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Archive for the ‘Percorsi di storia e di memoria’ Category

Gennaio : giornata della memoria l’installazione di Boltanski a Bologna nel 2017

Nel 2017 a Bologna, ha avuto luogo una grande ed estesa manifestazione in tutti i quartieri della città sulla Memoria curata da Christian Boltanski .
L’evento, diffuso sul territorio, comprendeva l’allestimento di enigmatici tabelloni (billboard) che erano i visi dei patrioti celebrati in Piazza Maggiore. Infatti , al termine della guerra la gente accorse per attaccare i suoi martiri in piazza e queste immagini sono rimaste ad onorare la loro vita , la famiglia di Boltanski, ebrea francese subì profondi traumi , il padre è rimasto chiuso in un anfratto e non è più riuscito a vivere all’aperto, anche a guerra finita.
Con FIAB Montesole abbiamo organizzato un giro in bicicletta per visitare i luoghi della mostra
Alcuni momenti dell’evento
La prima immagine , collezione permanente Mambo, seconda e terza immagine la montagna con il materiale che serve per coprire i corpi mantenendone la temperatura in sala operatoria .
L’incontro casuale con Lucio Pardo (già Presidente della Comunità ebraica) a cui abbiamo spiegato il senso della biciclettata con Patrizio Patrizi(cardiochirurgo e ciclista appassionato) a sinistra.

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Ha avuto luogo, nei giorni scorsi a Nonantola la presentazione di un libro : “Il diario di Sonja . Fuga e  Aljhia di un’adolescente  berlinese, 1941-1846″ ” , Sonja non è solo una scrittrice, è una ragazza di Villa Emma che ritorna a Nonantola,  la città  che l’ha protetta  nella sua fuga per l’Europa nazista durante le leggi razziali, assieme a tanti altri bambini ebrei salvati dalla deportazione. Nell’accoglienza a Sonja ha partecipato tutta la città di Nonantola, gli eventi sono stati coordinati dal Direttore della Fondazione Villa Emma : Fausto Ciuffi, che ha ripercorso la Storia .

 

 

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Il Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”

nell’ambito della rassegna Frontespizio

ha il piacere d’invitare all’incontro sul libro di  Giovanni Brizzi

Ribelli contro Roma
Gli schiavi, Spartaco, l’altra Italia
Il Mulino

Venerdì 6 aprile 2018 ore 17.30

Quasi tutta l’Italia per odio si era ribellata ai Romani e a lungo aveva fatto guerra contro di loro, e contro di loro si era unita al gladiatore Spartaco. Appiano di Alessandria

Il nome di Spartaco è legato alla terza e più nota delle guerre cosiddette servili, ribellioni di schiavi e non solo, che afflissero lo Stato romano fra secondo e primo secolo a.C.

Il libro mostra come quella guerra sia in realtà l’episodio ultimo di una serie di eventi a sfondo sociale e civile che coinvolsero una «seconda» Italia a lungo emarginata.

All’indomani di conflitti che avevano lasciato strascichi spaventosi di rovine, lutti, odio, Spartaco fu colui che, ultimo, riuscì a coagulare attorno a sé lo scontento delle popolazioni meridionali, soprattutto appenniniche, non ancora integrate. Anche se Crasso mise fine alla guerra, Roma, provata, fu infine costretta a cedere pienamente alle richieste degli Italici.

Giovanni Brizzi riconosciuto fra i più autorevoli studiosi della romanità e fra i massimi esperti delle tecniche militari antiche,  è ordinario di Storia romana all’Università di Bologna dopo aver insegnato negli Atenei di Sassari e di Udine. Membro di numerosi organismi scientifici nazionali e internazionali, è stato, per ben due volte (1993/94 e 2005/06), professore alla Sorbona; ed è insignito delle Palmes Académiques dello Stato francese. E’ autore di oltre duecentosessanta pubblicazioni a stampa, alcune delle quali tradotte in più lingue. Fra le ultime Il guerriero, l’oplita, il legionario. Gli eserciti nel mondo classico (Il Mulino, 2008) e Annibale (Il Mulino, 2014), «Canne. La sconfitta che fece vincere Roma» (Il Mulino, 2016).

Frontespizio “Come la prima pagina interna, che di un libro fornisce gli elementi essenziali e sostanziali, questa rassegna vuole accompagnare i lettori davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. L’etimo della parola “frontespizio” (dal tardo latino frontispicium, composta di frons, frontis ‘fronte’ e del tema dispecĕre‘guardare’), evoca l’atto di guardare un volto, che restituisce la conoscenza delle principali espressioni e dei caratteri peculiari di una persona. Anche queste presentazioni ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura.La presenza in sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di senso. Quando si diffuse il termine italiano “Frontespizio”, agli inizi del XVII secolo, le pagine di apertura di un libro contenevano, oltre ai nomi e ai titoli, anche un’architettura di immagini: colonne e timpani, figure allegoriche e oggetti simbolici erano disegnati e incisi a decorazione e viatico di quelle porte d’ingresso al testo.” Massimo Pulini

Tutto il programma di “Frontespizio4. Piccola rassegna di libri nuovi” su http://www.museicomunalirimini.it/mostre_eventi/agenda/pagina1003.html

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Nei giorni scorsi, alla Fest’Unità Parco Nord, Maurizio Torrealta ha presentato il suo libro : Il filo dei giorni. Ha incontrato l’autore Gianfranco Donadio. Ed.Imprimatur 2017

Dal maggio del 1992 alla fine del 1993 l’Italia è insanguinata da una decina di attentati firmati dal gruppo terroristico che si fa chiamare Falange Armata. Sono numerosi i morti che provocano in tutto il Paese. Un ispettore della Digos, che conosce bene gli ambienti dell’eversione neofascista, capisce in poco tempo cosa si muove dietro l’ambigua sigla che dice di aver scatenato l’ondata di bombe e terrore, ma non viene ascoltato. Un ambasciatore del nostro Paese consegna al capo dell’Arma dei carabinieri una lista di sedici persone che dovranno essere indagate nell’eventualità che venga ammazzato.

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La foto di pesca del tonno che celebra un rapporto intenso fra l’uomo e la natura è di Stefano Fogato che ha esposto il suo lavoro sulle tonnare due anni fa a Reggio Emilia in occasione del Festival della fotografia europea.

In realtà circa due secoli fa con la famiglia Florio la Sicilia e le isole raggiunsero un loro fulgore produttivo, da compararsi alla torinese famiglia Agnelli.  I Florio estero il loro dominio sui mari, furono armatori e pescavano il tonno, che andava consumato sotto sale. Poi, improvvisamente la trovata , le scatolette di latta per mantenere il prodotto sempre fresco ,  gli oliveti siciliani  producevano l’olio per la conservazione , poi tutte le piccole aziende artigianali locali vennero coinvolte per l’impresa che finiva col dare lavoro a tante persone e a dare un nuovo assetto economico alla Sicilia. Per gli amanti di auto da corsa la targa Florio fu una delle opportunità offerte dalla famiglia.

Per ripercorrere la storia della famiglia Florio sulla cui barca Stefano  Fogato scatta questa immagine c’è un documentario di Varchetta, Questo documentario illustra le attività passate della famiglia, la loro ascesa, il loro declino. Il documentario è proiettato nelle tonnare di Favignana di cui sono rimasti gli edifici che raccontano la storia .

La storia della famiglia Florio con i video documentari raccolti dalla Rai

 

 

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