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Archive for the ‘Storia e memoria’ Category

Accanto alle manifestazioni la lettura, in 85 punti diversi e di 85 diversi lettori e lettrici, alcune memorie sul passaggio delle 85 persone che sono state straziate dalla bomba nella Stazione di Bologna. In questa location, dietro al Convento di San Domenico, alcune letture rievocative

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Basta un titolo costruito bene, una foto che colpisca l’attenzione di tutti, e il gioco è fatto. Distrarre le persone dalla verità è facilissimo: come depistarle da una verità storica: scomoda. Manipolare gli elementi probatori, eluderli o segretarli, per chi sa farlo e possiede gli strumenti giusti, è un attimo. Non ci vuole niente.

La superficialità dei social, poi, fa tutto il resto.

“Photoshoppare” due foto per generarne una, modificando la realtà dei fatti, come ho fatto io, è semplicissimo: ma la mia è stata una provocazione conscia, responsabile, “a fin di bene”.

Non tutti però, manipolano la verità con questo scopo.
Ma nella ricerca della verità, i particolari, fanno la differenza.

Quindi, se qualcuno ieri guardando l’orologio da me pubblicato, ha anche solo per un attimo pensato: “in effetti la foto, mi sembrava un po’ strana,…”se ne ricordi: a volte è bene ascoltare le proprie sensazioni: che non sono un caso se si chiamano così.

Fermarsi a pensare con la propria testa, serve a guardare dentro alle cose: non solo a vederle per come ci appaiono.
Le lancette “ferme” sulle 10,25 stanno lì a ricordarci questo.
Ci ricordano il valore di una verità storica contro quella giuridica che s’intende far credere.

Perchè i particolari, possano cambiare la storia.
E possono fare molto male.

Perciò non facciamoci “photoshoppare” la memoria.
Non facciamoci “fotomontare” la realtà.

Massimo Manini

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Christian Boltanski ha un lungo rapporto con l’Italia e con Bologna in particolare. Venti anni fa si tenne in questa città dalle molte ferite la sua prima mostra italiana, “Pentimenti”, all’interno della Villa delle Rose. Nel capoluogo emiliano ci è tornato per realizzare l’installazione dedicata Museo per la memoria di Ustica, la sua prima installazione permanente nel nostro paese realizzata al fianco dei parenti delle vittime. E ora torna per un progetto che coinvolgerà ancora una volta anche la storia della strage di Ustica, ma tutto il tessuto della città. “Ho sempre pensato di voler realizzare opere totali”, ha detto Boltanski presentando anche questo progetto che utilizza diversi linguaggi espressivi in una mostra diffusa, “Anime. Di luogo in luogo” (si è aperta domenica 25 giugno, al MamBo dove – parallelo a queste vare sezioni cittadine – è presente anche un allestimento che ripercorre i suoi lavori precedenti).  

Fanno parte del progetto “Anime” la nuova installazione, “Réserve”, nel bunker della Lunetta Gamberini (inaugurata il 27 giugno, 37° anniversario della strage di Ustica), una performance, “Ultima”, e ancora, fuori dalla cerchia dei viali – nelle vie Agucchi, Arcoveggio, Lenin, Stalingrado, Zanardi… – sono apparsi i “Billboard”: trenta immagini fotografiche che riproducono i dieci sguardi dei partigiani bolognesi caduti nella Resistenza e ripresi nell’opera “Regards”, realizzata nel 1997 e donata alla Galleria d’arte moderna. E un nuovo capitolo si aggiungerà a settembre: “Take me (I’m yours)”, una “fiera” che Boltanski ha voluto anche a New York, Parigi e Londra, protagonisti studenti d’arte e giovani artisti chiamati a realizzare lavori che il pubblico può portarsi liberamente a casa; si terrà al parcheggio Giuriolo…(Mario De Santis)

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/06/24/foto/di_luogo_in_luogo_con_boltanski_a_bologna-168983860/1/#1

 

 

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Un gruppo di studenti ha organizzato un incontro per trasmettere, con le testimonianze, un incontro con i testimoni della Storia, Giusti che hanno salvato le genti durante la guerra e le persecuzioni razziali.

Yom Ha Shoah. 27 di Nissan 5777 Domenica 23/04/2017 ore 17:00 Incontro con i Giusti delle Nazioni Manifestazione indetta da organizzazione Studenti Israeliani di Bologna .

Conduce: Carolina Delburgo Testimonianza : * per la famiglia Furgeri e Gilli, che hanno salvato i Sermoneta: Vanna Furgeri * per Alfredo Giommi che ha salvato i Pardo: Antonio Caselli  per Mario Finzi che ha salvato ebrei a Bologna e Villa Emma (a Nonantola) e  per Vittorio Zanzi che ha salvato ebrei a Cotignola: Lucio Pardo Interventi con musiche ebraiche Violinista Cantante : Paolo Buconi Riprese video : Mistic Media Channel web tv.

 

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Alla Cineteca di Bologna ha avuto luogo, dopo essere stata in altre città l’affollata proiezione di ‘Essere Rossana Rossanda’, il documentario di Mara Chiaretti sulla ex dirigente del Pci e cofondatrice del Manifesto, oggi 92enne.

Da AdnKronos :  https://tinyurl.com/n6xclq7

Il doc ricostruisce l’avventura politica di Rossanda, con l’ausilio di cinque interlocutori (Carlo Freccero, Philippe Daverio, Sandro Lombardi, Fabrizio Barca e Nadia Fusini) che con lei ripercorrono alcune tappe fondamentali: dalla sua esperienza di partigiana all’ingresso nel Pci, dal rapporto con Togliatti alla radiazione dal partito, dal ’68 al rapporto con il movimento femminista, dalla fondazione del ‘Manifesto’ al suo addio al giornale nel 2012, annunciato da lei stessa con un breve articolo in prima pagina, nel quale prendeva atto della “indisponibilità al dialogo” della redazione.

Ma il film di Mara Chiaretti riesce ad indagare la Rossanda da un punto di vista non solo politico (“era il mio obiettivo ma è stato difficilissimo da realizzare perché a Rossana interessava parlare solo di politica”, confessa la regista): così viene fuori ad esempio che l’ex dirigente del Pci, pur essendo atea, frequentava assiduamente l’eremo di Monte Giove dove partecipava a intere giornate di confronto fra credenti e non credenti; o che avrebbe tanto desiderato assomigliare ad Ava Gardner, perché il suo sguardo lasciava intendere che oltre alla bellezza possedesse una certa personalità; che si interessava alla pop art, così poco in voga tra i ‘comunisti del secolo scorso’, e che dedicava grande attenzione al suo aspetto (“io e una mia amica di Genova fummo tra le prime nel partito ad utilizzare un poco di ombretto”) e alla moda.

Alla Cineteca di Bologna ha avuto luogo un dibattito con la regista Mara Chiaretti, Sergio Caserta, Loris Campetti, Franco “Bifo” Berardi , la presentazione di Anna Fiaccarini . Intervento telefonico di Rossana Rossanda.

 

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L’11 marzo del 1977 ci lasciava Francesco Lorusso che oggi ricordiamo in Via Mascarella. Una foto dei funerali di Francesco Lorusso di Enrico Scuro

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il fotografo Enrico Scuro e Marzia Bisognin

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i fatti di marzo la bibliografia

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Jimmy Bellafronte accanto ad una foto degli Skiantos

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Radio Alice la foto è di Ambrogio Vitali

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A 40 anni dalla sua chiusura, una mostra fotografica ricorda Radio Alice e la città creativa che le girava intorno.
Dal 22/2 al 12/3 tutti i giorni dalle 9 alle 20. Ingresso libero. In Via Roncati, 90. Aperto tutti i giorni ad orario continuato fino alle 19,30
Inaugurazione 22 Feb ore 18:30 , alle 19 visita guidata.

Foto di Enrico Scuro, Giuseppe Cannistra, Stefano Aspiranti, Fabio Pancaldi, Luciano Capelli, Luciano Nadalini, Andrea Ruggeri, Elio Baldini, Marzia Bisognin, Emanuele Angiuli, Valeria Medica.

Testi di Enrico Palandri, Maurizio Torrealta, Valerio Minnella, Massimo Marino, Andrea Ruggeri, Paolo Ricci, Felice Liperi, Franco Berardi, Carlo Rovelli, Emanuele Angiuli, Roberto Grandi, Elio Baldini, Jimmy Bellafronte, Stefano Saviotti, Roberto Nanni.

Realizzazione e catalogo: Nino Iorfino.

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