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Archive for the ‘Storia e memoria’ Category

Dante e gli ebrei, opera teatrale

di Noemi Di Segni, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane

“Imparo a essere morale quando sviluppo la capacità di mettermi nei panni dell’altro, quando sono responsabile del bene comune e di chi verrà dopo di me, e questa abilità la apprendo solo confrontandomi faccia a faccia o fianco a fianco.” Le parole di Rav Jonathan Sacks z.l., espresse nel suo libro-testamento spirituale “Moralità”, sono un lascito essenziale per tutti noi, una sorta di bussola utile ad affrontare questi tempi complessi.
Sono parole che ci appaiono in piena sintonia con il tema della XXII Giornata Europea della Cultura Ebraica, “Dialoghi”, che in Italia si terrà domenica 10 ottobre 2021 e al cuore della quale è posto proprio il tema dell’ascolto, lo scambio, il confronto propositivo.  A partire da Padova, Città Capofila di questa ventiduesima edizione e luogo in cui si terrà l’inaugurazione ufficiale, dando il via alle centinaia di appuntamenti in tutta Italia.
Quella del dialogo è una sfida antica. Attraversa i secoli e porta con sé vittorie e sconfitte. Sfida che riguarda le diverse dimensioni del nostro essere: con il D-O unico e i suoi imperativi, come fu per Abramo e Mosè, che con l’Onnipotente avevano un dialogo costante, talvolta anche aspro; con i nostri Maestri, con i correligionari, con altre minoranze e altri popoli, nella nostra vita come singoli e nella dimensione collettiva e unitaria.

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‘Il lavoro, presentato dall’attore e regista Massimo Manini, è uno studio su un personaggio realmente vissuto all’inizio del 1600, a dir poco straordinario: Fra Faustino da Toscolano, una figura fresca e così affascinante, che sembra uscita dalla penna di uno scrittore.Un personaggio così sorprendente, che lo stesso Manini, Direttore Artistico di Acquamadre/Nonfestival, ha pensato di recuperarne la storia, per rilanciarla a 30 anni dalla pubblicazione del suo Diario di Viaggio: un meticoloso lavoro di trascrizione effettuato dallo studioso Walter Bianchini, che ha permesso di poter leggere gli eventi e le curiosità dei 3 viaggi fatti dal frate in Terra Santa.Una meta che raggiunse, tra rocambolesche peripezie e non pochi pericoli, col compito di portare i denari necessari al sostentamento delle chiese cristiane presenti in quelle zone. Dal mondo arabo a quello turco, passando per pirati, briganti e delinquenti, conoscendo persone, usi, costumi e tradizioni che all’epoca sorprendevano per le abissali differenze col mondo occidentale.Fra Faustino era un uomo di fede, certo, ma per il tempo in cui visse e per come si “attrezzò” per affrontarlo può essere tranquillamente definito un vero eroe.Sulla scena, anche uno straordinario musicista e storico della musica, il Maestro Don Mario Venturi, parroco del borgo di Melezzole, che con Manini ha già collaborato più volte nella messinscena di opere teatrali, come l’opera musicale per voce narrante e coro “Lilo Hermann” di Friedrich Wolf e musicata da Paul Dessau. Con loro, il Coro di Avigliano Umbro-Castel dell’Aquila diretto dallo stesso Don Mario Venturi, che interpreterà alcuni brani del repertorio gregoriano.Il lavoro presentato da Manini e Venturi, è una sorta di appunti di viaggio di un lavoro ancora in fase di studio, ma che cerca nell’esistenza di una vita passata, un punto d’aggancio con la parte più spirituale e materiale dell’uomo moderno. E può essere anche un riferimento storico per il territorio di Avigliano Umbro, il più giovane comune dell’Umbria, che nel suo breve cammino compiuto in autonomia, può trovare la sua identità comunitaria in un personaggio “anticamente contemporaneo” come Fra Faustino: un uomo portatore di valori e sentimenti, illuminanti anche per i non credenti.INGRESSO GRATUITOINFO E PRENOTAZIONI0744/940348cooperativasurgente@libero.itwww.acquamadrenonfestival.com

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Il Progetto
“The Forgotten Front” è un documentario sulla Resistenza a Bologna la più grande città del nord Italia sulla linea del fronte, che racconta la guerra degli alleati dal 1943 al 1945 sulla linea Gotica, l’occupazione tedesca della città durante la Repubblica di Salò e naturalmente la lotta di Liberazione condotta dai partigiani e dalla popolazione che li sosteneva.
L’abbiamo chiamato The Forgotten Front, il fronte dimenticato, rievocando l’espressione che usò il New York Times l’11 dicembre 1944, quando l’avanzata alleata in Italia si fermò per molti mesi, congelata dall’inverno, lasciando alla Resistenza l’onere di combattere i nazifascisti sul terreno mentre americani e sovietici procedevano velocemente verso Berlino dalla Francia e dall’Europa orientale.

Realizzato con filmati di repertorio d’epoca, è frutto di una laboriosa ricerca che ci ha permesso di recuperare materiali cinematografici e fotografici inediti come le riprese dei bombardamenti e della Liberazione realizzate dal giovanissimo cineamatore Edo Ansaloni, o la sequenza di fotografie di Piazza Maggiore del 21 aprile 1945, che da vuota si riempie alla notizia dell’arrivo degli alleati, già mostrata nel giugno sul grande schermo durante l’inaugurazione della Rassegna “il Cinema sotto le stelle” curata dalla Cineteca di Bologna.

Per recuperare altro materiale che racconti la città negli anni della guerra, è attiva una raccolta di documenti di ogni genere riguardanti Bologna durante il conflitto, poiché siamo convinti che nelle case vi siano ancora tante immagini e carte che in questi 75 anni sono rimaste inedite, e che invece possono essere preziosissime per capire al meglio cosa è accaduto in quegli anni. Se siete interessati potete andare sul sito forgotten-front.com
Il rigore della ricostruzione è garantito dal contributo degli storici intervistati, che accompagnano lo spettatore inquadrando i fatti e collocandoli nel loro contesto storico.

La colonna sonora originale di Marco Pedrazzi è eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione di Stefano Conticello. Nel video una sintesi delle giornate di registrazione presso il Teatro Manzoni di Bologna.

ARTNER
Collaborano alla realizzazione del documentario: Cineteca di Bologna, Teatro Comunale di Bologna, Comune di Bologna, ANPI, Museo Memoriale della Libertà, Istituto Gramsci di Bologna, Istituto storico della Resistenza “Ferruccio Parri”, Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, Archivio storico Regione Emilia Romagna, Archivio Fondazione del Monte. Il progetto ha inoltre il supporto di Unipol Gruppo, Coop Alleanza 3.0 e Intradoc.

Il film sarà concluso entro il prossimo marzo e mostrato in prima assoluta il 21 aprile 2020 , in occasione 75° anniversario della Liberazione di Bologna.

 

 

CHI SIAMO
Siamo Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani 
, un anno fa abbiamo deciso di lavorare insieme a questo progetto sulla Resistenza a Bologna. In quest’anno abbiamo raccolto tanto materiale, tanti documenti e tante storie, ora chiediamo il vostro aiuto per aiutarci a terminare la produzione.
Ai sostenitori che vorrano diventare “partigiani” del documentario doneremo una delle 50 medaglie originali con la Stella in bronzo “Guerra di Liberazione Brigate Garibaldi 1943/1945”, ringraziando per la disponibilità ANPI – Comitato Provinciale di Bologna.

Per chi vuole collaborare alla realizzazione :

https://www.produzionidalbasso.com/project/the-forgotten-front-la-resistenza-a-bologna/?fbclid=IwAR02-oCxjyJpyT4B0eDHqLwMegi0qjQszUNTFb4sYJzuG21VYbuYKsINDXA

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Tiziana Roversi  direttrice della  collana Fatterelli bolognesi  delle edizioni Minerva propone una collana di storia per ragazzi di Bologna.
Le storie sono illustrate da giovani illustratrici e raccontate dalle autrici , ma c’è anche Giorgio Comaschi , il prof. Eugenio Riccomini che parla del.pittore Wolfango il libro è illustrato dal figlio Davide pittore .
Le storie dei primi 4 volumi :
“Felsina e la leggenda di Aposa” non ha alcun fondamento storico, tutti i bolognesi sanno che è una leggenda per raccontare l’incontro di due popoli, gli Etruschi fondatori di Felsina e i Galli Boi alla ricerca di nuovi terre da abitare, come racconta bene Angela Nanetti. Di vero c’è che il torrente Aposa scorre ancora sotto i nostri piedi, interrato e cementato. Arianna Farricella ha affrontato in modo brillante la complessità di illustrare la finzione e la storia vera, i due principini Aposa e Fero che vedono ostacolato il loro amore e le due civiltà Felsinea e celtica. Si è basata su studi aggiornati e sui reperti conservati al museo archeologico di BO. Il più breve, per ora, dei Fatterelli bolognesi Storie della storia di Bologna, che dirigo per Minerva, con lettere grandi e righe ben spaziate per essere accessibile a tutti. Aposa è una monella fantastica.” Scrive la curatrice . C’è anche
la storia dei portici di Bologna cui è in corso l’istruttoria per diventare patrimonio dell’ Unesco è spiegata ai bambini in un modo divertente anche per i grandi.

Federica Jacobelli, Lucrezia Buganè Lucres Arianna Farricella, ,Giorgio Comaschi, tutti  Eugenio Riccomini

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