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Archive for the ‘Presentazione di un libro’ Category

Un gruppo della facoltà di Fisica,  si è ritrovato nell’augusto edificio dedicato a Righi per ricordare i 70 giorni di occupazione di fisica dal 14 febbraio al 23 aprile 1968.
A 50 anni dal ’68 ad affiorano ricordi di storia , chi c’era, chi non c’era, chi era presente nel pensiero , la foto della copertina del volumetto presentato ritrae il giovane gruppo battagliero che ha continuato ad incidere nella storia di Bologna. Francesco ricorda che il ruolo del fisico a tutt’oggi conserva le stesse caratteristiche quello di un sapere scientifico al di sopra degli specialismi. Una signora ha recitato una poesia di Leopardi . Alcuni hanno ricordato Monte Cuccolino.
Qualche giovanissimo studente di fisica seguiva con attenzione e sarebbe interessante mettere a confronto le opinioni delle diverse generazioni dei fisici.

 

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Biblioteca Gambalunga – Sala della Cineteca, ore 18

venerdì 8 giugno

ALLA RICERCA DI FONDI PERDUTI

Le fonti scritte del Medioevo riminese

conversazione di

ELISA TOSI BRANDI

Sarà la storica Elisa Tosi Brandi a chiudere venerdì 8 giugno (Sala della Cineteca, ore 18), la prima edizione della rassegna “Voci dai fondi”, per raccontare  i nuclei documentari custoditi dalla Biblioteca che testimoniano la storia della città in epoca medioevale. Fonti  che sono confluite nel suo

Rimini, edito nella collana “Il Medioevo nelle città italiane” del Centro Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto.

Tosi Brandi ripercorrerà il legame di Rimini con la classicità: un filo rosso che ha segnato in profondità la storia e la cultura del Riminese dall’antichità fino al medioevo e oltre. La cultura romana prima, quella bizantina poi sono state punti di riferimento per Rimini e il suo territorio, rimasto ancorato a modelli tramandati dalla corte ravennate, a lungo sopravvissuta grazie alla presenza della Chiesa arcivescovile. Lo sbocco a una campagna fertile e la presenza del mare su cui costruire un porto sono stati requisiti importanti per lo sviluppo della città di Rimini, la cui favorevole posizione geografica ne fece un sito molto ambito fin dall’antichità. Luogo di incontri e scambi di uomini, beni ed idee provenienti da tutto il Mediterraneo, Rimini fu suo malgrado a lungo anche un terreno di continue contese, che provocarono guerre, devastazioni e una costante instabilità.

 

Ingresso libero e gratuito

 

 

Elisa Tosi Brandi è dottore di ricerca in Storia Medievale presso l’Università di Bologna, Scuola di Lettere e Beni Culturali, svolgendo attività di docenza e ricerca dal 2002 presso il corso di studi in “Culture e tecniche della moda” del Campus di Rimini. I suoi temi di ricerca riguardano la Storia della Rimini basso medievale; la Storia sociale ed economica (Mestieri e oggetti della moda), la Storia della cultura e della mentalità (Rapporto tra vesti e società; Storia del costume e della moda) tra i secoli XIII-XVI; si occupa inoltre di archivistica di imprese della moda e di archivi storici della moda. Tra le sue ultime pubblicazioni: L’arte del sarto nel Medioevo. Quando la moda diventa un mestiere (il Mulino, 2017); Il Medioevo nelle città italiane: Rimini (Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, 2017); con Maria Giuseppina Muzzarelli e Giorgio Riello ha curato Moda. Storia e storie, (Mondadori 2010).

Info: Biblioteca Gambalunga – tel. 0541 704486 – fax 0541704480

 

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Sergio Zavoli torna a Rimini per presentare, giovedì 7 giugno, il suo ultimo libro di poesia La Strategia dell’ombra.

Saranno Pupi Avati, Rosita Copioli, Piero Meldini, Walter Veltroni ad accompagnare l’autore nella presentazione della sua quarta raccolta poetica, un lavoro capace di mostrare una nitida coerenza tra pensiero e linguaggio, mettendo in un decisivo risalto la maturità della vocazione di un grande riminese che a Rimini ha legato gran parte di una vita piena di straordinari successi umani e professionali.

L’appuntamento avrà inizio alle ore 17,30 di giovedì 7 giugno nella sala del Cinema Fulgor di Corso d’Augusto.

Quarta raccolta poetica di Sergio Zavoli pubblicata nello “Specchio”, La strategia dell’ombra (Mondadori 2017) conferma l’auspicio espresso da Carlo Bo all’uscita della prima silloge: «Zavoli aveva in serbo un discorso poetico che ci auguriamo lungo». Un lavoro poetico, quello di Zavoli, che mostra una nitida coerenza tra pensiero e linguaggio, mettendo in un decisivo risalto la maturità della sua vocazione. E, rivelandoci la zona rimasta “in ombra” dell’animo del poeta, i suoi versi non tendono ad alzare i toni, ma confermano una scelta profondamente e stilisticamente rigorosa.

In questo nuovo libro c’è una forza e una grazia, un’ironia e una gravità che nelle intonazioni della “narrazione” più privata sono il frutto di un prestigioso impegno comunicativo, già incline a una ferma cultura dell’immaginazione e del reale, dell’esistenza e del civismo, del laicismo e della spiritualità, tali da non interrompere, semmai ribadire, l’esplicito giudizio di Carlo Bo, secondo cui «i versi destinati all’arcano disegno di una creazione che ci obbliga di continuo a una difficile scelta restituiscono bene una sorta di sacro allarme» di fronte all’«infinito bivio». Al quale «il padrone di tante voci umane – maestro del “mestiere di chiedere”, per usare una sua espressione – allega una sfida consapevole e libera, mostrandosi con il suo volto tutto rischiarato, in una luce ancor più dichiarata e pura».

La strategia dell’ombra ricrea, citandoli come in una sorta di diario, i segni di una sempre più sorprendente continuità tra le parole rivolte al passato, affrontando la loro complessa, ardua, non di rado drammatica contemporaneità.

Sergio Zavoli, nato a Ravenna, ma cresciuto a Rimini, di cui è cittadino onorario, ha inaugurato la sua attività poetica vincendo il Premio Alfonso Gatto con Un cauto guardare (Mondadori, 1995), a cui seguirono In parole strette (Mondadori, 2000) e nella collana “Lo Specchio” L’orlo delle cose (Mondadori, 2004), La parte in ombra (Mondadori, 2009), L’infinito istante (Mondadori, 2012). Ha vinto tra gli altri il Premio Viareggio-Tobino e il Lerici-Pea.

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Massimo Recalcati al Mast ritorna sul desiderio , “La forza del desiderio” che riprende nel libro presentato  al Mast nei giorni scorsi :  ” Ritratti del desiderio”. L’editore Cortina era presente.
Secondo Recalcati il desiderio è il motore della vita. Il desiderio accende la vita con una forza inconscia. La domanda seguente è : sono io proprietario del desiderio o ne sono portato? Nell’amore non scegliamo il desiderio, dice Platone il desiderio è il cavallo , non è l’io che cerca il desiderio ma il contrario. Meno c’è io meno c’è desiderio. L’io desidero non è il proprietario del desiderio. Il desiderio è senza oggetto l’unico oggetto del desiderio è il desiderio dell’altro, puoi perdermi…
La vita desiderata è vita accesa dal desiderio. A questo proposito, Recalcati ha citato l’episodio dei bambini di in orfanotrofio all’epoca di Ceausescu, i bimbi erano stati divisi in due gruppi, quelli più deboli erano stati seguiti con più attenzioni e rivelavano uno sviluppo migliore degli altri che erano in condizione di salute più stabile.
I bambini desiderati sono accesi dal desiderio dell’altro e il desiderio dell’altro vive nella risposta dell’io. Il desiderio dell’adolescenza è quello di avere il proprio odore.

Per spiegare l’essenza del desiderio , Recalcati ha fatto numerosi esempi, per spiegare la filosofia di Lacan, ha parlato di momenti distinti del desiderio. I momenti suddivisi in rivolta, attesa, noia, preghiera, noi avvertiamo l’esigenza di cambiare lo stato delle cose.
“Desiderare quello che si ha è la formula della beatitudine dice Sant’Agostino ” .
La legge con le sue proibizioni è antagonista del desiderio. Il divieto per legge stimola il desiderio.

Recalcati ha parlato di due sue pazienti cleptomani, la prima confessava di avere rubato i suoi libri nella sala d’attesa del suo studio , mentre la seconda non lo confessava. Si guarì la prima, confessa semiserio Recalcati.

La segretaria  gli suggerì di mettere un cartello : Vietato toccare i libri, Recalcati osservò che la proibizione è antagonista del desiderio, la legge fonda il peccato e spinge verso la nascita del desiderio. La trasgressione contestuale alla gente, la compulsione al rubare, perchè si gode dell’atto stesso.Il desiderio che diventa dovere .
L’importanza del ’68 ed la prima volta in Occidente ha rivendicato il diritto alla parola.

 

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Avrà inizio alle ore 18 di giovedì 17 maggio al cinema Fulgor di Rimini la presentazione dell’ultima opera di Gino Vignali “La chiave di tutto” da qualche giorno in libreria per l’ RCS.

Al centro del romanzo giallo d’esordio dello scrittore una Rimini inattesa e una irresistibile vice questore.

“Rimini è il casello dell’autostrada che collega la realtà e la fantasia” dice Vignali ed anche per questo all’appuntamento di giovedì – ingresso gratuito fino ad esaurimento posti con prenotazione alla mail eventisolferino@rcs.it – interverrà il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi a cui farà seguito la lectio criminalis sull’arte di Carlo Vanoni.

Al centro del romanzo – “con la trama da serie Netflix, ma con la regia di Federico Fellini” come l’ha definito Antonio D’Orrico – un senzatetto, un etiope, una spogliarellista: una catena di delitti sinistramente logica. Sembra proprio che il killer che nel giro di poche ore ha disseminato Rimini di cadaveri abbia in mente di “fare pulizia”. Ma il vice questore Costanza Confalonieri Bonnet, l’investigatrice più bella mai apparsa in una Questura (calendari compresi), non è convinta, la pista ideologica secondo lei non è quella giusta. Altrimenti perché Vagano, misterioso barbone quasi felliniano, si sarebbe preso la briga di ingoiare una chiave prima di morire? Quella, secondo Costanza, è la chiave di tutto. Ma cosa apre?

Affiancata da una squadra irresistibile – l’ispettore latinista Orlando Appicciafuoco, l’assai meno intellettuale vice sovrintendente Emerson Leichen Palmer Balducci e l’agente scelto nonché nerd Cecilia Cortellesi – Costanza indaga, tra le strade di una Rimini ammantata di neve e dall’alto della sua suite al Grand Hotel. Una magistrale caccia all’assassino per un romanzo che riesce a restituire echi di Simenon e di Campanile, alternando senza tregua tensione e umorismo, colpi di scena e atmosfere suggestive.

Il primo romanzo da “solista” di Gino Vignali, che coniuga una convincente trama gialla con uno stile di pirotecnico umorismo.

GINO VIGNALI è nato a Milano. Con Michele Mozzati, amico dai tempi dell’università, forma la celebre coppia Gino & Michele: tra le tante attività, hanno partecipato alla nascita del cabaret Zelig e sono gli editori dell’agenda Smemoranda. Gino & Michele sono autori di numerosi libri, di narrativa e non, tra cui Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano (1991), Neppure un rigo in cronaca (2000) e Le cicale (2004)

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E’ in corso di presentazione in librerie e negli spazi dedicati il nuovo libro di Grazia negrini : “Io parlo donna. Il coraggio delle idee ” di Maria Grazia Negrini, Editore: Il Ciliegio, Collana: Percorsi, Anno edizione: 2018.

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