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Archive for the ‘Letteratura’ Category

Il Novecento è stato il secolo di Carlo Emilio Gadda che, come Camilleri ,sentiva fortemente la Koine,’ romana Gadda, lui era toscano, Andrea  Camilleri siciliano, intrigava con la poesia della lingua siciliana, molto più , forse di Luchino Visconti che, nel suo film “La terra trema” fa parlare in siciliano  i suoi “Malavoglia” per non parlare di James Joyce e del suo multilinguismo inventando  dialetti oltre a quelli che sapeva.
Avevamo sentito l’ultima intervista televisiva da Fabio Fazio, dove Andrea Camilleri ci aveva detto che la sua formazione era legata principalmente  a due libri, “I Promessi sposi e la ” La condizione umana ” di Andre’ Malreaux.
Nel 1949 frequento’ un corso di arte drammatica che gli diede il valore aggiunto ,  la capacità di potere raccontare le storie anche da un punto di vista cinematografico e : ” Il commissario Montalbano ” è un successo editoriale e televisivo senza precedenti.
Ora Andrea Camilleri non ci ha veramente lasciati ,continua a lottare assieme a noi per l’affermazione della Cultura in ogni aspetto della nostra vita, l’ascolto nel racconto, la visionarietà , la regia dei sentimenti e della poesia anche su un mezzo difficile come la tv che deve coprire gusti universali.
Grazie Andrea Camilleri. Rimarrai sempre con noi.
Mi piace pensare a lui è alla sua ultima opera : “Conversazione con Tiresia” presentata nello splendido Teatro greco di Siracusa.
Anche la “Stagione della caccia ” un film per la tv, forse l’ultimo, dopo il commissario Montalbano, ha una storia  che è stata ispirata ad un saggio “Commissione di indagine sulle condizioni socioeconomiche della Sicilia “.

Nella foto Andrea Camilleri di Giovanni Giansanti

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Il Centro Studi Sara Valesio è lieto di invitarLa alla tavola rotonda sul libro di Rudy M. Lionelli, Illuminismo e critica.

Foucault interprete di Kant, che avrà luogo giovedì 7 febbraio, alle ore 17.00, presso la chiesa di San Colombano (via Parigi 5, Bologna).

In questa occasione, Carlo Galli, in dialogo con Guglielmo Forni Rosa e Manlio Iofrida, parlerà del libro. Introduce Paolo Valesio.

La tavola rotonda si inserisce nella serie pluriennale dal titolo Unità/Pluralità dell’Io,che ha avuto inizio nel 2018 e proseguirà per tutto l’anno corrente con varie iniziative culturali.

Con la speranza di incontrarLa in questa occasione, inviamo i migliori saluti.

Segreteria Centro Studi Sara Valesio
051 19936313

Museo della Città di Bologna
Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni
Via Manzoni, 2 – 40121 Bologna
centrostudisaravalesio@genusbononiae.it
http://www.centrostudisaravalesio.com
http://www.genusbononiae.it

The Centro Studi Sara Valesio –  CSSV is a cultural hub. Its scholarly collection of approximately 20,000 volumes and its vast paper archive are currently held at Palazzo Fava in Bologna. The CSSV is also a place for the exchange of ideas, research, the cultivation of critical thinking, discussion and performance.

Il Centro Studi Sara Valesio – CSSV è un nucleo culturale di raccolta libraria e di documentazione. Il suo patrimonio scientifico di circa 20.000 volumi e un vasto archivio cartaceo in via di ordinamento sono attualmente custoditi a Palazzo Fava (Bologna).

Il CSSV si pone inoltre come luogo di confronto, di ricerca, di formazione al pensiero critico, di discussione e di performance.

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Alla Libreria Ubik Irnerio  in collaborazione con Teatro Poesia, presentanzione di :
Leggere tra le rughe di una scrittrice: Colette : Conversazione con Chiara Carlino.

Chiara Carlino (Roma, 26 giugno 1985) è dottoranda in letteratura francese presso l’Université Libre de Bruxelles, dove sta ultimando una tesi sui rapporti tra invecchiamento e scrittura nell’opera Colette, scrittrice di cui è specialista. Parallelamente alla sua attività di ricerca, si dedica all’insegnamento dell’italiano e del francese a studenti ed adulti stranieri in Belgio. È autrice delle voci “Italie”, “D’Annunzio”, “Primoli” e “Anna de Noailles” del Dictionnaire Colette (Éditions Classiques Garnier, ottobre 2018) e della nota biobliografica “Colette o l’arte della rinascita” a La Stella del Vespro (Del Vecchio Editore, 2015).

Chiara Carlino e Silvana Strocchi parlano del libro di Colette “La stella del vespro” tradotto in italiano nel 2015. Silvana Strocchi sta girando un film su “la gatta” un racconto di Colette.
Proiezione di Colette un cortometraggio di Yannick Bellon (1951).

Una intervista di Roberta Ricci a Silvana Strocchi in preparazione del film “La gatta ” di Colette

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Allo Stabat Mater , a Bologna, nei giorni scorsi, ha avuto luogo la presentazione del libro di Helena Janeczech la “Ragazza con la Leica” sulla storia della vita (breve) di Gerda Taro (Gerta Pororylle) .
Il libro è stato il più premiato e il più letto del 2018, dopo avere vinto il premio Bargutta e il premio Strega oltre ad essere nella cinquina dei Campiello.
L’incontro è stato seguito da un pubblico attento e numeroso, partecipe, presenti l’assessore alla cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, Stefano Petrocchi di Guanda editore, che ha difeso il progetto letterario e storico di Helena Janeczech fin dalle sue origini e che l’ha sempre sostenuto .

Chi ha svolto una lezione fra immagini e letteratura è stato il prof. Marco Antonio Bazzocchi, che riconosce che nella storia dei premi Strega la Janeczeck è l’11ma donna, e l’autrice ha portato alla luce un episodio che la Storia aveva fatto dimenticare, la storia di una fotografa avventurosa che faceva coppia con Capa. E a cui Capa insegnò il mestiere di fotografa. Fu per i consigli di Capa di andare assai vicino alle immagini da fotografare che, Gerda perse la vita.
Il prof. Bazzocchi ha analizzato la popolarità acquisita , sicuramente influenzata dal nome e Gerda Taro (era una fotografa a cui piaceva inventare nuovi nomi per essere più diretti). Un altro requisito di successo di questo libro, prosegue il prof. Bazzocchi è l’europeità , ricordi che avvengono fra Francia, Spagna e Germania, Ungheria, l’eroismo delle Brigate iInternazionali . Gerda è al centro di questi incroci , dell’idea della complessità degli incontri.
La manciata di persone che l’hanno conosciuta hanno ricomposto una trama tenuta assieme, come un vortice , attorno alla scrittura, dice il prof. Bazzocchi, un libro che ci mette in contatto dei piccoli paragrafi della Storia che è Storia (Antonio Gramsci).
La ragazza con la Leica dà un contributo alla Storia degli anni ’30 , i funerali di Gerda Taro sono seguiti da una grande folla . A questo punto è la persona che ha creato la stessa Gerda a prevalere . Il modo con cui Helena Janeczech utilizza la scrittura in relazione alle immagini, colmando il racconto e mostrando le foto di una bella ragazza bionda prima che il mondo vada in frantumi.
In Messico venne trovata una scatola con foto inedite di Gerda a cui Helena Janeczech si è ispirata .
Helena Janeczech che è figlia di ebrei polacchi vive in Italia da trent’anni, ha impiegato sei anni per scrivere organizzando tutto il materiale della storia, ha raccontato di non avere mai lavorato sulla storia di una fotografa , e che ha dovuto raccontare la relazione fra reale e immaginario . Ha raccontato che suo padre, ebreo ,girava con documenti falsi all’epoca della guerra e che ad oggi continua a chiamarsi con l’identità che l’ha salvato.
di più:
http://mesmilleetunenuitsalire.over-blog.com/…/l-artiste-pe…

 

 

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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

Recanati : particolare, foto di Roberta Ricci

Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi 

“Solo

senza fidel  governo

et molto inquieto de la mente”

a cura di Vittorio Sgarbi

Dalla presentazione della mostra :

“Non è una singolare coincidenza che Lorenzo Lotto abbia lasciato alcuni dei suoi capolavori a Recanati, dove si tormentò e si espresse Giacomo Leopardi , manifestando uno spirito improvvisamente nuovo, aperto all’infinito della natura. A ripensarne le vicende umane e le singolari esperienze estetiche, è come se, per entrambi ci fosse un passaporto che va oltre il loro tempo . Lotto, è finalmente compreso nel Novecento, ma anche Leopardi sarà interpretato compiutamente soltanto in tempi recenti, con le moderne letture della” ginestra”, de “Il tramonto della luna” , delle poesie della piena maturità. Anche questo può essere uno stimolo: sentire assieme i due artisti, il pittore e i poeta, che tra l’altro, poteva vedere in casa un’opera di Lotto acquistata dal padre Monaldo .

Entrambi a Recanati, hanno lasciato il loro segreto.

Lorenzo Lotto nasce nel 1540 a Venezia , allievo di Giovanni Bellini e una storia di stima e lontananza con Tiziano, dopo essere andato a Roma al seguito di Raffaello, si recò anche nelle Marche . Nel suo registro delle note di pagamento l’ordine dei domenicani gli procurò committenze . Ritratto di un gentiluomo con lettera.

Ut pictura poesis diceva Caio Orazio Flacco, così come nella pittura è nella poesia, questo il senso della nostra che intreccia Lorenzo Lotto e Giacomo Leopardi a Recanati , un dialogo che riesce a mettere in relazione i due grandissimi il quadro di Lorenzo Lotto di un gentiluomo.

 

Lorenzo Lotto ” Annunciazione”
Questa annunciazione di Lotto è un po’ spiazzante, la Madonna sembra respingere sia pure morbidamente la chiamata, il gatto si spaventa e la leggera brezza di cui parlano le scritture si trasforma in vento che solleva i capelli dell’Arcangelo Gabriele.
A Villa Colloredo Mels a Recanati fino all’8 aprile. Rispondendo alla chiamata dei comuni delle Marche per continuare ad essere sostenuti dopo il terremoto.

Pollittico di San Domenico di Lorenzo Lotto a Recanati , la mostra ” Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi” Villa Colloredo Mels . Fino all’8 aprile.
San Pietro Martire e San Vito

La Vergine e il Bambino  con Papa Gregorio XII e Papa Urbano V

Recanati Polllittico di San Domenico di Lorenzo Lotto
Santa Caterina da Siena e San Sigismondo imperatore del Sacro Romano Impero

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