di notizie spedendole al direttore del suo giornale.

Ed è lì che pedalando  che scoprì gli opposti estremismi dell’ Emilia Romagna dì cui Don Camillo e Peppone li misero a nudo agli occhi del cinematografo.  All’inizio sembrava che Fernandel potesse essere il Sindaco comunista, ma poi no, era più ficcante così Gino Cervi divenne Sindaco senza essere votato e Fernandel il Don.

Realizzazione di Enrico Brighetti.

 

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