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Archive for the ‘Poesia’ Category

NATURA E DESIDERIO DI INFINITO

la lezione di Giacomo Leopardi

dialogo con

Antonio Prete e Carlo Rovelli

Conduce Valeria Cicala

Letture di Isadora Angelini, Visual di Maurizio Giuseppucci

Musica Piccolo Ensemble Liceo Einstein diretto da Davide Tura

Ingresso libero e gratuito

Lunedì 10 luglio (ore 21,15), nello splendido scenario della Corte degli Agostiniani di Rimini (via Cairoli), la scienza intersecherà la letteratura, portandoci nel cuore della migliore cultura italiana. “Invitato d’onore” sarà Giacomo Leopardi, un maestro ribelle ed eretico, il cui pensiero continua a illuminare noi uomini del presente, insegnando a conoscerci.

L’incontro, aperto a tutta la cittadinanza e ideato dalla Biblioteca Gambalunga, è realizzato in collaborazione e con il contributo di SGR per la Cultura, l’iniziativa con cui Gruppo Società Gas Rimini contribuisce alla crescita socioculturale del territorio in cui opera.

La serata conclude il progetto Conoscere le scienze della “Rimini High School Summer Camp” del Liceo Scientifico A. Einstein di Rimini, che quest’anno si intitola “La luce: fonte di energia, messaggera dell’Universo”.

A interrogare il poeta filosofo saranno due ospiti d’eccezione, il letterato e poeta Antonio Prete, considerato uno dei massimi esperti internazionali di Leopardi, e il fisico di fama mondiale Carlo Rovelli. I due studiosi ci condurranno alla scoperta dell’“officina” poetica e filosofica di questo pensatore rivoluzionario, che ha coltivato un pensiero attraversato dal dubbio, e la cui poesia ha esplorato le domande ultime, quelle che più importano. E mai ha interrotto un contatto fecondo con le scienze. Infatti Leopardi non è più solo un classico della letteratura: filosofi, antropologi, linguisti, scienziati ne interrogano ancora oggi le idee.

Del “giovane favoloso” che ha segnato la sua adolescenza e il suo avvicinarsi alla fisica, parlerà Carlo Rovelli, che inaspettatamente, per i profani, parla della sua disciplina definendola romantica e affascinante, non solo necessaria per scoprire come funziona il nostro pianeta, i fenomeni naturali, ma anche per dare risposte “alle grandi domande esistenziali dell’uomo”. Anche Leopardi, ha scritto Rovelli, “ha usato le sue, di competenze, per esprimere i suoi dubbi esistenziali. Infatti la scienza è sentita dal giovane Leopardi come strumento per crescere, per sfuggire al bigottismo e all’ignoranza del suo ambiente, da cui riesce a evadere grazie alla straordinaria biblioteca paterna, in cui scopre mondi, si infiamma, sogna di partire, oltre ‘quella siepe’, oltre quei ‘lontani monti’. L’astronomia è il tramite di questo uscire da sé e andare verso l’infinito. Guardare il cielo, parlare agli astri, alle ‘vaghe stelle dell’orsa’, intrattenersi con la luna resterà per sempre la cifra del suo canto”. “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,/ Silenziosa luna?” Sono queste le domande di senso che il pastore rivolge alla luna, nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, la cui lettura aprirà la serata.

Parole che s’aggirano oltre i confini del visibile, e da quell’oltre che è la parola dell’infinito. La poesia di Leopardi è sempre interrogazione, e costante è il suo dialogo con il pensiero. Ne parlerà Antonio Prete, a cui va il merito della definitiva codificazione dell’unità di pensiero poetico e filosofico degli scritti leopardiani. Sua è l’espressione “pensiero”.

 

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Jana Molza da tempo segue alcuni progetti , che le sono familiari, infatti,  ha ricevuto in eredità nelle carte d’archivio da lei recuperate novelle e storie di un antenato , favole che ha trascritto e messo in pagine ornate da lei stessa, facendo un lavoro certosino di grafica e scrittura. La vita di Jana Molza è una enciclopedia di racconti, di creatività, di bambole che cuce a mano con piccoli punti. La sua cucina è creativa tutto ciò che fa è impastato da mani piccole e sapienti. La sua pittura è stata premiata ripetutamente e lei novantenne, continua a raccontare quel tempo che scorre accanto a noi e di cui lei continua a racocntare il flusso.

Abbiamo visto come il percorso della Via Emilia sia ricco di contributi, di naivetè, di poesia , Pietro Ghizzardi vinse il premio Campiello nel 1977 “Mi richordo anchora ” un nuovo Folengo , in questo percorso a suo modo Jana Molza dà la sua impronta con i suoi quadri, l’operosità instancabile che mette in forma il tempo.

 

nella terzultima foto  la contessa Molza spiega che suo padre , ingegnere, aveva inventato un contenitore per i dischi, prima del 1930.

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Mistic media alla libreria della festa dell’Unità di Bologna Parco Nord Casadeipensieri 2016 , la poesia di Carla Muzzioli Cocchi ,dialogano  l’autrice Maurizia Giusti ( Susy Blady) Gian Piero Pedretti, presente Giuseppe Spano introduzione di Davide Ferrari.

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