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Archive for the ‘Reggio Emilia : fotografia europea’ Category

30News estate 2017
La Collezione Maramotti chiuderà per la pausa estiva dall’1 al 25 agosto.

In preparazione per l’autunno:

Emma Hart | Mamma Mia!
Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery
15 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018
La nuova grande installazione di Emma Hart, vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, è il risultato di una residenza di sei mesi in Italia che si è svolta nel 2016 tra Milano, Todi e Faenza. Hart presenta una famiglia di grandi teste di ceramica – prodotte dall’artista a Faenza – che sembrano dialogare tra loro.

Luisa Rabbia | Love
15 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018
La mostra di Luisa Rabbia accoglie un corpo di dieci opere realizzate dal 2009 al 2017, tutti lavori acquisiti dalla Collezione Maramotti che da molti anni segue la sua ricerca. La mostra include interventi su carta e su tela, un libro d’artista e un’importante opera site-specific, realizzata direttamente sulla parete dello spazio espositivo.

Progetto Saburo Teshigawara
in collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia – Festival Aperto
31 ottobre: Tristan and Isolde, prima europea, Teatro Ariosto
1–5 novembre: Pointed Peak, performance site specific, Collezione Maramotti
5 novembre: incontro con il coreografo, Collezione Maramotti

Sarà inoltre possibile visitare la mostra in corso It starts with the firing di Elisabetta Benassi fino al 17 settembre.

Buona estate a tutti voi!

Ufficio stampa
Rhiannon Pickles – Pickles PR
rhiannon@picklespr.com

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
www.collezionemaramotti.org

Emma Hart la vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery

 


It starts with the firing di Elisabetta Benassi

 

 

Luisa Rabbia Love

 

di più

http://www.collezionemaramotti.org/it

 

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luigi-ghirri

foto di Luigi Ghirri

Anche quest’anno avrà luogo, a reggio Emilia, il Festival internazionale della fotografia, alcune ianticipazioni sull’andamento dei lavori dei curatori.

La nuova edizione di Fotografia Europea si propone di stimolare riflessioni su memoria, archivi e futuro e di articolarle sulla concretezza delle questioni dell’attualità: : strade dimenticate, situazioni minacciate, tentativi di alternative. Archivio non come luogo chiuso e della conservazione, ma piuttosto archivio come luogo – diffuso – dove trovare le storie e le immagini che possono aiutare a comprendere il presente e a immaginare il futuro.

http://www.fotografiaeuropea.it/about/#

FOTOGRAFIA EUROPEA DAL 2006

Fotografia Europea è un festival culturale internazionale dedicato alla fotografia contemporanea. Nato nel 2006, è promosso da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia. Punto di partenza è la fotografia come strumento per riflettere sulle complessità della contemporaneità seguendo la lezione del fotografo reggiano Luigi Ghirri, figura di spicco per il rinnovamento della fotografia nel secondo Novecento, il cui archivio è conservato in città.

Il festival si svolge in diversi luoghi della città pubblici e privati, formali e informali, e si compone di un nucleo centrale di mostre, tra cui nuove produzioni commissionate ad hoc, dedicate ad un tema specifico individuato ogni anno dal comitato scientifico. Alle mostre si affianca un ricco programma di eventi, conferenze, proiezioni, workshop, letture portfolio, spettacoli site specific. Arricchisce inoltre il programma il circuito OFF: un’offerta di mostre e eventi disseminata nel territorio e promossa in modo indipendente da gallerie, associazioni, istituzioni pubbliche e soggetti privati. Fotografia Europea è anche un progetto permanente: dalla sua prima edizione ha acquisito oltre 1.000 opere, che sono consultabili on line e conservate presso la Fototeca della Biblioteca Panizzi.

Fondazione Palazzo Magnani 

Segreteria Organizzativa Fotografia Europea
piazza Casotti, 1/C
42121 Reggio Emilia
tel. + 39 0522 444412
info@fotografiaeuropea.it

 

Ufficio Stampa
Federica Franceschini
tel. + 39 0522 44 44 08  f.franceschini@palazzomagnani.it
Stefania Palazzo
tel. + 39 0522 44 44 46  s.palazzo@palazzomagnani.it

Si può partecipare al circuito off proponendosi a http://www.fotografiaeuropea.it/off2017/come-partecipare/partecipa-con-una-mostra/

E’ aperta la call per partecipare come volontari ; http://www.fotografiaeuropea.it/fe2017/call-volontari-2017/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=20170206

 

 

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Partendo dal presupposto che i fotografi hanno una natura nomade: e’ difficile trovarli in un posto fisico e tutti insieme, ad unificarli, in genere, è un pensiero, oltre ai conclamati maestri della fotografia ci sono dei fotografi che svolgono un lavoro di ricerca e impegno, alcuni sono apprezzati lontano dalla loro città di appartenenza , così  chi si è offerto di unirli  e’ una città , offrendo gli spazi e proponendo una visione del caleidoscopico mondo della fotografia non solo dei Maestri ma anche di quanti conducono una ricerca  . E così riuniti in un unico posto, sia pure per poco tempo, è possibile entrare in contatto con la fotografia e l’universo che vuole rappresentare. In sintonia con l’Expò il tema scelto come conduttore è Effetto terra : come la natura cambia noi, come noi cambiamo la natura.

Tuttavia , la ricerca fotografica esposta, riguarda gli autori che presentano una ricerca sul tema, eventi on, mentre con gli eventi off vengono presentate le ricerche de fotografi che indagano su vari temi.

Siamo sempre più in un mondo fatto di immagini, impariamone la grammatica perché questo è un linguaggio universale.

Il lavoro fotografico di Marco Disarò nasce osservando il platano e, in particolare la sua corteccia, la domanda che si fa il fotografo è se questo sguardo coincide con una cartografia, una mappa dal valore evocativo, come le vedute aeree di una terra contaminata, mettendo lo sguardo sul mimetismo, camouflage, cgià precedentemente tentato da alcuni interventi di pittori cubisti, durante la prima guerra mondiale.
Osservando le immagini di Marco Disarò, tuttavia, ci si avvicina al platano con una ritrovata curiosità e ci si chiede di come la natura che osserviamo tutti i giorni passando per i nostri viali alberati passi inosservata nella sua bellezza.

Una nuova interpretazione, aggiornata di “De rerum natura” e, per dirla con Lucrezio  i saperi razionali sulla natura ci mostrano un universo infinito formato da atomi che segue delle leggi naturali, indifferente verso i bisogni dell’uomo, che si può spiegare senza ricorrere alle divinità.

camoflage

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war_Alfredo Macchi

Capita  raramente trovare una città ai piedi della fotografia , ogni angolo, ogni corte, ogni muro è dedicato alla ricerca fotografica miscelandosi alla vita, in un luogo in cui la fotografia e la città confluiscono , la gente, i pensieri. Non poteva mancare al Festival della fotografia europea di Reggio Emilia la guerra , immagini che diventano sovrastanti nell’installazione di Alfredo Macchi che proietta in un palazzo di una corte d’epoca le sue immagini di guerra per fare vivere nell’osservatore un monito di un paesaggio doloroso.

war landscapeshttp://www.askanews.it/regioni/lazio/war-landscapes-100-scatti-per-raccontare-scenari-di-guerra_711506558.htm

il sito del fotografo Alfredo Macchi http://www.alfredomacchi.it/

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La Galleria d’arte 8,75 Artecontemporanea a Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 4)  dal 9 al 30 maggio  2015 presenta :Tunnina frisca : i tonnaroti di Favignana, esposizione del fotografo milanese, che ora vive a Parigi, Stefano Fogato, il cui nome è legato al Theatre du Soleil e alla collaborazione con Henri Cartier Bresson.

Il progetto espositivo , a cura di Chiara Serri mostra quindici immagini tratte dal volume “I tonnaroti di Favignana” (nuova Ipsa editore, 2013). Fotografie scattate alla metà degli anni ’80, quando l’autore viveva in Sicilia per documentare la storia della tonnara di Favignana.

Dice Chiara Serri : “Un racconto fotografico in bianco e nero, che alternando campi lunghi e primi piani recupera gli aspetti cruenti, magici e rituali della mattanza,tenendo viva la memoria di un mondo , quello dei tonnaroti, ai margini del mito, cancellato dall’economia e dall’agire umano”.

Dice Stefano Fogato che da tempo ormai questa mattanza non avviene più, spettacolo  che se pure struggente da un punto di vista fotografico non lo è dal punto di vista degli animali che subiscono il trattamento , ma ciò fa parte di una relazione fra uomo e ambiente , effetto terra, come relazione di reciprocità fra uomo e natura , non sempre idilliaca.

Tunnina frisca Tunnina frisca_01 Tunnina frisca_03jpgStefano_fotoStefano Fogato accanto ad una delle sue opere

 

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