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Archive for the ‘sport e olimpiadi’ Category

Notti bianche e allenamento d’inverno.

Il nuoto è una risposta ad un contatto con il proprio corpo non affaticante, ne parla una campionessa (nuoto pinnato) Monica Crovetti che ha organizzato, con le piscine del circuito SOGESE una notte bianca aprendo la piscina dello Stadio “Carmen Longo” e consentendo un sabato sera alternativo.

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Antonietta Laterza nella foto di Marco Vaccari

“La via in su e la via in giù sono una e la medesima”

Eraclito

LPH : Lilith post Human intervista con Antonietta Laterza

di Roberta Ricci

Seguendo la teoria bibliotecocentrica di Antonella Agnoli della “Biblioteca come piazza del sapere” la cantautrice bolognese, Antonietta Laterza ha fatto un’installazione in Sala Borsa a Bologna .
Secondo Antonietta, la Sala Borsa è uno di quei luoghi che non hanno steccati , l’artista è perfettamente integrato alla vita reale, agli schiamazzi dei bambini, al movimento delle persone e, al contempo non trovando un pubblico specializzato da galleria, l’impatto comunicativo che ne deriva è più fecondo, più genuino, dice Antonietta, che vuole così proporsi per generalizzare il suo messaggio.

La Biblioteca di Sala Borsa è infatti un posto frequentato da circa 5000
persone al giorno a cui Antonietta vuole comunicare come il suono di un gong l’inizio dei giochi paralimpici , inviando un sostegno alla gara da una piazza del sapere, in questo caso trasformata in piazza dell’azione e dell’arte.
La  modella di celluloide ha un uncino al posto di una mano, metafora
dell’arto amputato ma che si avverte come presente, una metafora del corpo da sirena di Antonietta, la sua mortificazione della poliomilite contratta in tenerissima età, il nutrimento è reso con una flebo con il detersivo per i piatti , un’ allusione , forse alla domesticazione femminile, se vogliamo proprio parlare del  profondo quello delle “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estess.
Il manichino dell’installazione di Antonietta, per alcuni versi , ha qualche
similitudine con le forti immagini evocative di Frida Khalo di cui la cantautrice è stata fin da subito una grande ammiratrice , il cordone ombelicale che esce dalla pancia del manichino è una propaggine di un cervello che funziona col detersivo per i piatti, il paradosso della vita post umana.
Dice Antonietta : “- Questa creatura ha perso le sue parti biologiche è un
cervello che funziona con il detersivo per i piatti è una vita post umana”.

E difatti il confine tra essere umano e cyborg è sempre più sfumato, basti pensare ai progressi delle tecnologie applicate alle protesi e agli organi artificiali: una persona dotata di un pace-maker potrebbe infatti già corrispondere alla definizione di cyborg, ci dice Wikipedia , piazza del sapere online, senza, naturalmente, mettere in secondo piano la ricerca della teorica del femminismo Donna Haraway.
Della installazione la cantautrice ne parla come del suo avatar, del suo alter ego , che ha chiamato col nome della prima donna dei vangeli apocrifi : Lilith.
Ai piedi del suo Avatar Antonietta ha collocato delle pietre, basalto e granito, dice la cantautrice, le pietre : il basalto delle eruzioni vulcaniche e il granito espressione di grandi durezze di percorso da compiere, anche già compiuto, mentre le rotaie sono la metafora di quell’andare avanti per schemi, dice la cantautrice/artista , è un pensiero monotematico di cui ci dobbiamo liberare.

Guardando quest’opera, transennata, impregnata di forte simbolismo e di
sofferenza, mi fa evocare la teoria del “Giardino come spazio interiore” di Ruth Amman, l’hortus conclusus, un giardino di pietre ma da cui escono mondi profondi, direbbe la psicoanalista Amman, non dobbiamo avere paura, dobbiamo portare all’interno del “nostro” giardino ciò che ci fa paura per avere la possibilità di elaborarlo e conviverci.
Parlando con Antonietta torna l’elogio della imperfezione la perfezione non contiene mutamento, mentre l’imperfezione è work in progress slanciato verso il miglioramento, la vita spesa per migliorarci, una filosofia di vita ciò di cui abbiamo bisogno di nutrirci.

                                                                             Roberta Ricci

Installazione di Antonietta Laterza nella foto di Marco Vaccari

Antonietta Laterza in sala Borsa a Bologna con l’installazione  multimediale Lilith Post Human fino all’8 settembre

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Jessica Rossi di Crevalcore che ha dedicato alla sua terra terremotata il suo oro olimpionico

 

 

 

 

 

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