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Archive for the ‘Mast’ Category

 

Rudolf Holtappel

Duisburg Bruckhausen, stabilimento

metallurgico August Thyssen, 1959

Collezione MAST

(dalla mostra LA FORZA DELLE IMMAGINI

maggio – settembre 2017

Durante le feste è possibile visitare le mostre presso la MAST.Gallery:

THOMAS RUFF. MACHINE & ENERGY

ANISH KAPOOR.

LUOGHI D’ORIGINE, MONUMENTI PER IL XXI SECOLO

Scopri le aperture festive
Foto © Estate Rudolf Holtappel

MAST.

VIA SPERANZA, 42

BOLOGNA

 

WWW.MAST.ORG
INFO

SEGRETERIA@FONDAZIONEMAST.ORG

+39 051 6474345

 

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Si sono appena concluse le mostre della Biennale della fotografia dell’industria e del lavoro.

Al MAMbo Vincent Fournier ha  esplorato la finzione come se fosse una realtà parallela, alternando stile documentario e composizioni costruite. La sua opera propone un viaggio tra le utopie più rappresentative del XX e XXI secolo: l’avventura spaziale, l’architettura del futuro e l’intelligenza artificiale. Quello di Fournier è un mondo in cui si può ricordare ciò che non è ancora avvenuto, ciò che avverrà domani.

Mostra realizzata con il sostegno di New Square Gallery, Lilla.

In queste immagini Vincent Fournier osserva un astronomo russo, il capitano Boris, fra le mura domestiche e ne analizza l’abbigliamento, i suoi guanti la sua casa.  In altre foto si vedono gli osservatori  astronomici della Norvegia e il deserto di Atacama, in Cile , alcune immagini di radar disseminati in un campo e la proporzione uomo-natura, essendo di una generazione digitale la robotica è confidenziale a Fournier che fotografa la collaborazione/interazione uomo robot.

 

 

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Si è appena conclusa a Bologna una Biennale, unica al mondo sulla fotografia dell’industria del lavoro, sul tema si sono confrontati fotografi internazionali . Il fotografo Yukichi Watabe che ha esposto a Palazzo Poggi è giapponese e fa delle fotografie che sono relative ad una indagine poliziesca , in Giappone, un serial killer smembrava i corpi e riusciva a rimanere nel più assoluto anonimato, senza fornire nessun indizio.

Una grande indagine di polizia, fotografata da Watabe al seguito del detective incaricato,  illustrano il Giappone del 1958, dopo la ferita mortale della bomba atomica del 1945, che assicurerà il colpevole alla giustizia, mostrando la ricostruzione e la lacerazione del Paese.

 

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Alla Biennale della fotografia di Foto/industria : partecipa John Meyers con il suo servizio fotografico “Black Country” .

Al momento della sua osservazione visiva John Meyers ha 40 anni (siamo nel 1981-1982) e fotografa il corrispettivo nel territorio della signora Margaret Thatcher che con la sua politica di privatizzazione delle industrie e delle miniere crea un avanzamento del settore terziario, rendendo le precedenti attività una sorta di archeologia industriale. Si avverte il malcontento, in queste immagini ,che sono uno specchio di quegli anni .

Foto/Industria Bologna 2017
La fine delle manifatture
mostra fotografica di John Myers
a cura di Fondazione MAST

John Myers cattura uno dei cambiamenti più importanti subiti nella seconda parte del Novecento dal paesaggio e dalla società inglesi: la fine delle manifatture e l’affermarsi del mondo dei magazzini, della logistica, della vendita al dettaglio e delle distese d’asfalto. Le sue fotografie sono state scattate fra il 1981 e il 1988 nella regione dell’Inghilterra che viene chiamata Black Country, nota come “l’officina del mondo”, negli anni del declino del settore manifatturiero e della trasformazione radicale del paesaggio industriale esistente.

 

 

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Nell’ambito delle mostre organizzate dal MAST per la biennale della fotografia dell’industria 2017,  una mostra dedicata a Josef Kouldeka  un fotografo cecoslovacco, ingegnere, in realtà apolide, nel senso che ha sempre viaggiato. Ha lasciato la sua patria nativa a causa della sua criticità verso il regime (prima della rivoluzione di velluto) si è aggregato agli zingari per vedere il loro stile di vita che ha successivamente adottato , viaggia con un sacco a pelo tanto da spingere i suoi committenti a dire al dipendenti, mettetevi a sua disposizione perché è un grande artista. Nelle sale del Museo Civico Archeologico ci sono 40 delle sue immagini , in occasione della biennale della fotografia industriale . Le foto sono di 3 metri per uno e rappresentano i suoi rilievi per le cave , il titolo della sua mostra è “Paesaggi industriali” .
Un fotografo desidera sempre attrarre l’osservatore in un mondo , il suo mondo, che lui rende magnifico, quello di un paesaggio che ha il trattamento della calce come filo conduttore.

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Siamo coscienti di come ci è stata raccontata la storia fin qui, non sappiamo come sarà raccontata la nostra storia, la storia del secolo breve (Hobsbawm) questo film che ci ha regalato il MAST, nell’ambito della Biennale della fotografia, Arte e Industria al lavoro, ha portato alla luce un filmato, premiato con un Oscar nel 1977 che è una cronaca di uno sciopero durissimo dei minatori, nel 1972-1973, in una cittadina del Kentucky.
Nel docufilm, i lavoratori, che ricevono salari da fame, e che mettono in gioco la salute con l’assimilazione quotidiana delle polveri del carbone e sono privi di qualsiasi tutela , chiedono di migliorare le condizioni di lavoro e il magrissimo salario. Si assiste ad un lungo braccio di ferro fra le maestranze e i proprietari, il gruppo Duke Power che rifiuta di riconoscere i diritti dei lavoratori.
La regista è Barbara Kopple.
Un altro fotografo che ritrae i minatori è stato il grande Richard Avedon , che dismettendo i panni del fotografo di moda e fashion andò nelle miniere a condividere la vita dei minatori e a fotografarli nel loro lavoro durissimo.
Sempre a proposito della neutralità della fotografia.

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Alla sua terza edizione del festival della scienza medica è stato promosso un argomento di economia del welfare, lotta alla povertà, alla disuguaglianza , ha introdotto il giornalista Armando Massarenti presentando il premio Nobel Amartya Sen al MAst, presenti tutti i quattro Rettori o meglio tre ex dell’Università di Bologna, il prof. Fabio Alberto Roversi Monaco che con Genus Bononiae ha supportato l’evento, il prof. Ivano Dionigi, il precedente Rettore ora Presidente della Pontificia Università, e l’attuale Magnifico Rettore il prof. Ing. Francesco Ubertini.
Non era possibile fotografare o filmare o concedere posterità alla conferenza del Nobel .
Sen ha parlato della sanità e della salute universali.Il caso Kerala
La sua critica all’utilitarismo è valutare la preferenza, eguaglianza, capacità e funzionamento , un tema di Amartya Sen , una riflessione che nasce dall’economia e trova radici in Aristotele. Sen si è riferito all’esperienza del Kerala, fra i vari Stati dell’India, il Kerala ha scelto la politica di rafforzamento dell’istruzione e della Sanità per tutti. La relazione istruzione benessere fornisce una maggiore produttività, dati alla mano. L’economia è politica.  L’economia di mercato, il beneficio collettivo. La teoria di Samuel Sonner ci dice che che se si ha la conoscenza  si possono leggere più cose , anche riguardo alla salute.Il premio Nobel ha raccontato del suo interesse sulla sanità e il caso personale che gli è capitato, da ventenne una malattia che i medici (della sanità pubblica) giudicavano inguaribile è stata tenuta a bada proprio dalla sanità pubblica e dai suoi rimedi.Sanità pubblica e privata, Obama care, ma anche Canada (sistema sanitario pubblico) Cina , la relazione informazione asimmetrica sanitaria.Spesso le false notizie favoriscono atteggiamenti antieducativi, Parlando dei vaccini l’aspetto antivaccinista sembra originato dalle false notizie a riguardo. Se entro in aereo non entro nel merito di come guida il pilota, dice Amartya Sen. Non c’è stato solo l’illuminismo c’è stato un illuminato, il Buddha , anche il buon lavoro porta alla conoscenza . Già nell’869 i cinesi avevano scritto un libro sull’istruzione gratuita.

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