Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Musica’ Category

27/01/2020


I violini di Auschwitz - Canti e musiche per la Giornata della Memoria
Maeci

Paolo Buconi, voce e violino, presenta klezmer, musiche ebraiche e sefardite. 

Un concerto dedicato a Jacques Stroumsa, violinista ad Auschwitz, con musiche e canti fatti per non dimenticare lo Shoah e per mantenere vivi i ricordi.

Programma:

Nigun/sherele nigun is a Song without Words

Gas Nigun – Song of the Street

Arum dem Fayer – around the Fire

Schindler’s List Theme  – soundtrack by the film

Un capretto – A Lamb go to the slaugter…

Youkali – Utopian Song

Ale Brider – We are all Brothers

Madre mia – Sefardic Song

Klezmer suite – Suite of klezmer Music

Balalayke Zigeuner – Lager Song

Oswietango – tango of Auschwitz

Sirba – swing of jewis Humor

A glesele le Chaijm – A Glass to the Life

* * *

Violinista, ricercatore ed etnomusicologo, Paolo Buconi possiede la rara capacità di unire il canto della voce a quello del violino, diafonia originalissima e di cui non c’è traccia nella storiografia musicale.
Studi Accademici:
Diploma di violino presso il Conservatorio di Musica Bruno Maderna di Cesena
Diploma di violino presso l’Accademia Filarmonica di Bologna
Laurea in Musica Applicata presso il Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara
Fondatore e leader del Trio Vladah, che si esibisce in rassegne di musica etnica e klezmer in Italia, Germania, Francia e Austria.
Il suo spettacolo “E ben venga maggio” è stato tra gli eventi di Bologna 2000 Capitale Europea della Cultura.
Esibizioni e collaborazioni artistiche
Klezmer Festival di Gradisca d’Isonzo / Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli
Giornata della Memoria / Giornata Europea della Cultura Ebraica
Klezmer Kamp di New York / Klezmer Kamp di Trieste
Museo Ebraico di Trieste / Fondazione Fossoli
Recital per la Giornata della Memoria: Bambini nel Vento, Angeli nella cenere, Rose e filo spinato, Tutti mi chiamano Anna, “I violini di Auschwitz”.
Figlio di ex deportato, ha collaborato con l’ ANED, l’ Associazione Figli della Shoah e con la Scuola di Pace di Montesole.
Fondamentali l’incontro e le esibizioni con ” il violinista di Auschwitz, Jacques Stroumsa”.
Ha curato l’accompagnamento musicale agli incontri con gli autori Franco Cardini Anna Foa e Elena Lowental nell’ambito delle presentazioni dei loro libri Gerusalemme e Ghetti e Giudecche, editi da Il Mulino.
Autore delle musiche per il documentario In viaggio con Anne Frank, prodotto ZDF e MediasetVision
Autore del valzer Tradizione per il film di Giorgio Diritti L’uomo che verrà
Autore e compositore ha prodotto e interpretato dal 1996 “il violino racconta”
e dal 2014 “il violino e la voce” in diversi teatri italiani, a Bologna al teatro delle Moline, al teatro Dehon e all’Arena del Sole.
Per la Giornata della Memoria 2016 ha tenuto il suo recital “Rose e filo spinato” all’Istituto di Cultura Italiana di Vienna e a Nonantola per il documentario del regista Aldo Zappalà “Salvi tutti” dedicato ai ragazzi di Villa Emma.
Per la Gionata Europea della Cultura Ebraica si è esibito presso la Sinagoga di Merano (BZ) nel Settembre 2016 e il 23 Aprile 2017 a Bologna per la celebrazione di Yom Ha Shoah 27 di Nissan 5777.
Per la Giornata della Memoria 2019 Recital “I violini di Auschwitz” alla Mediateca di S.Lazzaro .
Discografia
Antichi Canti Ebraici del Mediterraneo / Violincantando

Informazioni

Data: Lun 27 Gen 2020

Orario: Alle 18:30

Organizzato da : IIC Oslo

Ingresso : Libero

Di più :

https://iicoslo.esteri.it/iic_oslo/it/gli_eventi/calendario/i-violini-di-auschwitz-canti-e.html#.XhraYRe4F1g.gmail

Read Full Post »

ONO arte contemporanea

presenta

Stardust:
Bowie by Sukita

4 gennaio 2020, ore 17.00 – Palazzo Fruscione,
Vicolo Adelberga 24, Salerno

www.bowiebysukitasalerno.it

L’associazione culturale Tempi Moderni, con il supporto della Regione Campania e ONO arte contemporaneasono lieti di presentare la mostra “Stardust Bowie by Sukita”, una retrospettiva dedicata al quarantennale rapporto professionale e personale tra David Bowie, una delle più importanti icone della cultura popolare contemporanea, e il maestro della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, probabilmente il più importante fotografo col quale David Bowie abbia mai lavorato. La mostra sarà aperta dal pubblico, presso gli spazi di Palazzo Fruscione, dal 4 gennaio al 27 febbraio 2020. L’evento è promosso con il patrocinio del Comune di Salerno e del Dipartimento degli studi politici e sociali dell’Università di Salerno.

LA MOSTRA

La mostra (4 gennaio – 27 febbraio 2020), organizzata da Associazione Culturale Tempi Moderni, con la collaborazione della SCABEC Regione Campania per le attività di promozione e comunicazione, e curata da ONO arte contemporanea, si compone di oltre 100 fotografie, alcune delle quali esposte in anteprima nazionale, e ripercorre il sodalizio durato oltre quarant’anni tra la leggenda del pop e uno dei maestri della fotografia di rock. Il rapporto di collaborazione tra Bowie e Sukita nasce nel 1972 quando il fotografo arriva a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex e, sebbene ignaro su chi fosse David Bowie, decide di andare ad un suo concerto perché irresistibilmente attratto dal manifesto che lo promuoveva e raffigurava Bowie con una gamba alzata, su sfondo nero. Di quel momento Sukita ricorda: “Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. In quella circostanza osservai Bowie esibirsi con Lou Reed ed era davvero potente… Bowie era diverso dalle altre rock star, aveva qualcosa di speciale che dovevo assolutamente catturare con la mia macchina fotografica”. Sukita riesce ad incontrare Bowie di persona grazie all’aiuto dell’amica e stylist Yasuko Takahashi, pioniera di questo mestiere in Giappone nonché mente dietro alle prime sfilate di londinesi di Kansai Yamamoto, lo stilista che disegnò i costumi di scena di Bowie durante il periodo di Ziggy Stardust, ritratti anche nelle foto in mostra. La Takahashi propose un portfolio con i lavori di Sukita, all’epoca composto per lo più da campagne pubblicitarie e fotografia di moda, all’allora manager di Bowie che gli accorda uno shooting. Bowie rimane folgorato dallo stile di Sukita e, sebbene il servizio proceda nel completo silenzio a causa della barriera linguistica, tra i due scatta qualcosa, un comune sentire basato sulla continua ricerca artistica che porta alla nascita di una relazione professionale e umana tra i due che sarebbe durata fino alla scomparsa di Bowie. Nel 1973 Sukita ritrae di nuovo Bowie, sia negli Stati Uniti che durante il suo primo tour in Giappone, ma l’incontro indubbiamente più significativo avviene nel 1977 quando Bowie torna a Tokyo per la promozione dell’album “The Idiot” di Iggy Pop, che aveva prodotto. Sukita segue i due per la conferenza stampa promozionale e i concerti ma durante un day off chiede a Bowie e Iggy Pop di posare per lui in una breve sessione fotografica. In appena due ore, una per ogni artista, Sukita scatta 6 rullini e realizza anche la fotografia che non sapeva sarebbe divenuta la celebre copertina dell’album “HEROES”, una degli scatti più iconici nella storia della cultura popolare. Fu proprio Bowie infatti a contattare Sukita qualche mese dopo, quando doveva scegliere l’artwork per la copertina del suo nuovo disco, e a chiedere di poter una delle immagini di quello shooting, e nello specifico proprio quella indicata dal fotografo come la sua preferita. Durante il corso degli anni Bowie e Sukita lavorano assieme in quasi tutte le occasioni in cui il primo si trovava in Giappone o in cui il fotografo si trova negli stati uniti, ma ai servizi posati in studio seguono presto sessioni fotografiche più intime e personali, come ad esempio quella realizzata a Kyoto nel 1980, in quelle che erano giornate di pura vacanza. Il rapporto privato che si era instaurato tra i due, alimentato da un ricco interscambio culturale, ha infatti permesso la nascita di alcuni delle immagini più famose dell’artista britannico ma anche delle fotografie che ne mostrano la natura più vera.

NFO UTILI

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 17.00 alle 20.00. Sabato e domenica orario continuato dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso. Il costo del biglietto è di 10 euro (intero), 8 euro (studenti dai 14 ai 24 anni), 5 euro (ridotto scuole, gruppi organizzati superiori a 25 persone, per i titolari di campania>artecard). Gratuito per bambini e ragazzi fino a 13 anni. Domenica 5 gennaio e domenica 2 febbraio ingresso ridotto per tutti al costo di 5 euro.

Read Full Post »

http://www.smtvsanmarino.sm/video/programmi/musica-museo/musica-museo-06-02-2019-06-02-2019

 

Sono stati più di 10.000 in soli tre mesi i visitatori paganti al Museo di Stato che hanno visitato la mostra “ CINQUE SECOLI DI STORIA DELLA LIUTERIA “ Un successo che è arrivato inaspettato anche per lo stesso organizzatore Paolo Bandini Direttore della nostra Casa della Musica che ci mostra i registri delle presenze zeppi di elogi in ben 9 lingue differenti.

Il catalogo della mostra premiato con l’Alto Patrocinio degli Eccellentissimi Capitani Reggenti “onorificenza che non veniva da decenni assegnato a un’opera letteraria “a far da guida a questa splendida mostra che racchiude ben 17 violini dell’Emilia Romagna primi tra tutti i Capicchioni.

Ed è per dare a tutti la possibilità di visitare almeno virtualmente questa storica mostra che San Marino RTV a voluto realizzare dodici puntate di MUSICA AL MUSEO uno speciale in onda ogni mercoledì sera alle 20,50 . Il Maestro Bandini Esperto di Liuteria Antica ci accompagnerà passo passo fin dentro al cuore del’ esposizione narrando vita e curiosità sugli autori di questi piccoli tesori e non trascurando segreti e curiosità che rendono il racconto interessante e a tratti intrigante e spassoso. La violinista Akiko Yatani ci fa invece sentire la voce di questi stupendi violini eseguendo dei veri e propri mini concerti live accompagnata dal Violoncellista Russo Wladimir Zubinschi . Il tutto ogni mercoledì in prima serata in esclusiva su San Marino RTV .

 

Read Full Post »

 

Il 5 settembre alle 21 alla  Festunità la Casadeipensieri ha organizzato una serata in onore del 50mo del Sgt Pepper
un album importante nella storia della musica , nel film di Alan Parker Sgt Pepper e Beyond vengono ripercorse le tappe dell’album, i Beatles che vanno in Oriente i loro studi si riflettono nella musica.

Personaggi e oggetti in copertina
Partendo dalla fila più alta, da sinistra, sono presenti: Sri Yukteswar (guru), Aleister Crowley (occultista), Mae West (attrice), Lenny Bruce (comico), Karlheinz Stockhausen (compositore d’avanguardia), W.C. Fields (comico), Carl Gustav Jung (psichiatra), Edgar Allan Poe (scrittore), Fred Astaire (ballerino e attore), Richard Merkin (pittore contemporaneo americano), una “Varga Girl” (illustrazione di Alberto Vargas), Huntz Hall (attore), Simon Rodia (creatore delle Watts Towers) e Bob Dylan (musicista). Lo spazio vuoto fra la “Varga Girl” e Hall era originariamente occupato da Leo Gorcey, successivamente eliminato per aver chiesto un compenso in danaro.

Ricostruzione della copertina al Beatles Museum, Liverpool
In seconda fila troviamo: Aubrey Beardsley (illustratore e dandy del XIX secolo), Sir Robert Peel (politico), Aldous Huxley (scrittore), Dylan Thomas (poeta), Terry Southern (scrittore), Dion DiMucci (cantante), Tony Curtis (attore), Wallace Berman (artista), Tommy Handley (comico), Marilyn Monroe (attrice), William Burroughs (scrittore), Sri Mahavatar Babaji (guru), Stan Laurel (Stanlio) (comico), Richard Lindner (artista), Oliver Hardy (Ollio) (comico), Karl Marx (filosofo politico), Herbert George Wells (scrittore), Sri Paramahansa Yogananda (guru), Sigmund Freud (psicanalista) e il profilo di una persona anonima.

In terza fila: l’ex-Beatle Stuart Sutcliffe, un’altra persona anonima, Max Miller (comico), la Petty Girl (dell’artista George Petty), Marlon Brando (attore), Tom Mix (attore), Oscar Wilde (scrittore), Tyrone Power (attore), Larry Bell (artista), David Livingstone (esploratore), Johnny Weissmuller (attore), Stephen Crane (scrittore), James Dean (attore), Issy Bonn (comico), George Bernard Shaw (scrittore), Horace Clifford Westermann (scultore), Albert Stubbins (calciatore del Liverpool), Sri Lahiri Mahasaya (guru), Lewis Carroll (scrittore), Lawrence d’Arabia.

Infine, in prima fila: la statua di cera di Sonny Liston (pugile), un’altra Petty Girl, le statue di cera di George Harrison e John Lennon, Shirley Temple (attrice), le statue di cera di Ringo Starr e Paul McCartney, Albert Einstein (scienziato), i quattro Beatles, Bobby Breen (cantante), Marlene Dietrich (attrice), un soldato americano, Diana Dors (attrice), Shirley Temple (per la seconda volta). Sopra la testa della Dors in origine si trovava il viso di Gandhi, escluso per volere di Sir Joseph Lockwood, dirigente EMI, preoccupato delle possibili ripercussioni negative sul mercato indiano.

Diversi personaggi che erano stati scelti all’inizio non apparvero nel collage finale. Fra essi, Brigitte Bardot, René Magritte, Alfred Jarry, Friedrich Nietzsche, Gesù Cristo e Adolf Hitler, gli ultimi due depennati per paura di provocare controversie.

Altri oggetti rappresentati sono poi: una bambola di pezza (opera di Jann Haworth), un’altra bambola di pezza (appartenente ad Adam Cooper, figlio del fotografo Michael Cooper raffigurante Shirley Temple che indossa una maglietta con la scritta “Welcome The Rolling Stones” e un’automobilina bianca sul grembo, un candeliere messicano di ceramica noto come Albero della Vita di Metepec, un televisore, due figure in pietra, una statua proveniente dalla casa di John Lennon, un trofeo, una bambola indiana raffigurante la divinità Lakshmi, la pelle di tamburo disegnata da Joe Ephgrave, una hooka (pipa ad acqua), un serpente di velluto, una figura in pietra giapponese, una statuetta di Biancaneve, un apparecchio televisivo portatile, un nano da giardino, un flicorno. Sfuggite al controllo dei dirigenti della EMI, nel clima culturale dell’epoca le frasche alla base del tamburo furono identificate dai fan come piantine di marijuana. Si trattava invece di piante di peperoncino.

Anche Frank Zappa si ispirerà con il suo album al SGT Pepper (We’re Only in It for the Money) Sgt Pepper and Beyond è un film di Alan Parker presentato al Biografilmfestival

 

La risposta di Frank Zappa al Sgt Pepper

 

Read Full Post »

SIAMO SOLO NOI”senza di te caro Guido. Era la fine del ‘ 79 proprio ai tempi del Roxy Bar di Bologna quando Guido Elmi individuó in quel ragazzo di periferia l’uomo giusto per interpretare il Roker all’italiana più straordinario della storia della musica nostrana; e AL MASSIMO c’è andato veramente con lui per ben quarant’anni, salvo una breve parentesi.

Vasco Rossi e Guido Elmi li pensavamo insieme avevano la stessa ironia della vita , si scherzavano  addosso per riconoscersi e sintetizzare concetti in una frase che poi avrebbe dipinto le esigenze  di una generazione con  il suo bisogno di aggregazione sociale.

Il disco della  vita  di Guido Elmi si è interrotto ed io so bene che non era solo il produttore di Vasco, non era solo un musicista dalla grande anima, ed un grande talent scout,  era anche un  mio amico,

CIAO GUIDO !! Paolo Bandini  La Casa della Musica  di San Marino

 

 

Read Full Post »

Older Posts »