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Archive for the ‘Presentazione di un libro’ Category

 

Il 23 febbraio, in Sala Borsa, Aula Marco Biagi  ci sarà la presentazione del libro “Sirena cyborg” di Antonietta Laterza
 Organizzato da “Sirena Cyborg” , l’associazione fondata  da Antonietta Laterza.

Il libro di Antonietta laterza che verrà presentato è un libro multimediali, che si legge con i codici QR un libro coraggioso e innovativo, come del resto la biografia di Antonietta Laterza, costretta su una sedia a rotelle dalla poliomielite, in un momento in cui la vaccinazione non era obbligatoria nel nostro Paese.

Il libro di Antonietta Laterza attraversa la sua attività di militante  femminista e cantautrice dagli esordi, degli anni 70.

Ripercorrendo la storia degli anni ’90 scrive Carlo Terrosi nella prefazione del volume “Movimenti giovanili a Bologna negli anni ’80 e ’90” , fotografie di Luciano Nadalini, edizioni Camera Chiara ,2014.

…Nel dicembre del 1989 venne avvistata a Roma una pantera in libertà. L’avvistamento venne confermato , e la cosa divenne notizia da telegiornali: cominciò una caccia al felino, anche se dell’animale non si trovarono più tracce . Sempre alla fine del 1989, ebbe inizio, all’Università di Palermo, un movimento di mobilitazione e occupazione degli Atenei che ben presto dilagò in modo sorprendente a macchia d’olio in tutta Italia, protraendosi  fino all’aprile del 1990. L’estensione di questo movimento fu qualcosa di inatteso . Erano anni che non si cedeva una cosa simile . Era passato molto tempo dai movimenti del ’68 e del ’77, e nella società di trasmissione della memoria circa il significato politico e culturale di quei movimenti era stata interrotta. La catena della memoria era stata spezzata. A proposito, una volta, mi fu fatto notare che si potevano leggere i movimenti anche “persistenza di comunità orali”, in cui vige una trasmissione orale e  diretta dell’esperienza, in una società in cui predominano ormai altre modalità di partecipazione e comunicazione , sempre più meditate e indirette, eventi a cui si partecipa per “interposta immagine”, come quelle legate alla pubblicità e alla propaganda dei mass media.” (Carlo Terrosi pag.11 op.cit.)

Anni ’90

Il cambiamento della modalità di comunicazione viene avvertito da Antonietta Laterza, infatti si legge nel  suo libro  : Sirena Cyborg,

Antonietta comprende appieno il potere dei media, radio, televisione, cinema e vive tra il rifiuto e il desiderio di strumentalizzazione. Si candida al festival di sanremo dove viene scartata o meglio censurata  a causa della sua carrozzina. Ma gli ostacoli, per lei sono sfide da vincere e così, più grintosa che mai, si afferma a livello nazionale . Con la chiusura del Cantagiro per 10 settimane , in 10 piazze italiane esibendosi per migliaia di persone.(Serena Cyborg pa.98).

 

Il libro multimediale narra la storia della cantautrice Antonietta Laterza, artista e performer, in quattro decadi: anni ’70,’80,’90 e 2000, attraverso canzoni, video, fotografie, articoli e manifesti.
Secondo ricerche presso gli archivi RAI e sulla rete web, Antonietta Laterza risulta essere la prima donna cantautrice in carrozzina apparsa sulla stampa e sui media non solo in Italia ma anche in Europa e Stati Uniti.

Antonietta Laterza illustrerà i momenti salienti della sua carriera attraverso filmati e canzoni dal vivo.

Interverranno :
– Renato Barilli, critico d’arte
– Roberto Grandi, presidente Istituzione Bologna Musei
– Daniela Calanca, docente di storia contemporanea Alma Mater
– Alfonso Maffini , curatore

Partecipano gli artisti:
– Silvana Strocchi, attrice
– Eloisa Macri, filosofia cabarettista
– Gian marco basta , cantautore
– Mastro Pennello , visual performer
e…… Ospiti a sorpresa!!

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Juan Martin Guevara ha presentato a Bologna il suo libro intitolato ” Il Che Mio Fratello” scritto in collaborazione con la giornalista francese Armelle Vincent che tratta del suo rapporto con Ernesto soprannominato Che. Il fratello minore del Che vive a Buenos Aires in Argentina, nazione originaria della Famiglia Guevara de la Serna e durante il regime militare ha passato quasi nove anni in galera a causa della sua attività politica contro il governo e della sua stretta parentela con il Che. Dopo la scarcerazione ha avviato una attività di commercio di sigari cubani e ha fondato l’Associazione “Sulle tracce del Che”. In questo libro svela un Che sconosciuto partendo dagli anni dell’infanzia durante i quali Ernesto ebbe gravi problemi di salute dovuti ad una strana forma di asma a quelli della adolescenza nei quali Ernesto era un ragazzo normale ma molto esuberante, divorava libri e giocava a rugby. Un ragazzo romantico e cocciuto, molto tenero con i fratelli, il prediletto di casa che si laurea a tempo di record in medicina e scrive lettere malinconiche alla Famiglia colpito dalle ingiustizie e dalle miserie viste percorrendo in motocicletta migliaia di chilometri in molti paesi della America Latina. E’ diventato una persona eccezionale: i grandi uomini sono rari ma esistono. Dopo gli appuntamenti nelle librerie ha visitato la sede di Via Battiferro delle Cucine Popolari e ha incontrato amici e giornalisti. La prima sede delle Cucine Popolari voluta da Roberto Morgantini e da sua moglie che nella primavera del 2018 inaugurerà la quarta sede ha accolto Juan Martin Guevara nello stesso modo come ogni giorno accoglie decine di persone sole o in difficoltà. Terminate le interviste e i saluti Juan Martin si è seduto a tavola per mangiare assieme a Roberto e alle tante persone che vanno in Via Battiferro per stare assieme e rifocillarsi, assistiti dai lodevoli volontari che servono a tavola e si alternano in cucina per preparare i piatti e senza i quali l’iniziativa non potrebbe andare avanti. Mentre mangiava le buone tagliatelle al ragù preparate dalle cuoche e dai cuochi volontari ha autografato volentieri molte copie del suo libro scrivendo una dedica a tutti coloro che glielo hanno chiesto. Juan Martin è venuto a Bologna e in Italia con il supporto della Associazione Italia Cuba rappresentata da Mauro Collina che lo accompagnava. Presente la Presidente provinciale dell’ANPI e numerosi giornalisti e fotografi tra i quali Mario Rebeschini, Roberta Ricci e Pasquale Spinelli. Mentre Juan Martin mangiava e autografava i libri un bel gruppo formato da donne africane e musicisti con tamburi e chitarre hanno cantato e suonato la celebre canzone Comandante Che Guevara. È stato davvero un incontro emozionante!

Umberto Faedi

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Nell’ambito del ciclo

FRONTESPIZIO III

venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 17.30

presso la Sala del Giudizio

del Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”

verrà presentato il libro

La Romagna dei castelli e delle rocche

Società Editrice “Il Ponte Vecchio”

Saranno presenti
Angelo Turchini,
Mirko Orioli
Paola Novara
Marco Viroli
coautori del volume

Nella Romagna tra Medievo ed Evo Moderno è ovunque in atto una lotta per la sopravvivenza e per il dominio e ovunque perciò fioriscono strutture di difesa e di offesa. Così avviene lungo l’Appennino, ove rocche e castelli paiono dare nuovo slancio all’aguzzo delle cime, così su meschini rilievi, come a Cesena o a Santarcangelo, oppure nella piena pianura, ove rocche e castelli si acquattano minacciosi a strettissimo contatto con i dominati (a Imola, a Faenza, a Forlì, a Forlimpopoli, a Rimini, a Ravenna, a Lugo…): bastioni potentissimi a garanzia di un potere inestirpabile.

Ricostruendone le vicende, il libro diviene una storia della Romagna sotto la specie degli incastellamenti: passano nelle sue pagine figure memorabili; rivivono le ambizioni degli uomini che abitarono quelle torri e quei masti; si celebra l’eroismo di donne di ardente sorprendente coraggio, protagoniste di una Romagna appassionata e corrusca; si rievocano le sofferenze delle popolazioni, la prepotenza dei signori, le tecniche della guerra, gli afrori delle ambizioni umane, infine gli amori che pure fiorirono in sale costruite per altro che per l’abbandono alle tenerezze dei sentimenti.

Agli autori del libro appunto questo l’Editore ha chiesto: assumere le rocche e i castelli non solo e non tanto per la loro struttura architettonica e per il loro possibile valore turistico, ma soprattutto per quel che significarono nella storia, anche personale, di quanti vi abitarono, per le vicende che determinarono e per il peso che vi ebbero: dunque, una storia di cuori, di menti, di caratteri e di destini prima che di pietre e di forme, così da costruire un libro unico, sia per la vastità della ricerca, sia e in particolare perché storia di donne, di uomini, di città dentro la loro rocca [dalla presentazione di Eraldo Baldini].

Angelo Turchini è professore di Archivistica presso l’Università di Bologna I suoi interessi lo hanno spinto a pubblicare con «Il Ponte Vecchio» diverse ricerche raccolte nelle collane “Per la memoria di Rimini e del suo territorio” (sulla sua città), “Storia della Romagna nell’età moderna e contemporanea”, e “Monumenta borromaica” sull’area milanese.
Tra gli ultimi titoli ricordiamo I Malatesta. Signori di Rimini e, con Cristina Ravara Montebelli, Storia di Rimini. Dalla preistoria all’anno Duemila.

Mirko Orioli, cesenate, è docente di Storia dell’arte nelle scuole secondarie di secondo grado e si occupa della realizzazione di progetti tesi alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Membro dello Studio Culturale “Artemisia” di Cesena, per i tipi del «Ponte Vecchio» ha pubblicato  La Rocca Malatestiana di Cesena (2013).

Marco Viroli, forlivese, laureato in Economia e Commercio, è saggista e gionalista pubblicista, esperto in comunicazione e operatore culturale. Autore di numerosi volumi tra cui ricordiamo Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012), Storia di Forlì, con Sergio Spada e Mario Proli (2014), tutti editi dal «Ponte Vecchio»

Paola Novara è nata e vive a Ravenna. Lavora presso il Museo Nazionale di Ravenna. I suoi interessi scientifici si rivolgono da anni allo studio della storia e dell’archeologia della Romagna. Tra i tanti saggi pubblicati ricordiamo Storia delle scoperte archeologiche di Ravenna e Classe, (1998), Restauri dei monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna patrimonio dell’umanità, con Antonella Ranaldi (2013), Storia di Ravenna, con Alessandro Luparini («Ponte Vecchio», 2016).

Cristina Castellari, imolese, laureata in Conservazione dei Beni culturali e diplomata alla Scuola di specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Bologna è una storica dell’arte e guida turistica. Ha pubblicato numerosi saggi su storia, arte e architettura di Imola in cataloghi, riviste e volumi miscellanea tra cui Luci della ribalta cittadina con Laura Berti Ceroni e Federica Cavina (2016).
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Frontespizio
“Come la prima pagina interna, che di un libro fornisce gli elementi essenziali e sostanziali, questa rassegna vuole accompagnare i lettori davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. L’etimo della parola “frontespizio” (dal tardo latino frontispicium, composta di frons, frontis ‘fronte’ e del tema di specĕre ‘guardare’), evoca l’atto di guardare un volto, che restituisce la conoscenza delle principali espressioni e dei caratteri peculiari di una persona. Anche queste presentazioni ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura.La presenza in sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di senso. Quando si diffuse il termine italiano “Frontespizio”, agli inizi del XVII secolo, le pagine di apertura di un libro contenevano, oltre ai nomi e ai titoli, anche un’architettura di immagini: colonne e timpani, figure allegoriche e oggetti simbolici erano disegnati e incisi a decorazione e viatico di quelle porte d’ingresso al testo.”
Massimo Pulini

La rassegna Frontespizio3 proseguirà fino al 29 dicembre 2017
Gli incontri si terranno a Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini”, via Luigi Tonini n.1 alle ore 17.30
Ingresso libero
Info 0541 793851

Tutto il programma su
http://www.museicomunalirimini.it/agenda/pagina968.html

Musei Comunali di Rimini
via dei Cavalieri, 26
47921 RIMINI
tel. 0541.704422
fax 0541.704410
sito web: www.museicomunalirimini.it

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sabato 2 dicembre 2017
ore 18.00

presentazione del libro
Generare Dio
di Massimo Cacciari

dialoga con l’autore
fra Giovanni Bertuzzi O. P.
Direttore Centro San Domenico – Bologna

Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna

ingresso ad offerta libera

giovedì 7 dicembre 2017
ore 21
 

eccezionalmente di giovedì

 

Le onde della memoria.

Radio e conflitti

 

Peppino Ortoleva

professore ordinario – Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Torino

 
Sara Zambotti
conduttrice radiofonica, cronista, docente, antropologa, scrittrice e artista
 
Gabriele Falciasecca
presidente Fondazione Marconi
 
 
Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna
 
ingresso ad offerta libera

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Alle ore 17.30 di venerdì 24 novembre, all’interno del ciclo FRONTESPIZIO3, piccola rassegna di libri nuovi sarà presentato nella sala del Giudizio del Museo della Città “L. Tonini” di Rimini il volume “Vivere a Rimini negli anni della Bella Époque”, di Davide Bagnaresi con apparato iconografico a cura di Alessandro Catrani.

Assieme all’autore, Davide Bagnaresi, e al curatore dell’apparato iconografico Alessandro Catrani, interverranno Massimo Pulini, assessore alle Arti del Comune di Rimini, e Daniela Calanca, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna.

 

Il 1900 decretò l’avvio di una serie di progressi sociali, economici, culturali e politici che si diffusero a macchia d’olio in Italia. Fu così anche per Rimini, dove nel primo quindicennio del Novecento nacquero imprese innovative, l’elettricità sostituì il gas, fu fatta la prima telefonata, circolarono le prime automobili e, con esse, si verificarono i primi incidenti. La città, in continuo sviluppo, stava ridefinendo una sua nuova identità, crescevano le occasioni per il tempo libero e il turismo, sorgevano nuovi lussuosi alberghi… Fu dunque un’epoca bella… ma non per tutti. A fronte dei citati progressi non cessarono le emergenze sanitarie, le esondazioni del Marecchia furono periodiche, così come scioperi e agitazioni. Questo libro ricostruisce la quotidianità riminese durante la Belle Époque.

Davide Bagnaresi (Dottore di ricerca in Storia dei partiti e dei movimenti politici) è assegnista di ricerca presso il Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna. Per lo stesso Ateneo, presso il Corso di laurea in Economia del Turismo (Campus di Rimini), è da diversi anni docente a contratto in Storia dei consumi e delle imprese turistiche.

 

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Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri 2017

REALTÀ… e mondi possibili

Claudio Bartocci

Scrittori matematici

Sabato 18 novembre, ore 17

 

Sala del Giudizio – Museo della Città

ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti

Sabato 18 novembre (Sala del Giudizio, Museo della Città, ore 17), Biblioterapia 2017 incontra Claudio Bartocci, docente di Fisica matematica, Geometria differenziale e Storia della matematica nell’Università di Genova. “Scrittori matematici” è il titolo della sua conversazione, che ci introdurrà al rapporto con la verità e la realtà intessuto dalla matematica.

Per questa tappa essenziale nel percorso intorno a “Realtà… e mondi possibili” non potrebbe esserci guida migliore di Bartocci, che “con calviniana ‘leggerezza’ – per citare Mario Porro – naviga fra i saperi e la loro storia obbedendo al demone dell’Enciclopedia”, e le cui pagine “promuovono intrecci, fecondi incroci fra scienze e cultura umanistica”. Come nel suo ultimo libro, “Zerologia. Sullo zero, il vuoto e il nulla” (il Mulino, 2016), dialogo con un fisico, Piero Martin, e un filosofo, Andrea Tagliapietra, su quella che la presentazione del libro chiama “grammatica del non”, necessaria alla conoscenza umana, perché “lo zero, il vuoto e il nulla ci consentono di sporgerci su ciò che non sappiamo ancora, su quel non sapere che sempre circonda ciò che crediamo di sapere”.

“Scrittori matematici”, al di là della centralità che la matematica ha assunto negli sviluppi recenti della fisica e della tecnologia, intende aprire il nostro sguardo alla sua potenzialità di arte immaginativa. Negli ultimi due secoli, infatti, a seguito delle profonde trasformazioni di questa disciplina, si sono approfonditi i suoi intrecci con la letteratura: tra gli scrittori che ne sono stati influenzati, a partire dal Novecento, annoveriamo Hermann Broch, Leo Perutz, Carlo Emilio Gadda, i sodali dell’Oulipo (Raymond, Queneau, Georges Perec, Jacques Roubaud, Italo Calvino), Dino Buzzati, Umberto Eco, Max Frisch, Hans M. Enzensberger, Don DeLillo, David Foster Wallace… Se è vero infatti che letteratura e matematica sono attività dell’intelligenza, della “finzione”, e consistono nell’invenzione di mondi possibili, offrono anche strumenti per demistificare la realtà attraverso giochi di rispecchiamento, per sondare la nostra capacità (o incapacità) di dare un nome alle cose, per esplorare le possibilità (nelle parole di Calvino) di un “nuovo rapporto tra la leggerezza fantomatica delle idee e la pesantezza del mondo”.

Anche la matematica, come la letteratura, può costruire il nuovo perché sa distruggere i pregiudizi, ignora i confini del sapere; “l’intuizione creativa rovescia il motto di Sherlock Holmes: non bisogna più abbandonare l’impossibile per l’improbabile, ma dimostrare proprio quello che non pare possibile a coloro che si sentono ‘padroni del pensiero’”.

Claudio Bartocci, matematico, è docente di Geometria, Fisica matematica e Storia della matematica presso l’Università di Genova. Ha ricoperto visiting positions presso la State University of New York at Stony Brook, l’Université de Paris VII, la University of Philadelphia, l’École de Hautes Études en Sciences Sociales, Paris, la Sissa di Trieste; nel 2011 ha avuto una fellowship dalla Italian Academy, Columbia University, New York. È autore di numerose pubblicazioni specialistiche e ha diretto con P. Odifreddi, i 4 volumi della Matematica(Einaudi, 2007-2011). I suoi ultimi libri sono Una piramide di problemi (Cortina, 2012) e Dimostrare l’impossibile. La scienza inventa il mondo (Cortina, 2014; finalista premio Galileo),Zerologia: sullo zero, il vuoto e il nulla (con Piero Martin, Andrea Tagliapietra, Il Mulino, 2016), Scrittori matematici, (Codice, in corso di pubblicazione).

CALENDARIO DEI SUCCESSIVI INCONTRI

Sala del Giudizio –Museo della città

Sabato 25 novembre

Luigi Zoja, psicanalista

La morte del prossimo: eccesso di virtualità

 

Sabato 2 dicembre

Luca Serianni, linguista

Le parole e le cose: due realtà che cambiano nello spazio e nel tempo

 

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