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Archive for the ‘Storia e memoria’ Category

La segretaria dell’Associazione mistic media, la scrittrice  Carolyne Delburgo è stata invitata al Senato per un’audizione , il suo caso è quella di profuga dall’Egitto, la sua fuga verso la salvezza è avvenuta tramite la nave Achylleos che ha salvato  i profughi in Puglia, in un ex campo militare , correva l’anno 1956  in quei locali ora , Carolyne propone un memoriale per toglierli dalla polvere del tempo.

Ha inviato il testo scritto del suo intervento e la sua storia

Desidero ringraziare il Senato e l’UCEI per avermi invitata oggi dandomi in questa importante se perché mi dà l’opportunità di esporre un sogno che ho da tanti anni.

Mi chiamo Carolina Delburgo e sono una cittadina italiana ebrea nata in Egitto come tutta la mia famiglia che ivi viveva da tante generazioni. Avevo 10 anni quando di notte arrestarono mio padre a casa, e lo prelevarono senza dirci dove lo avrebbero portato. Pochi giorni dopo il Console italiano informò mia madre che aveva tre settimane di tempo per lasciare l’Egitto con noi 2 bambini: mio fratello ed io. Tutto lasciammo al Cairo e nulla ci aspettavamo in Italia. Fummo imbarcati per l’Italia sulla nave greca Achyllèos ed arrivammo a Brindisi all’alba di domenica 29/11/1956.

Con dei pullman, ci portarono nella ex Stazione Sanitaria Marittima di Mater Domini di Brindisi. Era un vecchio campo militare della 2a guerra mondale. Era immersa in una grande pineta vicino al mare ed all’aeroporto militare della NATO.

La mia famiglia rimase nella ex Stazione Sanitaria Marittima fino alla fine di dicembre 1956. Mio padre trovò a Napoli un lavoro e successivamente lo trovò anche mamma. Da allora cominciò una vita dura, difficile e piena di peripezie. Tuttavia i miei ce l hanno fatta.

Per anni, il ricordo della ex Stazione Sanitaria è sempre rimasto vivo dentro di me, tanto da andare a cercarlo e trovarlo, incontrando mille difficoltà. Lo rividi e rimasi dispiaciuta nel vederlo degradato con alte erbacce ed in uno stato di grande degrado. Tornata a Bologna grazie ad Internet, scoprii che era il sindaco di Brindisi. Era Domenico Minnitti. Gli scrissi una lunga lettera raccontandogli le nostre vicissitudini e la calda ed affettuosa accoglienza ricevuta dai brindisini. Ebbene, sono stata invitata da lui a partecipare il 29/11/2006 ad un evento, per ricordare i 50 anni dell’arrivo di ebrei italiani cacciati dall’Egitto, ponendo un basso rilievo vicino all’ingresso del campo.

Ora, il mio desiderio è quello di farne un Memoriale del Bene. Il mondo è pieno di Memorie di del Male di stragi, stermini, massacri. Per una volta sarebbe ben bello poter avere un Memoriale che ricordi il Bene e l’Amore.

La memoria non è solo musei, quadri, statue, ma anche quei luoghi intrisi di storia e, per Brindisi, di più di 100 anni di solidarietà verso tutti. Non solo verso ebrei.

Perché non farla conoscere ai giovani? Perché non fare conoscere questa realtà da portare anche ad esempio, alle generazioni future?

Oggi, mi trovo qui, nella sede giusta per chiedere aiuto a voi per realizzare un Memoriale del Bene in quel luogo così caro. Ho già fondato un’associazione onlus “Goccia di latte”, ho già un progetto di massima su cui indire un concorso internazionale. Ora si tratta di prenderlo in considerazione.

Vi ringrazio per l’attenzione

I locali dell’ex ospedale militare di Brindisi in cui la scrittrice Carolyne Del Burgo è stata ospitata e salvata nel 1956  e chiede che venga restaurata e riaperta alla memoria

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Le onde della memoria.
Radio e conflitti

Peppino Ortoleva
professore ordinario – Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Torino

Gabriele Falciasecca
presidente Fondazione Marconi

Sara Zambotti
conduttrice radiofonica, cronista, docente, antropologa, scrittrice e artista

Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna

ingresso ad offerta libera

Grazie alla collaborazione con l’Ufficio Mobilità sarà possibile parcheggiare in piazza San Domenico nello spazio delimitato  fra la via Garofalo e via  Rolandino

NOTIZIE
LE VIE DELLA MEMORIA

Mostra di immagini del fotografo Aniceto Antilopi

Dolore e Libertà

La Linea Gotica è stata un groviglio di mondi e di passioni, un atroce susseguirsi di vita e di morte, un tritacarne, un girone infernale.
Mesi dominati dal dolore e dalla violenza, da sofferenze inflitte o patite, vittime e carnefici, prede della paura e interpreti della brutalità, eroismo ed angoscia, patiboli e distruzioni, la bestialità della guerra.
Ma è stata anche un prima e un dopo, un punto di non ritorno, un’occasione di quelle in cui bisogna scegliere, perché da quel confine in poi niente sarebbe stato come prima.
È stata soprattutto il momento finale di un desiderio di riscatto, l’apice del sussulto di dignità che ha percorso l’Italia e che attraverso quella cruenta purificazione è riuscito a diventare Libertà.
Queste fotografie vogliono essere una sequenza di impressioni.
Non si tratta di una ricerca sistematica, né tantomeno di una schedatura per immagini riferita alle centinaia di segni che settant’anni dopo ancora riconducono alla Linea Gotica, non ha pretese di completezza o di organicità.
È un modo per cercare di fermare i sentimenti che si provano dinanzi ai monumenti, camminando fra le tombe e le lapidi, di fronte ai lunghi elenchi di morti, nei resti dei ricoveri abbandonati e nei bunker di cemento, nelle cripte e negli ossari, sui crinali dell’Appennino, davanti alle vallate, alle spiagge, agli argini dei fiumi.
È un tentativo di rendere fotograficamente le mie emozioni.
(Aniceto Antilopi)

Le fotografie sono il frutto di uno studio del fotografo Aniceto Antilopi durato due anni (2013-2015), durante i quali egli ha visitato e documentato il territorio interessato dalla Linea Gotica, dalla Versilia fino a Pesaro, fotografando paesaggi, fortificazioni, monumenti, lapidi e cimiteri dove riposano le vittime civili delle stragi e i giovani di tutte le nazionalità caduti in questa zona durante la fase finale della seconda guerra mondiale.
Con parte delle immagini è stata realizzata una mostra fotografica composta da 85 fotografie in bianco e nero. Il “Gruppo di Studi Gente di Gaggio” ha pubblicato un catalogo in lingua italiana e inglese di oltre 200 pagine che accompagna la suddetta mostra, già allestita in varie sedi delle province interessate (Lucca, Pistoia, Bologna, Cesena, Rimini) e anche in Lombardia.
Le foto sono montate su cornici in legno di cm 45×55 con passepartout di colore bianco.

Info: la mostra sarà aperta dal 21/11 al 7/12 – 051581718 – 3404817977

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Dalla scrittrice Carolina  Del Burgo  una notizia, un’audizione al Senato

la Commissione esteri del Senato per confermare che l’audizione sarà il giorno 7 dicembre alle ore 8,30.
Come da programma inviato al Senato e che per vostra comodità vi allego nuovamente saranno presenti con intervento di massimo 10 minuti ciascuno:
David Meghnagi
Victor Magiar
Carolina Del Burgo
Vittorio Mosseri
Sono invitati in qualità di spettatori uditori
Vice ambasciatore o Consigliere Raffi Erdreich

 

Richiesta Audizione Comm. Affari Esteri del Senato

L’esodo della popolazione ebraica dai paesi arabi inizia molto prima della nascita di Israele. E’ il risultato di
processi storici complessi che hanno come sfondo il fatto che l’emancipazione degli ebrei dalla condizione di
minoranze dhimmi (popoli vinti e assoggettati e protetti sulla base del “Patto di Omar”) non sia maturata per
un processo endogeno, ma sia stata il risultato dell’impatto della società araba con quella europea con le sue
molteplici conseguenze.
Oggetto di ripetuti pogrom, trasformati progressivamente in ostaggi, percepiti come “stranieri” e come
nemici potenziali, gli ebrei del mondo arabo hanno abbandonato progressivamente i loro paesi.
Negli anni cinquanta e inizi sessanta l’esodo degli ebrei dal mondo arabo assume proporzioni di massa. A
ondate gli ebrei abbandonano i loro paesi di origine per Israele, l’Europa e le Americhe. Il numero complessivo
ammonta a circa 850.000 persone. In particolare si stimano i fuoriusciti da: Iraq 135.000, Egitto 75.000,
Algeria 75.000, Libano 5.000, Libia 40.000, Marocco 265.000, Siria 30.000, Tunisia 70.000, Yemen 60.000.
Un intero ciclo storico, cominciato prima della nascita di Israele, si termina con lo scoppio della guerra del
giugno 1967. Trasformati in ostaggi, oggetto di pogrom, a parte il Marocco, dove esiste ancora una comunità
ebraica visibile, gli “ultimi” ebrei del mondo arabo lasciano i loro paesi.
La storia degli ebrei del mondo arabo è stata largamente rimossa. Una rivisitazione e rievocazione della
vicenda storica degli ebrei del mondo arabo, della loro cultura e delle loro memorie, della loro fuga silenziosa
dopo sanguinosi pogrom, sono uno dei passaggi chiave per contrastare i molti luoghi comuni del conflitto
arabo israeliano e per una riflessione sui fenomeni politico-giuridici di grande attualità dell’immigrazione in
Europa dai Paesi arabi.
Programma interventi:
– Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni: apertura (5’)
– Assessore Cultura Ucei, David Meghnagi: Rappresentazione storica dell’esodo (15’)
– Rappresentante Ebrei di Libia, Scialom Tesciuba: testimonianza personale (8’)
– Consigliere Ucei, Victor Magiar: testimonianza personale (8’)
– Consigliere Saul Meghnagi, testimonianza personale. (8’)
– Rappresentante Comitato Ebrei espulsi dall’Egitto: Carolina Del Burgo (8’)
– Presidente Comunità di Livorno (espulso dall’Egitto): Vittorio Mosseri: Accoglienza popolazioni in
fuga e ruolo Istituzioni pubbliche (8’)
Domande e risposte dei Senatori e dei Parlamentari
Invitati presenziare senza intervento:
– Ambasciata di Israele in Italia: vice Ambasciatore Dan Haezrachi
– Presidente della Comunità di Roma: Ruth Dureghello
– Presidente della Comunità di Milano: Milo Hasbani
– Presidente Assemblea Rabbinica Italiana: Rav Alfonso Arbib
– 1 iscritto dalla Comunità ebraica di Milano di origine Persiana/Siriana.

 

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sabato 2 dicembre 2017
ore 18.00

presentazione del libro
Generare Dio
di Massimo Cacciari

dialoga con l’autore
fra Giovanni Bertuzzi O. P.
Direttore Centro San Domenico – Bologna

Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna

ingresso ad offerta libera

giovedì 7 dicembre 2017
ore 21
 

eccezionalmente di giovedì

 

Le onde della memoria.

Radio e conflitti

 

Peppino Ortoleva

professore ordinario – Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Torino

 
Sara Zambotti
conduttrice radiofonica, cronista, docente, antropologa, scrittrice e artista
 
Gabriele Falciasecca
presidente Fondazione Marconi
 
 
Salone Bolognini
Convento San Domenico
piazza San Domenico 13
Bologna
 
ingresso ad offerta libera

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 Sabato 25 Novembre 2017

Partenza ore 8.15 con pullman da piazza San Domenico;

Ore 8.30 fermata presso parcheggio principale  della Certosa, quello su Via Gandhi, qui vi è la possibilità di lasciare le proprie auto e salire in pullman;

ore 10.00 a Castel D’Aiano: se il tempo è bello si potrebbe raggiungere, circa  in mezz’ora, Monte della Spé per vedere le trincee della Linea Gotica.

In caso di pioggia o cattivo tempo, a Castel d’Aiano si andrà a vedere la proiezione del Plastico della Linea Gotica (circa 50′)

Trasferimento a Iola di Montese (20′): visita al Museo (max 1 ora) che conserva una ricca collezione di reperti storici della Linea Gotica e della cultura materiale della montagna modenese. Se il tempo lo permetterà si potrà salire in cima a Monte Terminale (15′) per visitare anche qui postazioni tedesche e americane.

ore 13,00 (o anche prima in caso di maltempo) Pranzo presso l’Agriturismo Le Padulle a Iola.

ore 15.00 partenza per Bologna.

Per informazioni e adesioni:  Tel. 051 581718 – 3404817977 o tramite posta elettronica  centrosandomenicobo@gmail.com
Con il contributo:

NOTIZIE

LE VIE DELLA MEMORIA

Mostra di immagini del fotografo Aniceto Antilopi

Dolore e Libertà

La Linea Gotica è stata un groviglio di mondi e di passioni, un atroce susseguirsi di vita e di morte, un tritacarne, un girone infernale.

Mesi dominati dal dolore e dalla violenza, da sofferenze inflitte o patite, vittime e carnefici, prede della paura e interpreti della brutalità, eroismo ed angoscia, patiboli e distruzioni, la bestialità della guerra.

Ma è stata anche un prima e un dopo, un punto di non ritorno, un’occasione di quelle in cui bisogna scegliere, perché da quel confine in poi niente sarebbe stato come prima.

È stata soprattutto il momento finale di un desiderio di riscatto, l’apice del sussulto di dignità che ha percorso l’Italia e che attraverso quella cruenta purificazione è riuscito a diventare Libertà.

Queste fotografie vogliono essere una sequenza di impressioni.

Non si tratta di una ricerca sistematica, né tantomeno di una schedatura per immagini riferita alle centinaia di segni che settant’anni dopo ancora riconducono alla Linea Gotica, non ha pretese di completezza o di organicità.

È un modo per cercare di fermare i sentimenti che si provano dinanzi ai monumenti, camminando fra le tombe e le lapidi, di fronte ai lunghi elenchi di morti, nei resti dei ricoveri abbandonati e nei bunker di cemento, nelle cripte e negli ossari, sui crinali dell’Appennino, davanti alle vallate, alle spiagge, agli argini dei fiumi.

È un tentativo di rendere fotograficamente le mie emozioni.

(Aniceto Antilopi)

Le fotografie sono il frutto di uno studio del fotografo Aniceto Antilopi durato due anni (2013-2015), durante i quali egli ha visitato e documentato il territorio interessato dalla Linea Gotica, dalla Versilia fino a Pesaro, fotografando paesaggi, fortificazioni, monumenti, lapidi e cimiteri dove riposano le vittime civili delle stragi e i giovani di tutte le nazionalità caduti in questa zona durante la fase finale della seconda guerra mondiale.

Con parte delle immagini è stata realizzata una mostra fotografica composta da 85 fotografie in bianco e nero. Il “Gruppo di Studi Gente di Gaggio” ha pubblicato un catalogo in lingua italiana e inglese di oltre 200 pagine che accompagna la suddetta mostra, già allestita in varie sedi delle province interessate (Lucca, Pistoia, Bologna, Cesena, Rimini) e anche in Lombardia.

Le foto sono montate su cornici in legno di cm 45×55 con passepartout di colore bianco.

Info: la mostra, allestita nella Biblioteca del Convento San Domenico, è aperta dal 21/11 al 7/12

Prenotazioni : 051581718 – 3404817977
Con il contributo:

Info: Centro San Domenico – piazza San Domenico 12 – 40124 Bologna

tel 051 581718 – fax 051 3395252 – www.centrosandomenico.it

 

LE ATTIVITÀ DEL CENTRO SAN DOMENICO SONO REALIZZATE GRAZIE AL CONTRIBUTO DI :

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA, MARCHESINI GROUP, UNICREDIT BANCA, BCC FELSINEA CREDITO COOPERATIVO, CASSA RISPARMIO DI BOLOGNA,  COOP ALLEANZA 3.0, FONDAZIONE UNIPOLIS, GVM (Gruppo Villa Maria)

 

 

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All’Archiginnasio di Bologna : inaugurazione il 24 novembre della mostra : Il Fronte in corsia. Il Rizzoli nella retrovia della Grande Guerra.

Per l’occasione, alle 18.30, si terrà lo spettacolo Rapporto bianco di e con Massimo Manini.

Inaugurazione e spettacolo ingresso gratuito. La mostra è visitabile dal 25 novembre al 31 dicembre, ingresso con il biglietto del Teatro Anatomico.

Di più :

http://www.bibliotechebologna.it/eventi/51430/date/2017-11-24/date_from/2017-11-24/id/93350

 

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Bologna – 22/23/30 novembre 2017

«Io non punterei mai la macchina da presa sul mio ombelico, ma solo e soltanto sulla realtà esterna che impegna il mio essere. Per questo ho scelto un cinema non allusivo o di fiction. Il mio è fatto con nomi e cognomi.» Giuseppe Ferrara

Il 25 giugno 2016 è scomparso a Roma il regista Giuseppe Ferrara, da sempre culturalmente e civilmente impegnato nello svelamento dei retroscena meno “visibili” della storia contemporanea italiana. Come ha ricordato anche Luigi Ciotti nel corso di una lezione agli studenti dell’Università di Bologna, Ferrara è tra i pochi registi italiani che hanno cercato di dare un contributo alla ricerca e alla divulgazione della verità su alcuni episodi che hanno segnato la storia della Repubblica. Ed è tra i tanti artisti italiani che rischiano di essere presto dimenticati.

Non casualmente, questo omaggio – condiviso da Piantiamolamemoria, Cineteca di Bologna, D.ER, Arci Bologna, in collaborazione con Politicamente Scorretto (Comune di Casalecchio di Reno) – si svolge nel 35° anniversario della strage di via Carini a Palermo (3 settembre 1982), in cui furono assassinati Carlo Alberto dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo.
Uno dei crimini italiani che Giuseppe Ferrara affrontò, a due anni dalla strage, in una delle sue pellicole più celebri: il film “Cento giorni a Palermo” (1984).

 

Giovedì 23 novembre – ore 17.00 – Cinema Lumière

Proiezione di documentari di Giuseppe Ferrara: 

LA CAMORRA (1965)

LA CITTÀ FETICCIO (1969)

TERZO MONDO SOTTO CASA (1970)

LA FABBRICA DEGLI ANGELI (1971)

Intervengono Tiziana Gagnor Enza Negroni, regista (Documentaristi Emilia-Romagna)

Giovedì 30 novembre – dalle ore 9.00 – Sala Polivalente Assemblea legislativa Emilia-Romagna (Viale Aldo Moro 50)

Educare all’utilizzo dei media, dalla tv al web, dai social ai blog (nell’ambito del seminario FOCUS MEDIA E LEGALITA’)

Intervengono

Marco Coppola, Piantiamolamemoria

Federico Lacche, Libera Radio

Marina Caporale, Corecom E-R

Grazie dell’attenzione.

Riccardo Lenzi

Associazione Piantiamolamemoria

3470610782

www.piantiamolamemoria.org

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