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Archive for the ‘Openings’ Category

Avrà luogo il 15 settembre alle 18 l’inaugurazione della mostra di Alessandro Gui : “Omaggio a Hopper e divagazioni ” alla Fondazione Carlo Gajani in Via Castagnoli, 14 a Bologna.

l’articolo di Marco Ottavio Avvisati De Martino

https://www.iamcontemporaryart.com/single-post/LINTERVISTA-ESCLUSIVA-AD-ALESSANDRO-GUI-E-LA-SUA-ARTE-DI-ASCOLTARE-IN-MOSTRA-A-BOLOGNA

 

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Ha avuto luogo nei giorni scorsi l’inaugurazione della rassegna “Arte chiama Arte” , uno show room di tessuti e parati da Ridò, in Via Caldarese 1/2 che consente ad alcuni artist* selezionati di condividere un allestimento delle loro opere in sintonia con lo spazio a disposizione, Laura Fantini, artista bolognese (San Lazzaro di Savena) che vive anche a Manhattan e Nadia Fantini, architetto che fotografa alla ricerca di fiori in tutto il mondo per elaborarne una interpretazione negli arredi o nel design. E’ intervenuto il dott. Marco Macciantelli (già Sindaco di San Lazzaro di Savena il Comune dove risiede Laura Fantini).

 

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Per il suo quarto compleanno Campogrande Concept ha invitato gli amici e chi voleva venire per una festa di compleanno, per modulare l’esperienza in modo ancor più coinvolgente per la città.Alcuni numeri sulla sua attività  1460 giorni di attività, 290 eventi ,  5700 grazie . Infiniti  imotivi per ritrovarci ancora d’ora in poi in forma itinerante . Ecco Over Spaces in versione Campogrande Concept  2.0.

https://www.facebook.com/eventiartedesignmoda/

Ne parliamo con l’art director Daniela Scognamillo Campogrande ( foto di Campogrande Concept)

 

 

 

L’intervista a Daniela Scognamillo che aprì Campogrande Concept

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A Rovigo, al Palazzetto Veronese, in contemporanea   alla fiera locale alcune creative,  , architetti per di più hanno esposto i loro lavori, elaborazione di materiali di scarto o di riciclo e riuso degli oggetti che comunemente vengono buttati . E’ il caso delle protagoniste dell’evento : Nadia Fantini, Cecilia Zanardi  , Marina Paparella, Luigi Paparella utilizza la tecnica pittorica tradizionale.

Li abbiamo intervistati .

 

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da sinistra Cecilia Zanardi al centro Marina Paparella a destra Nadia Fantini

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I fratelli Marina e Gigi Paparella

 

 

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Allo Spazio Mercanzia in Piazza della Mercanzia, a Bologna, una mostra di Edgardo Battiston e Paolo Bulgarelli “Buli “

 

La collaborazione di Egardo Battiston a Mistic Media 

 

la collaborazione di Paolo Bulgarelli Buli a Mistic Media

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Arte fiera a Bologna dal 24 al 27 gennaio : il programma

http://www.artefiera.bolognafiere.it/home/776.html

da Renato Barilli un invito :  Venerdì 24 gennaio alle 21 in Sala Borsa Auditorium Biagi 

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Nell’ambito di una collaborazione tra Mistic Media e la galleria Gomma Bicromata , situata in Via Berzantina, 12 a Porretta, dietro la Stazione, l’8 dicembre alle 17,30 avrà luogo l’inaugurazione della mostra di Dario Gambarin.

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                      Gesti e azioni pittoriche come simboli dell’esistenza 

Queste creazioni di Dario Gambarin – concepite fra il 2000 e il 2005 – ci riportano immediatamente ad una tradizione pittorica che ha lasciato segni profondi in ogni amante dell’arte contemporanea. E’ la tradizione dell’espressionismo astratto, dell’action painting, dell’informale: quella per intenderci di Jackson Pollock, di Willem De Kooning, di Jean Dubuffet, di Jean Fautrier…, per citare i primi nomi che ci sovvengono. E diciamo questo non perché egli debba essere caratterizzato come un ripetitore di passate ed illustri esperienze artistiche. In che senso? Nel senso che l’arte di Gambarin è riportabile a quelle esperienze più in senso esistenziale che in rapporto alla sua volontà estetica di collegarsi esplicitamente alle poetiche delle suddette tendenze, in lui agisce una dimensione pulsionale, energetica, perché, come ha affermato Pollock, «l’artista moderno… esprime l’energia, il movimento e altre forze interiori» (cfr. AA.VV., Jackson Pollock. Lettere, riflessioni, testimonianze, ed.it. Milano, 1991, p. 80). Tale dimensione pulsionale lo fa approdare alla pittura come modalità di esprimere la propria libertà creativa – la propria “libertà libera” di cui parlava Rimbaud – che si materializza artisticamente nella rappresentazione del reale nella prospettiva di una metamorfosi, la quale si declina in tracce e stilizzazioni altre da quelle codificate dalla realtà razionale di ogni giorno. In questa direzione, Dario Gambarin tematizza, sempre di nuovo, la propria dimensione esistenziale sul versante eccentrico e partigiano del gesto e dell’espressione, della follia e della trasgressione come forme di conoscenza; in tale prospettiva, per lui, come per i teorici dell’antipsichiatria, Basaglia, Cooper, Laing, la follia è l’altro dalla ragione, e alle follie della ragione è giusto opporre (in una prospettiva dialettica) le ragioni della follia. Ed è lo stesso artista a scrivere in alcune libere note (accompagnatorie dei suoi dipinti) che «come l’arte comprende parzialmente la follia, la follia contiene totalmente la verità dell’Arte». Ciò significa, a livello pittorico, tematizzare il Brutto contro il Bello, l’Informe contro la Forma, la dimensione “immonda” della realtà contro il nascondimento artificioso (attuato dalle Belle Arti) delle sue componenti materiche e “brutali”. Qualcuno potrebbe diagnosticare, in un’ottica formalista: deja vu. Ma ciò non può considerarsi un limite perché per ognuno di noi, la propria esistenza e la propria volontà-necessità di creare sono sempre qualcosa di unico a cui è necessario dare senso nella ripetizione universale del biologico e del sociale, del vivere, del procreare e del rapportarsi intersoggettivamente ai nostri simili. La “ripetizione” (come ci ha insegnato il filosofo Gilles Deleuze, autore di un non dimenticato Différence et répétition, Paris, 1968) è sempre differente e solo ripetendo-rifiutando, nell’Anxiety of Influence (di cui ha parlato il critico americano decostruzionista Harold Bloom nel suo studio intitolato, appunto, The Anxiety of Influence. A Theory of Poetry, New York, 1973), la lezione dei maestri e i loro imputs formali, e di sensibilità, è possibile che si dia autenticamente Creazione. In tale prospettiva, Gambarin tematizza la propria esistenza attraverso i segni forti di Munch e degli espressionisti, di Dubuffet e di Pollock, di Appel e dei “Nuovi selvaggi”, affermando implicitamente, che la creazione-ripetizione non ha limiti, sempre uguale a qualcosa di già fatto e, al contempo, sempre nuova nella propria individualità di essere unica, specchio mediato di una vita dentro/fuori dell’arte. Quadro vivente dell’artista stesso, la pittura di Gambarin è una sfida contro il buio che attraversa, in senso epocale, il nostro tempo; non per questo si presenta, tout court, come una professione forzata di ottimismo, bensì come volontà di dare ossigeno ad un mondo e ad un esistenza che sempre più ne avvertono angosciosamente la penuria. In questo senso, la sua arte-vita mi pare in sintonia (indipendentemente dalle affinità stilistiche) con ciò che diceva un maestro come Marc Rothko, il quale constatava con sorprendente lucidità: «Molteplici solitudini si uniscono casualmente in spiaggia, in strada o nel parco, solo per formare un tableau vivant dell’umana incomunicabilità. Non credo che sia mai stata questione di essere figurativi o astratti. Piuttosto si tratta di porre fine a questo silenzio e a questa solitudine, di dilatare il petto e tornare a respirare» (M Rothko,”The Romantics Were Prompted”, in Possibilities, n. 1, 1947-48, p. 84). Anche Gambarin sembra essere consapevole che l’arte avrebbe il respiro corto senza l’aria che le infonde la vita; allo stesso modo che la vita nella sua globalità (coi suoi profumi, sapori, odori, colori, sensazioni…) è in grado di prendere meglio coscienza di se stessa attraverso le metafore, i segni e la magia della creazione artistica, in quanto simbolo non .marginale della vita stessa, considerata nella multiforme fenomenologia delle sue manifestazioni.

                                                                                                          Alfredo De Paz

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Nell’ambito di una manifestazione organizzata da Mistic Media Dario Gambarin parla della realizzazione del suo lavoro

logo Gomma Bicromata

MISTIC_MEDIA_LOGO

http://goo.gl/maps/hWXs6

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