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Archive for the ‘Musica’ Category

 

Alla presentazione della Casa della Musica della Repubblica di San Marino, Museo del Violino, di Paolo Bandini, che si è tenuta nei giorni scorsi , un ospite speciale,   alcuni brani di Francesco Guccini adattati al violino l’Ensemble Capicchioni , ospite della serata Francesco Guccini intervistato dal giornalista Umberto Faedi “Il Moschetto”. La foto di copertina del video è di Roberto Serra.

 

 

 

 

 

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 “il violino e la voce”

di e con il violinista cantante Paolo Buconi.

Un viaggio nel tempo e nello spazio,un itinerario musicale storico geografico a cavallo tra il colto e il pop, storie cantate e raccontate dal madrigale al jazz e dai Balcani ai Pirenei.

Originalità, ricerca ed eccellenza si fondono nella

stravagante arte di cantare suonando il violino .

Ascolterete cantare anche in yiddish, giudeo spagnolo, ebraico

e nella lingua dei gitani.

Il violinista cantante interpreterà anche alcune sue composizioni e canzoni.

Una occasione unica e rara di assistere ad un originale performance non contemplata nella pur vasta   storiografia musicale.

Uno spettacolo originale che emoziona il pubblico e che manca al mondo . Paolo Buconi è anche attore e le storie che racconta sono interessanti e divertenti.

Scheda tecnica : amplificazione compatibile con il sito dell’esibizione e microfono ad archetto per voce e violino.

Questo originale recital per violino e voce , di storie cantate e raccontate può essere rappresentato anche in duo o in trio con fisarmonica e clarinetto.

Scheda tecnica incrementata di 2 microfoni per la fisarmonica, uno per il clarinetto, un microfono ad archetto per violino e voce

e un paio di monitors.
Luci adatte alla scena.
Paolo Buconi
368 363 07 27
paobuc@gmail.com

https://www.youtube.com/user/paolobuconi

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Concerto per un amico in ricordo a P. Michele Casali Op
invito nel bellissimo chiostro di San Domenico la mitika
Dr.Dixie Jazz Band il 13 giugno (prenotatevi in tempo) 13 giugno 2017.

Ore 21

Concerto per un amico
In ricordo di padre Michele Casali

Doctor Dixie Jazz Band
Serata dedicata al jazz

Checco Coniglio – trombone
Franco Franchini – pianoforte
Luca Soddu – sax alto e tenore
Andrea Zucchi – sax baritono
Andrea Scorzoni – sax tenore e soprano
Stefano Donvito – basso elettrico
Umberto Genovese – batteria
Angela Sette – cantante
Valentina Mattarozzi – cantante

Con la partecipazione straordinaria di Teo Ciavarella – pianoforte

Il 13 giugno p.v. alle ore 19,00 sarà celebrata, nella Basilica di San Domenico, una Santa Messa nell’anniversario della scomparsa del nostro indimenticabile fra Michele Casali.

Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna

ingresso: 10 euro per i soci, 15 euro non soci.

Per informazioni: tel. 051-581718 – 340-4817977

 

 

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Un ricordo degli Amici di Piazza Grande a Dino Sarti

Quando morì Dino Sarti, nel febbraio del 2007, a provvedere ai costi della cerimonia funebre fu il Comune di Bologna, perché l’artista, scomparso presso l’ospedale di Bentivoglio dopo una lunga e penosa malattia, viveva da tempo in povertà e solitudine, pressoché dimenticato dalla città che più e meglio di tutti aveva contribuito a raccontare nei suoi tratti intimi, gaudenti e conviviali ma anche, tutto sommato, malinconici. La storia di Sarti, indimenticabile artefice dell’inno ufficioso — «Bologna campione» (1977) — della squadra di calcio cittadina («Il tuo avversario, tienlo presente / Al n’è mega Mandrake, non è onnipotente / Arbitro, arbitro, ma è rigore, no? / E al segnalinee, cs’al stèl a fèr?»), era iniziata negli anni ’50, nel momento in cui il nostro, allora tornitore in fabbrica, si era deciso a presentarsi, da dilettante, in alcune balere e alle Feste dell’Unità, vincendo poi un concorso per voci nuove alla radio e ottenendo una scrittura, in conseguenza, al Palace Hotel di Sankt Moritz, in Svizzera. Dal 1972 dell’esordio a 33 giri, «Bologna invece!» (ne vedete un esemplare in foto), primo di una serie di quattro album dallo stesso titolo, fino al 1991 di «Quanto zucchero?», raccolta di spiritose interviste a illustri personaggi del mondo dello spettacolo, Sarti non smise mai di celebrare, in strofe e paragrafi, la sua Bologna, da lui descritta in toni vitalisti e spumeggianti, riferendone le bellezze femminili, il correre delle stagioni sulle vecchie mura medievali e i lunghi tramonti all’ombra dolce dei colli, senza tuttavia mai perdere di vista quel senso di abbandono e malinconia pronto a intrufolarsi in quelle che Giorgio Martinelli, giornalista del «Carlino» e del mensile «Cavallo magazine», nelle note di copertina del summenzionato debutto chiamava «la vivacità, la bonomia e la simpatia tipiche dei petroniani». Calzava, a Sarti, anziché la definizione invero ambigua di cantautore dialettale, quella di artista folk, attento alle sfumature più genuine della canzone popolare, da lui riletta attingendo al grande repertorio degli chansonnier francesi — Jacques Brel, Gilbert Bécaud, Charles Aznavour — di cui era appassionatissimo, come d’altronde lo era di jazz e buone scritture. Nell’agosto del 1974, allorché il sindaco Renato Zangheri volle confezionare uno spettacolo, per i bolognesi rimasti in città, nella cornice di Piazza Maggiore, a salire sul palco fu proprio Sarti, a quei tempi, malgrado le 100.000 copie vendute di «Bologna invece», non ancora famoso quanto lo sarebbe diventato nelle stagioni successive: il pubblico, però, rispose caloroso e nel Ferragosto di 43 anni or sono ben trentamila persone affollarono il crescentone, inaugurando una consuetudine — quella del concerto ferragostano di Dino Sarti — protrattasi fino al 1987. Un altro bolognese insigne e anche lui trapassato anzitempo, il consigliere regionale Maurizio Cevenini (suicidatosi nella primavera del 2012), in occasione delle esequie di Sarti ricordò l’autore di «Tango imbezèl» con queste parole: «Piazza Maggiore 14 agosto; anche lì c’ero, fresco di diploma. Quell’estate la passai a Bologna e il Ferragosto di quell’anno fu memorabile. Erano davvero quarantamila, più della grande festa per la vittoria del referendum sul divorzio di quel 1974. […] quella sera fu indimenticabile, tenne la scena per ore il nostro caro Dino e forse non si accorse, anche se ci furono altri appuntamenti, che la sua città e il suo dialetto lo stavano abbandonando. Questa è la verità e me ne accorsi qualche anno fa quando, incontrandolo ospite di un matrimonio, mi disse che tutti i sindaci di Bologna lo avevano dimenticato. Lo diceva un po’ a tutti e oggi, nel giorno del suo funerale, guardando i muri spogli del Pantheon della Certosa, ci vergogniamo. Come capita sempre più spesso con i figli di questa terra che se ne vanno in silenzio, trascorrendo lontano dalla città gli ultimi anni della loro vita […]. At sàlut Dino, ti grànd».

Venite a trovarci al Mercato di Piazza Grande, in via Stalingrado, 97/2 — dal martedì al sabato, orario continuato 09:30 / 18:30.

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Nel giorno dell’addio a Franco Piro, la cantautrice Antonietta Laterza ricorda l’esperienza del Cantagiro del 1990 con una canzone scritta appositamente da Franco Piro e Lia Gheza Fabbri.

“-Vuoi fare qualcosa per aiutare i disabili?”-

Bene , sei una cantautrice, facciamo una canzone assieme. Cosi il mio amico Franco Piro , parlamentare, onorevole, ministro, mi spronò a parlare di questo altro, diverso , che mi toccava da vicino , e per questo mi spaventava.  Venivo dal femminismo e  dalla musica pop, elettronica…non sapevo da che parte cominciare. E Franco scrisse le parole con Lia Gheza Fabbri, docente universitaria, anche lei portatrice di handicap, ed io musicai il testo, apportando piccole modifiche.

Franco era un politico creativo, un pensatore a 360 gradi con una cultura spaventosa.

Ma la sua bellezza era la natura passionale, generosa, tenace.

Voleva portare a Sanremo quella canzone , ma ci fermammo al Cantagiro, sigla di chiusura del 1990 e per dieci settimane il pubblico di tutta l’Italia cantava con me : “-“Splendidi perché, vellutati se, scopri questo amore che già cresce fra noi , e non si perde mai, splendido e diverso come noi“-Franco Piro la fece sentire anche a Domenico Modugno che ci scrisse una lettera di complimenti!

Franco Piro ha combattuto tante battaglie umane e politiche, ha lanciato sfide, ha rivoluzionato l’immaginario sociale e culturale del disabile . Ma la vittoria più importante , per lui, da raggiungere era quella dell’amore e della condivisione, con una sua precisa strategia.

“- Perché non pensare a fare un bambino , perché non vestire la rabbia di festa , pensando ad una vita migliore di questa?  Splendidi perché, vellutati se…

Grazie Franco

Tua Antonietta Laterza

 

Franco Piro e Antonietta Laterza intervistati da Carmen Lasorella Natale 1989 Rai 2

Splendidi perchè

 

 

 

 

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musica-e-arte

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Il Maestro Paolo Buconi, che oltre al violino cura anche la Storia della musica etnica, propone uno spettacolo per le scuole per il giorno della memoria , il 27 gennaio. Per le scuole e gli istituti si danno alcune informazioni di contatto .

Con il recital “Rose e filo spinato” Paolo Buconi propone il suo impegno artistico e civile per celebrare la Giornata della Memoria 2017.

Quest’anno il suo recital, rinnovato sia dal punto di vista musicale che letterario, propone una novità: l’inserimento di immagini proiettate durante l’azione scenica.Tale scelta è stata determinata da lunghi anni di esperienza, nei quali si è notato come l’attenzione, soprattutto dei ragazzi, viene mantenuta più viva se compare anche qualche immagine.

La scelta naturalmente è stata quella di non mostrare mai l’orrore della Shoah nella sua crudezza, ma piuttosto quella di evocare il mondo che la tempesta di cenere ha spazzato via per sempre. La ricerca del violinista cantante Paolo Buconi, a questo proposito, vuol dire innovare, ma anche tener conto di una grande tragedia storica, confrontarsi con il presente guardando al passato, cercando in esso le nostre radici. L’artista si rivolge al suo pubblico, e soprattutto ai ragazzi, con grande consapevolezza emotiva, perché intende parlare ad essi senza la povertà di tante attuali proposte, soprattutto televisive, ma guardando in alto, coltivando la nobiltà dello spirito.Su questo viaggio nella musica, nella letteratura e nelle immagini domina dunque un’etica ben visibile, fatta di rigore, di pazienza, di severità e soprattutto di passione. L’obiettivo che si intende raggiungere è quello di illuminare i sussurri, non spegnere le grida, non attenuare l’intensità emotiva che la Shoah continuamente propone.

Scheda tecnica

Un videoproiettore e un pc con Power Point 2003

Le musiche che ascolterete appartenevano a un mondo che non c’è più, un mondo sospeso tra cielo e terra : lo Sthetl, il villaggio ebraico immortalato da Mark Chagall nelle sue tele e spazzato via dalla tempesta di cenere della Shoah. sono musiche nate per commuovere e far divertire, i klezmorim scandivano con la loro musica i momenti sociali del villaggio. Una vita dura, Schwer un bitter vi der toyt, difficile e amara come la morte…ma sublimata con la magia della musica klezmer capace di sorridere tra le lacrime.

Paolo Buconi
Violinista cantante
Bologna
368 363 07 27
paobuc@gmail.com
http://paolobuconi.altervista.org/

https://www.youtube.com/user/paolobuconi

http://www.ucei.net/giornodellamemoria/

 

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