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Archive for the ‘Rimini Arte’ Category

Pasqua a Rimini.  Aperti musei, domus del chirurgo e mostre; nella giornata di Pasqua, prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito

In occasione delle festività pasquali Rimini offre a turisti e interessati all’arte e all’archeologia l’occasione per conoscere e apprezzare il patrimonio storico artistico della città e visitare mostre. La Domus del chirurgo, il Museo della Città, la FAR e Palazzo dell’Arengo resteranno aperti anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta per offrire una quanto più ampia opportunità di ammirare le collezioni permanenti e le esposizioni temporanee.

La Domus del Chirurgo nella centrale piazza Ferrari  – una piccola Pompei nel cuore di Rimini  – resterà aperta negli stessi orari delMuseo della Città “Luigi Tonini” (da martedì a sabato 9,30-13, 16-19, Pasqua (domenica 1 aprile) e lunedì dell’Angelo (2 aprile) orario continuato 10 – 19.

Nella giornata di Pasqua, per la coincidenza con la prima domenica del mese, l’ingresso al Museo della Città e allaDomus del Chirurgo è gratuito.

Il Museo si propone con le sue collezioni permanenti: la Sezione archeologica, un itinerario nella storia più antica di Rimini, ricca di preziose testimonianze quali gli splendidi mosaici dalle domus di epoca romana, oltre ai reperti provenienti dalla Domus del chirurgo e la suggestiva ricostruzione dell’ambulatorio medico; la Sezione Medievale e Moderna con le testimonianze pittoriche, dalla Scuola del Trecento riminese ai dipinti realizzati per la corte malatestiana, alle dense atmosfere di Guido Cagnacci e degli altri pittori barocchi.

Fino a domenica 8 aprile il Museo della Città ospita “La Grande Guerra”, una mostra documentaria itinerante promossa dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e curata, nella nostra Regione, dal Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”.L’allestimento riminese si avvale della collaborazione di ARIES (Associazione Ricerche Iconografiche e Storiche) e dell’Associazione Nazionale Faleristica –RIMINI che hanno gentilmente messo a disposizione alcune testimonianze originali.

L’esposizione intende rievocare gli avvenimenti di cento anni fa, facendo rivivere, attraverso fotografie, stampe, illustrazioni e materiali dell’epoca la grande e tragica vicenda dell’Italia in armi.

L’ingresso alla mostra è libero.

I visitatori durante il ponte pasquale potranno approfittare per visitare inoltre le esposizioni temporanee allestite nella cornice degli antichi palazzi comunali in piazza Cavour:

 

FAR | Fabbrica Arte Rimini

Fino al 2 aprile 2018 la galleria d’arte moderna e contemporanea riminese accoglie una mostra sul tema del legame affettivo tra due generazioni di artisti intitolata ARCIPELAGO PERETTI Ferdinando Peretti / Cuba – Giannutri  Matteo Peretti / PET ISLAND.
Oltre a rimandare al nome di famiglia, la presenza nel titolo del termine “Arcipelago” sembrerebbe marcare ulteriormente quella separazione di stile e di azione tra un artista che si è formato negli anni Sessanta ed il figlio che ha iniziato a produrre le proprie opere dall’ultimo scorcio del Novecento. Ma, in particolare, la titolazione raccoglie, quale filo conduttore, il tema insulare che è alla base della rispettiva selezione di opere compiuta per questa mostra riminese.

Orario (compresi Pasqua e lunedì dell’Angelo): 10-13 / 16-19.

L’ingresso è libero

 

PALAZZO DELL’ARENGO

Nella prestigiosa Sala dell’Arengo dal 24 marzo al 22 luglio è possibile visitare Caravaggio Experience un’emozionante esperienza di arte immersiva dedicata alla vita e alle opere di Michelangelo Merisi coprodotta da Medialart e Maggioli Musei.

Caravaggio Experience è un viaggio esplorativo tra le tecniche, i temi e i segreti dell’esponente più famoso del Barocco Italiano: entrando in sala il pubblico sarà immerso in uno spettacolo di proiezioni e musiche della durata complessiva di quasi cinquanta minuti, in onda contemporaneamente lungo tutto il percorso, senza interruzioni e a ciclo continuo.

Una vera e propria esperienza culturale che fa tappa a Rimini dopo aver visitato Roma, Torino e Città del Messico.

Orario (compresi Pasqua e lunedì dell’Angelo):

dal lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00
venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 21.00

http://www.maggiolimusei.it/caravaggio-experience/

info: caravaggio@maggioli.it

 

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LA GRANDE GUERRA

Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini” – 25 marzo – 8 aprile 2018

 

Nella ricorrenza del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, il Museo della Città “Luigi Tonini” ospita “La Grande Guerra”, una mostra documentaria itinerante promossa dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e curata, nella nostra Regione, dal Comando Militare Esercito “Emilia-Romagna”. L’allestimento riminese si avvale della collaborazione di ARIES (Associazione Ricerche Iconografiche e Storiche) e dell’Associazione Nazionale Faleristica –RIMINIche hanno gentilmente messo a disposizione alcune testimonianze originali.

L’esposizione intende rievocare gli avvenimenti di cento anni fa, facendo rivivere, attraverso fotografie, stampe, illustrazioni e materiali dell’epoca la grande e tragica vicenda dell’Italia in armi.

Nei 41 mesi di conflitto, dal maggio 1915 al novembre 1918, oltre 5.000.000 di Italiani prestarono servizio su tutti i fronti.

In questo periodo la quotidianità dei soldati fu sconvolta e riempita da alcuni elementi che avrebbero accompagnato l’immagine della guerra sino alla fine: il reticolato, la mitragliatrice, i gas, il fuoco dell’artiglieria, l’aereo, i primi carri armati, la dura permanenza nelle trincee, l’angosciante attesa dell’assalto e lo scontro corpo a corpo fino all’ultimo sangue.

Proprio a tali elementi del lungo periodo bellico si rivolge la mostra, esaminando e talora approfondendo aspetti particolarmente rivelatori, quali

·         le condizioni di vita del soldato al fronte;

·         la guerra in trincea;

·         il contributo delle donne nel conflitto (donne che sostituiscono gli uomini nelle fabbriche, portatrici carniche);

·         lo sviluppo tecnologico degli armamenti (dirigibili, artiglierie; aeroplani; mitragliatrici; tank e armi chimiche);

·         la guerra in montagna;

·         la propaganda nel suo duplice aspetto(rafforzare il morale delle truppe o minare il morale dell’avversario);

·         la croce rossa;

·         la tutela del patrimonio artistico (salvaguardia dei monumenti in città come Padova, Venezia, Treviso, Milano e Udine);

·         la necessità, al termine della guerra, di edificare i sacrari e cimiteri per eternare la memoria dei Caduti alle future generazioni (Redipuglia, Vittoriale).

La mostra sarà visitabile dal 25 marzo all’8 aprile p.v. negli orari di apertura del Museo della Città (da martedì a sabato 9,30-13 / 16-19; domenica e festivi 10-19; lunedì non festivi chiuso).

L’ingresso è gratuito.

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Con il montaggio delle quattro bacheche si completa l’immagine rinnovata della facciata del cinema Fulgor.

Il progetto, ceduto al Comune a titolo gratuito, è dell’architetto Annio Maria Matteini che, in qualità di progettista e direttore artistico della ristrutturazione di Palazzo Valloni, aveva già firmato la progettazione dell’illluminazione e l’elaborazione dell’insegna.

Le vetrine, inserite all’interno delle modanature che scandiscono le murature che fiancheggiano le aperture dell’atrio, si caratterizzano per la finitura a corten, analoga alla dicitura, e per il perimetro punteggiato da una sequenza continua di lievi asole retroilluminate. Il telaio, richiama la sequenza dei triglifi e la cadenza geometrica, sovente tipica delle architetture del periodo della Secessione. Il fondale è di colore identico alla tinteggiatura esistente.

I lavori di realizzazione sono stati eseguiti dalla Neon Rimini, i manifesti che per primi riempiranno i nuovi spazi sono opera di Stefano Tonti.

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E’ in pubblicazione sul sito e sulle pagine social del Comune di Rimini l’intervento  di Antonio Paolucci dissertazione su “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano”.

Un momento bellissimo dedicato nel 600mo anniversario della nascita, alla figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini e tra gli indiscussi protagonisti del Rinascimento italiano.

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(nella foto l’assessore alla cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini) 

Fabbrica Arte Rimini: inaugura LUMEN, La Cappella dei Pianeti e dello Zodiaco nel Tempio Malatestiano fotografata a lume di candela

A chiudere l’anno del seicentesimo anniversario della nascita di Sigismondo Pandolfo Malatesta sarà un appuntamento di grande valore artistico: la mostra LUMEN La Cappella dei Pianeti e dello Zodiaco nel Tempio Malatestiano che, con un ciclo di opere 39 fotografie straordinarie l’artista Nino Migliori, offre l’occasione di una nuova e suggestiva interpretazione fotografica della Cappella dei Pianeti, osservata al lume di candela e che, curata da Roberto Maggiori, sarà inaugurata alla FAR – Fabbrica Arte Rimini domani sabato 16 dicembre 2017 alle ore 18 alla presenza dell’autore.

Una mostra di un grande fotografo che nasce nell’ambito delle Celebrazioni sigismondee, che Rimini ha voluto commissionare all’artista Nino Migliori capace di realizzare un nuovo ciclo di opere dedicate ad Agostino di Duccio e al Tempio Malatestiano, stilisticamente iscritto nella recente serie che ha per tema ispiratore la scultura gotica e rinascimentale.

L’occasione di una nuova e suggestiva interpretazione fotografica della Cappella dei Pianeti, osservata al lume di candela, ci restituisce un inedito sguardo su quella cruciale vicenda storica. Quelle opere di metà Quattrocento, immerse nel liquido amniotico della notte e raccolte da un geniale occhio contemporaneo, rivelano la loro dimensione gotica, più di quanto non possa fare qualsivoglia riflessione estetica o teologica.

Nino Migliori – ha detto l’assessore alle Arti Massimo Pulini nel presentare quest’oggi la mostra in anteprima alla stampa – è tra gli autori che meglio rappresentano la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte e alla sperimentazione. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione, ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.

Nel ringraziare quanti hanno collaborato, in primo luogo la Diocesi di Rimini e la “Fabbrica del Tempio”, voglio ricordare, oltre alla Regione Emilia-Romagna per il sostegno alle Celebrazioni, anche Banca Malatestiana che ha creduto in questo progetto fin dalla sua ideazione ed ha voluto legare il suo nome, come era naturale che fosse, a questo evento di punta delle Celebrazioni Malatestiane, ed Hera che ne ha favorito la realizzazione.”

Nino Migliori – Roberto Maggiori che ha curato la mostra – fotografa dal 2006 sculture e bassorilievi del Medioevo e del Rinascimento, testimonianze di storie lontane, eppure fruite quotidianamente nelle numerose città che ospitano i tanti capolavori presenti nel Bel Paese. Opere dal linguaggio sempre più sfuggente ai nostri giorni, pervasi da una connettività caleidoscopica e chiassosa, dalla produzione, così come dal consumo, immediati.

Nino Migliori riscopre allora un linguaggio muto attraverso una modalità operativa minimale: l’essenzialità di un’inquadratura frontale e la semplice luce di un paio di candele, un modo per riproporre le opere così come erano percepite nelle meditabonde ore notturne dagli autori, e dalla cultura coeva che le ha generate, in primis quella Prisca Theologia o Philosophia Perennis a cui Sigismondo Malatesta si era ispirato nel progettare il Tempio.

Ancora una volta torna nel lavoro di Migliori l’attenzione alla memoria storica e all’immaginario collettivo, attraverso un’osservazione tesa a rilevare e risignificare la realtà tramite la gestualità, in questo caso l’orientamento di una candela in piena oscurità. Alla contemplazione dello spettatore si affianca così l’azione dell’artista, capace di amplificare i segni espressivi che evocano il fascino del Misterioso e del Meraviglioso, temi cari alla cultura rinascimentale che ha generato il Tempio Malatestiano. Migliori, “disegnando” con il chiaroscuro suggestioni fantastiche, ci trasporta in una dimensione altra, simile a quella sperimentata dai cittadini riminesi che nel 1400 avvicinavano di notte i bassorilievi di Agostino di Duccio al lume di una torcia. Un viaggio a ritroso nel tempo, quando il buio e il silenzio lasciavano spazio all’interiorità, all’immaginazione, all’incanto di una luce viva capace di isolare e animare nel profondo la materia.

“L’operazione di Nino Migliori – afferma Giuseppe Gagliano, Direttore Relazioni Esterne del Gruppo Hera che ha sostenuto l’iniziativa – rappresenta una forma viva e attualizzante di valorizzazione del patrimonio culturale, che merita di essere premiata. Da sempre attenta alle migliori esperienze culturali dei propri territori di riferimento e nella convinzione che i tesori dell’arte debbano costantemente rinascere alla luce di sguardi ed energie nuove, Hera ha così deciso di sostenere una mostra fotografica che eccede il semplice omaggio ad Agostino di Duccio e al Tempo Malatestiano, invitandoci semmai a riprogettare il nostro sguardo in funzione di una bellezza inedita, in cui cogliere di sorpresa il nostro stesso passato.”

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Nell’ambito del ciclo

FRONTESPIZIO III

venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 17.30

presso la Sala del Giudizio

del Museo della Città di Rimini “Luigi Tonini”

verrà presentato il libro

La Romagna dei castelli e delle rocche

Società Editrice “Il Ponte Vecchio”

Saranno presenti
Angelo Turchini,
Mirko Orioli
Paola Novara
Marco Viroli
coautori del volume

Nella Romagna tra Medievo ed Evo Moderno è ovunque in atto una lotta per la sopravvivenza e per il dominio e ovunque perciò fioriscono strutture di difesa e di offesa. Così avviene lungo l’Appennino, ove rocche e castelli paiono dare nuovo slancio all’aguzzo delle cime, così su meschini rilievi, come a Cesena o a Santarcangelo, oppure nella piena pianura, ove rocche e castelli si acquattano minacciosi a strettissimo contatto con i dominati (a Imola, a Faenza, a Forlì, a Forlimpopoli, a Rimini, a Ravenna, a Lugo…): bastioni potentissimi a garanzia di un potere inestirpabile.

Ricostruendone le vicende, il libro diviene una storia della Romagna sotto la specie degli incastellamenti: passano nelle sue pagine figure memorabili; rivivono le ambizioni degli uomini che abitarono quelle torri e quei masti; si celebra l’eroismo di donne di ardente sorprendente coraggio, protagoniste di una Romagna appassionata e corrusca; si rievocano le sofferenze delle popolazioni, la prepotenza dei signori, le tecniche della guerra, gli afrori delle ambizioni umane, infine gli amori che pure fiorirono in sale costruite per altro che per l’abbandono alle tenerezze dei sentimenti.

Agli autori del libro appunto questo l’Editore ha chiesto: assumere le rocche e i castelli non solo e non tanto per la loro struttura architettonica e per il loro possibile valore turistico, ma soprattutto per quel che significarono nella storia, anche personale, di quanti vi abitarono, per le vicende che determinarono e per il peso che vi ebbero: dunque, una storia di cuori, di menti, di caratteri e di destini prima che di pietre e di forme, così da costruire un libro unico, sia per la vastità della ricerca, sia e in particolare perché storia di donne, di uomini, di città dentro la loro rocca [dalla presentazione di Eraldo Baldini].

Angelo Turchini è professore di Archivistica presso l’Università di Bologna I suoi interessi lo hanno spinto a pubblicare con «Il Ponte Vecchio» diverse ricerche raccolte nelle collane “Per la memoria di Rimini e del suo territorio” (sulla sua città), “Storia della Romagna nell’età moderna e contemporanea”, e “Monumenta borromaica” sull’area milanese.
Tra gli ultimi titoli ricordiamo I Malatesta. Signori di Rimini e, con Cristina Ravara Montebelli, Storia di Rimini. Dalla preistoria all’anno Duemila.

Mirko Orioli, cesenate, è docente di Storia dell’arte nelle scuole secondarie di secondo grado e si occupa della realizzazione di progetti tesi alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Membro dello Studio Culturale “Artemisia” di Cesena, per i tipi del «Ponte Vecchio» ha pubblicato  La Rocca Malatestiana di Cesena (2013).

Marco Viroli, forlivese, laureato in Economia e Commercio, è saggista e gionalista pubblicista, esperto in comunicazione e operatore culturale. Autore di numerosi volumi tra cui ricordiamo Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012), Storia di Forlì, con Sergio Spada e Mario Proli (2014), tutti editi dal «Ponte Vecchio»

Paola Novara è nata e vive a Ravenna. Lavora presso il Museo Nazionale di Ravenna. I suoi interessi scientifici si rivolgono da anni allo studio della storia e dell’archeologia della Romagna. Tra i tanti saggi pubblicati ricordiamo Storia delle scoperte archeologiche di Ravenna e Classe, (1998), Restauri dei monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna patrimonio dell’umanità, con Antonella Ranaldi (2013), Storia di Ravenna, con Alessandro Luparini («Ponte Vecchio», 2016).

Cristina Castellari, imolese, laureata in Conservazione dei Beni culturali e diplomata alla Scuola di specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Bologna è una storica dell’arte e guida turistica. Ha pubblicato numerosi saggi su storia, arte e architettura di Imola in cataloghi, riviste e volumi miscellanea tra cui Luci della ribalta cittadina con Laura Berti Ceroni e Federica Cavina (2016).
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Frontespizio
“Come la prima pagina interna, che di un libro fornisce gli elementi essenziali e sostanziali, questa rassegna vuole accompagnare i lettori davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. L’etimo della parola “frontespizio” (dal tardo latino frontispicium, composta di frons, frontis ‘fronte’ e del tema di specĕre ‘guardare’), evoca l’atto di guardare un volto, che restituisce la conoscenza delle principali espressioni e dei caratteri peculiari di una persona. Anche queste presentazioni ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura.La presenza in sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di senso. Quando si diffuse il termine italiano “Frontespizio”, agli inizi del XVII secolo, le pagine di apertura di un libro contenevano, oltre ai nomi e ai titoli, anche un’architettura di immagini: colonne e timpani, figure allegoriche e oggetti simbolici erano disegnati e incisi a decorazione e viatico di quelle porte d’ingresso al testo.”
Massimo Pulini

La rassegna Frontespizio3 proseguirà fino al 29 dicembre 2017
Gli incontri si terranno a Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini”, via Luigi Tonini n.1 alle ore 17.30
Ingresso libero
Info 0541 793851

Tutto il programma su
http://www.museicomunalirimini.it/agenda/pagina968.html

Musei Comunali di Rimini
via dei Cavalieri, 26
47921 RIMINI
tel. 0541.704422
fax 0541.704410
sito web: www.museicomunalirimini.it

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VACANZE ROMANE: incontri e conferenze ma anche laboratori e

momenti di esperienza con visite guidate a tema fra Museo, Domus e Città

 

Sono tante le occasioni che la XIX edizione di Antico/Presente Festival del Mondo Antico “I FERRI DEL MESTIERE. La cultura del prendersi a cuore” offre ai tanti fans dell’antico lnon solo per incontrare grandi personalità della cultura ma anche per conoscere o approfondire la conoscenza della storia di Rimini attraverso i suoi monumenti e i suoi Musei. Un approccio che prevede anche momenti di esperienza con visite guidate a tema fra Museo, Domus e Città, attività laboratoriali rivolte agli adulti e partecipazione a ricostruzioni storiche.

La città romana si svela nel percorso guidato lungo l’asse portante dell’impianto della colonia, il decumano massimo che collega l’Arco di Augusto, il più antico dell’Italia settentrionale, al monumentale ponte in pietra sul Marecchia, voluto da Augusto e terminato da Tiberio. Con una sosta nell’antico foro ove si raccoglie la memoria del passaggio di Cesare dopo aver superato, con le legioni in armi, il Rubicone. Una sorta di “benvenuto” a Rimini che invita ad apprezzare un patrimonio unico, una preziosa eredità del passato arricchitasi, 10 annì orsono, con l’apertura al pubblico della Domus del Chirurgo. L’appuntamento per l’itinerario Benvenuti nella Rimini romana è venerdì 8 dicembre alle ore 10.30 al Museo della Città.

La Domus del Chirurgo e lo straordinario strumentario sono protagonisti del percorso guidato In visita alla Domus (venerdì 8 e sabato 9 dicembre ore 16). Ospiti di Eutyches i visitatori ammireranno le stanze in cui esercitava la sua professione, banchettava, riceveva … per essere affascinati dalla raffinatezza dei mosaici, Quindi, nelle sale del Museo, potranno sorprendersi per la varietà degli strumenti chirurgici e per la ricchezza di vasetti e contenitori per i medicinali, nonché di mortai e bilance per la loro produzione. Quei “ferri del mestiere” che hanno dato il titolo a questa edizione del Festival.

Una visita guidata al sito archeologico di piazza Ferrari (sabato 9 ore 9,30, La Domus del Chirurgo) volta a porre in evidenza le tecniche di costruzione antiche, verrà condotta da M. Luisa Stoppioni nell’ambito del progetto La sostenibilità dal Passato, a cura di DimoraenergiaLab.

La Domus ispira anche il workshop Una bellezza inesplorata. Le decorazioni inedite della Domus del Chirurgo (sabato 9 dicembre ore 16 per ragazzi da 12 anni e adulti), un appuntamento che unisce le generazioni intorno al tema delle pitture parietali oggetto anche della mostra documentaria “Affreschi romani ad Ariminum. Per la riscoperta di un patrimonio” (Museo della Città 7 dicembre 2017-11 febbraio 2018).  Partendo dalla mostra verranno brevemente illustrati materiali mai esposti, provenienti dalla domus del Chirurgo e da altredomus riminesi, nonché la ricerca che ne ha permesso la “riscoperta”. È l’occasione per approfondire la conoscenza di Eutyches, medico eccellente ma anche uomo colto e raffinato.

Scene di vita quotidiana prendono vita nelle ricostruzioni sceniche della Legio XIII Gemina-Rubico (Venerdì 8 dalle ore 10 e Sabato 9 dicembre dalle ore 14,30 alle ore 19). Presso la Domus del Chirurgo, nell’ambito delle due giornate, alle ore 17, sono inoltre previsti Un giorno qualunque nell’antica Rimini (in collaborazione con l’Associazione Culturale SPQR) e Viaggio nella storia della medicina antica, a cura di Giorgio Franchetti. Oltre a ricostruzioni di vita civile i volontari della Legio vestiranno i panni degli antichi militari per animare i luoghi emblematici della città romana e Castel Sismondo.

Il Festival crea anche opportunità di incontri per i giovani coinvolti in prima persona in progetti che guardano alla Domus del Chirurgo con occhi e linguaggi contemporanei.. Come nel caso del PROGETTO FOCUS ON ART a cura di Andrea Montemaggi, una mostra interattiva con zona shooting fotografico ambientato in epoca romana (Venerdi 8 e sabato 9, Museo della Città, dalle ore 15.30)

Attraversano il Festival interessanti e coinvolgenti proposte che le famiglie possono condividere.

Come Il torneo dei latrunculi, antico gioco da tavolo dei Romani (venerdì 8 dicembre ore 10,30) organizzato in Castel Sismondonell’ambito della collaborazione con Matrioška Labstore.

O percorsi sul filo della memoria come MEMORY URBANO (Sabato 9 dicembre, ore 10, presso FAR), un laboratorio di stampa in xilografia e disegno nell’ambito della mostra Xilografia che, attraverso la creatività e la magia della stampa, stimola la memoria collocando nella mente suggestioni, ricordi e storia della città.

O ancora il laboratorio di arteterapia L’Arte di prendersi cura attraverso il patrimonio culturale materiale e immateriale (Venerdì 8 dicembre ore 16, da 18 anni). Ove la tecnica, argilla come forma di creazione/relazione, guarda al mito di Cura e al suo gesto di dar forma all’esistenza umana, nel corpo e nella psiche attraverso la relazione con l’arte, la materia, gli oggetti, i luoghi. Chi partecipa all’incontro può proseguire l’esperienza che rientra in un ciclo di 5 appuntamenti a cura di Sonia Fabbrocino.

Per Memory urbano e L’arte di prendersi cura, sono richiesti prenotazione telefonica (tel 329.2103329- 0541.703851) e pagamento di una quota di partecipazione  (rispettivamente di 4.00 e di 15 euro).

 

L’omaggio del Festival a Sigismondo Malatesta nei seicento anni dalla nascita prevede, fra le altre iniziative, la visita guidata Il Tempio Malatestiano di Rimini gioiello del rinascimento italiano (sabato 9 dicembre alle ore 11.15, a cura di Michela Cesarini). Dopo aver ammirato al Museo della Città le medaglie di Matteo de’ Pasti che ritraggono Sigismondo, l’itinerario prosegue al Tempio, opera di moderni artisti e valenti umanisti, legata al fascino dell’età antica.

Nel pomeriggio di venerdì, alle ore 17, la visita animata e sensoriale Belli si nasce o si diventa? La bellezza e la cura di sé nel Rinascimento, a cura di Laura Salvati, conduce alla scoperta dei canoni del bello attraverso le vesti e gli accessori in voga nel rinascimento riminese, le acconciature più originali, le stoffe più pregiate, i gioielli più preziosi e i segreti di bellezza tramandati da antichi ricettari

Sempre venerdì, ma alle ore 18.30 La “cultura del prendersi a cuore” ispira l’incontro Com-Prendiamoci cura organizzato dal filosofo e counselor Loris Falcioni, dell’Associazione Dispaccio filosofico. L’iniziativa è fondata sul dialogo e sulla condivisione tra i partecipanti, ove ciascuno potrà prendere la parola e contribuire, attraverso domande e riflessioni, a fare luce sul tema centrale di questa edizione del Festival. L’appuntamento è al Rosè Cafè, via Quintino Sella 17.

 

E inoltre sabato 9 dicembre alle ore 15 presso il Museo Archeologico di Verucchio, ragazzi e adulti possono partecipare a una visita guidata tattile alla ricostruzione tattile della tomba Lippi 40 e 40bis, dal titolo Punti di vista. Il doppio senso dell’archeologia. Scavare per ricostruire.

 

Le attività, ove non diversamente segnalato, si svolgono al Museo della Città (via L. Tonini, 1) e sono gratuite.

Info: 329.2103329 –  0541.703851

http://antico.comune.rimini.it

 

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